Che cos'hanno in comune Mary Quant e la Lady di Ferro, la principessa più principessa del mondo e Virginia Woolf? La patria, la lingua, la cultura; la tenacia, la personalità, la capacità di trasformazione. Roberto Bertinetti racconta il segno che hanno lasciato nella storia come nella vita culturale e sociale del loro Paese. Ne risultano tanti ritratti di tempi diversi, di modi diversi di vivere e conquistare il proprio spazio nel mondo, a comporre un disegno complessivo che dà conto dell'estrema forza di queste donne, delle loro energie, del loro modo specialissimo di essere e di saper cambiare.
Questo libro è esattamente quello che sembra: brevi biografie di donne inglesi influenti nella storia, la letteratura e il costume. Sulla carta in quanto appassionata di cultura anglosassone doveva piacermi moltissimo, invece non è andata così, perchè i ritratti che offre sono appena abbozzati; ottimi per chi vuole un'infarinatura generale sulle figure di cui si parla, ma poveri di informazioni e di vero approfondimento. Paradossalmente delle figure di cui mi interessava davvero sapere qualcosa conoscevo già ben più di quel che è raccontato nel libro, delle altre non mi importava prima e le poche pagine a loro dedicate non sono bastate ad accendere il mio interesse. Sono rimasta insoddisfatta e mai davvero presa da quel che leggevo, ma non posso dare la colpa all'opera perchè come dicevo in apertura non prometteva di essere nulla di diverso da quel che si è rivelata: una lettura poco impegnativa e adatta a tutti, scritta in stile chiaro e scorrevole. Niente difetti evidenti, solo una generale mancanza di profondità e spessore.
L'isola delle donne è un libro che ogni amante dell'Inghilterra dovrebbe leggere. Chiudere l'ultima pagina non significa solo aver conosciuto molte delle figure femminili più celebri della storia inglese, ma anche essere proiettati per le strade di Londra o dei tipici villaggi dell'isola. Significa veder crescere queste donne, scoprire come si sono affacciate al mondo, con quali ambizioni si sono misurate e, in ultimo, festeggiare i loro successi, dovuti al fatto che quello stesso mondo che loro hanno studiato, descritto e tanto arricchito le ha amate immensamente in passato, le ama oggi e continuerà ad amarle. Leggere questo libro, per ogni donna ma non solo, significa sentirsi dire, da voci che non si può non considerare tra le più autorevoli, "ce la puoi fare anche tu".
Non è un'isola immaginaria, ma si tratta del Regno Unito che a partire dal Cinquecento ha avuto al vertice politico, letterario e culturale figure femminili di spicco, che hanno rivoluzionario la storia del Paese, contribuendo a influenzare le sue sorti a livello internazionale.
Da Elisabetta , figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, sovrana del '500 cui era stata inizialmente preferita la sorellastra Maria, a Vittoria , sovrana illuminata dell' 800 che regnò per oltre 60 anni, con rigore e lungimiranza e che fu la fautrice dell'impero coloniale britannico, passando per Margaret Thatcher , "the Iron Lady", manichea e liberista, leader indiscussa del partito conservatore, figlia d'arte, dall'educazione rigorosa improntata su principi religiosi e antisocialisti, fino ad arrivare alla principessa del popoloDiana Spencer, che da insignificante aristocratica adolescente si trasformerà in moglie sfrontata e socialmente impegnata dell'erede al trono. Il potere è donna anche nella letteratura, da Jane Austen , prima in assoluto a raccontare storie dal punto di vista femminile nel periodo della Reggenza (1811-1820), capostipite del romanzo d'amore femminile, caratterizzato da una critica ironica della società del tempo, con una deviazione anche nel romanzo gotico, pur sempre in chiave ironica, a Virginia Woolf, che vive nel periodo delle guerre mondiali e la cui vita sarà caratterizzata da lunghi periodi di depressione, ideatrice di un nuovo stile letterario col quale cerca di raccontare le relazioni tra i personaggi, fino ad arrivare alla regina del giallo Agatha Christie, femminista, donna indipendente e risoluta, di buona famiglia, una delle mie autrici preferite a cui devo in parte il mio amore per i libri, che abbandonata dal marito riuscirà a rimboccarsi le maniche, trovare un nuovo marito e a fare qualche spedizione archeologica con lui. Altra donna che ha rivoluzionato la cultura britannica è Mary Quant di origini gallesi, con l'ambizione di entrare nel mondo della moda sin da piccolissima, grazie all'incontro con il dandy Alexander Plunkett, poi marito, riuscirà a realizzare il suo sogno e a introdurre delle innovazioni sensazionali nel vestiario britannico culminate con la miniskirt. E sempre nella moda si è particolarmente distinta Vivienne Westwood, espressione dell'anarchia rabbiosa che riversa sui tessuti, creando uno stile provocatorio ed irriverente, unico nel suo genere.
Interessantissima raccolta di biografie sulle donne che, nel loro settore, hanno davvero lasciato un'impronta decisiva a livello globale.
L’autore di questo interessante libro e il suo editore hanno saputo scegliere non solo le giuste storiche signore inglesi sulle quali scrivere, ma anche la data più appropriata per la presentazione del libro. Da Elisabetta I (1533-1603) a Diana Spencer (1961-1997) intercorrono cinque secoli di ricca storia non solo letteraria ma anche umana, sociale e personale.
La storia di nove signore, non so quanto “femministe”, ma certamente molto “femmine”, secondo i canoni sia della storia passata che di quella di oggi. Mi piacerebbe sapere cosa pensa sia di questo libro che delle signore coinvolte nella narrazione, l’on. “Presidenta” della Camera dei Deputati del nostro Paese. Non saprei del resto dire a quale categoria lei si sente di appartenere. Ma questo ha poco a che fare con questo libro.
Il prof. Roberto Bertinetti, docente di lingua e letteratura inglese all’università di Trieste, ha scritto con grande competenza un affresco storico che nessun anglofilo, anglomane o anglofobo può permettersi di ignorare. Un addetto ai lavori, quindi, non uno scrittore qualsiasi. L’editore, lasciata passare la grande abbuffata di celebrazioni per la triste fine dell’ultima figura di donna esaminata nel libro, la principessa Diana, dopo la presentazione del volume da parte dell’autore alla manifestazione “Pordenonelegge”, procederà alla distribuzione nelle librerie. Io l’ho letto nella versione Kindle più economica.
Guarda caso, a proposito di economia, scrive una di queste signore inglesi, Virginia Woolf, nel suo famoso libro “Una stanza tutta per sè”: “Tra le due cose, il voto e il denaro, confesso che il denaro mi sembra infinitamente più importante”. In nome del cervello, perché spiega “la libertà intellettuale dipende da cose materiali”. Ha ben ragione, siamo in Inghilterra ed è da queste parti che qualcuno ha scritto la nota frase “E’ il danaro che fa girare il mondo”. A pensarci bene, lo “sterco del demonio” fa sentire sempre la sua presenza e questo sembra aleggiare anche intorno a queste “gentili” signore inglesi.
Sono nove le «signore impareggiabili» che Roberto Bertinetti ci invita a conoscere: Elisabetta I, e Vittoria, regine, Margaret Thatcher, primo ministro, Lady D, principessa reale infelice, Virginia Woolf, Jane Austen, Agatha Christie, scrittrici di fama, Mary Quant e Vivienne Westwood, personalità creative e di successo. Donne diverse per epoca, famiglia d'origine, ruolo, mentalità, eppure collegate da alcune caratteristiche comuni, al di là del giudizio e della fama storica. Dogmatismo, intransigenza, senso pratico, guadagni. Una volontà di ferro accomuna le signore impareggiabili. Anche quelle dal volto d'angelo come Lady D, che a partire dalla sua fragilità ha creato un mito, quello della principessa del popolo.
E’ vero che per secoli il “potere” in queste isole è stato in mano agli uomini: i lord, il trono, i club fumosi, i parrucconi, i collegi. Solo in apparenza. Non sempre è stato così. È stata soprattutto quella libertà di intelligenza di cui parla la Woolf, molte donne sono state protagoniste della storia di quello che poi diventerà un Regno Unito di tante e diverse “isole”, sia mentali che fisiche. Donne molto anticonformiste, e non a parole; anzi, spesso apparentemente poco femministe nei toni, quanto efficaci nella pratica. Pratica politica, regale, governativa, mediatica, letteraria, del costume.
Mi piace qui ricordare una figura femminile, non presente nel libro, che uno studioso definì essere “una iena in reggiseno”. Mi riferisco a Mary Wollstonecraft Godwin, (1759-1797) la prima vera donna che nella storia della letteratura inglese, e di tutta la letteratura europea a dire il vero, che sia stata non solo “femmina” ma anche “femminista” e “rivoluzionaria”. Non è un caso che sulla falsariga dei “Diritti dell’Uomo”, scrisse i primi, sensazionali, storici “Diritti delle Donne” (1790). Peccato che in questo libro manchi questa figura di donna, morta a soli 38 anni, dopo una vita quanto mai avventurosa e tragica.
Non vi dirò nulla di più su questa galleria di signore inglesi invitandovi alla lettura del libro. Da questi tipi di donne, siano esse impegnate in politica o nella scrittura, nell’arte del governo o in quella della bellezza e della moda, i signori uomini hanno tutto da imparare e, soprattutto, “scoprire”. Esse sanno essere tanto “iene” quanto “angeli” discesi in terra a “governare” in maniera sicuramente diversa da come sono abituati a fare gli uomini.
Se vogliamo crearci una comoda immagine di che tipo di donne hanno abitato da sempre nelle isole britanniche, ogni qualvolta visito Londra, non manco di passare dalle parti del ponte di Westminster, di fronte al Parlamento e guardare l’imponente monumento in bronzo di Boadicea, la mitica regina degli Iceni Celti, che fu a capo e sconfitta di una rivolta contro i Romani verso il 60 d.C. Il monumento venne inaugurato in occasione della grande esibizione del 1851 per volontà ed espressione, sia di forza che di potere, dalla Regina Vittoria, una delle figuri dominanti del libro di Bertinetti.
Il seno scoperto al vento di Boadicea non aveva il “reggiseno” della “iena” Mary in uso soltanto secoli dopo. Il segno della continuità di una storia che si manifesta ancora oggi con il Primo Ministro moderno Theresa May, ferrea guida inglese nella “Brexit”. Senza dire poi nulla di quell’altra realtà che è diventata un mito: la Regina Elisabetta II simbolo delle donne di queste isole che la Manica divide dal Continente. La grande assente di questo libro, alla quale un attento lettore non può non andare col pensiero. Io credo che Elisabetta II, donna tanto moderna quanto antica, rappresenti al meglio lo spirito femminile non tanto inglese, quanto britannico.
Perchè della figura e del mito di Britannia queste donne conservano il carattere riassunto in una immagine che la vede tradizionalmente raffigurata con scudo e tridente. Ha scritto Agatha Christie in un suo libro, a proposito delle donne inglesi dell’ottocento: “Hanno avuto l’innegabile abilità di saper portare gli uomini a fare quello che volevano loro, mostrandosi fragili, delicate, sensibili … Erano davvero schiave ed infelici, oppresse e umiliate? Non è così che le ricordo”. Credo che questo basti per continuare a capire quanto continua ad essere importante l’immagine di una signora anglo-britannica che continua ad usare scudo e tridente.
Non sono biografie ma ritratti, per l’appunto;le parole sono come un susseguirsi di pennellate che creano prima uno schizzo della figura femminile e poi con colori più decisi viene delineata al meglio la particolarità che si vuole evocare.
Un libro sul femminismo e la caparbieta' della donna. L'analisi delle figure femminili e' accurata e resa interessate. Descrizione semplice ed essenziale.
Sono arrivata quasi per caso a questo volume che mi ha attratto per l'autore e per la varietà delle 9 donne selezionate a raccontare la Gran Bretagna.
2 regine (Elisabetta 1 e Vittoria), 1 principessa (Lady Diana), 1 politica (Margaret Thatcher), 3 scrittrici (Jane Austen, Virginia Woolf e Agatha Christie) e 2 stiliste (Mary Quant e Vivienne Westwood). La penna che ha curato i nove ritratti è quella di Roberto Bertinetti, professore di letteratura inglese all'Università di Trieste.
Una bella panoramica su queste donne così diverse tra loro, unite dal loro essere inglesi ma, soprattutto, dal loro desiderio di emergere e di raccontare, ognuna a modo suo, un nuovo tipo di donna. Regine che scelgono di non sposarsi e di portare avanti l'ideale della Vergine Guerriera; altre che si fanno forza del proprio matrimonio per guidare la nazione da regno a impero; principesse che sembrano guidate dall'amore ma poi rivelano il loro essere indipendenti e autonome oltre ogni regola; donne di politica in grado di cambiare l'aspetto di una nazione con il proprio operato; scrittrici che, ognuna a suo modo, hanno cambiato non solo il modo di fare letteratura ma anche quello di rappresentare la donna nella letteratura inglese (e mondiale) e stiliste che hanno profondamente rifondato l'immagine delle donne nel mondo.
Unica pecca del volume? Quello che è anche il suo pregio, ovvero il suo essere estremamente divulgativo e adatto a tutti. Si fa leggere velocemente, non indugia in dettagli ma va dritto al punto, forse fin troppo velocemente, forse tralasciando aspetti che avrei preferito più approfonditi ma che lo avrebbero certamente reso più adatto ad un pubblico più "specialistico" ... questo, invece, è un libro adatto proprio a tutti!
Il libro in teoria aveva tutte le carte in regola per piacermi molto ed invece alla fine si è rivelato deludente. Poco più di 350 pagine per nove biografie non consentono alcun approfondimento; forze se l'autore avesse scelto di indagare un solo aspetto della vita di queste donne, il risultato sarebbe stato più interessante. Ma così... Aprendo wikipedia si trovano più informazioni. Un pò a sproposito le citazioni della Austen infilate qua e là ed in generale la narrazione è infarcita di citazioni che appaiono forzate.
La scelta delle biografie è sicuramente interessantissima, ed è di certo un libro scritto bene.
Purtroppo l'autore è un fan sfegatato della Austen e, pur avendo lei un capitolo dedicato, ha deciso di inserire citazioni e piccoli fun fact sull'autrice anche nelle biografie delle altre donne prese in esame, cosa che rende noiosa la lettura se non si è altrettanto fan della Austen (non è il mio caso). Tolto questo _relativamente_ piccolo difetto, è un libro abbastanza godibile e scorrevole.
9 donne, 9 storie. Secoli diversi, ma accomunate da una caratteristica: hanno cambiato il corso della storia della Gran Bretagna e l'essere donne della loro epoca. Un libro appassionante, che sicuramente vi racconterà aspetti della loro vita che non conoscevate.
Non mi è chiaro tuttora quale fosse il disegno dietro la scelta di questi nove ritratti: la biografia di queste donne segue un ritmo molto incostante e fallisce nell'obiettivo più basilare, ovvero far conoscere al lettore queste personalità.