A metà degli anni Ottanta il collegio Santo Spirito di Mantova decide di aprire le sue porte anche alle ragazze. L’arrivo delle allieve stravolge la routine della gloriosa istituzione, con conseguenze tragiche. Venticinque anni dopo, nella medesima città, tre donne sono assassinate in rapida successione e inizia a diffondersi il timore che sia all’opera un serial killer. La scia di sangue sembra inarrestabile e tocca all’ispettore Marco Pioggia, coadiuvato da un esperto di musica e da una criminologa italoamericana, cercare di intuire la prossima mossa dell’assassino. La verità che si nasconde dietro le macabre rappresentazioni inscenate nei delitti è sconvolgente ed è solo l'inizio di un nuovo, terribile gioco.
Ambientato tra Mantova e il lago di Garda, luoghi molto cari al mio cuore, questo thriller è ricco di indizi che però portano in varie direzioni, tutte ingannevoli. La conclusione è inattesa e decisamente non delude.
Il mio percorso con i romanzi di quest’autore è stato inverso: prima ho letto la sua seconda opera, poi sono corsa a leggere questo suo primo romanzo. Il protagonista è sempre l’ispettore Pioggia, Mr Rain, come lo chiama la sua preziosa (e amata) collega Lara. Una lunga sequenza di omicidi li aspetta, un serial killer che sembra pescare nel torbido passato delle vittime partendo da un fatto, una causa scatenante che tutti vorrebbero dimenticare. Il filo conduttore è la musica indimenticabile degli anni ’80: gli omicidi, infatti, vengono studiati a tavolino e messi in scena seguendo il testo delle canzoni. Tutto è fin troppo perfetto: sembra che l’assassino non faccia errori, che sia sempre un passo avanti rispetto alle forze dell’ordine e ai giornalisti che gli stanno dando la caccia, che abbia un gap di tempo per far perdere le proprie tracce lasciando tutti con in mano un pugno di mosche. Che cosa si nasconde nel passato tra le note, la moda, le riviste che hanno accompagnato un’intera generazione di adolescenti? L’ispettore Marco Pioggia riesce a trovare quel sottile fil rouge nella frequentazione da parte di quasi tutte le vittime di un collegio esclusivo, chiuso poi in seguito a un evento drammatico e increscioso. Seguendo un indizio che si rivela essere la scelta vincente, Pioggia scopre il tassello che improvvisamente renderà chiara ogni cosa non lasciando alcun dubbio sul colpevole e sul movente. L’autore presenta uno stile impeccabile: sa pennellare il contesto in cui si svolgono le azioni, mostra gli eventi rendendoli concreti, quasi palpabili, agli occhi del lettore, ne convoglia le ipotesi l’attenzione con suggestivi tocchi da vero maestro. Il finale è rocambolesco e spiazzante: tutti hanno una propria nemesi in questo romanzo, anche Pioggia stesso. Rimane una storia davvero bella, intrigante e avvolgente, come i colorati Moncler degli anni della mia gioventù spensierata. La musica irripetibile di quel periodo, le pettinature improbabili, la moda stravagante, ogni cosa apre una voragine fatta di nostalgia. La struttura del romanzo stesso, un alternarsi di passato (i fatti sono riferiti all’anno 1984) e presente, permette di confrontare continuamente ogni elemento rendendo il lettore cosciente di quante cose che oggi quasi diamo per scontate abbiano avuto inizio in quegli anni e di come tutto sia cambiato davvero in fretta. La caratterizzazione dei personaggi è così colma di sfaccettature da renderli tridimensionali: li si ama o li si odia. L’autore usa sapientemente le pulsioni umane, evocandole per meglio descrivere l’aspetto umano di ogni personaggio presentato. È un romanzo pieno di emozioni e di adrenalina. Dovete assolutamente leggerlo!
RECENSIONE DI “UNA RAGAZZA CATTIVA” DI ALBERTO BERUFFI
Un serial killer si aggira nel mantovano. Sceglie le sue vittime secondo uno schema misterioso; le segue e, a suo modo, le irretisce facendogli abbassare la guardia e poi colpisce. Con violenza, con crudeltà e lasciando ogni volta, sul luogo del crimine, simboli che rimandano a molti anni prima. Cosa lega tutte le vittime del Killer dei Poster? Di quali peccati si sono macchiati tutti coloro che adesso vengono presi di mira ed uccisi? Ma soprattutto chi è il misterioso assassino? E come riesce sempre a colpire senza lasciare mai alcuna traccia? La musica, con celebri canzoni italiane degli anni 80, sembra essere il filo conduttore che unisce i vari crimini e tutte le vittime hanno in comune un segreto terribile del loro passato che hanno fatto di tutto per dimenticare ma che, invece, è tornato a galla. “Una ragazza cattiva” di Alberto Beruffi, Newton&Compton editore, è un thriller costruito su due piani temporali ben distinti tra loro che finiscono però per concatenarsi. È un thriller che potrei definire “colto”, con tanti riferimenti culturali non solo musicali ma anche con citazioni latine che non sono assolutamente saccenti ma funzionali al racconto. È una storia inquietante di soprusi, di violenze fisiche ma soprattutto psicologiche; una lotta di giovani per affermare se stessi che porterà a conseguenze irreparabili. Ma è anche una storia di vendetta; di redenzione; di espiazione della colpa. Una storia a modo suo d’amore. L’amore di quando si è adolescenti; quel primo amore che fa spesso soffrire così tanto da far morire. Ben delineati sono tutti i personaggi. In primis, l’ispettore Marco Pioggia, uomo dal passato doloroso, che si troverà, suo malgrado, a lavorare sul caso e poi tutti i personaggi di contorno che raccontano la storia dal loro punto di vista. Il libro è davvero avvincente e anche se ad un certo punto si intuisce chi possa essere il colpevole, il coup de théâtre lascerà il lettore a bocca aperta. Un bel thriller che vi consiglio e che non vi deluderà.
Perchè ho iniziato con una canzone piuttosto che con una citazione del libro? Semplice perchè la musica, anche in questo romanzo, rimane la protagonista. Dal titolo non si direbbe e invece ci da tanto, tanti indizi per scoprire il colpevole che sta spaventando Mantova e soprattutto gli ex alunni di un liceo cattolico. Finalmente un thriller vecchio stampo che non sia prevedibile o comunque scontato...
Così così. Molti personaggi ma poco approfonditi, stile piatto, trama un po' troppo tirata per i capelli. Devo dire che mi aspettavo molto di più dopo aver letto le recensioni.
Una serie di omicidi, apparentemente collegati tra loro, danno del filo da torcere all’abile ispettore Marco Pioggia che sullo sfondo di una splendida Mantova, cerca di indagare studiando ogni omicidio nel minimo particolare. Chi sarà il killer che l’ispettore e la sua squadra stanno cercando? Sul retro della copertina appare la scritta “La nuova voce del thriller italiano”, posso solo confermare. Ci troviamo di fronte ad un intricato thriller che fino alla fine ci lascia col fiato sospeso. I punti forti di questo libro sono parecchi: i dettagli sono molto curati e mai lasciati al caso, i capitoli sono brevi e la narrazione è alternata tra passato e presente ma non crea confusione nella lettura, la storia è sicuramente molto originale e, non da ultimo, l’intera vicenda si svolge a Mantova che viene più volte descritta nel corso del libro. Ho trovato la lettura molto fluida e coinvolgente. Il finale è inaspettato ma tutti i tasselli arrivano al loro posto. Non vedo l’ora di leggere anche “Prima di morire” che sarà tra le mie prossime letture.
Ho iniziato a leggere questo libro grazie a una mia cara amica, che mi ha portato all’incontro di questo autore e alla presentazione dei suoi due romanzi. Devo dire che fin dall’inizio della sua presentazione, mi hanno attirato subito i libri, tanto da spingermi a comprarli la sera stessa dell’incontro. Ho amato il modo di scrivere dell’autore: canzonatorio e travolgente, a colpi di omicidi e canzoni anni ‘80. Strutturato in due fasce temporali: PASSATO/PRESENTE, si legge tutto d’un fiato. Il finale davvero sconvolgente, anche se avevo quasi indovinato il finale. Un thriller ben scritto e non vedo l’ora di leggere l’avventura successiva dell’ispettore Pioggia, o per gli amici Mr.Rain 😜