Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico.
Grazie al web siamo diventati tutti più vicini, ma non automaticamente dei "buoni vicini". Le tecnologie digitali ci hanno messo in condizione di costante confronto: sui social network diversi mondi - culturali, sociali, religiosi - si incontrano ogni giorno, senza mediazioni. Per farsi capire oggi occorre saper affrontare questa relazione quotidiana con la diversità dell'altro. In questo testo si offre una guida sintetica per imparare a sostenere il proprio punto di vista davanti a chi non è d'accordo, senza litigare ma anche senza scadere nell'asettico politically correct, per costruire confronti pieni di gusto e soddisfazione. È la disputa felice.
Vai sui social come andresti in palestra. Dovessi riassumere il libro di Bruno Mastroianni in sette parole, userei queste. Perché, leggendolo, mi è venuta voglia di pensare ai social come a un posto dove vado a imparare a fare delle cose. Con l'obiettivo di guadagnarci qualcosa, certo, vale a dire la possibilità di capire delle cose che, diversamente, restano un po' oscure.
In fondo mi era già successo. Al referendum del 4 dicembre del 2016, sono andato a votare convinto della mia posizione, dopo essermi confrontato a lungo su facebook, con un gruppo di persone. Gruppo in cui c'erano i 'si', i 'no' e gli 'ancora non lo so'. Ma soprattutto persone con la pazienza di entrare nelle pieghe di un referendum complicato, rifiutando di partecipare al gioco che andava per la maggiore (e cioè lo schierarsi pro/contro Renzi, a prescindere ciò che prevedeva il testo referendario).
Il libro di Mastroianni aiuta a far sì che questo felice caso diventi la regola, non l'eccezione. Certo, bisogna volersi mettere in discussione. Ad esempio bisogna accettare di uscire dalla propria bolla, e avere tra i contatti anche persone con visioni diverse dalle nostre. Sennò parliamo solo tra convertiti, e non ci si guadagna granché.
Quindi, da qui in avanti, farò cose estremamente audaci, come collegarmi e discutere con tifosi della Juve, o - sempre più estremo! - con chi addirittura sostiene che Jovanotti sia un cantante! E, ne sono convinto, avrò dispute che forse non saranno felici, ma certo saranno interessanti, grazie alla guida costituita dal libro di Mastroianni.
Sul come disputare felicemente sul web, ma anche fuori dal web. Lettura interessante nella sua prima parte, sulla teoria della comunicazione, che di base deve pensare all'altro "gli argomenti (in una discussione) non servono a te, ma all'altro." Dalla teoria fuori dal libro passare poi alla pratica sembra facile, ma non lo è.
Che libro veraviglioso! A volte si incontrano delle piccole pepite come questa e si resta incantati. Una bussola di saggezza per navigare serenamente e con eleganza il tema della disputa. Bruno Mastroianni è rassicurante e compassionevole verso il lettore, dandogli suggerimenti semplici e efficaci in questo mondo di urlatori e provocatori.