Un viaggio onirico in una Mosca fantasmagorica, catastrofica, appassionata e appassionante, raccontato dalla penna magica di un moscovita purosangue. Una fluida successione di memorie in cui si fondono frizzante umorismo e ricercato sarcasmo. Ogni immagine ne evoca un'altra e tutto si mescola: discorsi di strada, film americani, fumetti, leggende metropolitane, mitologia, vecchie barzellette e mille altre cose ancora. Un magma linguistico incandescente a cui il lettore, dopo il primo momento di esitazione, non può fare altro che abbandonarsi. Titolo originale: ''Zivite v Moskve'' (2000). Vincitore del premio Russia-Italia per la traduzione di Roberto Lanzi
Mislim da sam imao prevelika očekivanja od ove knjige s obzirom da sam od ranije poznavao rad ovog konceptualnog umjetnika i neoavangardnog moskovskog pjesnika. Ovaj memoarski roman govori o Moskvi 50-tih i 40-tih godina XX st. iz perspektive dječaka, samog pisca koji pripovijeda o kataklizmu staljinizma ali ne iz naivne djetinje vizure već vrlo objektivno i samosvjesno.
Ipak Prigov kao pjesnik ostaje mi daleko bolji s svojom neoavangardnom poezijom koju je pisao pod uticajem Helbnjikova, Vvdenskog i Majakovskog. U prozi je ipak malo dosadnjikav...
Questo libro è stato un viaggio, una nuotata in apnea in una Mosca che ogni poche pagine viene stravolta dalle visioni dell'autore. Difficile stargli dietro, e gli episodi di violenza non mancano. Ogni capitolo - capitoli lunghi - presenta una nuova Mosca, che sovrascrive quella precedente. Se volete affrontarlo, preparatevi a una lettura molto attiva: è richiesto coinvolgimento.