Le storie di Gord Sellar sono un’esplosione di temi su alcune tendenze del futuro prossimo: diritto al longevismo dalla Corea del Sud, terrorismo vegano dal Nord America, tecniche di adescamento ambientale dall’Europa Occidentale e teorie del multiverso dallo spazio profondo. Con una prosa fluida e accattivante, questi quattro racconti, tradotti per la prima volta in italiano da Fabiano Fiore, dimostrano l’esuberanza narrativa di un autore cosmopolita che sa sfruttare ogni aspetto del genere fantascientifico per restituire un’esperienza totalizzante. Questo è Gord Sellar.
Primo approccio con l'autore. Ho letto che la sua permanenza in Corea del Sud ha influenzato i suoi lavori. Non a caso solo uno non è un racconto denuncia. Sono racconti che chiedono molto al lettore, non lo prendono per mano ma gli sbattono in faccia nozioni e situazioni senza chiedere scusa. L'antologia contiene quattro racconti lunghi tutti con prefazione dell'autore alla loro creazione:
Il paese della giovinezza ★★★ Racconto denuncia sul razzismo.
Adescare Rasmussen: un resoconto organico ★★★★ Incredibile maquillage tra genere cyberpunk e un testo esistente su tecniche del rimorchio. Il migliore dei quattro.
I Boddhisittva ★★1/2 Forse è uno dei racconti a cui Sellar tiene di più. Leggendo ho subito capito la cura maniacale usata per creare un'immaginifico basato su un credo esistente. Purtroppo però l'ho trovato troppo complesso e non del tutto chiaro.
Solo con Gandhari ★★★★(quasi) Obesità e consumo della carne in una società futuristica al collasso. Non do quattro stelle piene perchè mi ha ricordato un po' un "Fight club" complesso e meno lineare.
Uno dei peggiori esempi di fiction americana contemporanea, ed è strano dirlo visto che l'autore è un laureato del Clarion workshop. Ogni singolo racconto è infarcito di infodump che avrebbero reso il testo pesante anche nell'era d'oro dello scifi.