Il volume, che accompagna la prima personale italiana di Boris Savelev (Chernowitz, 1948), presenta 62 immagini a colori di uno dei maggiori fotografi russi contemporanei, realizzate in alcune città dell'Europa (Chernowitz, Mosca, Londra, Madrid, Roma). La sezione più ricca è quella dedicata a Reggio Emilia, con 22 immagini che Savelev ha scattato durante il suo soggiorno nell'ottobre 2004. I lavori di Savelev sono intrisi di uno sguardo malinconico, fortemente segnato dalla cultura yiddish della città natale Chernowitz, detta la "piccola Vienna" che, fino all'occupazione nazista, è stata uno dei centri culturali più importanti della Mitteleuropa, con oltre un terzo della popolazione di origine ebraica.
Maestro della luce radente e delle ombre, Savelev è l'erede sovietico delle composizioni frammentate di Lee Friedlander e, forse soprattutto, dell'uso del colore e dello sguardo misterioso di Saul Leiter. Grande fotografo, volume discreto con relativamente poche immagini e una parte finale (fotografie realizzate a Reggio Emilia e Roma) purtroppo non all'altezza di quanto la precede.