Nell'Europa del '500 l'epica cavalleresca incontra i fratelli Grimm. In questa fiaba travolgente l’amore e la ribellione si annodano alla perdita e al ritorno.
Quando la sua famiglia lascia Strasburgo per trasferirsi in un piccolo borgo, dove tutto sembra statico e severo, Viktoria, incurante delle punizioni paterne e dei presagi sinistri del fratello malato, si abbandona al fascino della Foresta Nera e al dolce magnetismo di un legame proibito, finché la verità la richiama a sé per segnare il suo destino.
Gaia Cardinali firma una fiaba sbrigliata, fatta di colori densi e linee sicure, in cui l’amore e la ribellione si annodano alla perdita e al ritorno.
Mi sono lasciata catturare dalla cover di Viktoria fin dalla prima volta che l'ho vista. E' colorata, promette fiabe e divertimento e la protagonista sembra essere esattamente come piace a me: forte ma incredibilmente umana. Siamo nel '500 e Viktoria, dopo essersi trasferita insieme al padre e al fratello malato, passa le sue giornate nella foresta immensa nella fantasia, tentando di sfuggire all'arida realtà. Almeno, questo è ciò che fa finchè non incontra Anya, una abitante della Foresta Nera.
I disegni di questo GN sono semplicemente splendidi. Coloratissimi, delicati, dalle tinte accese ma calde, mi hanno avvolta come una coperta. Sono partita anche io con Viktoria all'avventura. Ho immaginato insieme a lei di essere un cavaliere -un cavaliere, non una principessa! Che meravigliosa sorpresa è stata!-, di sconfiggere mostri e di tornare vittoriosa, nella speranza che qualcosa riesca a curare ciò che debilita il fratello Kristoff. Ho vissuto insieme a Viktoria il suo rapporto con Anya, personaggio che, nella sua semplicità, ho adorato, ed ho assaporato anche io la speranza di una vita migliore. La storia è un po' una fiaba ma nasconde dietro le sue tinte una riflessione profonda su come, in realtà, tutte le società di tutti i tempi sono uguali. Nel '500 i pregiudizi su alcune persone non erano poi molto diversi dai pregiudizi che governano l'uomo di oggi e nemmeno le azioni che sono conseguenza di quei persieri differiscono molto le une dalle altre. Ecco perchè ciò che vive Viktoria è così coinvolgente ed ecco il motivo per cui mi è risultato impossibile entrare in empatia con lei, una ragazza che vuole soltanto vivere secondo i suoi sogni e desideri. Il dolce amaro che sprigiona poi la storia è soltanto la conseguenza a cui porta la paura del diverso da sè e della non conoscenza. La paura ingiustificata di non avere il controllo. La Cardinali ha fatto un ottimo lavoro, Viktoria è un GN che consiglio a tutti perchè a volte è necessario vagare nella Foresta e lasciarsi andare.
È una storia che parla di amicizia, ma soprattutto di come la paura e desideri (mal risposti) di protezione possano spingere le persone a fare del loro peggio. Sotto questi aspetti è anche una storia dai temi tristemente attuali, ma ecco il problema: non coinvolge. I personaggi sono piatti e la storia ingrana la marcia forse troppo tardi, quando ormai la mente del lettore si è persa per altre foreste... sebbene esteticamente la foresta esplorata dalla protagonista sia stupenda. E questa è l’altra faccia della medaglia: se la storia risulta poco convincente, invece ho adorato i colori e tutta l’estetica generale.
"Quale storia vuoi che ti racconti?" "Quella che preferisci... basta che abbia un bel finale. Il mondo è già abbastanza brutto. Uno di quei finali... che ti lasciano con il sorriso. Che ti fanno venire voglia di essere una persona migliore".
"Viktoria" è una Graphic Novel super colorata con una protagonista dotata di una fantasia inesauribile. La sua vita è una continua ricerca di avventura, storie a lieto fine e creature magiche. Peccato che per noi la sorte sarà ben diversa, e potrete capire cosa intendo solo leggendo questa storia. Davvero, ci sono rimasta troppo male. Nella GN ambientata nel '500, la nostra Viktoria si trasferisce in un nuovo villaggio, in una nuova casa, e subito comincia a pensare a dei modi per dare spazio alla sua fantasia. Quando conosce Anya, all'apparenza una ragazza come lei, Viktoria cerca di raccontare il suo incontro a suo fratello, alla cuoca, a suo padre, ma nessuno sembra prenderla sul serio. Questa storia mi ha fatto pensare a quanto la protagonista sia repressa dalla famiglia, ma comunque capace di viaggiare con la mente. Anzi, forse proprio per questo è in grado di essere felice e giocosa. I disegni sono molto colorati e i personaggi hanno tratti particolari che ce li fanno adorare. Però l'autrice mi ha fatto troppo male. Troppo cattiva. Mi avrebbe fatto molto piacere leggere qualche altra avventura di questa bellissima protagonista, invece purtroppo questo non accadrà mai 😢
Una storia nordica dipinta coi colori dell'autunno, una ragazza fantasiosa e sognatrice. Un'amicizia. Lo stile dell'autrice è molto "schizzato" ma molto bello, quello che piace a me, un po' più dettagliato di Noelle Stivenson ma è il mio genere. La storia particolare, le tavole sono piene di disegni, di mostri, di pensieri e racconti di Viktoria. Il finale... mi ha lasciata spiazzata e triste. Peró è una lettura che consiglio molto specie per il periodo.
Il punto di forza di questo libro sono le illustrazioni, veramente splendide. Non sono però stato completamente coinvolto dalla storia, che si dipana su tanti assi diversi ma non sembra collegarli alla fine in una maniera organica. Da un lato sembrebbe una storia sulle libertà personali, dall'altro una storia sulle malattie (fisiche o mentali), dall'altro ancora sull'odio e la xenofobia, ma una rete di sottesi e di ambiguità mi lascia con un dubbio pesante riguardo al finale che, piuttosto che rendermelo potente, lo 'diluisce' perché non so bene a quale o quali di questi filoni vanno attribuite le azioni di alcuni personaggi.
Ambientata nel 1500 la storia ci parla di Viktoria che con suo padre, un medico, e suo fratello malato si trasferisce in una casa isolata da tutto e confinante con un bosco. Costretta dalle ossessioni del padre dispotico a trascorrere le giornate in casa e derisa dagli abitanti della città che la vedono come una strega per il colore rosso dei suoi capelli, Viktoria troverà rifugio e conforto nella foresta. Tra gli arbusti e le foglie lascerà vagare la fantasia, sognando di essere ciò che vuole e di poter fare quello che il suo animo desidera nel profondo. Viktoria è una ragazza visionaria, un brutto male si è portato via sua madre e con il suo anello che considera magico e la sua fantasia troverà un modo di evadere dalla tristezza, nonostante le difficoltà di lasciarsi alle spalle il passato. L’incontro nella foresta con una ragazza di nome Anya cambierà completamente il suo modo di vedere la vita e la porterà a superare le sue paure e ad andare avanti.
La storia è coinvolgente e, dopo solo poche pagine, mi sono ritrovata immersa nel racconto e in pochissimo tempo sono giunta alla conclusione che mi ha riempito di speranza e tristezza. Ciò che mi ha colpito di più però sono i colori di questa Graphic Novel. Le tinte gradevoli esprimono tante sensazioni e uniscono separando al tempo stesso sogno e realtà. Le immagini evocate dalla fantasia di Viktoria sono dalle tinte viola e si mischiano ai colori autunnali con cui è rappresentata la vicenda. Viktoria, poi, è fantastica, esuberante e desiderosa di avere la sua libertà, combatte contro gli stereotipi dell’epoca e le rigide regole imposte dal padre pur di essere sé stessa.
Vi consiglio assolutamente questa Graphic Novel. Un’uscita perfetta per concludere questo mese e le vacanze estive preparandosi all’autunno.
Beh... Concordo sul fatto che i disegni siano la parte migliore della storia. Ho sfogliato un po' di volumi in mostra sul tavolo e questo l'ho scelto subito. Non m'interessava la storia: bastavano i disegni. Anche perché non c'era alcuna trama dietro.
E ho il sospetto che non ci sia molta trama neanche dentro. Si arriva anche a scomodare i fratelli Grimm.
Viktoria si trasferisce da Strasburgo in un piccolo paese in cui viene vista come una strega per via dei capelli rossi. A questo si deve aggiungere un padre vagamento severo e un fratello malaticcio come pochi. L'unico modo per sfuggire alla sua prigione è quello di andare nel bosco, dove conosce Anya, vestita di pelle di lupo.
C'è anche un anello misterioso che sembra dare vita ad immagini fantastiche che vede solo Viktoria. Una malattia di cui tutti hanno paura con conseguente spedizione punitiva. E un libro che guida Viktoria nella foresta.
Ma tutto insieme non riesce ad avere un senso. Forse non aiuta che solo Anya e Viktoria siano personaggi positivi. Tutti gli altri - accompagnati da un disegno meno bello - son negativi.
La fine... M'importava talmente poco di Viktoria che ho pensato subito alla fine peggiore. E non mi è dispiaciuto per niente.
All'inizio era partito come una favola per bambini e poi...boom mi sono ritrovata a bocca aperta, scioccata, un finale dolce-amaro di quelli che non supererò mai, come la morte della madre di Bambi. Mi è piaciuto molto, perché il messaggio è molto forte, la paura del diverso, considerato un mostro, rende te un mostro e ti fa perdere tutto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Questa fiaba mi ha attirata fin dalla prima visione della copertina, che può essere vista come un perfetto riassunto della natura del suo contenuto. Colorato, magico, ancestrale e un po’ inquietante, vi si percepisce un fondo oscuro. ♡ I disegni sono veramente stupendi e mi hanno rapita insieme alla storia, al suo sviluppo, ai dialoghi tra Anya e Viktoria. Il finale è “aperto”, cioè si capisce quello che succede, ma non ci viene direttamente detto, o fatto vedere. Certi punti ho dovuto rileggerli o guardarli più volte per cercare di capire bene le dinamiche o i significati sottesi ai disegni (non so se ci sono riuscita).