A Levermoir, una piccola isola al largo della costa irlandese, tutti si conoscono e la vita sembra scorrere uguale a se stessa da sempre. Liam abita con un padre assente, ha perso da poco la madre e sta cercando di rimettere insieme i pezzi della propria vita. Ma il misterioso suicidio del vecchio farista dà l'avvio a una serie di macabri episodi che trasformeranno profondamente l'isola. Sotto il faro a cui si è impiccato il signor Corry, Liam trova una pietra con delle strane incisioni, simile a quella che la madre aveva nascosto nella serra. Quando scopre che le due pietre, se accostate, diventano una cosa sola, condivide lo stupore con i suoi amici di sempre, Midrius e Dotty. Nel frattempo fatti tragici si susseguono senza tregua: morti sospette, incendi, sparizioni, incidenti stradali, e in ogni occasione fa la sua comparsa un frammento di quella pietra che sembra esercitare un oscuro potere sulla mente delle persone. E Liam si chiede quale sia il suo ruolo in questo disegno del destino. Età di lettura: da 12 anni.
Che avventura straordinaria! Nel libro seguiamo le vicende di Liam un tredicenne che di punto in bianco perde sua madre a causa di un incidente. Pochi mesi dopo Conny, l'uomo che si occupa del faro dell'isola, si "suicida" e proprio lì Liam troverà la seconda pietra! Da quel momento le cose cambiano, le persone iniziano ad impazzire e Liam insieme ai suoi amici e al detective O'Hara dovrà capire cosa sta succedendo sull'isola. Che ruolo hanno le pietre in tutto ciò? Si scoprirà lentamente e ogni rivelazione sarà inaspettata! The Stone mi ha dato molto le vibes di stranger things e di IT, leggetelo e fatevi questo favore. Il libro vi porterà in una terra ricca di leggende, misteri e omicidi!
"Le pietre hanno memoria, Liam. Le pietre non dimenticano. Mai." *** "The stone - la settima pietra" è un thriller per ragazzi che vi regalerà tutte le emozioni degne del genere (e non solo). L'atmosfera irlandese dalle tinte creepy e un pizzico di fantasy, sono solo due delle cose che mi hanno fatto tanto amare questo romanzo. Tra i più bei libri letti fino ad ora quest'anno! La mia recensione: https://youtu.be/cioqwHmjqVI
Levermoir è una piccola isola dell’Irlanda. Un paesino di pescatori, dove la vita è piuttosto tranquilla e monotona finché un giorno non cominciano ad accadere una serie di strani eventi. Tutto inizia con il misterioso suicidio del vecchio farista. Già parlare di suicidio sembra piuttosto strano visto che l’uomo non ha mai fatto pensare a un tale tragico gesto.
Liam, amico dell’uomo, è anche il ragazzo che qualche mese prima ha scoperto il corpo della madre, morta nel suo roseto, in un tragico incidente. In entrambi i luoghi dove sono accadute le due morti, Liam ha trovato una pietra con delle strane incisioni.
Di sicuro non sono pietre normali, visto che se accostate diventano una cosa sola.
Nel frattempo, dopo questa strana scoperta, le morti sospette aumentano, accompagnate da incendi, sparizioni… sembra che a Levermoir tutti stiano impazzendo e anche queste misteriose pietre ritrovate da Liam e i suoi amici continuano ad aumentare. Il mistero si infittisce, non trovate?
The Stone La settima pietra di Guido Sgardoli è un libro che mi è piaciuto davvero molto. Un libro per ragazzi, è vero, ma che non ha nulla da invidiare a un libro thriller/horror indirizzato a un target adulto.
Ma andiamo con ordine.
Da fan di Stephen King non ho potuto non notare i riferimenti ad alcuni suoi libri (forse me li sono anche immaginati) e in generale a qualche caratteristica che contraddistingue i romanzi di questo autore. Gli abitanti di Levermoir ricordano sicuramente le piccole comunità di cui spesso parla King, tra tutte ho subito pensato a Castle Rock.
Anche perché questa escalation di pazzia mi ha subito rimandato a l’ultimo libro letto dell’autore, che è ambientato proprio a Castle Rock: Cose Preziose. Come se questo non bastasse, sia The Stone La settima pietra, sia l’appena citato romanzo di King, iniziano con quella che sembra una semplice bravata: delle lenzuola appena lavate che sono state infangate da qualcuno.
Poi ho pensato spesso a It quando Guido Sgardoli parlava di un posto dell’isola chiamato Burren, che ogni volta nella mia testa pronunciavo Barren (non so in realtà se questa sia la pronuncia corretta), luogo in cui spesso si ritrova il club dei perdenti nel famoso romanzo horror di King.
Infine, nel romanzo di Sgardoli, c’è una scena che è chiaramente un richiamo e un omaggio a Shining di King. E sì, chiaramente sto parlando di un’ascia usata per sfondare la porta di una stanza.
The Stone La settima pietra, vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019, è stato un romanzo che mi ha tenuto incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Si è davvero fatto divorare dalla sottoscritta. Al di là dell’avventura dei ragazzi protagonisti, del mistero, delle morti sospette, dell’escalation di follia, un altro aspetto che mi è piaciuto molto è stata la contestualizzazione, il luogo in cui tutta la vicenda si svolge.
Guido Sgardoli anche da questo punto di vista è stato molto bravo perché ho sempre avuto l’impressione di essere proprio lì, in Irlanda, in una giornata grigia, piovosa e ventosa. Io dentro casa, al caldo, con una tazza di tè fumante tra le mani, il camino acceso, accoccolata sul divano, con una coperta sulle gambe, mentre fuori imperversa la bufera. Quando alzavo lo sguardo dal libro mi sembrava di essere lì, e vedere il mare in tempesta, le onde che sbattevano contro le rocce, il faro che illuminava la via.
Ed è davvero bello quando un libro riesce a calare il lettore in questo modo, quando gli trasmette la sensazione di essere nello stesso luogo e nello stesso tempo della storia che sta leggendo. E la sensazione in questo caso è stata davvero vivida, talmente vivida da sembrare reale.
E mi sento di aggiungere che l’autore scrive davvero bene. Uno stile senza fronzoli, diretto, ma che attira il lettore e lo tiene lì, incastrato, obbligandolo a girare una pagina dopo l’altra, fino alla fine, finché non si chiude il libro e l’unica cosa che riesci a dire è “wow”.
Se siete amanti dell'Irlanda, del mistero e delle leggende celtiche, questo è il libro che fa per voi. Lo stile è molto coinvolgente, ma non va mai di fretta e permette di entrare completamente nella storia e nella magia delle pietre. Si nota una chiara ispirazione a Stephen King, come lo stesso autore ha dichiarato, e molte volte mi sono ritrovata a comprare i bambini di IT con quelli di The Stone. Molto interessante la parte relativa alla magia delle pietre e ho notato spesso che l'autore inseriva dettagli e parole o cose che solo qualcuno che conosce a fondo l'Irlanda poteva utilizzare nel modo corretto. Mi sono fatta una cultura su questa bellissima nazione (che ho visitato proprio mentre leggevo il libro in ebook) e ora la amo ancora di più. Bella l'idea dei capitoli dal punto di vista degli abitanti dell'isola per far avere al lettore delle informazioni in più, mi ha quasi ricordato un po i gialli di Joël Dicker. Purtroppo io sono una gran sbadata e visto il numero di personaggi che vengono a far parte della storia, a volte mi capitava di confondere i nomi. Bellissimo il rapporto tra il protagonista Liam e il padre Conner e ho apprezzato anche il personaggio di Midrius. Unica pecca, mi sarebbe piaciuto conoscere le sorti della sua famiglia. L'epilogo mi ha intrigata molto, con quel piccolo elemento che ti fa rimanere con l'ansia di cosa potrebbe succedere in futuro. Ovviamente si tratta di uno standalone ma...chi lo sa?Leggerei volentieri anche un seguito 💕 Mi aspettavo un libro per bambini semplicemente molto lungo invece mi sono ritrovata dentro un'avventura molto cupa e macabra, avvincente e intrisa di magia. Tanti complimenti!
Bel libro! Se devo inserirlo in un genere direi fantasy per ragazzə, ma come al solito non significa che un adulto non possa apprezzarlo, anzi! Diciamo che è un "Cose preziose" che strizza l'occhio ai più giovani, dato che i protagonisti sono un gruppetto di ragazzinə. Viene spontaneo questo paragone, perché l'autore stesso menziona King nelle note, e se si conoscono le storie del re, si fa presto a vedere le somiglianze coi suoi libri (anche con IT per esempio). Comunque scrittura molto scorrevole ma non banale, capitoli molto brevi che spingono in realtà a girare le pagine senza fermarsi! Non ho capito bene la scelta di scrivere la prima parte in prima persona, la seconda parte in terza e poi di nuovo l'ultima parte in prima. Mi ha un po' spezzato il racconto. Per mio gusto personale avrei preferito tutto in prima. Però vabbè questo è gusto mio. Sicuramente c'è una motivazione che non ho colto. Sarei curiosa di leggere altro dell'autore! In ogni caso, per chi ama le classiche atmosfere kingiane, ovvero storie ricche di personaggi, di passato che si ripete, di contrapposizione tra Bene e Male, di avventure più o meno inquietanti che si svolgono in un luogo/comunità molto piccolo/a, il tutto condito con un filo di sano horror, questo romanzo è perfetto!
Semplicemente bellissimo. Liam è un ragazzo di 13 anni che abita su una sperduta isola irlandese che conta a mala pena 400 abitanti. La sua storia, la nostra storia, ha inizio quando un giorno di maggio il ragazzo ritrova nel giardino di casa il corpo senza vita della madre, si ipotizza un incidente ma pochi mesi dopo è il farista dell'isola a morire e sebbene tutto nel suo caso faccia pensare ad un suicidio, Liam trova ai piedi dell'uomo una pietra con delle strane incisioni estremamente simile ad un'altra rinvenuta vicino al corpo della madre. Le due rocce sembrano combaciare... ma non solo: qualcosa fa pensare che esse non siano solamente collegate alle due morti ma anche a tutti gli abitanti dell'isola di Levermoir. Qui mi fermo, perché si tratta di un libro che vale la pena di scoprire pagina dopo pagina. È ricco di misteri, una matassa che inizialmente sembra non aver logica ma che gradualmente si fa sempre più chiara e affascinante fino alla risoluzione finale. Man mano che si procede con la lettura ci si ritrova ad assistere con impotenza al susseguirsi di eventi sempre più drammatici contornati da un'atmosfera sempre più cupa e ansiogena. Splendidi i protagonisti, in particolar modo Liam, e ancor più lo stile di scrittura dell'autore, semplice, diretto ma al tempo stesso elegante e quasi poetico nelle descrizioni. Per concludere non posso far altro che consigliare questo libro a coloro che, indipendentemente dall'età, cercando una lettura piena di thriller e mistero, il tutto contornato da un'affascinante ambientazione irlandese e dalla mitologia di questo popolo.
Se avessi letto questo libro da ragazzina lo avrei adorato, e probabilmente, preso in mano nel periodo giusto, mi avrebbe donato un'estate fantastica. Adesso che (non per mia colpa) sono più grande, ma ancora amo leggere di isole irlandesi e delle loro leggende, me lo sono goduta comunque. Una specie di The Goonies Celtic Edition, The Stone ha tutte le caratteristiche del romanzo d'avventura per ragazzi, compresa una, fondamentale, che troppo spesso viene lasciata a casa: il rispetto per i ragazzi stessi, per la loro intelligenza e la loro fantasia. È questo che leggo nell'impegno dell'autore verso ambientazione e personaggi minori, con tocchi di realismo talvolta crudo e menzioni semplici ma corrette alla mitologia tirata in ballo. Ed è grazie a questi elementi che il romanzo risulta godibile anche per gli adulti (anzi direi che ci fa una figura migliore di alcuni che per il pubblico adulto nascono). Un poco lungo, specie verso la fine (mi ha in effetti sorpreso, anche considerato il target, che qualche editor non abbia sforbiciato ampi pezzi delle ultime 80 o 100 pagine).
Wow!!!non mi aspettavo una lettura così coinvolgente!! Ambientazione fantastica: una piccola isoletta dell'Irlanda, nebbiosa e misteriosa; Personaggi: 4 ragazzini con una grande voglia di avventura,tenaci,intelligenti e coraggiosi; Stile di scrittura: scorrevole ma incalzante; Trama: in una sola parola Magica! Nel nostro panorama italiano abbiamo delle piccole perle come questo libro di un autore che non conoscevo ma che ho apprezzato tantissimo e che merita di essere conosciuto, perchè anche noi italiani abbiamo persone valide che sanno veramente scrivere! La storia mi ha catturato fin dalle prime pagine e non ha mai avuto momenti noiosi fino alla fine, i capitoli non sono lunghissimi ma finiscono sempre per lasciarti un'attesa che ti spinge a continuare nella lettura.. La prima parte è raccontata dal punto di vista del protagonista Liam, mentre la seconda assume il punto di vista di molti altri personaggi minori permettendoci di conoscerli più a fondo e di rivelare molti retroscena che li coinvolgono finalizzati alla trama principale,per poi tornare nella terza parte al POV di Liam. Sarà stato l'alone di magia o di misticismo che pervade la narrazione ma io l'ho letteralmente adorato e adesso che è finito già mi manca la cittadina di Levermoir con tutte le sue stranezze, tutti suoi abitanti che sono uno spaccato di qualunque cittadina, dove ci sono segreti che non si vuole che vengano alla luce, persone buone e persone cattive,strani soggetti, piccole casette e negozietti tipici e una banda di ragazzi che diventano inaspettatamente i protagonisti di quella che sarà la più grande avventura della loro vita che li cambierà e unirà per sempre!Mi ha ricordato tanto il film dei Goonies che tra parentesi adoro!! I personaggi sono magnifici, sono talmente ben caratterizzati che sembra di essere al loro fianco mentre corrono per l'isola e si cacciano nei guai, c'è amicizia, dolore per la perdita, rapporti famigliari conflittuali, amore, magia, mistero, avventura, il male che si annida dove non te lo aspetteresti mai e insomma non manca nulla. Leggetelo non ve ne pentirete!
Questo è un libro complesso e decisamente ben strutturato. Siamo a Levermoir, un'isola in Irlanda composta da poche anime, soprattutto da famiglie di pescatori. Liam ha tredici anni e da poco è orfano di madre. Suo padre è troppo concentrato sul proprio dolore per accorgersi di lui, che si ritrova allo sbando. Può però contare su una cosa preziosissima: l'amicizia. Infatti ha due amici di quelli con la A maiuscola, Midrius e Dotty che per fortuna non lo abbandoneranno neanche nei momenti più difficili. E dovranno affrontarne molti, perché l'isola è come sotto un influsso malefico che porta la gente a commettere atrocità. La trama è articolata e svelata lentamente. Si arriva per gradi a comprendere cosa succede e come riuscire a fermare il male che attanaglia la gente e i veri protagonisti sono proprio i ragazzi, Liam soprattutto. È diviso in tre parti, la prima e l'ultima con il POV di Liam in prima persona, quello in mezzo in terza. Sinceramente non capisco ancora il motivo di questo cambio, che mi ha un po' destabilizzata. È vero che nella parte centrale la storia progredisce anche su cose che non vede Liam, mentre nella prima parte si entra proprio nella sua testa, nel personaggio, ma l'ho trovato strano. Lo stile dell'autore è molto lento e ricco di descrizioni. Non è una lettura scorrevole, io ho impiegato molto a terminarla e non per disinteresse, ma proprio perché ti fa entrare dentro la storia infarcendola di moltissimi particolari, sia sulle persone che sul luogo. L'ambientazione è fondamentale e io l'ho adorata. Aiutata dalle mappe iniziali ho proprio percorso le stradine di Levermoir insieme ai nostri ragazzi. Vengono spiegati usi, costumi e abitudini. Per esempio la questione delle maree per chi come me vive sulla terraferma è stata una rivelazione importante per comprendere meglio i vari passaggi. ... continua sul blog
Mi sono presa il mio tempo per completare la lettura di questo straordinario romanzo per ragazzi (sicuro che sia solo per loro?), non perché non avessi voglia di finirlo in fretta, al contrario: la scrittura avvincente ti lascerebbe attaccata al libro in ogni momento della giornata quando vorresti aprirlo per capire cosa faranno i protagonisti, cosa si nasconde sotto i misteri che si infittiscono sempre più. Ho letto The Stone lentamente perché mi ha aiutato a volare in un periodo in cui siamo tutti costretti a camminare con scarpe di piombo attraverso una strada dissestata e senza una meta. Tutti noi avevamo problemi prima della pandemia, anche io, e tutti i nostri problemi minuscoli o enormi che fossero, improvvisamente sono diventati assolutamente irrisolvibili. Ecco perché ogni giorno avevo un appuntamento con Liam, Midrius, Fionnula e gli altri innumerevoli personaggi magistralmente disegnati dalla penna di Guido Sgardoli (la mia preferita, Dotty, come non amarla?). Ogni giorno, bevendo una tisana, mi sono trovata in un'isola verde e nebbiosa dell'Irlanda sentendo nelle narici l'odore del mare, avendo negli occhi il verde dei boschi, camminando per le strade dell'isola, orientandomi per giungere alle case degli abitanti, diventando una di loro, ogni giorno mi sono trovata coinvolta in azioni valorose e colpi di scena paurosi, imparando che le pietre hanno memoria. La scrittura di Guido Sgardoli ti fa volare e forse, come lui stesso dice nell'epilogo, ti ricorda il coraggio, l'onore, la speranza, l'orgoglio, la compassione, la pietà e il sacro che sono stati la gloria del tuo passato. Qualunque esso sia, aggiungerei io.
Purtroppo non mi è permesso dare più di 5 stelle, quindi limiterò la mia valutazione al massimo possibile! A parte tutto, The Stone è uno di quei libri che mi chiamava da tempo, sarà per l'Irlanda, uno di quei luoghi che una volta che ci sei stato, continua a chiamarti come le sirene di Ulisse, e presto o tardi ci tornerò fisicamente. Ma questo romanzo in qualche modo mi ci ha riportato, con un'ambientazione credibile ed affascinante, un'isola e una comunità mai più vera e un legame forte con il folklore celtico che rende il tutto ancora più accattivante. La lettura è godibilissima, immersiva grazie alla voce di Liam nella prima e nella terza parte, la voce di un ragazzino che si trova ad affrontare un male soverchiante con il coraggio di chi non ha apparentemente alcun potere, salvo scoprire di possedere il più grande dono di tutti: un gruppo di amici formidabile. La seconda parte mi ha un po' spiazzato, ma ti mostra mente e volti di tutti gli abitanti dell'isola, facendoti precipitare nel vortice di follia e orrore che la sta avvolgendo. L'omaggio a zio Stephen è innegabile, ma è un tributo sincero e che a suo modo arricchisce la narrazione ampliando lo sguardo del lettore per entrare ancora di più nelle vicende. Davvero un gran bel romanzo, adatto a lettori più o meno giovani, scritto benissimo e avvincente! Leggetelo!
I pregi di questa storia sono il lavoro di ricerca e la costruzione dettagliata e claustrofobica dell'isola di Levermoire. Ho apprezzato anche il fatto che molte cose non siano state edulcorate nonostante il target di riferimento. Però ho faticato nella lettura, perché non ho apprezzato lo stile. Quanto segue è un ragionamento dovuto al gusto personale, so che alcune di queste caratteristiche potrebbero invece essere attraenti per altri. Il narratore interno di questa storia è spesso invadente e didascalico, si lascia andare ad anticipazioni (non sapevo che di lì a poche ore...), è capace di descrivere pensieri e stati d'animo degli altri personaggi come se fosse telepate e spesso è didascalico nell'introdurre i dialoghi. Inoltre la narrazione in prima persona si alterna con tantissimi capitoli in terza che presentano moltissimi personaggi introducendone storia e situazione. Si è creato quindi la stranissima situazione per cui, nonostante i fatti sanguinosi e decisamente thriller, io non sono riuscita a empatizzare e a farmi prendere dalla vicenda fino all'ultimo centinaio di pagine.
La storia è molto interessante e inizialmente procede velocemente grazie anche all’ambientazione e all’atmosfera, ma l’autore ha voluto allungare troppo il brodo facendo diventare il libro troppo lungo e ripetitivo.
Avvincente! Un po’ difficile ricordare i nomi dei personaggi, paghiamo la cultura latina e la difficoltà del gaelico. A parte questo, il ritmo sostenuto, la trama ben costruita, i personaggi delineati rendono questa lettura meritevole. Per gli amanti del genere avventuroso/ fantasy, una chicca
un libro per ragazzi, non del mio genere, ma scritto bene e in maniera molto semplice. è un bel mattoncino, l’autore ha allungato un po’ troppo il brodo, ma ci sono alcuni capitoli davvero intriganti.
Finale un pelino accelerato e prolissità a parte, ho trovato The Stone immersivo e coinvolgente, una lettura piacevole con toni horror e fantasy che solo gli amanti dei suddetti generi possono davvero apprezzare.
La scuola mi ha disgustosamente dilatato i tempi di lettura, ma l'ho amato sin dalla prima pagina. Unisce tutto quello che posso amare e la scrittura é coinvolgente e bellissima.
Non l'ho ancora finito, ma già posso dire che merita tantissimo. Ben scritto, un thriller sovrannaturale, in parte, per ragazzi ( ma non bambini). Rispetto ad altri libri dallo stesso target, questo è leggermente più maturo, ed adatto a lettori adulti, cosa che ho apprezzato. Per chi ha letto "il porto degli spiriti", avrà una sorta di dejavu, perché l'ambientazione, lo svolgimento e l'approfondimento dei personaggi, (non i protagonisti, ma tutti gli altri dell'isola, della comunità), che svela segreti e altarini che spiegano molte cose. E la stessa cosa succede ne "il porto degli spiriti". Non posso fare a meno di pensare che l'autore sia stato in parte influenzato. Detto questo, è un libro che consiglio sicuramente.
Penso sia il mio libro preferito, purtroppo non se ne parla abbastanza ma io lo consiglio molto, soprattutto negli ultimi capitoli mi ha tenuta attaccata alle pagine come nessun libro aveva mai fatto, mi è piaciuto molto :)