Breve ma splendida silloge che mi è stata donata da Francesco Federico in persona, poeta siciliano contemporaneo che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere di recente alla cerimonia di premiazione di un premio internazionale di poesia ( http://elisapiano.weebly.com/premio-p... ). Il tema del viaggio anima questi versi che profumano di cielo, di vento e di mare; la bellezza e la profondità della sua poesia può essere testimoniata dal testo premiato nell'ambito del suddetto concorso che, già riprodotto in parte sulla copertina del libro, riporto di seguito per intero :
“Il viaggio n. 2”
All’alba di ogni giorno riprendo la mia corsa il difficile viaggio sulla terra e raccolgo gli umori e le parole e trascino il corpo in una città di vento e brezze di mare
e ti cerco, Signore, tra i semafori ferrosi dove Khalèd l’amico algerino tende le mani con il tuo sorriso e sopravvivo senza erosimi con le ali dimezzate nel cubo di cemento del mio ufficio
ti cerco, Signore, in ogni giorno del mio giorno inquieto ed ho voglia di urlare l'infelicità che pulsa nel sangue se l'uomo è un numero senz'anima e senza pensieri ma non è facile, Signore, parlare d'amore sulla terra trascino
i miei pesi, Signore, e aggiungo molecole di acqua ai semi che diventeranno alberi e fiori.
(da "Il viaggio difficile" di Francesco Federico, Federico Editore, Bagheria)