Dopo aver dedicato questi ultimi mesi del 2017 a divorare le graphic novel di Becco Giallo ho capito una cosa: le loro storie sono reali fatti di cronaca - Rina Fort: Cronaca a fumetti, Ilaria Alpi. Il prezzo della verità, Piazza Fontana... -, oppure un toccante pretesto per introdurre un concetto, un'idea, una storia corale: I segni addosso, Destinazione Freetown e, appunto Brancaccio, storie di mafia quotidiana. In Brancaccio seguiamo la storia di una famiglia qualunque in uno dei quartieri più degradati di Palermo dopo la morte di 3P, Padre Pino Puglisi, ucciso da Cosa nostra il giorno del suo 56º compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale. Il giovane figlio sogna di lasciarsi mafia e violenza alle spalle grazie allo studio e, invitato dal docente a scrivere una lettera come se stesse parlando a un amico, a una persona fidata, scrive appunto al defunto padre Puglisi. Racconta gli atti di bullismo a cui non riesce a sottrarsi mentre il padre, onesto venditore ambulante di panelle e crocchè, subisce la versione più adulta delle stesse violenze. Mafiosi adulti e aspiranti mafiosi adolescenti o preadolescenti si imitano l'un l'altro nel quartiere e a farne le spese sarà Nino, il nostro protagonista.
La prefazione è di Rita Borsellino e nella postfazione ci viene presentata la vita di padre Puglisi. Inoltre si racconta la genesi di Addio Pizzo, movimento antimafia italiano, nato e sviluppatosi in Sicilia, impegnato principalmente sul fronte della lotta al racket delle estorsioni mafiose (il cosiddetto pizzo), nato a Palermo nel 2004. Oltre al link qui sopra potete controllare anche Wikipedia.
Una muy buena pieza de historia y arte. Muestra la realidad escondida y cotidiana de uno de los barrios de Palermo, Italia, pero, aún quitando este aspecto documental, sigue siendo una buena pieza de cómic (o de fumetto, debería decir)
Una bella idea, dei bei disegni e atmosfera resa egregiamente. Peccato che sia troppo breve e sembri un’intro, di una graphic novel che vorrei continuasse a raccontarmi storie, persone e scorci palermitani…
La stessa storia, la morte di un ragazzino innocente nel quartiere Brancaccio di Palermo, vista e narrata da 3 occhi diversi: il padre, incastrato in un giro di sfruttamento dal boss locale; la madre, donna di quartiere che tutto vede e nulla vede; il protagonista, che vorrebbe scappare dalla sua città per costruirsi un futuro.
La prefazione di Rita Borsellino è da brividi, così come la storia che colpisce in pieno nel petto.