Maria Callas. La Divina. Un personaggio impossibile da raccontare in modo convenzionale, che Lorenza Natarella affronta con uno stile - biografico, narrativo e visuale - unico e senza precedenti, come la donna la cui vita narra in queste 192 pagine, dal primo all'ultimo giorno, usando una mise en page eclatante, iperbolica ed elegantissima, esaltata da una bicromia nero-rosa deliziosamente glamour. Un libro su una donna senza compromessi, la cui imponente figura si staglia sfacciata su uno sfondo di personaggi di contorno memorabili, da Renata Tebaldi a Luchino Visconti, da Franco Zeffirelli ad Aristotele Onassis, fino a Pier Paolo Pasolini. Una delle dive più grandi di tutti i tempi, di cui ricorre nel 2017 il quarantennale della morte, rivive attraverso le sue boutade rutilanti, il suo genio contorto, il rapporto doloroso con la madre che l'ha fatta e inventata. Una biografia con il respiro di un romanzo.
È una graphic novel sanguigna (bellissima la scelta del rosa come colore predominante, adatta e originale), che mostra la Callas senza pudori di "sporcare" l'immagine della Divina, mettendo in scena tutte le sue appuntite sfaccettature. Amo anche le scelte di lettering, sebbene in alcune vignette rendano difficile la lettura... È forte, intensa, drammatica. È la Callas. Mi è piaciuta da matti, se non si fosse capito <3
Dei tre libri sulla Callas che ho letto, questo è quello che ho apprezzato meno. I disegni non mi sono piaciuti e li ho trovati confusionari ai limiti del mal di testa. La Callas ne esce come una bambina viziata, isterica e capricciosa, il marito come uno zerbino di provincia incapace di star vicino ad una stella... La realtà è davvero un po' più complessa di così. La terribile infanzia che Maria Callas ha dovuto sopportare è, secondo me, centrale nello sviluppo della sua personalità. Si dice che abbia ingerito una tenia (un verme solitario) per dimagrire, ma sembra che invece si sia sottoposta a punture di ormoni per indurre un folle ipertiroidismo... una pazzia insomma. Maria Callas si è sempre sentita imperfetta, sbagliata, indegna di amore ed attenzioni... non era una pazza squilibrata.
La storia di una vita eccezionale (vita, carriera e amori di Maria Callas), raccontata e disegnata con una sensibilità forte e femminile. In un momento in cui vanno di moda le varie "Storie per bambine ribelli", consiglierei fortemente anche questo libro qui.
Avevo adocchiato questa graphic novel in un Libraccio e, visto che non sapevo molto della vita della Callas, mi ero segnato di leggerla. Su un treno Roma-Milano ho deciso di iniziare l'ebook.
Non sono rimasto particolarmente soddisfatto. I disegni hanno uno stile un po' scarabocchio che secondo me non si sposa benissimo con il tema, non dà coerenza allo storytelling. Non sono sempre e solo per i disegni nitidi e chiari, ma mi piace notare un legame tra il tratto e la storia... come succede in Fumettibrutti per esempio. Qui non l'ho trovato.
Inoltre, visto che avevo voglia di saperne di più su questa grande Diva, forse mi aspettavo una storia più didascalica. Natarella invece ci mette davanti un racconto un po' schizofrenico, pieno di salti temporali, che non mi ha trasmesso la giusta enfasi sugli eventi.
Ora, io di graphic novel non sono una grandissima intenditrice ma qualche cosa ho letto e questa mi sembra eccezionale. Trovo che lo stile dell'autrice si sposi perfettamente con il carattere volubile e tragico di Maria Callas. La scelta dei colori (bianco, rosa e nero) e degli episodi salienti, i flashback, l'impaginazione e il lettering sono azzeccatissimi e la storia si fa seguire bene anche da chi non conosceva Maria Callas se non per sentito dire (come me, che poi mi sono letta tutta la biografia su wiki, ho fatto una bacheca su Pinterest con le sue foto più belle e ho ascoltato ore di opera mentre leggevo il libro).
Insomma, se cercate una nuova ossessione - o di rispolverare una vecchia con un po' di glamour- , questa è l'occasione giusta.
Da melomane non potevo non averlo. La registrazione della famosa Traviata di Giulini-Visconti del 1955 l'ho consumata. Questo fumetto però mi è sembrato, appunto, molto fumetto e poco "novel". Molto semplicistico e tirato via. Mi sbaglierò, ma mi sembra che l'autrice si sia basata su lavori degli altri (e il ringraziamento a Camilla Cederna in epigrafe sembra confermarlo) più che su una conoscenza diretta e personale della Callas e del suo lavoro. Non c'è un vero angolo sulla Callas, a parte l'insistenza sull'infanzia e l'adolescenza. Tirata via la conclusione della carriera, l'ultima parte è molto sbrigativa. Bello visivamente, questo sì, soprattutto la raffinata scelta colori. Il font è da mal di testa e non consente quasi di leggere le parole.
Una graphic novel che ho letto tutto di un fiato. Bellissima la scelta del rosa e del nero come colori predominanti delle tavole, del tratto sempre diverso per i dialoghi e le parti “cantate” da Maria Callas. Ci si sente risucchiati in quel mondo, in quegli anni. Si entra in contatto con la personalità della Divina, con le sue fragilità, la sua forza ed i suoi capricci. Davvero un bellissimo modo di raccontare una vita straordinaria come quella di Maria Callas.
Mi dispiace dare 2*, ma io non l'ho capita molto sta graphic. I disegni non mi hanno fatta impazzire, anche se i colori usati li ho trovati adatti. Avrei sicuramente dato una stella in più per un finale diverso.
Un 3,5 che è una media tra un 4 per i bellissimi disegni e lo stile particolare. E un 3 per la struttura narrativa, che a volte tende a essere un po' confusionaria.
Non pensavo fosse un’altra graphic novel su Maria Callas. Scoperta per caso, ma molto apprezzata. Molto diversa anche dalla precedente lettura. Disegni diversi dal solito e ricchi di sentimento.
Ho apprezzato il disegno e la scelta dei colori. Non mi hanno convinto i testi che ho trovato un po' confusionari. Personaggi indagati superficialmente, soprattutto il primo marito di Maria Callas.