Gesù è morto da pochi anni e il dominio romano in Palestina è sempre più saldo. Il popolo di Dio è diviso: sadducei, farisei, esseni e zeloti si combattono sul terreno della fede e sul terreno della politica, schierandosi a favore o a sfavore di Roma. Gabael di Cesarea, nato da madre romana e da padre galileo, vive in prima persona le laceranti contraddizioni del suo tempo. E, per amore di Sara, è il testimone disperato e attonito della caduta di Masada, ultima roccaforte degli zeloti nemici di Roma. Un libro epico e romantico scritto da Bruno Tacconi con il rigore dello storico e la passione del grande narratore
Finito. Purtroppo lo stile raccontato prevale e stempera tutto. Non c'è mai un momento veramente emozionate o commovente. A metà libro il ritmo era buono, ma inizia e finisce abbastanza lentamente. Poi c'è una certa ripetitività tra l'assedio di Gerusalemme e Masada (per quello che capita ai personaggi). Nonostante non mi sia piaciuta più di tanto, sarei curioso di vedere se l'autore, senza la "gabbia" di un fatto storico, sappia coinvolgere di più.
Romanzo avventuroso e contemporaneamente interessante perché rende viva la storia della Giudea degli anni '70 del primo secolo d.C., con le lotte fra le varie sette giudaiche, i patimenti degli ebrei succubi nella loro stessa terra, la distruzione del Tempio di Gerusalemme fino alla sconfitta finale di Masada.
Dando un'occhiata in giro trovo solo recensioni positive e sinceramente non me ne capacito. "Masada" è un romanzo noioso, prolisso e ripetitivo, senza contare gli odiosi personaggi. Le uniche note positive sono le occasionali battute alla fine dei capitoli, almeno Tacconi aveva senso dell'umorismo.