Based on the background of rural society in old China, Family of Poppy depicts several images like Liu Laoxia, Chen Mao, Liu Chencao, etc. Liu Laoxia is a landlord in South, who makes a large amount of fortune relying on planting poppy. In his late years, he tends to let his son Liu Chencao take charge of the property. However, the son has no ambition and ability to support the business. After liberation, the business is forbidden and Liu Laoxias property is gradually going to decline. The longterm hired worker Chen Mao revenges the whole family of the landlord because of years of oppression but failed to be shot by Liu Chencao. The novel through the description of family, history and emotion depicts the decline of a landlord family.
Su Tong (simplified Chinese: 苏童; traditional Chinese: 蘇童; pinyin: Sū Tóng; born January 23, 1963) is the pen name of Chinese writer Tong Zhonggui (童忠贵 Tóng Zhōngguì). He was born in Suzhou and lives in Nanjing.
He entered the Department of Chinese at Beijing Normal University in 1980, and started to publish novels in 1983. He is now vice president of the Jiangsu Writers Association. Known for his controversial writing style, Su is one of the most acclaimed novelists in China.
La prima parola che mi viene in mente per descrivere la scrittura di Su tong è sporca. La seconda è volgare. Ma seguono anche marcia, cattiva, grezza, disagiante... Ci stanno tutte bene. La prima volta che ho letto l'autore ho tentato con i racconti fantastici, e non è andata molto bene. Non mi sono piaciuti, ho trovato il connubio tra questo stile spoglio e crudo con un simbolismo fiabesco poco azzeccato e non mi è rimasto dentro niente. Invece con La casa dell'oppio ho avuto un colpo di fulmine, e sono rimasta intrappolata in un turbine di degrado, papaveri, puzza, fame, violenza, panini, rivoluzione. Bello.
Ci sono dei libri che per essere compresi fino in fondo, ahimè, hanno bisogno del libretto delle istruzioni. Per questo libro c'è, lo ha scritto la traduttrice Rosa Lombardi, ma l'editore ha avuto l'infelice idea di mettere questo "libretto di istruzioni" alla fine, nella postfazione. Eh no! Andava messo nella prefazione. È anche vero che, da bastian contraria quale sono, se avessi letto "Prefazione", l'avrei saltata a piè pari, come faccio sempre, per andare a leggere direttamente il racconto. Non si è mai contenti :D
Il racconto è ambientato negli anni quaranta (e al che mi sono figurata uno scrittore "vecchio", ma poi ho letto che è nato nel 1963), negli anni che precedono la fondazione della Repubblica Popolare cinese, "anni che rappresentano un passaggio epocale nella millenaria storia cinese, cerniera e frattura al tempo stesso tra passato e futuro, tradizione e modernità."
Una storia complessa sul declino di una famiglia di proprietari terrieri che si sono arricchiti con la coltivazione e il commercio dell'oppio, ambientata a Fengyangshu, un paese immaginario nel sud della Cina. Una storia di promiscuità, di violenza, di degrado, in cui tutti i personaggi sono tra loro imparentati.
Un romanzo in cui il voluto continuo alternarsi delle varie voci dei personaggi e di quella narrante, genera molteplici prospettive nelle quali il lettore si sente un po' perso: "Una realtà che si frantuma in una miriade di impressioni, pareri e giudizi anche contraddittori, quasi a formare un pulviscolo, una nebbia che rende difficile, se non impossibile, l'emergere di un'unica visione oggettiva."
Tra 3 e 4 stelle
Nota: le citazioni sono tratte dalla postfazione di Rosa Lombardi.
La storia è ambientata nella prima metà del Novecento, negli anni che precedono la fondazione della Repubblica popolare cinese e in quelli immediatamente successivi, a Fengyangshu, villaggio di fantasia nelle campagne della Cina meridionale, su cui aleggia implacabile l’aroma dell’oppio. Il romanzo narra le vicende della famiglia del latifondista Liu Laoxia, coltivatore e commerciante d’oppio che detiene la proprietà di tutte le terre del villaggio, lavorate da tremila contadini alle sue dipendenze. Il romanzo ha un ritmo avvincente, in un susseguirsi di fatti che sorprendono per la loro imprevedibilità e drammaticità, mettendo l’accento sulla distanza tra la storia cinese e gli abitanti delle zone più remote del Paese, che si trovano a dover fare i conti con situazioni che sfuggono completamente al loro controllo e alla loro comprensione.
Il racconto segue le vicende della famiglia Liu, latifondisti e possidenti di un immenso territorio nella sperduta cittadina di Fengyangshu nella Cina meridionale che adibirono a coltivazione di campi di oppio. In un'alternanza di piani temporali diversi e punti di vista dei vari protagonisti, la storia della famiglia Liu segue il corso della storia, passando da padroni crudeli ma rispettati a uomini e donne travolti dagli eventi della storia e dall'avvendo della Rivoluzione. In senso che si avverte in questo libro è una nebbia scura che riflette bene il clima ottundente dei campi d'oppio e fa da sfondo alle iniquie, crudeltà e promiscuità della famiglia Liu e degli abitanti del villaggio.
3.5⭐ Un libro molto crudo, ma che in poco più di 100 pagine è in grado di inquadrare perfettamente il cambiamento della Cina portato dalla rivoluzione di Mao dal punto di vista di una delle caste più colpite, quella dei latifondisti. Decisamente interessanti anche tutta la serie di metafore con gli animali e, soprattutto, questa presenza costante e soffocante dell'oppio.
" ... non riusciva a dimenticare il sorriso triste e ironico del padre. Non rideva mai, ma quando accadeva era segno che la sciagura era già arrivata. ... " La saga di una famiglia in poco più di 100 pagine. Un racconto duro, personaggi cattivi e abbruttiti, una storia senza speranza dal finale ineluttabile.
Nelle visioni di Su Tong ho trovato diversi elementi che me lo rendono più familiare di quanto mi aspettassi. La storia descritta nel romanzo (parecchio dura, parecchio “cattiva”), è avvolta da atmosfera che ricorda le ossessioni faulkneriane. Mi è piaciuto moltissimo.
Non mi ha entusiasmato particolarmente. È diverso dagli altri libri di Su Tong, mi è sembrato sconnesso in molti punti. Le ultime otto pagine sono più interessanti dell'intero libro. Forse è anche la traduzione a non essere delle migliori.
Carino e immersivo, anche se l'edizione non è delle migliori. A volte non riuscivo a capire quando cambiava il punto di vista in modo chiaro e soprattutto a volte c'erano dei cambi di scena che erano confusionari.