Due stelle e mezza, ma al momento non mi sento proprio di dare la terza. Trovo che il titolo sia leggeremnte fuorviante e che la cosa più interessante sia il glossario iniziale, dove in effetti vengono spiegate le abitudini e le diversità tra l'Unione Sovietica e il resto d'Europa.
Il libro contiene alcuni articoli e memoriali di abitanti della Germania Est che, in modo più o meno ufficiale, hanno deciso di viaggiare nell'URRS in maniera autonoma, cosa abbastanza inusuale. Tra le pagine si percepisce indubbiamente un senso di ribellione, ma non di pericolo e men che meno di proibito. I viaggiatori sono abbastanza svegli da volgere la burocrazia a loro favore.
Ci sono molte foto ad accompagnare i testi e queste restano la parte più interessante, concretizzando per il lettore quanto immaginato tra le pagine. Per il resto, appunto, non mi sono sentita stimolata più di tanto