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Che ne dici di baciarci?

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"Che la vita è solo inganno, un vuoto di memoria, un gioco d'ombra - o un errore di lettura". E di errori di lettura, di colpi di scena, di riferimenti preziosi è ricco questo tagliente e raffinato romanzo di Rayk Wieland, che ripercorre e mostra sotto una luce divertente il lato più paradossale del regime comunista della Germania dell'Est. Il disincantato signor W. un giorno viene contattato per partecipare a un convegno come poeta clandestino nella DDR. Incuriosito pensa subito a un errore: non sapeva di essere poeta, men che meno clandestino. In tutta la vita ha scritto solo qualche poesia alla sua ragazza di Monaco. Ma le poesie sono state intercettate, lette, collezionate e commentate dal regime, e l'adolescente innamorato è diventato un inconsapevole nemico dello Stato. Comincia così un viaggio in una Berlino inedita, e in un passato fatto di fraintendimenti ed equivoci che rivela le contraddizioni e i pericoli alla base di ogni lettura troppo rigida del mondo.
Dopo la nascita del Wenderoman cioè di narrazioni dedicate alla caduta del Muro che riuniscono opere a firma di Günther Grass, Ingo Schulze, Uwe Tellkamp ecco approdare sugli scaffali un romanzo intelligente, affascinante e spiritoso. Vera parodia del genere.

240 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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Rayk Wieland

6 books2 followers

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1 star
3 (5%)
Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Danilo De rossi.
176 reviews9 followers
March 30, 2019
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Un romanzo estremamente breve che, con eleganza e senso dell’umorismo racconta una parentesi della storia contemporanea tedesca, passata ma per certi versi ancora presente.
È il racconto del “sonno della ragione che genera burocrati ottusi e paranoici, che a loro volta generano sudditi afflitti e depressi. Ma non solo.” È il racconto di un uomo che ad anni di distanza dalla caduta del muro di Berlino, e dalla relativa disfatta del modello socialista sovietico, viene invitato a prendere parte in qualità di testimone ad un convegno sulla letteratura clandestina nella Repubblica Democratica Tedesca. Salvo però che lui non è mai stato un poeta. Quanto meno non nelle intenzioni. Ha scritto poesie per la fidanzata del tempo, una ragazza della Repubblica Federale dell’Ovest, questo sì, ma non ha mai coltivato un reale interesse per la scrittura. Eppure su di lui esiste un fascicolo. Le lettere di tale signor W. sono state intercettate dalla Stasi, che quindi lo ha considerato una possibile minaccia per lo Stato socialista. Una mente sovversiva da tenere costantemente sotto controllo e, nel caso, da arginare.
Un romanzo che racconta una vita, forse anche più di una e che, attraverso questa, apre una riflessione sulla sensatezza e l’efficacia del regime totalitario sovietico. O meglio sulla sua insensatezza. Perché se in fin dei conti gli Asburgo hanno lasciato in eredità il Valzer, la DDR cosa ha tramandato ai posteri? Nulla, se non un senso di inadeguatezza che i Tedeschi dell’Est hanno provato dopo la caduta del muro di Berlino. Dopo quell’euforia iniziale che è stata presto sostituita dalla “Ostalgie”, la nostalgia dell’Est. La nostalgia dei tempi che furono, quelli in cui Est e Ovest erano mondi divisi, non solo distanti. In cui l’Est era l’Est senza altre pretese. Perché il crollo del muro non ha di fatto annullato le barriere che per lungo tempo hanno continuato a dividere i due mondi. Per assurdo ha confermato quanto l’uno fosse avanti rispetto all’altro. Quanto i Tedeschi dell’Est non fossero al passo con quelli dell’Ovest.
Una lettura ironica e divertente che con toni dissacranti non solo smonta un ingranaggio, ma lo fa dal suo interno mostrandone anche tutte le contraddizioni.
Profile Image for Andrea Muraro.
756 reviews8 followers
September 1, 2025
"Il fatto che la gioventù svanisca e a un certo punto sia poco più che una stanca raccolta di aneddoti - okay. Anche i confini tra gli Stati di tanto in tanto vengono spostati, interi quartieri vendono demoliti [...]. Sono drammi che il mondo conosce."

Il filone narrativo della Svolta, della caduta cioè del muro di Berlino e della conseguente sparizione della Repubblica Democratica Tedesca è sempre vivo e vegeto. "Che ne dici di baciarci?" è un romanzo del 2009, ma ciò non toglie attualità alla tematica.
L'io narrante, tale W., è un 'Ossi', un ragazzo che vive a Berlino Est ma che intrattiene una relazione più che altro epistolare con una ragazza di Monaco di Baviera, Liane. E ovviamente tutte le sue lettere sono monitorate dalla Stasi, soprattutto dopo che, nel 1988, l'amico Bert se ne era andato fino in Corea del Nord con documenti falsi. W. è un poeta dilettante e tutta la sua produzione, che fa parte della silloge immaginaria "Possibile esecuzione del congiuntivo", è destinata alla lettura da parte di Liane. Eppure, dopo la Svolta, proprio perché le sue poesie compaiono copiosamente nei rapporti della Stasi, W. viene visto come un poeta dissidente e costretto al mutismo dallo Stato.
Rayk Wieland ha dato vita ad un romanzo leggero, divertente, a tratti anche formativo, sulla RDT e la vita che vi si svolgeva, ma anche sulle conseguenze della Svolta, visto che alcuni brani sono narrati ex post. Non apprezzo molto che si parli sempre in modo ironico e canzonatorio della Germania Est, perché moltissimi cittadini ci credevano (e ci credono tuttora), come se quarant'anni di storia equivalgano a un circo. Per questo motivo il romanzo di Wieland ha per me alcuni punti bui; ciò non toglie comunque che sia un libro, oltre che un documento, che sono felice di aver letto e di aver inserito nella mia biblioteca.
Profile Image for Derek Abdinor.
Author 1 book
July 31, 2022
A simple story that by its very nature explains the point that Wieland makes about the absurdities of the DDR. Not self-conscious, pragmatic rather than flowery use of language that brings out the sheer readability of German.
The working of chapter 8, the discussion of the mural, would be a superb device to describe any significant artwork, hope to see more of that.
Profile Image for Marcello.
309 reviews10 followers
September 14, 2012
Less rich and accurate than I would have hoped from a historical point of view, Wieland infused it with a pleasant irony that makes you go through it, although sometimes the plot is confusing.

Kind of misses the point, or a point, in my opinion.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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