All’improvviso il silenzio della casa sembra avvolgere ogni cosa. Natalia ha appena accompagnato le figlie all’aeroporto e non le resta che aspettare il ritorno del marito dal lavoro. Non è questa la vita che aveva immaginato. Non era così che si vedeva dopo i quarant’anni. Per questo quando le arriva l’invito a un aperitivo nell’elegante casa di un’amica decide di accettare. Ma quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio di chiacchiere diventa qualcosa di più. Perché quella sera Natalia incontra l’affascinante Raúl Montenegro. L’ombroso avventuriero la conquista con i suoi racconti e, accanto a lui, Natalia ritrova una voglia di vivere che credeva perduta. Perché a volte le parole hanno un potere inaspettato e la loro forza può essere imprevedibile. Dal giorno seguente, però, Natalia comincia a ricevere strani biglietti, che la riempiono di dubbi. Non riesce a spiegarsi questo comportamento di Raúl: nulla durante il loro primo incontro le aveva lasciato presagire di non potersi fidare di lui. Finché l’uomo le propone un incontro al quale poi non si presenta. Al suo posto c’è uno sconosciuto, che le rivela che Raúl è fuori città. Natalia non riesce a credergli: capisce che l’incontro di quella sera forse non è stato casuale; capisce che qualcosa le viene nascosto. Ma non può immaginare che quel qualcosa sia il centro di un fitto intrico di inganni e di bugie. E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.
"Si sentiva nel bel mezzo di qualcosa che assomigliava a una storia, ma non era una vera storia. Storia erano lettere impresse nella pietra, e uno teneva quella pietra impressa nella memoria per raccontarla di tanto in tanto. Invece, quando Natalia voleva mettere ordine nella sua storia, la sua mente si scomponeva in una pioggia sottile ed era padrona soltanto della propria agitazione. Non riusciva a sopportare la visione di un telefono morto, solo un pezzo di plastica a forma di telefono". Libro davvero orribile, senza né capo e né coda… e senza neanche aver compreso dove l'autrice volesse andare a parare. Ma ormai ho capito che con Clara Sánchez è (e sarà) sempre così: un libro bello seguito da, almeno, tre o quattro che non riuscirò a comprendere! Pazienza… Veniamo a questo qui. Ho trovato i personaggi davvero piatti, anonimi e molto antipatici. La trama, che definirla assurda è già fargli un complimento, è parecchio monotona, senza mai un sussulto o una sorpresa. Anzi, io ho avuto la sensazione che la Sánchez avesse in testa più di un'idea su come impostare il romanzo… e poi le abbia messe tutte insieme, ma alla rinfusa e senza minimamente svilupparle. Unica consolazione: il libro è breve e termina quasi subito. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Leggendo la sinossi di questo nuovo successo editoriale della Sánchez, mi ero aspettata tutto un altro genere di storia: invece, mi sono trovata davanti un mix di introspezione psicologica, giallo e un po’ di poliziesco che non mi ha completamente convinta.
La vicenda si sviluppa con un avvenimento principale: l’incontro tra una casalinga quarantenne annoiata e apparentemente senza problemi, Natalia, e l’affascinante Raúl Montenegro. Bastano uno sguardo e una parola per intessere nella mente della donna una ragnatela che l’attrae verso questo avventuriero.
Ed è sempre una sudditanza psicologica che spinge l’altro protagonista maschile, Amando, a elaborare una vendetta nei confronti di Raúl, verso cui egli prova una gelosia e un odio dettati da motivazioni molto fragili e apparentemente senza senso.
Questa vendetta avrà bisogno del supporto dell’ignara Natalia, una donna così desiderosa di evasione (la cui ingenuità mi ha suscitato un po’ di rabbia) da cadere dritta dritta nella trappola ordita ai danni di Raúl.
Molto caratteristico il personaggio del poliziotto ubriacone chiamato in causa dal marito tradito di Natalia, che riuscirà, tra un brandy e l’altro, a risolvere il giallo delle lettere anonime e a consolare la poveretta facendola passare per una mitomane a caccia di attenzioni. Un classico furbacchione… sarei stata curiosa di sapere se la sua storia d’amore con Natalia avesse o meno un futuro.
Non mi è piaciuto molto, invece, il personaggio di Matilde; non sono riuscita a inserirlo in una caratteristica peculiare: è una moglie ricca e annoiata? È la compagna di un boss? Ricetta lei le pietre preziose al posto del marito?
Sono rimasta spiazzata dalla sua decisione di scappare con Raúl… mi sarei aspettata che lo avesse accoltellato dietro l’angolo.
Dunque, diciamo che, rispettando le domande poste nella sinossi del libro, la scrittrice ha voluto, secondo me, confondere le acque e le idee del lettore, presentando tante storie senza svilupparle completamente, lasciandoci la possibilità di pensare e immaginare l’azione successiva.
Tuttavia, questo non ha reso più interessante il suo romanzo, ma lo ha lasciato quasi incompiuto e anche un pochino confuso. Peccato.
La forza imprevedibile delle parole di Clara Sánchez in verità risale al 1989, ma Garzanti ce la fa conoscere solo adesso.
Vi faccio questa piccola precisazione perchè chi ama la Sánchez, in questo caso potrebbe trovarla non proprio nella sua forma migliore, ma considerate il fatto che trattandosi di un esordio, ancora vi sono aspetti che l'autrice limerà e perfezionerà col tempo. Il germe di quello che saranno i tratti riconoscibili della Sánchez, però, è già ravvisabile nelle tematiche, nello stile e nella caratterizzazione dei personaggi.
Con La forza imprevedibile delle parole la Sánchez si cimenta con una storia corale, in cui i personaggi sono legati da un unico filo conduttore che scoprirete strada facendo. Una storia che sembra cominciare come tante altre: una donna che si sente alienata e che cerca di vivere una seconda vita, diversa, che le dia ancora le sensazioni che crede di aver perduto. Natalia vive un matrimonio che ormai non è in grado di darle nulla, il rapporto con i figli è sempre più distante e il vuoto della solitudine sembra esserle amico. Perciò, quando ad un aperitivo a casa di amici incontra Raùl, rimanere affascinata, per una donna assetata di attenzioni e di novità, è facilissimo.
Abile incantatore, ammaliante e astuto nell'uso delle parole, attraverso i suoi racconti esotici, riesce a insinuarsi nella testa di Natalia. Quello che la donna ignora è che quello sarà l'inizio di una spirale di bugie e segreti.
«Ricordo il giorno e ricordo l’ora e ricordo le tueparole e le mie. Se anche tu le ricordi dimmelo e verrò senza indugio da te. Natalia.»
In questa tela di personaggi, si instaura il losco figuro di Amando, ambiguo, viscido, un uomo che vive di frustrazioni e che inganna la gente per ricavarne un guadagno.
Le strade dei vari personaggi finiranno per incrociarsi ad un certo punto, ed allora tutte quelle vite che sembravano dipanarsi da punti distanti tra loro, cominceranno a confluire verso un unico punto.
Aveva bisogno di vele da issare, tramonti sulla testa.
Ammetto che non è stata una lettura facile. Il tono è molto lento e lo stacco tra i personaggi si avverte parecchio e si fa fatica a tirare le fila della storia e a vedere tutti in un ottica unitaria.
I toni della narrazione sono cupi, una scrittura intimistica, molto descrittiva e con scarsi parti dialogate che certo non hanno reso scorrevole il testo. Già la tematica non era delle più leggere, angosce, sotterfugi, paure, sensi di colpa, voglia di rivalsa, e un andamento lento anche se evocativo, mi ha creato un po' di difficoltà. Come vi dicevo prima, la firma dell'autrice è già presente nel suo personalissimo modo di descrivere, un intreccio di mistero e approfondimento intimistico, una scarnificazione che sviscera temi di un certo spessore senza essere banali. Quindi, se amate le storie di Clara Sánchez non potete perdere La forza imprevedibile delle parole, parole che ingannano, parole che segnano, circuiscono e illudono. O forse siamo noi a lasciare che abbiano questo potere?
Io da tutte queste parole seno rimasta un po' frastornata.
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Non vi nascondo che ho grosse difficoltà a parlarvi di questo libro. Di Clara Sanchez avevo letto e apprezzato Il profumo delle foglie di limone e leggendo la trama di questo suo ultimo lavoro ho proprio avuto voglia di leggerlo. Purtroppo però sono rimasta molto delusa. Mi aspettavo un libro che mi coinvolgesse nei pensieri di questa donna, Natalia, che si trova prigioniera di un matrimonio ormai arido e che cerca uno spiraglio di luce in una vita che ormai, con le figlie distanti, le appare vuota e scura. E infatti è in questo modo che inizia, con le sue angosce, i suoi dubbi, ma già dopo le prime pagine ho capito che non sarebbe stato così. Avete presente quei libri in cui c’è un sottilissimo filo logico contornato da tanti personaggi che ruotano intorno e che spesso all’apparenza non hanno niente a che vedere con la trama? Beh questo è quello che ho pensato io leggendo questo libro. Natalia rimane ammaliata da Raul durante il loro brevissimo incontro e se all’inizio lui sembra un affascinante avventuriero, poi si rivela un uomo insicuro e privo di ogni attrattiva se non nella fantasia della donna. L’uomo fa affari non proprio leciti con Robertino, marito di Matilde e si ritrova anche lui vittima della diabolica mente di Amando, uno studente di lingue reduce da una delusione d’amore che si barcamena tra false lettere, incontri furtivi e improbabili conoscenze in polizia, pur di sopravvivere. E’ lui che inganna la povera Natalia che è talmente in cerca di una vita nuova tanto da cedere a tutte le sue richieste. Altro personaggio enigmatico è Buendia, il poliziotto con il vizio del bere che alla fine forse è quello che ha in mano più elementi di tutti in questa assurda storia. Come potete vedere, non è facile raccontarvi questo libro e soprattutto, lasciatemelo dire, è estremamente noioso. Leggendo ho avuto come l’impressione di trovarmi ad una rappresentazione teatrale dove spuntano personaggi con battute incomprensibili, a volte stonate nel contesto ma che si intrecciano tra loro in attesa di un finale che in questo caso non c’è o meglio c’è, ma ti lascia così, come a dire “e quindi”? Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
L’incontro fugace con un misterioso uomo, risveglia un fantasioso lavorìo nella mente di Natalia, una donna fragile e bisognosa di amore. Le fantasie, ben presto però, innescano meccanismi del tutto reali, che rischiano di minare la bella vita dorata che Natalia ha costruito negli anni, mettendo in discussione il suo ruolo di moglie e di madre della buona borghesia. Intorno a lei, una serie di personaggi, più o meno consapevoli del loro ruolo, si avvicendano e creano un vortice di equivoci e conducono verso un finale inaspettato. “La forza imprevedibile delle parole”: proprio le parole, molte e ben condite sono il fulcro di questo romanzo, che vede come protagonista Natalia, che, alla soglia dei 40 anni si lascia coinvolgere in un infantile quanto immaginario amore extraconiugale verso il fascinoso Raùl Montenegro, incontrato per caso ad un party in casa di amici. Le parole che Natalia si è proibita di esternare in quasi vent’anni di matrimonio, sgorgano improvvisamente dal profondo del suo cuore e non sono dirette al marito, l’ordinario Constantìn, che sebbene gli abbia regalato una vita dorata, una bella casa e due splendide figlie, resta quasi schiacciato dalla routine e dalla tranquilla quotidianità preconfezionata . Pensieri colmi di passione sono invece rivolti al tenebroso Raùl, sapientemente incensato dallo spietato e calcolatore Amando che si spaccia per un poeta, suo intimo amico e fidato messaggero che invece muove i fili dei loro incontri proibiti, mirando esclusivamente a spillare dei soldi all’ingenua Natalia e a punire indirettamente Raùl, colpevole di essere solo più interessante ed avventuroso di lui. Il racconto scorre un po’ lentamente, i personaggi prendono corpo pian piano ricavandosi uno spazio nell’incastro della narrazione che, in fin dei conti riserva alcuni colpi di scena che conducono alla fine della storia, accendendo la curiosità del lettore. Sarò sincera, questo libro non mi ha coinvolto da subito, perchè avendo apprezzato Clara Sanchez ne “Il profumo delle foglie di limone” ho avuto non poche difficoltà a ritrovarla in questo romanzo. A seguito di una breve ricerca, ho però compreso che il romanzo appartiene agli esordi della scrittrice che ha trovato delle chiavi narrative differenti nel corso del tempo, raccontando di figure femminili importanti e di un certo peso.
Piccola premessa critica, sinceramente trovo che la trama sia troppo lunga per un romanzo che arriva a malapena a 140 pagine, e che non vale neanche più di tanto la pena di leggere perchè, ditemi tutto quello che volete, ma a me è sembrata una grande accozzaglia di cose insensate buttate giù giusto per e i 17.60 euro del cartaceo potete benissimo risparmiarli, credetemi, compratevi un Adelphi o un altro dei magnifici romanzi Garzanti, ma non proprio questo, vi prego...
E adesso vi vado anche a spiegare il perchè di queste mie affermazioni perchè siamo qui per esprimere opinioni sincere e ringrazio la CE per avermi mandato la copia digitale e mi dispiace moltissimo ma il romanzo lo devo proprio bocciare, perchè non ho trovato mezza cosa che mi piacesse e da un'autrice elogiata come la Sanchez mi aspettavo molto di più, sinceramente.
[...]Poteva essere un bel libro ma è venuto a mancare qualcosa di fondamentale: un filo logico che unisca le vicende di tutti in un modo continuativo. Infatti, pur essendo collegati tra loro ogni personaggio è a sé, agisce, pensa e si racconta come se non vi fossero altri intorno a lui. Il continuo cambio di pov mi ha destabilizzata più di una volta, infatti mi sono ritrovata a tornare indietro di una pagina per verificare di non averne saltata qualcuna. Cambi di scena repentini, ricordi confusi e avvenimenti appena accennati [...]
Le parole sono potenti e lo sappiamo bene, possono innalzare le masse o nel peggiore dei casi rovinare una vita. Qui le parole invece creano illusioni, spingono le persone a muoversi secondo i propri piani, dimenticando che nulla è perfetto e prima o poi bisogna fare i conti con le conseguenze.
È il primo libro di questa autrice che leggo. Riponevo molte aspettative in esso. Deluse purtroppo. Ho trovato il modo di scrivere dell'autrice molto approssimativo. A tratti m è sembrato che mi mancassero dei pezzi di storia (mi sono ritrovata fisicamente proprio,a sfogliare le pagine a ritroso alla ricerca dei pezzi mancanti)... Ho capito il lasciare spazio alla fantasia del lettore, ma così è troppo....per non parlare del finale, povera Natalia, come ne esce?!?
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a parte la traduzione italiana fuorviante e inadeguatissima del titolo (tradurre letteralmente "pietre preziose"..No?) Il libro è misero, lo stile discutibile e scialbo, la storia sconclusionata e non strutturata.. come sia riuscita a vendere così tanto...mistero.
Ho iniziato più volte questo libro senza riuscire ad andare avanti o concluderlo. Finalmente dopo il terzo tentativo sono riuscita a finirlo, seppure con molta difficoltà. Clara Sanchez scrive molto bene a mio avviso, ma non è riuscita ad appassionarmi con la trama. Sembra di essere sempre sul punto di una svolta, invece non si va da nessuna parte. Così come i personaggi, sono sconclusionati e si gira in tondo. Questa è l’impressione che ho avuto. Alcuni suoi libri come “il profumo delle foglie di limone” ed “entra nella mia vita” li ho trovati molto più interessanti. Dispiaciuta di dare solo due stelle, ma devo essere corretta, soprattutto in paragone con altri libri.
Questo è il secondo libro che leggo di questa autrice, dopo “I segreti di Marina Salas” che ho trovato gradevole. Ho saputo che “La forza imprevedibile delle parole” è stato il primo libro scritto da Sanchez e l’ho trovato così sciocco da sembrarmi senza senso. I personaggi, assurdi. Forse l’autrice stava allenandosi per scrivere un vero romanzo?
Soffro a dare una stella alla Sánchez, ma devo. Novella (visto la brevità la considero in tel senso) quasi priva di trama, povera, senza “sugo”, insipida e sciatta. Non ne ho capito il significato e nulla mi ha lasciato. Che delusione.
Questo libro proprio non mi è piaciuto. Forse semplicemente non l’ho capito, non saprei. Non mi ha interessata la storia ne intrigata anzi, mi ha infastidita parecchio il personaggio di Amando e anche Natalia e la facilità con cui lui si è preso gioco di lei che gli ha creduto ogni cosa.
Per me che adoro la Sanchez questo libro è stato una profonda delusione. Trama inconsistente, personaggi poco empatici, una lettura che ho desiderato terminare il più in fretta possibile.
Incipit Natalia e Constantino guardarono inquieti le loro figlie che agitavano, per l’ultima volta, le mani adolescenti dalla scaletta dell’aereo..... La forza imprevedibile delle parole Incipitmania