Come il titolo dichiara, questo libro si propone come un promemoria di cose da fare, una serie di indicazioni scritte alla lavagna: «Sale grosso multa carta da regalo | posta bollettino tacchi da pagare. | Dopo l'esame delle feci guarnizione | andare Verano per la cremazione». Fin dalla prima poesia, nel coacervo delle cose pratiche si insinua un filo di inquietudine, l'amore e la morte fanno capolino a scombinare tutti i giochi. È la vita, sempre capovolta, che si presenta inaspettata. Così a poco a poco dalle cose pratiche si passa a questioni esistenziali sempre più cogenti: impasse e rincorse sentimentali, angosce del vivere e del morire, e queste indicazioni operative con i verbi all'infinito diventano paradossali, comiche e tragiche nello stesso tempo. Qualcosa di infantile, il culto della sapienza infantile, e del suo stupore, c'è sempre nei libri di Bajani, e anche in questo: il sottilissimo bilico tra il riso e il pianto, la levità venata di tristezza, la semplicità gonfia di sentimenti complessi. La scrittura dei romanzi di Bajani è sempre stata caratterizzata da una particolare elaborazione ritmica e da un'intensa concentrazione emotiva. Il passaggio alla poesia avviene dunque in modi quasi naturali, per intensificazione di caratteristiche già presenti nella prosa dello scrittore. In più, ogni pagina di questo libro offre una sorpresa, uno scatto, un salto mentale, un cortocircuito tra immaginazione, riflessione ed emozione, e qui Bajani entra di diritto nella migliore tradizione poetica moderna.
Scrittore e giornalista italiano. Autore di romanzi e racconti, ma anche di reportage, opere teatrali e traduzioni di opere dal francese e dall'inglese. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, Morto un Papa. Nel 2008 vince il Premio Super Mondello, il Premio Recanati e il Premio Brancati con il romanzo Se consideri le colpe . Nel 2011 vince il Premio Bagutta con il romanzo Ogni promessa.
Forse non è appropriato parlare di poesia, ma i Promemoria di Andrea Bajani ne possiedono certo il senso evocativo. Amore, morte, inquietudine si alternano riga dopo riga, pagina dopo pagina, attraverso immagini sfocate ma dense di emozionalità. Una raccolta estremamente personale, nella quale si possono intuire le esperienze dell'autore, il cui perno è l'esigenza inalienabile di comunicare attraverso le parole, parole a volte dure da mandar giù, da chiudere in gabbia, o al contrario da lasciare fluire libere. È di certo un testo da sorseggiare con calma, senza fretta. O da provare a riprodurre, come esercizio quotidiano di riflessione e catarsi. Consigliato.