“Adesso” narra di una storia d’amore, quella tra Pietro e Lidia, che nasce un po’ per caso e che si dipana lungo tutto il romanzo sviscerando i passaggi che portano i due protagonisti, pellegrini di amori sbagliati, a trovare finalmente un equilibrio sotto la forza dell’imperativo “adesso”.
Lidia è una trentaseienne un po’ hippy, e una vita trascorsa tra “fughe preventive”: prima che ci si innamori troppo, prima che il troppo amore faccia scappare l’altro o che il bisogno disperato di normalità ci intrappoli in situazioni scomode. Ha un ex marito, Lorenzo, eterno Peter Pan da cui è (ancora) sentimentalmente dipendente, una famiglia slegata ed anaffettiva alle spalle ed è totalmente persa tra i vari tentativi di trovare un Amore che curi le sue ferite e plachi le sue paranoie. Divide la sua vita fra la sua carriera, lanciatissima, da presentatrice televisiva e la sua squinternata cerchia di amici (l’arca di Noè), che sono un po’ come la sua famiglia, e si compone di” animali” in fuga da amori sbagliati, finiti, cercati e mai trovati, e rappresentano il porto sicuro per Lidia.
Proprio durante le riprese per il documentario “Tutte le famiglie felici”, Lidia si imbatte in Pietro, 44enne preside di un liceo, un po’ bacchettone, padre della adolescente Marianna, che è stato appena mollato dalla moglie Betty che, alla vita matrimoniale con lui, ha preferito quella maggiormente virtuosa presso una comunità religiosa da cui è stata accolta a braccia aperte. Di Betty in realtà, non fosse che gli ha regalato la figlia Marianna, il suo “Colibrì”, Pietro non è per nulla innamorato, anche perché, non è realmente abituato ad amare e ad essere amato... Rimasto orfano troppo presto, solo con Lidia comincia a sentire “quella pallina che ballonzola tra le costole” e percepire un se stesso in evoluzione!
Anche per Lidia si staglia un percorso che la porta in un turbine di emozioni e sensazioni nuove e che la schiaffa di tanto in tanto nel baratro delle sue angosce: è giusto? È sbagliato? Perché accade? Quando?
Lidia e Pietro si prendono per mano e decidono di affrontare insieme un percorso finalmente maturo, che non somiglia a nessuno degli amori fino ad ora vissuti, fatti di letti provati una volta sola, di false promesse e di telefonate mai partite, “adesso” sono pronti a spiccare il volo verso una serenità ed una felicità fatta di profonda intesa fisica e mentale, non senza qualche scontro!
Chiara Gamberale ci prende per mano e, attraverso capitoli con accurate descrizioni degli spasmi interiori dei protagonisti, ci accompagna lungo un percorso a più voci, inserendo pensieri, dubbi e desideri non solo dei protagonisti principali, Lidia e Pietro, ma anche dei personaggi di contorno, disegnandoci la nascita di una e di molteplici storie d’amore, con il tratto gentile del suo stile frizzante e delicato.
In linea di massima ho trovato questo libro il meno riuscito della Gamberale, perché a livello stilistico, la ripetitività di alcune frasi (vedi “pallina tra le costole” utilizzata per indicare l’innamoramento di questo e quel personaggio, declinata in lungo e in largo per tutto il romanzo e “adesso” che, si va bene che dà il nome al romanzo, ma è un tantino esasperante leggerla ogni 3 frasi!) e la descrizione di situazioni che coinvolgono personaggi marginali ( Valentina l’erborista con il fantomatico Max... a che pro? Il surfista Andrè e la sfilza di sfigate che si porta a letto...Forse non ho capito bene io ma non me ne spiego l’utilità! ), ecco, questi elementi forse me lo hanno reso un po’ noioso... Ho apprezzato, invece, la scelta di un linguaggio giovane e diretto, che mi
ha permesso di identificarmi nei pensieri ora di Lidia, ora di Marianna, persino in quelli di Pietro, anche se è il personaggio che meno mi piace!! Insomma, la mia delusione, risiede nel fatto che quando nella sinossi mi scrivono: “un romanzo sorprendente sull’amore” io immagino sempre la storia romantica, quella che mi fa sospirare e pensare : quanto sarebbe bello se un principe azzurro venisse a portarti via senza darti il tempo di schiaffare una mutanda in valigia..ahhhh!! (occhi a cuoricino) e invece no! Qui è una continua altalena di dubbi sull’amore, di affannosa ricerca dell’amore, di accartocciamento di Amore con conseguente tentativo di stirare con le mani il foglietto ormai stropicciato! Capisco anche che proprio questo non voleva la Gamberale: scadere nella banalità di cose trite e ritrite... quindi se dovessi consigliare a qualcuno un approccio con questa autrice, sicuramente non partirei consigliandogli questo libro!!!