Jump to ratings and reviews
Rate this book

Μήτε κι η σιωπή είναι πια δική σου

Rate this book
Οι βαρύτατες κατηγορίες τις οποίες αντιμετωπίζει σήμερα η Ασλί Ερντογάν, μία από τους πολλούς ομήρους του καθεστώτος του συνεπώνυμου προέδρου, θεμελιώνονται σε τέσσερα από τα κείμενα αυτής της συλλογής.
Δημοσιευμένα μεταξύ Απριλίου 2014 και Αυγούστου 2016, τα κείμενα αποτελούν χαρακτηριστικό δείγμα της συνεργασίας της Ασλί Ερντογάν με τη δίγλωσση εφημερίδα Özgür Gündem. Πλάι στην πολύπαθη αυτή φιλοκουρδική εφημερίδα είχαν σταθεί αλληλέγγυοι ο εκπρόσωπος της οργάνωσης «Δημοσιογράφοι χωρίς σύνορα» Ερόλ Εντέρογλου, η Πρόεδρος της ΜΚΟ Ανθρωπίνων Δικαιωμάτων Σεμπνέμ Κορούρ Φιντζαντζί, και ο συγγραφέας Αχμέτ Νεσίν, αναλαμβάνοντας μαζί με άλλους δημοσιογράφους και συγγραφείς, συμβολικά «βάρδια εκδότη» για μία ημέρα. Η σύλληψή τους στις 30 Ιουνίου και την 1η Ιουλίου 2016 με την κατηγορία της «προπαγάνδας προς όφελος τρομοκρατικής οργάνωσης», μπορεί να εκληφθεί ως προάγγελος όσων έμελλαν να διαδραματιστούν το καλοκαίρι του 2017 στην Τουρκία. Η άγρυπνη πολιτική και κοινωνική συνείδηση της Ασλί Ερντογκάν την ώθησε να επιλέξει ήδη από τον Απρίλιο του 2011 αυτή την εφημερίδα ως το βήμα του δημόσιου λόγου της.

130 pages, Paperback

First published January 1, 2005

Loading...
Loading...

About the author

Aslı Erdoğan

18 books390 followers
Aslı Erdoğan (born 1967) is a prize-winning Turkish writer, human rights activist and former columnist for the newspaper Radikal, whose second novel has been published in English Language translation.

Born in Istanbul, she graduated from Robert College in 1983 and the Computer Engineering Department of Boğaziçi University in 1988. She worked at CERN as a particle physicist from 1991 to 1993 and received an MSc in physics from Boğaziçi University as a result of her research there. She began research for a PhD in physics in Rio de Janeiro before returning to Turkey to become a full-time writer in 1996.

Her first story The Final Farewell Note won third prize in the 1990 Yunus Nadi Writing Competition. Her first novel, Kabuk Adam (Crust Man), was published in 1994 and was followed by, Mucizevi Mandarin (Miraculous Mandarin) a series of ınterconnected short stories in 1996. Her short story Wooden Birds received first prize from Deutsche Welle radio in a 1997 competition and her second novel, Kirmizi Pelerinli Kent (The City in Crimson Cloak), received numerous accolades abroad and has been published in English Language translation.

She was the Turkish representative of International PEN's Writers in Prison Committee from 1998 to 2000. She also wrote a column entitled The Others for the Turkish newspaper Radikal, the articles from which were later collected and published as the book Bir Yolculuk Ne Zaman Biter (When a Journey Ends) and featured in the 2004 edition of M.E.E.T.'s journal.

She is widely-traveled and has an interest in anthropology and Native American culture.

From December 2011 to May 2012 at the invitation of the Literaturhaus Zurich and the PWG Foundation Erdoğan was Zurich's "writer in residence".

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
68 (21%)
4 stars
117 (37%)
3 stars
93 (30%)
2 stars
20 (6%)
1 star
12 (3%)
Displaying 1 - 30 of 42 reviews
Profile Image for piperitapitta.
1,066 reviews486 followers
November 20, 2018
«Anche questo scritto sia un Requiem, o solo l’inizio di un Requiem, senza principio né fine»

«Semplice, personale, elementare: non voglio essere complice. Non voglio essere complice del fuoco riversato contro donne, bambini e anziani che si tengono aggrappati alla bandiera bianca, cercando di uscire dalle macerie. Non voglio essere complice della mandibola bruciata di un bambino di dodici anni ritrovate in uno scantinato. Né del sacco consegnato dicendo: “Questo è tuo padre“, cinque chili di ossa e carne, né del sacco consegnato dicendo: “Questo è tuo figlio“… Né dell’atrocità commessa nei confronti di una madre che attende per settimane davanti all’ospedale dicendo: “ mi accontenterei di un osso“… Non voglio essere complice dell’uccisione di essere umani, dell’uccisione delle parole, della verità.»



Le parole di Aslı Erdoğan sono lame che lacerano interiormente la carne, e le ferite talmente profonde, le emorragie talmente vaste, da far sembrare inutile qualsiasi cura, impossibile la sopravvivenza.
Eppure il suo grido non tace, le sue urla martellano la coscienza, il suo dolore incontra la morte. Non la sua, no, lei alle torture del corpo e della mente, all’arresto immotivato e alla detenzione coatta è sopravvissuta, ma quella dei tanti torturati, seviziati, smembrati, bruciati, uccisi, scomparsi nelle carceri turche.
Il suo è un grido che attraversa la notte, l’animo, la mente, che rimbomba nel cervello fino a cercare di placare e anestetizzare i sensi; il suo è un dolore che si muove sul baratro della follia, che lo lambisce, che vacilla, che annaspa mentre incamera aria per non soffocare.
Il Kurdistan come Auschwitz, Istanbul come la più oscura delle città sottomesse dalla dittatura di pochi e al fascismo, le donne colpevoli di essere tali come nel più banale racconto dell’ancella che si possa immaginare: inutili, puttane, da far tacere fra le urla mentre vengono seviziate, violentate, annientate.
Migranti, rifugiati, esiliati, dissidenti, armeni (la Turchia non ha mai ammesso, così come Israele con la Palestina, che si sia trattato di genocidio, e quale forma di violenza e di tortura, oltre a quella fisica, si chiede Erdoğan, può essere peggiore di quella della negazione del trauma subito?), curdi (le cui città e i cui campi ha visto distrutti dalla furia dei militari e dei nazionalisti), palestinesi (Aslı Erdoğan cita a proposito dei massacri di Haifa La pulizia etnica della Palestina di Ilan Pappé), africani, ebrei, tutte vittime dello stesso odio, tutte vittime della stessa violenza.

«I ricordi a volte chiedono di essere raccontati, ripetuti; a volte invece, chiedono un silenzio duro come pietra»

Sono lame d’argento le parole di Aslı Erdoğan, la sua testimonianza non è cronaca, non sono fatti inanellati per data, per avvenimenti o per geografia; sono terrore, sono groviglio dell’anima, sono la paura improvvisa che afferra le viscere e contorce le budella, sono l’orrore visto, subìto, immaginato, le parole usate per curare lasciate a decantare, usate per combattere scagliate nel vuoto, usate per accusare scolpite nel silenzio; sono il vuoto lasciato dall’assenza, il buio della ragione, sono la compassione umana e il desiderio di giustizia di chi, come Aslı non si arrende mai. Mai, nemmeno quando il viaggio nella notte sembra non avere mai termine.

Credevo di aver trovato un breve saggio politico, degli articoli giornalistici, che raccontassero gli eventi che vanno dall’occupazione del Gezı Park nel 2013 al fallito golpe del 2016, che tentasse di riepilogare gli avvenimenti che giorno dopo giorno, anno dopo anno, hanno precipitato la Turchia in quella che ormai si rivela essere una dittatura fascista malamente mistificata; ho trovato molto di più, invece, un atto di accusa potentissimo, un’anticipo, terrificante, di quello che potrebbe accadere, di quello che forse sta già accadendo, anche da noi e di cosa significhi limitare e impedire la libertà di informazione, di cosa lasci presagire la volontà di controllare gli intellettuali, gli scrittori, i giornalisti, gli accademici, gli scienziati, abdicare la ragione.
Ho trovato letteratura, infine, quella che anima e nutre Aslı Erdoğan, laureata in Fisica, giornalista, reporter, scrittrice, attivista per i diritti umani e delle donne, tra i più famosi intellettuali turchi contemporanei, che esule in Svizzera continua a dare voce al suo disagio interiore, forma al suo flusso di coscienza ininterrotto che a volte si fa delirio, a mostrare senza censura le ferite mortali della sua gente e della sua anima impresse nel suo corpo e nella sua voce: «libertà è una parola che mai tace».
Inatteso, una vera sorpresa.

«Ma ecco, quando ci si spoglia per “raccontare“... si resta completamente nudi, scuoiati nel deserto delle parole.»
[...]
«A volte le persone non riescono a raccontare non per mancanza di sensibilità ma per mancanza di crudeltà. Perché non riescono a regolare la giusta distanza… Non si riesce a stare nella pelle degli altri.»


Aslı Erdoğan, nata a Istanbul nel 1967, viene arrestata in seguito al fallito golpe del 16 luglio 2016 con l'accusa di "propaganda terroristica", "appartenenza a un’organizzazione terrorista" e "incitazione al disordine" (cit. Wikipedia) insieme ad altri ventidue giornalisti della testata filocurda Özgür Gündem (Agenda Libera) e detenuta nel carcere femminile di Bakırköy dal 19 agosto e il 29 dicembre dello stesso anno. "Nel mese di settembre 2016 PEN Svezia le ha assegnato il Premio Tucholsky, un riconoscimento agli scrittori che combattono per la libertà di pensiero e di espressione."

«“La scrittura è un giudizio, oppure un grido.“
Una parola così spesso pronunciata, talvolta, afferra l’essere umano come un vortice, lo scaraventa tra terra e cielo. Poi d’un tratto lo getta fuori, lasciandolo sulle rive del silenzio. Una scrittura che nasce con un grido, una scrittura che è un grido… Una scrittura che possa farsi carico di un solo grido tali da ricoprire l’intero universo… A chi basta il fiato per gridare all’infinito, per far morire e rinascere tutti morti… Quale parola può sostenere e alleviare il grido dei bambini armeni gettati in un pozzo? Con quali parole si può far fermentare un nuovo mondo dalle ceneri di questo, un mondo altro in cui ogni cosa incontri un significato reale?
I confini della scrittura sono confini che non possono essere valicati senza che prendano fuoco, senza essere fatti a pezzi, trasformati in cenere, ossa e silenzio… Se anche la scrittura potesse andare sino al paese dei morti, non potrebbe tirare fuori nessuno da lì. Se anche girasse in lungo il largo per i corridoi, non potrebbe aprire le celle della tortura. Se si arrischiasse a entrare nei campi di concentramento dove i condannati sono stati appesi ai portoni decorati di iscrizioni, probabilmente non ne uscirebbe. Se anche tornasse solo per raccontare, lo farebbe al prezzo di lasciare indietro se stessa, laggiù, dietro fili spinaci invalicabili… Indossa tutte le maschere disponibile di fronte alla morte. Quando tenta di chiamare dal precipizio che separa il carnefice dalla vittima, ode solo la propria voce, parole che affogheranno prima di raggiungere la riva opposta, le rive della verità e del futuro… La maggior parte delle volte preferisce fermarsi una distanza relativamente più sicura, contentandosi forse della responsabilità di testimonianza che può sostenere.
[...]
Negando ciò che abbiamo compiuto compiamo un crimine ancora più grave, rifiutando di guardare la donna che agita la mano in una delle carovane inviate alla morte, quella donna che ci fa segno con la mano da novantanove anni… È il crimine più grave perché significa rubare persino i traumi di una persona… Accusare la vittima di menzogna è renderla responsabile del crimine...»
Profile Image for Patiareh.
103 reviews23 followers
May 17, 2019
Aslı Erdoğan her kitabında, her cümlesinde ve her kelimesinde kendimi biraz daha onunla özdeşlestirdigim birine dönüşüyor. Onun içindeki derin yalnızlığı, hayatı anlamlandırma çabasını yüreğimde hissediyorum. Onun gibi hissettiğim otuz küsürlü yıllar yaşıyorum ve biliyorum ki yalnız değilim. Bu his bana iyi geliyor. Bu kitap da bana yaşadığım şu zor günlerde iyi geldi.
Profile Image for Hande Akcay.
103 reviews7 followers
May 8, 2018
Birkac hafta once okudugum "Kirmizi Pelerinli Kent" isimli eseriyle tanistigim Asli Erdogan'in oduller almis,kendisine cokca atifta bulunulmus "Hayatin Sessizliginde" isimli kitabini okumak icin cok bekleyemedim. Uzun zamandir beni bir yazar bu kadar etkilemiyor.

Hikayeleri yasama sevinci katiyor diyemem insana, cokca Tezer Ozlu'yu andiriyor havasi, ama icinize kaziniyor yazilanlar. Bir insanda var olabilen bu denli yogun hayal gucune ve bunu okuyucuya gecirisindeki ustaliga hayran kaliyorsunuz. Bazen tam olarak neden bahsettigini anlayamiyorsunuz da, kopup gidiyor yazar. Oralarda da Oguz Atay geliyor akliniza...
Okuyun... ama oyle metroda, uykudan once seanslarinda degil, zamaniniz varken,algilariniz acikken...

Profile Image for Jean-Sylvain.
306 reviews3 followers
June 21, 2017
Ce livre rassemble des chroniques d’une journaliste qui oeuvre pour un quotidien prokurde, jadis emprisonnée pour ses écrits. La situation qui prévaut actuellement en Turquie me dépasse complètement. Ce bouquin a le mérite de nous renseigner sur une tragédie en cours. « Je ne veux pas être complice de ces rafales de balles qui s’abattent sur des femmes, des enfants et des vieillards essayant de s’extirper des décombres, cramponnés à un drapeau blanc. Je ne veux pas être complice de cette mâchoire entièrement brûlée qui appartient à un enfant de douze ans retrouvé dans une cave. [...] Ni de ce sac à gravats qu’on dépose en disant voici ton enfant. [...] Je ne veux pas être complice de l’assassinat des hommes, ni celui des mots, c’est-à-dire de la vérité. » (p.38) C’est une auteure à lire, à découvrir.
Profile Image for Bora.
146 reviews15 followers
February 14, 2019
Birçok nedeni var bu kitaba 1 puan vermemin.
Öncelikle kendimle alakalı nedenlerden bahsedeyim. Çok fazla sanatlı ve imgeli dil ile yazılmış kitaplar okumak beni yoruyor. Benim sevmediğim bir yazım biçimi imgelemsel ve çağrışımlı yazma biçimi. Bu yüzden bu kitabı beğenmememin ilk sebebi olarak bu ifadeyi kullanabilirim.
İkinci olarak aslında bir önceki neden üzerinden giderek yazmam daha doğru olacak. Yazım biçimi. Aslı Erdoğan'ın tarzı, birazcık karmaşık. Sözcükleri çağrışımlarıyla ve soyut anlamlarıyla kullanmış genellikle (en azından ben öyle hissettim). Bunun bir getirisi (ya da götürüsü) olarak kitabı beğenmedim. Cümleler çok karışıktı, dediğim gibi çağrışımlar çok fazlaydı, devrik cümleler kurallı cümlelere üstün geliyordu, çok fazla bitmemiş cümle vardı... bu gibi sebepler uzayıp gidebilir belki de. Hani ben hiç mi sevmiyorum devrik cümleler okumayı, hiç mi hoşuma gitmiyor tamamlanmamış cümleler; tabi ki hayır. Ama Aslı Erdoğan kitabın temelini bunun üzerine kurduğu için okurken çok yoruldum ve aslında kitabın yüzde seksenini anlamayarak okudum. Mutluyum ki, kitap kısa bir kitaptı ve bölümler de kısaydı. Yoksa kitap daha uzun olsaydı kitabı yarım bırakabilirdim. Bunların dışında Aslı Erdoğan; okurlara anlatmak, aktarmak istediği düşünceleri tam olarak verememiş ya da ben o düşünceleri alamadım, daha doğrusu anlayamadım. Belki de benim ilgimi çekmeyen konular işlediğinden ya da üstte de yazdığım gibi yazarın anlatım tarzından.
Yine de bu kitap benim için önemli bir deneyim oldu. Bu tarzda yazılan kitapların bana göre olmadığını kesin olarak anlamamı sağladı.
Kitabı önermiyorum ya da kitabı okumayın demeyeceğim asla. Arka kapak yazısını beğendiyseniz ya da ilginizi çektiyse tabi ki okuyun ama benim gibi kurgu ya da kurgusal gerçeklik okumayı seven ve bu tür kitaplardan zevk alan bir okursanız Hayatın Sessizliğinde'yi beğenmeme olasılığınız oldukça yüksek diyebilirim.
Profile Image for Imen Inoubli  Gharbi /reading bookswith imen.
292 reviews42 followers
May 25, 2026
#Revue_de_lecture
#le_silence_même_nest_plus_à_toi
de #Asli_Erdogan :

📝 C’est la première fois que je découvre une œuvre de Aslı Erdogan. J’ai choisi ce livre tout à fait au hasard, sans connaître ni l’auteure ni le contenu de l’ouvrage, simplement parce que son titre a suscité ma curiosité. Je ne regrette absolument pas ce choix, car cette lecture a été une très belle découverte.

📝 Asli Erdogan est une romancière, journaliste et militante turque engagée dans la défense des droits humains, des droits des femmes ainsi que de la cause kurde.En raison de ses engagements politiques et humanitaires, elle devient une figure controversée en Turquie. Le 17 août 2016, dans un contexte de répression politique et de purges menées après la tentative de coup d’État, elle est arrêtée avec plusieurs membres du journal d’opposition Özgür Gündem, auquel elle collaborait en soutien à la minorité kurde. Accusée de propagande terroriste, elle risque alors la prison à perpétuité.
Son arrestation suscite une vive réaction de la communauté internationale. De nombreuses organisations de défense des droits humains, des écrivains et des intellectuels réclament sa libération immédiate. Après plus de quatre mois d’emprisonnement, un tribunal turc ordonne finalement sa remise en liberté le 29 décembre 2016, sous contrôle judiciaire, dans l’attente de son procès.
Pendant plusieurs mois, elle reste interdite de quitter le territoire turc avant de récupérer son passeport en septembre 2017. Cette autorisation lui permet de se rendre en Allemagne afin de recevoir le prix de la paix Erich-Maria-Remarque, récompensant son engagement en faveur de la liberté d’expression. Elle séjourne ensuite en France et puis depuis cette période, elle vit en exil à Francfort-sur-le-Main, en Allemagne.

📝 Ce livre rassemble quelques chroniques engagées qui lui ont valu son accusation.
Vingt-neuf courts textes où elle nous fait part de ses positions, de ses réflexions, de son combat et de tout ce qui se passe en Turquie. Elle dénonce les violences exercées contre les populations kurdes, soutient la reconnaissance du génocide arménien, les droits des femmes, et évoque la violence faite aux femmes ainsi que les viols, l’oppression, le nazisme, les camps de concentration d’Auschwitz, les atrocités du fascisme, les guerres, les tortures, les massacres et les génocides, notamment celui des Palestiniens.
Elle parle également des camps de réfugiés, de la cause palestinienne, de Daech et de l’extrémisme sanguinaire, des migrants africains noirs en Turquie, des agressions, des insultes et du racisme en Turquie, mais aussi des souffrances, de la terreur, de la peur et des atrocités commises contre l’être humain.
Elle évoque aussi la prison et les souvenirs de prison.
Enfin, elle aborde la liberté d’expression, la censure, ainsi que l’écriture, son impact et l’effet cathartique qu’elle procure.
Ce qui est impressionnant, et ce qui m’a le plus plu dans cette lecture, c’est cette prose poétique dotée de très belles images, de métaphores et de lyrisme, qui donnent une véritable beauté à ses mots.

📝"Le silence même n’est plus à toi " est en fait le neuvième texte de ce livre. Son titre est inspiré, ou plutôt emprunté, au poète grec Georges Séféris, lauréat du prix Nobel de littérature en 1963. Le vers est tiré du poème intitulé Mycènes.
"Donne-moi tes mains, donne-moi tes mains, donne-moi
tes mains.
J’ai vu dans la nuit
La cime aiguë de la montagne ;
J’ai vu la plaine noyée au loin
Dans la clarté d’une lune invisible
J’ai vu, tournant la tête,
Les pierres noires amoncelées,
Ma vie tendue comme une corde,
Début et fin,
L’ultime instant
Mes mains.
“ Comme sombre celui qui porte les grandes pierres."
Ces pierres je les ai soulevées autant que je l’ai pu
Ces pierres je les ai aimées autant que je l’ai pu
Ces pierres, mon destin.
Par mon sol même mutilé
Par ma tunique même supplicié,
Par mes dieux même condamnés,
Ces pierres.
Je sais qu’ils ne peuvent savoir, mais moi
Qui tant de fois ai pris
La voie qui mène du meurtrier à la victime
De la victime au châtiment
Du châtiment au nouveau meurtre :
A tâtons
Dans la pourpre intarissable
Le soir de ce retour
Quand se mirent à siffler les Erinnyes
Parmi l’herbe rare
J’ai vu les serpents et les vipères entrelacés
Lovés sur la race maudite
Notre destin.
Voix jaillies de la pierre, du sommeil
Plus sourdes ici où s’assombrit le monde,
Souvenir de l’effort s’enracinant dans le rythme
De pieds oubliés frappant le sol.
Corps engloutis dans les assises
De l’autre temps, nus. Yeux
Fixés, fixés sur un point
Que tu cherches à discerner mais en vain-
L’âme
Qui lutte pour devenir ton âme.
Le silence même n’est plus à toi
En ce lieu où les meules ont cessé de tourner."
Octobre 1935.
En ce poème, le poète Georges Séféris évoque le poids du destin, la mémoire tragique de l’Histoire, la souffrance humaine et le cycle infini de la violence.
📝Aslı Erdogan emprunte l’avant-dernier vers "Le silence même n’est plus à toi" pour montrer que, sous l’oppression et la censure, même le silence devient impossible.Elle dénonce les atteintes aux droits de l’homme, exercée contre ceux qui pensent, écrivent ou parlent des injustices. Le silence lui-même est confisqué par les régimes autoritaires.

📝J’ai beaucoup aimé cette lecture, mais j’aurais peut-être mieux fait de commencer par un roman pour m’introduire à son univers, car son écriture poétique m’attire et me rend curieuse de la découvrir dans un roman.
Autre chose : j’aurais aimé qu’il y ait des dates mentionnées pour les textes, afin de savoir quand ils ont été écrits.
En tout cas, une lecture agréable, et je recommande cette plume qui est pour moi une belle découverte.♥️
Profile Image for Katerina Koltsida.
545 reviews67 followers
May 14, 2022
Συγκλονιστικά κείμενα στα οποία αποκαλύπτεται το ιδιαίτερο συγγραφικό ταλέντο της Ασλι Ερντογάν και παραλληλα η διεισδυτική ματιά της στα γεγονοτα, κυρίως όμως η δύναμη της ψυχής της, το κουράγιο και το θάρρος της, μιας και ήξερε ότι η δημοσίευση (η μηπως απλα και η σκέψη;) αυτών των κειμένων θα την οδηγούσαν αναπόφευκτα στη φυλακή.

Θαυμασμος και σεβασμός
Profile Image for jo-booksy.
197 reviews2 followers
Want to Read
May 19, 2024
Requiem över en förlorad stad
Profile Image for Serena Pugliano.
7 reviews
Read
December 3, 2024
I really liked the way the author uses words to gently move from the outside world to the inside world, keeping the story at the level of feelings and emotionality. The depiction of the outside world, modelled on the narrator's state of mind, is only a reflection, a surplus to the sensations. it is very profound, it brings out the loneliness we feel, the estrangement and disassociation of ourselves, despite the people we have around us. This is the theme that seems to be a constant between the different narratives, loneliness.
So metaphorical that at times it becomes almost dreamlike, with some deep truths there and there that leave a mark on us, because they are difficult to accept.
Profile Image for Burcu Cürgül.
11 reviews
Read
December 21, 2015
Asli Erdogan'in kelimeleri cok ozenli, cok guzel ve dikkate deger. Ancak kitabi okurken epey zorlaniyorum, paragrafin ortasina geldigimde basindan kopuyorum. Duygularini ozenli kelimelerle anlatmis, ancak bittiginde hatiramda kalacak yerler yok, "cok guzel" diyerek altini cizdigim yerler var sadece.
Profile Image for Hüseyin Çötel.
316 reviews13 followers
January 1, 2017
Asli Erdogan' in hapisten cikmasi serefine yeni yilin ilk kitabi bu oldu. En carpici noktasi nasil dusuncelerin ordan oraya salinirken anlatimin tek dogruda aktigini gormek. Okumasi cok cok keyifli, hos bir tad birakan yazar Asli Erdogan, ekleri tekrar tekrar kullanmasiyla harika bir akicilik katiyor dalip gidiyorsunuz.
Profile Image for Sandrine.
73 reviews
August 27, 2017
I didn't enjoy reading this book. Sad, sad, sad chronicles.
This made me feel so sad and down.
Well written, talented author.
Maybe I should read some of her novel to enjoy her writing.
I admire her courage and strength to speak up and unfortunately to put her life in danger as a result.
Profile Image for Rêve.
369 reviews48 followers
October 14, 2023
Η Ερντογαν ψάχνει απεγνωσμένα με σπαραχτικο ποιητικό λόγο να βρει κάτι που να μην το έχει κλέψει από τον άνθρωπο η βία.
Όσο το άκουγα έλεγα από μέσα μου, οποιοδήποτε από τα κείμενα της θα μπορούσε να διδαχθεί στο λύκειο και θα ήταν θέμα συζήτησης πολλών ημερών.
Profile Image for booksofAhu.
287 reviews39 followers
January 19, 2014
sayfa 177'deki 'son söz' kısmını önce okusaydım keşke..
120 reviews1 follower
March 27, 2023
Birkac hafta once okudugum "Kirmizi Pelerinli Kent" isimli eseriyle tanistigim Asli Erdogan'in oduller almis,kendisine cokca atifta bulunulmus "Hayatin Sessizliginde" isimli kitabini okumak icin cok bekleyemedim. Uzun zamandir beni bir yazar bu kadar etkilemiyor.

Hikayeleri yasama sevinci katiyor diyemem insana, cokca Tezer Ozlu'yu andiriyor havasi, ama icinize kaziniyor yazilanlar. Bir insanda var olabilen bu denli yogun hayal gucune ve bunu okuyucuya gecirisindeki ustaliga hayran kaliyorsunuz. Bazen tam olarak neden bahsettigini anlayamiyorsunuz da, kopup gidiyor yazar. Oralarda da Oguz Atay geliyor akliniza...
Okuyun... ama oyle metroda, uykudan once seanslarinda degil, zamaniniz varken,algilariniz acikken...
Profile Image for terrystad dit Roy.
247 reviews3 followers
May 1, 2021
« Depuis un certain temps on s’introduit dans ma boîte mail sans autorisation, et mon droit à communiquer (…) est invariablement bafoué. Je profite donc de cette occasion pour mettre en garde quiconque m’écrit, reçoit ou croit recevoir des e-mails de moi. »
Vous n’avez qu’à n’imaginez si un jour vous-même auriez à écrire cela en raison que les autorités vous poursuivent…

"Nous croyons au feu inextinguible de la résistance qui brûle dans l’âme humaine, à ce feu qui renaît chaque fois qu’un mot meurt"
Profile Image for Lili Aurelie.
442 reviews9 followers
October 28, 2022
Après « le sillon » de Valérie Manteau, j’enchaîne forcément sur celui-ci pour rester dans le même sujet. « le silence même n’est plus à toi » est une lecture exigeante et éprouvante (l’auteur dénonce l’oppression et la répression du régime turc envers les minorités et toute sorte d’opposants). L’écriture est extrêmement poétique, parfois presque trop, je me suis plusieurs fois perdue dans le propos. Il aurait été bien d’indiquer les dates de parution de chaque chronique, et davantage de notes sur les événements évoqués, car il il n’est pas toujours facile de s’y retrouver.
Profile Image for B..
41 reviews
December 8, 2017
Bazı metinler ciddi anlamda sarstı beni. Bazıları o kadar etki edemedi maalesef. Kimi bölümlerde tekrara düşülmüş gibi bir his oldu ve biraz koptum kitaptan açıkçası. Yine de sayfalarını işaretlediğim kısımları aslında daha önce aklımdan geçirdiğimi farkettim, ben bunu bu şekilde anlatamazdım ama Aslı Erdoğan anlatmış. Bazı yerlerde kendimden parçalar bırakmışım gibi hissediyorum. Zamanı geldikçe onları bulmak için tekrar açıp okuyacağım.
Profile Image for Sorairo.
896 reviews1 follower
July 6, 2018
La realtà è più tragica della fantasia, purtroppo è vero.
Il volume di Asli Erdogan ci mostra delle istantanee della Turchia, fermo immagini, riflessioni che colpiscono e feriscono. A volte, troppo particolari per essere capite appieno, ma sempre profonde e che dovrebbero aprire gli occhi al mondo.
Al giorno d'oggi non dovrebbero esistere paesi che reprimono e tolgono così.

La recensione completa qui:http://madeforbooks.blogspot.com/2018...
Profile Image for Alain.
1,109 reviews
May 22, 2017
Des courts texte issus de reportage sur l'oppression en turquie mais écrit en mode littéraire avec une très belle écriture. Reste un profond désarroi devant cette violence d'état et une admiration devant sa détermination
Profile Image for Alya.
4 reviews
July 6, 2018
Un recueil de petites histoires, article, anecdotes, prises de position, qui donnent un éclairage sur l'ambiance de cette Turquie sous le joug d'un dictateur et la vie quotidienne vue par cette écrivaine victime comme d'autres d'une chasse aux sorcières.
Profile Image for melissa minò.
205 reviews13 followers
December 24, 2021
I testi sono molto belli, la scrittura di Erdogan inchioda la realtà in maniera perfetta. Peccato però che non ci sia alcuna contestualizzazione, non ci sono introduzioni o postfazioni che spieghino l'origine di queste pagine e in un libro di questo tipo mi sembra una mancanza molto grave.
Profile Image for Sweet Jane.
168 reviews271 followers
January 23, 2025
Η Erdogan και η Temelkuran στην Τουρκία, o Lévy και η Hass στο Ισραήλ. Υπάρχουν ακόμα δημοσιογράφοι σε αυτό τον κόσμο που υπηρετούν τη δημοσιογραφία με πίστη και αφοσίωση. Όχι στην Ελλάδα όμως. Εδώ έχουμε Πορτοσάλτε και Σία. Μοίρα μας πικρή και ανελεύθερη.
Profile Image for Veronica.
72 reviews4 followers
October 12, 2025
Piccoli stralci di vita, di pensieri e di riflessioni.
Non è un romanzo e non c’è una trama, solamente il desiderio di raccontarsi.
Bellissima traduzione, molto scorrevole.
Probabilmente sono necessarie diverse riletture per comprendere bene tutto.
Profile Image for GONZA.
7,663 reviews130 followers
February 10, 2018
Interessante spaccato del colpo di stato turco, con parallelismi con quello di quasi 50 anni fa.
34 reviews1 follower
April 4, 2018
Yazarin baska kitaplarini henüz okumadim, fakat bu kitabini oldukca karanlik buldum. Ne yazik ki bana pek hitap etmedi.
Profile Image for Margareta Wedmark.
520 reviews1 follower
February 10, 2023
Översatt på svenska till ”Requiem över en förlorad stad”. Inte alls en bok i min smak - för mycket stil, staplade ord och”… ”. Förstod inte alls vad hon ville säga med boken, tyvärr.
Profile Image for Joanna.
127 reviews4 followers
April 22, 2023
Chroniques intéressantes sur la guerre, le gouvernement turc, l'écriture et la violence. Style travaillé mais peut-être pas son oeuvre la plus accessible.
Displaying 1 - 30 of 42 reviews