Catherine Destivelle a venticinque anni è entrata nel mondo della competizione dove ha ottenuto più volte il titolo di campionessa mondiale di free climbing. Unica donna ad aver superato un ottavo grado in falesia, la Destivelle ripete il pilone Bonatti del Petit Dru e poi apre in solitaria una nuova via, scala in diciassette ore la mitica parete nord dell'Eiger, prova l'ebbrezza degli ottomila raggiungendo la vetta dello Shishapangma, va in Antartide. Alpinista, fisioterapista e mamma, la Destivelle racconta in questo libro l'equilibrio perfetto che è riuscita a raggiungere, facendo della montagna e dell'alpinismo la sua grande passione, ma senza rinunciare a vivere "una vita normale".
This was an ambitious undertaking for me, as an intermediate reader of French. I LOVED every moment though, I learned so much and am still learning from the conversational and slang-filled writing. I will be reading it again immediately. I think I'll understand more the second time.
Dopo aver visto in televisione (National Geographic) il suo documentario, molto bello, ho apprezzato il suo libro. Autobiografia avvincente, sembra di essere al suo fianco, ben scritta.
Un'alpinista che piange, che ha paura, che adora mangiare e qualche volta anche un po' troppo (anche in vetta!) e che francamente se potesse tornare indietro, non sarebbe poi così male... Un'alpinista fortissima, che ha saputo sempre asciugarsi le lacrime, mettersi in forma ogni volta che ne ha avuto bisogno e che non ha mai abbandonato nessuno dei suoi progetti anzi è sempre andata avanti, concludendoli tutti e in maniera formidabile. Una gran donna, riservata, timida, modesta, tenacissima, appassionata - ma mai ossessionata. Una persona capace di integrare la sua grande passione - a tal punto da farne il suo sostentamento di vita - con tutto il resto; con gli affetti delle persone che le stanno attorno, alpinisti e non, con altri suoi interessi, con la nascita di suo figlio. Un bellissimo libro che poteva essere scritto solo da una altrettanto bella persona.
finally there is an English translation (called Rock Queen!) a truly brilliant read, that not only talks about climbing but gives an insight into the pressures of being a professional climber and at the same time deals with personal thoughts.