30 storie per 30 traduttori: questo, il contenuto del nuovo libro edito dalla NNE editore il 21 novembre 2019.
La babysitter e altri racconti: questo, il titolo scelto per una raccolta strepitosa di 30 brevi scritti di un autore a me sconosciuto, almeno fino a oggi; Robert Coover.
Ricapitolando: 30 traduttori sono stati messi alla prova nel tentativo di rendere il lingua italiana tutta la forza e l’eccentricità di questi 30 racconti scritti in stili molto diversi l’uno dall’altro.
Beh, lasciatemi dire che sono stati davvero tutti fantastici!
Nella presentazione dell’opera, Luca Pantarotto conclude il suo intervento citando una celebre frase – con una piccola modifica – che, a posteriori, risulta essere più che azzeccata per il genere di esperienza, ipnotica e onirica, in cui sarete immersi per tutta la durata del libro che conta ben 404 pagine di cui non si percepisce minimamente il peso anzi, il problema è caso ma all’opposto: non riuscire a chiudere e a dire «BASTA è ora di dormire!»
Potrete urlare con tutto il fiato che avete in gola che NON È COLPA VOSTRA ma sappiate che sì, è assolutamente colpa vostra. Ma, andiamo avanti.
«Lasciate ogni certezza, o voi ch’entrate».
Dunque non speranze, bensì certezze.
Proprio così, perché quello che andrete ad affrontare nelle pagine immediatamente successive a un’interessante introduzione – che dovrete leggere! –, vi apparirà come un’esperienza di lettura tra le più assurde e affascinanti che possiate immaginare di esperire. E non sto esagerando, dategli una possibilità e vedrete…
Nei suoi scritti Coover rilegge, riscrive e reinterpreta fiabe classiche e passaggi biblici togliendoci letteralmente la terra sotto i piedi e lasciandoci privi di ogni certezza.
«Esistere vuol dire essere stregati»
Sì, probabilmente ha ragione il Principe Azzurro di Biancaneve.
Vivere significa essere in balia della corrente che fluisce rapida e in cui noi, piccoli e miseri esseri, possiamo solamente sperare di riuscire a fare qualche magia, mettere in piedi un patetico teatrino di vita nella speranza di resistere, di rallentare, di mantenere sotto controllo la situazione, o quantomeno, illuderci di essere in grado di farlo mentre un dio perverso si diverte a giocare con noi, povere creature.
Giunto a questo punto, cosa rimane all’uomo triste e preda di una mente che non riesce nemmeno a governare come si deve?
«Forse inventare storie è un modo per impedire a tutti di impazzire»
Forse…
È molto probabile che sia così, in fondo, passiamo la vita a raccontare e a farci raccontare delle storie più o meno divertenti, più o meno assurde, più o meno macabre ma sempre e ugualmente frutto dell’invenzione umana e che, in questa raccolta, vengono esagerate fino all’esasperazione dando vita a scene e situazioni surreali e capaci di suscitare forti sentimenti.
«Nello spazio del racconto dio è Robert Coover»
Già, ancora una volta, sono totalmente d’accordo con quest’affermazione.
Lasciarmi trasportare dalla travolgente scrittura di questo autore è stata un’esperienza psichedelica; ho avuto la possibilità di rileggere la Bibbia, conoscere finali alternativi di fumetti, analizzare profondamente alcune immagini di celebri film, reinterpretare la fiabe classiche.
Insomma, con questa raccolta che una delle traduttrici ed editor di NNE – Serena Daniele – definisce, nella conclusione al volume, una «scatola di meraviglie», abbiamo la possibilità di indagare e conoscere tutto lo spaccato di un’epoca e di una società e, in parte, anche del suo autore, dal 1962 al 2016.
«Questo è un gioco che non scorderanno così presto!»
No caro Sig. Coover, non riuscirò a scrollarmi di dosso le forti sensazioni di questo folle viaggio per molto, molto tempo ancora.