Il ragioniere Walter Vismara ha un problema. Il suo nuovo datore di lavoro, il Tosetto, sarà di certo una brava persona, però ha una mania, quella per il "folber", e obbliga i suoi impiegati a strazianti allenamenti, ogni giovedì, in vista della partita dell'anno, la grande sfida scapoli-ammogliati del 1° maggio. Purtroppo a Vismara del calcio non importa nulla, ma è stato subito nominato portiere titolare della squadra. I colleghi già lo chiamano "il Zamora", come il famoso portiere del Real Madrid, anche se le sue doti atletiche e agonistiche sono nulle. Il consiglio giusto arriva da sua sorella, che legge la "Gazzetta dello Sport": si farà allenare in segreto dal Cavazzoni, ex portiere del Milan e della Nazionale.
Milano, anno di grazia 1963, al tempo del risotto giallo e delle paste di Marchese la domenica. Il ragionier Vismara lavoratore serio e solitario, vive con la sorella Elvira. Impiegato in una ditta, è costretto a giocare a calcio per accontentare il suo commenda Tosetto ( coincidenza del nome con il Keegan della Brianza), che impone ai suoi dipendenti il fotbar del giovedì amatoriale. Dovendo darsi un ruolo sceglie nella squadra degli scapoli il portiere pur non avendo mai giocato una sola partita. Dopo aver inanellato figuracce su figuracce, decide di prendere ripetizioni e si rivolge all'ex portiere del Milan Cavazzoni, caduto in disgrazia e uscito dal grande giro. Arena di Milano, San Siro o uno spogliatoio di periferia, vita e pallone si incrociano e diventano occasione di riscatto. Leggero e malinconico, godibile con un retrogusto amaro.
Raccontino leggero leggero molto gradevole, che restituisce un’atmosfera d’altri tempi. La storia procede spedita e l’epilogo è costruito a ritroso, con un gran gusto per la messa in scena.