Anche per finire il secondo volume ce ne ho messo di tempo… Ora posso esprimere un giudizio che vale per tutta la dilogia, visto che si tratta di un’unica storia che occupa due volumi.
Ecco…magari uno poteva bastare! :-D
Non fraintendetemi, sono scritti benissimo e, personalmente, ne consiglio la lettura, soprattutto a chi ama i miti greci. Però, non nascondo che, a differenza di “Regina di fiori e radici” che ho divorato in due sere, ho trovato questi romanzi decisamente più pesanti. Sia perché la narrazione è lenta e a volte ridondante, sia perché – devo confessarlo –, nonostante io abbia una formazione classica, a volte facevo difficoltà a “capire”. Ho l’impressione che questo stile un po’ ermetico sia una scelta consapevole dell’autrice, che del resto ci sta narrando cose “misteriose”: la civiltà minoica, il labirinto, il mito del minotauro, i riti dionisiaci…
Insomma, non li ho trovati di facilissima lettura. Per intenderci: non sono romanzi “da ombrellone”.
Detto ciò, ho apprezzato molto la capacità dell’autrice di ricostruire e ri-raccontare il mito in modo originale, ma comunque coerente, rimettendo insieme tutte le tessere del mosaico ma creando un’immagine diversa. C’è il minotauro, ma non è il minotauro che conosciamo; ci sono Arianna e Teseo, ma non sono Arianna e Teseo che conosciamo… Quello è il mito raccontato dagli ateniesi, ma, come ci dice Arianna ad un certo punto, “si sa che gli ateniesi sono tutti bugiardi”.
C’è un aspetto che, secondo me, accomuna questa Arianna alla Persefone di “Regina di fiori e radici” e che fa sì che le loro figure si discostino da quelle narrate dal mito: entrambe, inizialmente giovanissime, innocenti e un po’ ingenue fanciulle, emergono alla fine come consapevoli artefici del proprio (e altrui) destino. Non si tratta, quindi, di figure passive, vittime, semplici pedine in un gioco tutto maschile. Non voglio spoilerare i particolari, ma questa Arianna non è certo la giovane sedotta e abbandonata da Teseo del mito che conosciamo…eppure, tutto torna. Anzi, forse torna anche in modo migliore, offrendo una spiegazione più plausibile della sua “fine” come compagna di Dioniso.
Beh, poi c’è appunto Dioniso, che meriterebbe un discorso a parte…che vi risparmio. Per chi mi conosce, mi limito a segnalare che, per tutto il tempo, l’ho immaginato con le sembianze di un ventenne Ville Valo…
P.S.: Ora però voglio leggere la storia di Kore e Thanatos!!!!!