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Nati due volte #2

Nati due volte: l'età del vino e del ferro

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“Se tutte le scelte sono sbagliate, Arianna, devi porre a te stessa un'unica domanda: quale errore puoi sopportare di compiere?”

432 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2017

17 people want to read

About the author

Laura MacLem

12 books61 followers
Autrice innamorata non corrisposta delle materie scientifiche ma ricambiata dalle discipline umanistiche, o almeno così le piace credere.

Ha pubblicato L'Incanto di cenere per Asengard edizioni, vari racconti per editori piccoli e medi, quindi è approdata al self publishing con Regina di Fiori e Radici e Il Quarto Fato.

Nati due volte è un dittico fantasy ambientato nella Creta minoica della tarda età del bronzo che racconta il mito di Arianna dal suo proprio punto di vista.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Angharad Eldrige.
83 reviews10 followers
October 17, 2017
https://labellaeilcavaliere.blogspot....

“Se tutte le scelte sono sbagliate, Arianna, devi porre a te stessa un'unica domanda: quale errore puoi sopportare di compiere?”

L'età del bronzo e del miele si chiude con l'evento scatenante la guerra tra Atene e Creta: l'uccisione del principe ereditario Androgeo da parte degli ateniesi, che hanno così violato la legge dell'ospitalità, cara anche agli dèi.
E così L'età del vino e del ferro si apre con il lutto di Creta e l'inizio delle ostilità.

Incontrai gli occhi del padre, e perciò vidi. Non vidi nulla di tutto ciò che viene tramandato nel mito, né odio né vendetta, non rabbia e neppure orgoglio reale da vendicare: vidi un ricordo. C'era Androgeo in quel ricordo […].

Questo è il romanzo in cui sono presenti gli avvenimenti del mito conosciuti ai più: la guerra, la sconfitta di Atene, l'invio dei tributi ateniesi a Creta, il Minotauro e la sua uccisione da parte di Teseo.
L'abilità dell'autrice sta nel dare una nuova prospettiva a eventi già noti; non se ne allontana, non li rivoluziona completamente, ne dà una rilettura coerente per tutto il romanzo. La MacLem intreccia e sbroglia gli eventi con maestria e ci guida alla scoperta della storia di Arianna.
È un romanzo cupo, rispetto al primo, che artiglia lo stomaco e non lo lascia più andare, in cui anche il lieto fine di Arianna è accompagnato da una nota di maliconia, da un nodo che mai abbandona:

A quelle parole sentii in gola un nodo arrugginito, che, già lo sapevo, sarebbe rimasto sempre lì. Il più delle volte sarei stata troppo impegnata per accorgermene, oppure avrei avuto ragioni di essere felice che l'avrebbero temporaneamente coperto; ma sarebbe comunque arrivato il momento, quando la notte moriva e le stelle brillavano sopra di me, mentre giacevo insonne, in cui saremmo stati solo noi due io e quel nodo rugginoso di dolore. Sarebbe sempre rimasto.
Anche adesso c'è.


Non manca certo la felicità, ma è una felicità duramente guadagnata per Arianna, e anche per il lettore. È un volume che, se possibile, ho anche amato più del primo, nonostante sia più doloroso e sofferto. I due romanzi sono contrapposti un po' come lo sono l'adolescenza e l'età adulta: se il primo è caratterizzato da una spensieratezza, ancora un po' infantile, che gradualmente si riduce all'avvicinarsi delle conseguenze degli eventi messi in moto, il secondo è ormai pregno di una consapevolezza inevitabile e di ostacoli da affrontare per Arianna.
Arianna è la principessa di Cnosso e la Signora del Labirinto, e come tale ha doveri e incombenze cui deve far fronte. Ma è anche una donna innamorata abbandonata dal suo sposo, e anche se è un abbadono dettato dalla volontà di proteggerla, l'ha ferita ugualmente.
Ho trovato splendida l'evoluzione di Arianna, da fanciulla orgogliosa e inconsapevole, a donna forte e in grado di tenere testa persino agli dèi.
E ho apprezzato anche come è stato sviluppato il suo rapporto con Dioniso: in questo romanzo il dio è lontano e meno presente fisicamente, ma è nei pensieri di Arianna e in ciò che sta provocando nel mondo nel tentativo, riuscito, di affermare il suo culto. Dioniso non se ne vai mai del tutto, anche se lo rivediamo davvero solamente negli ultimi capitoli.
Devo dirlo, è una coppia che è entrata nel mio cuore senza alcuna fatica. Sono due personaggi a cui è stata data un'evoluzione ben studiata e una strada da percorrere non semplice. E ciò che li lega è qualcosa che mi ha fatta innamorare.

A proposito di amore, vogliamo parlare del mio amore per Asterione? Su, parliamo di come sia stata crudele l'autrice nel farmelo amare pur sapendo che avrebbe avuto un destino non sofferto, di più. My poor baby.
È un personaggio che ha un percorso travagliato, e il cui destino è profondamente intrecciato a quello di Aridela (così chiama la sua sorella minore). Asterione non è solo un fratello per Arianna, è stato anche un padre, quando Minosse come re non poteva esserlo, la protegge sempre e comuque.
E come viene ripagato? Col dolore. Insomma, è uno di quei personaggi in cui si incarna il Mai 'na gioia.
E parliamo invece di chi si merita il Mai 'na gioia più potente che ci sia? Teseo e Piritoo per fare due nomi a caso? Eh? Ne parliamo?
Sì, non l'ho superata. Succede. D'altronde mica potevo rimanere troppo seria per tutto il tempo, un po' di degenero ci doveva essere.

Tornando seri (ma lo ero anche prima, sapevatelo *lancia maledizioni a voi sapete chi*), questa duologia è davvero meravigliosa: per lo stile, curato e ricco, che scorre fluido e avvolge il lettore nella narrazione; per i personaggi che vivono tra le sue pagine; per lo sguardo nuovo con cui poter osservare un mito; perché sì, perché se amate la mitologia, i retelling e i libri ben scritti, questo dittico fa proprio al caso vostro.

“Perché è la scelta che mi rende felice, quindi è la scelta giusta.”
Profile Image for Ermione.
314 reviews37 followers
April 15, 2019
Anche per finire il secondo volume ce ne ho messo di tempo… Ora posso esprimere un giudizio che vale per tutta la dilogia, visto che si tratta di un’unica storia che occupa due volumi.
Ecco…magari uno poteva bastare! :-D
Non fraintendetemi, sono scritti benissimo e, personalmente, ne consiglio la lettura, soprattutto a chi ama i miti greci. Però, non nascondo che, a differenza di “Regina di fiori e radici” che ho divorato in due sere, ho trovato questi romanzi decisamente più pesanti. Sia perché la narrazione è lenta e a volte ridondante, sia perché – devo confessarlo –, nonostante io abbia una formazione classica, a volte facevo difficoltà a “capire”. Ho l’impressione che questo stile un po’ ermetico sia una scelta consapevole dell’autrice, che del resto ci sta narrando cose “misteriose”: la civiltà minoica, il labirinto, il mito del minotauro, i riti dionisiaci…
Insomma, non li ho trovati di facilissima lettura. Per intenderci: non sono romanzi “da ombrellone”.
Detto ciò, ho apprezzato molto la capacità dell’autrice di ricostruire e ri-raccontare il mito in modo originale, ma comunque coerente, rimettendo insieme tutte le tessere del mosaico ma creando un’immagine diversa. C’è il minotauro, ma non è il minotauro che conosciamo; ci sono Arianna e Teseo, ma non sono Arianna e Teseo che conosciamo… Quello è il mito raccontato dagli ateniesi, ma, come ci dice Arianna ad un certo punto, “si sa che gli ateniesi sono tutti bugiardi”.
C’è un aspetto che, secondo me, accomuna questa Arianna alla Persefone di “Regina di fiori e radici” e che fa sì che le loro figure si discostino da quelle narrate dal mito: entrambe, inizialmente giovanissime, innocenti e un po’ ingenue fanciulle, emergono alla fine come consapevoli artefici del proprio (e altrui) destino. Non si tratta, quindi, di figure passive, vittime, semplici pedine in un gioco tutto maschile. Non voglio spoilerare i particolari, ma questa Arianna non è certo la giovane sedotta e abbandonata da Teseo del mito che conosciamo…eppure, tutto torna. Anzi, forse torna anche in modo migliore, offrendo una spiegazione più plausibile della sua “fine” come compagna di Dioniso.
Beh, poi c’è appunto Dioniso, che meriterebbe un discorso a parte…che vi risparmio. Per chi mi conosce, mi limito a segnalare che, per tutto il tempo, l’ho immaginato con le sembianze di un ventenne Ville Valo…
P.S.: Ora però voglio leggere la storia di Kore e Thanatos!!!!!
Profile Image for Lele.
43 reviews2 followers
April 22, 2018
L'età del vino e del ferro è il libro in cui prende corpo il mito che è arrivato fino ai giorni nostri. Qui tutto ciò che è stato preparato nel libro precedente trova il suo sviluppo e la sua conclusione. È una narrazione permeata dal dolore e della sofferenza, in cui vediamo Arianna passare dall'essere una ragazzina felice e un po' viziata a una donna che cerca di salvare coloro che ama, compiendo scelte le cui conseguenze sarà costretta a portare per sempre su di sé. È un'Arianna che ha ormai perduto ogni cosa, che vorrebbe abbandonare la vita per espiare le sue colpe, eppure riesce a trovare di nuovo la forza di lottare per amore, anche a costo di sfidare gli stessi dei.

Il tema del sacrificio raggiunge il suo culmine prima in Asterione e poi in Arianna. Il cosmo necessita di un nuovo ordine per bilanciare il caos, che ha assunto nuova forma in Dioniso, la cui nascita e la cui apoteosi hanno portato instabilità e distruzione. Un caos che è fuori controllo e che Arianna deve riuscire a bilanciare con la sua danza per salvare il mondo così come lo conosce e lo stesso Dioniso. Arianna e Dioniso sono cambiamento e stabilità, i simboli di due potenze opposte e interdipendenti, la cui lotta e convivenza sono il fondamento della vita stessa.

Finale con un altro breve racconto su Kore, personaggio già visto in Regina di fiori e radici, che è sempre più chiaro avrà prima o poi un suo libro. Anche stavolta mi ha dato una sensazione un po' straniante ritrovarmi nel presente, ma il racconto si è rivelato utile per farci conoscere la sorte rimasta in sospeso di un personaggio.

Faccio giusto due appunti(ni) negativi.
Partiamo con una cosa che mi ha fatto venire il nervoso mentre leggevo: Zeus che problemi ha? Non pensavo che gli immortali potessero soffrire di demenza senile, ma lui mi ha fatto cambiare idea. Ora, vanno bene i riferimenti ai miti speculari di Arianna e Dioniso, non sarò certo io a obiettare, ma Zeus incapace di azzeccare il nome giusto in quella maniera è l'equivalente delle unghie sulla lavagna.
La seconda cosa è una piccolezza, ovvero credo che la frase di Sileno sulle bionde verso il finale sia anacronistica, per quanto ne so non c'erano pregiudizi in merito in epoca classica, ma correggetemi pure se sbaglio.
Profile Image for Alex.
Author 3 books22 followers
October 24, 2020
Mi son sempre rimproverata di non aver letto questa seconda parte subito all’uscita, ma la verità è che tre anni fa non sarei stata nello spazio mentale adatto per apprezzare a fondo il percorso di Arianna in questo libro.
All’epoca ero dove si trovava Arianna nel primo libro, e infatti lo avevo adorato, ma non ero corsa subito a leggere il secondo non solo perché non era già disponibile (avevo fatto comunque il preordine because of course, ormai ho capito che di Laura posso fidarmi), ma per qualche ragione che allora non mi era chiara e non potevo immaginare.
Come sempre, il mio cervello è più intelligente di me :D
Il percorso di Arianna mi tocca profondamente e personalmente e non sono in grado di esprimere come, ma esco da questa lettura felice (giustamente eh eh eh) e con molto su cui riflettere... che è un po’ lo scopo dei miti, no?

Chiudo con una nota frivola per tornare me stessa: ho bisogno di Kore e Thanatos. Tipo subito. AIUTTTTT!!!
Also, Zeus mi starà sempre sulle scatole (nonostante sia trattato con complessità divina), ma a Hera voglio bene. Non riesco a fare altrimenti. Capisco cosa la muove e non posso darle torto, inoltre è migliore di me perché riesce a non menare Zeus ogni volta che la zittisce e dice “donna!” come lo zoticone che è nel profondo :°D
356 reviews10 followers
June 17, 2018
Confesso di avere un debole per questa autrice, quindi mi viene facile perdonarla per i vari refusi nel testo, ma sappiate che ci sono.
Mi pento e mi dolgo per non aver riletto il primo prima di leggere questo, ma ormai è fatta. Magari rileggerò entrambi a fine anno, forse. Comunque vediamo se riesco a dare un idea di quel che si trova in questo romanzo anche a chi non ha letto L'età del bronzo e del miele e senza fare spoiler...
Oltre a narrare il mito di Arianna in una nuova veste come ha già fatto con quello di Persefone, Laura MacLem parla dell'equilibrio tra Caos e Ordine, di cui Dioniso e Arianna sono la personificazione. Di come la luce non possa esistere senza il buio e qualcosa possa iniziare solo dopo che qualcos'altro è finito. Amo il modo in cui riesce a mantenere i luoghi comuni del mito anche in una nuova versione. È bello che Arianna e Dioniso si conoscessero ben prima di Nasso e che siano fatti l'uno per l'altro proprio perché rappresentano due opposti, fatti per equilibrarsi a vicenda. Sono fatti per stare insieme proprio per la loro di diversità così marcata.
Inoltre qui il Minotauro non fa la parte del cattivo, ma è meglio che non dica altro per evitare di rivelare più del necessario.
Ad un certo punto c'è anche una bellissima scena padre-figlia che pur non avendo niente di commovente, si riesce a vedere benissimo quando Minosse voglia bene ad Arianna ed è una delle mie scene preferite.
A fine libro abbiamo anche un racconto dove ritroviamo Kore da Regina di fiori e radici e mi fa sperare ci sarà un libro dedicato a lei in futuro. Anche uno su Electra sarebbe ben accolto e ritenuto doveroso dopo averla introdotta nel racconto...
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