Tre uomini diversi per storia e provenienza, uniti da un destino e da un impegno comune. Un libro per capire che a muovere il mondo non può esserci altra politica se non quella della condivisione e della dignità.
Lo sviluppo sostenibile, l’attenzione all’ambiente, una politica della solidarietà e della condivisione, la riscoperta della semplicità. Tre grandi personalità, affascinanti e carismatiche, affrontano alcune delle più urgenti questioni sociali partendo dal presupposto che, se in nome di qualcosa è necessario vivere, questo qualcosa non può che essere la ricerca della felicità: una felicità non personale ma globale, che sia compassione, fraternità, che possa abbracciare la comunità tutta e rintracciare così il senso più vero e autentico di ciò che è «fare politica». Un dialogo che va dritto ai valori fondamentali, in cui si intrecciano il messaggio che un politico fuori dagli schemi come il «presidente povero» José «Pepe» Mujica vuole trasmettere ai giovani, i ricordi e le istanze di uno scrittore militante come Luis Sepúlveda, e le riflessioni del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, da sempre impegnato a promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile contro lo strapotere delle multinazionali in campo agro-alimentare.
José Alberto "Pepe" Mujica Cordano was a Uruguayan politician, revolutionary and farmer who served as the 40th president of Uruguay from 2010 to 2015. A former guerrilla with the Tupamaros, he was tortured and imprisoned for 14 years during the military dictatorship in the 1970s and 1980s. A member of the Broad Front coalition of left-wing parties, Mujica was Minister of Livestock, Agriculture, and Fisheries from 2005 to 2008 and a Senator afterwards. As the candidate of the Broad Front, he won the 2009 presidential election and took office as president on 1 March 2010. Mujica had been described as "the world's poorest president" due to his austere lifestyle and his donation of around 90 percent of his US$12,000 monthly salary to charities that benefit poor people and small entrepreneurs. An outspoken critic of capitalism's focus on stockpiling material possessions which do not contribute to human happiness, he was praised by the media and journalists for his philosophical ideologies; Times Higher Education referred to him as the "philosopher president" in 2015, a play on the words of Plato's conception of the philosopher king.
Vivere per qualcosa - José Mujica Carlo Petrini Luis Sepúlveda
Guanda & Slow Food Editori 85 pagine
Lettura di oggi. Una rilassante iniezione di fiducia in me stessa, nel prossimo e nel mondo circostante. Vi lascio la sinossi e una citazione del mitico "Pepe", il presidente povero, che è quanto di meglio possa fare al posto di una becera, misera recensione della sottoscritta. Leggetelo!
"Lo sviluppo sostenibile, l’attenzione all’ambiente, una politica della solidarietà e della condivisione, la riscoperta della semplicità. Tre grandi personalità, affascinanti e carismatiche, affrontano alcune delle più urgenti questioni sociali partendo dal presupposto che, se in nome di qualcosa è necessario vivere, questo qualcosa non può che essere la ricerca della felicità: una felicità non personale ma globale, che sia compassione, fraternità, che possa abbracciare la comunità tutta e rintracciare così il senso più vero e autentico di ciò che è «fare politica». Un dialogo che va dritto ai valori fondamentali, in cui si intrecciano il messaggio che un politico fuori dagli schemi come il «presidente povero» José «Pepe» Mujica vuole trasmettere ai giovani, i ricordi e le istanze di uno scrittore militante come Luis Sepúlveda, e le riflessioni del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, da sempre impegnato a promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile contro lo strapotere delle multinazionali in campo agro-alimentare. Tre uomini diversi per storia e provenienza, uniti da un destino e da un impegno comune. Un libro per capire che a muovere il mondo non può esserci altra politica se non quella della condivisione e della dignità."
"Bisogna vivere per qualcosa, non per il solo fatto di essere nati! [...] ...la felicità non può essere slegata dalla libertà, ma la felicità è una libera scelta e non può essere slegata neanche dal senso di sobrietà... [...] ...se vuoi possedere molte cose, ricordati che non le compri con i soldi, le compri con il tempo della tua vita, il tempo che hai speso per guadagnare quei soldi. E la vera libertà è avere tempo per le cose più care della vita: la famiglia, gli affetti, gli amici, la militanza, l'impegno. "
80 pagine di emozioni. Una boccata di speranza che mi ha fatta sentire meno sola con i miei ideali. Semplicemente straordinario, ringrazio gli autori per averlo scritto e il destino per avermelo fatto leggere. Metto 5 stelle perchè di più non si può.
Soprattutto ideali e pochi esempi delle molto probabili altrettanto poche esperienze che vadano nella direzione di quegli ideali. Un libro così serve per masturbarsi. Noi abbiamo bisogno di imparare come si fa ogni giorno a mettere in pratica quegli ideali per concretizzare, per realizzare davvero un cambiamento. Forse come prima cosa bisognerebbe fare una sorta di raccolta delle best practices per capire come concretamente altre persone, altri politici, hanno fatto o fanno, per affrontare e risolvere - mi raccomando risolvere - concretamente i bisogni degli ultimi. Il libro che pure fa qualche sporadico esempio, non si dilunga a sufficienza su questa disamina. In gran parte leggerlo, è una perdita di tempo.
In un mondo che sembra aver perso la bussola, questi "tre comunisti che mangiavano bambini e ora raccontano favole" sembra abbiano trovato un ottimo navigatore gps per indicare la rotta. Breve, intenso, ma soprattutto potente nei contenuti: si ha la sensazione che la loro unione superi la somma dei singoli (che già non sarebbe poco).
Cos'è la felicità, la solidarietà, l'accoglienza. Una piacevole conversazione tra tre grandi uomini. Uno spunto di riflessione verso le politiche migratorie odierne.