Jump to ratings and reviews
Rate this book

Orfismo e tradizione iniziatica

Rate this book
Quale messaggio può offrire l'Orfismo all'uomo di oggi? Come ci si può accostare a una filosofia che a prima vista può sembrare tanto remota ma che in realtà rappresenta il fulcro, il sorgere di tutto il pensiero speculativo dell'Occidente?
Con l'Orfismo si inizia a parlare di qualcosa di divino e non mortale presente nell'uomo, della "divinità" dell'anima e della sua "caduta", ma soprattutto si àncora in Europa, e quindi in Occidente, la visione metafisica dell'Essere. «Si può ben dire - scrive Raphael - che la Tradizione orfica è stata la prima a proporre una visione autenticamente metafisica; anzi, si può persino credere che sia non-duale (advaita), dal momento che intende reale assoluto solo l'Essere supremo di cui Dioniso è una rappresentazione universale. E senza Orfeo, Parmenide non potrebbe concepire l'Essere supremo (l'Orfismo si sviluppa con notevole successo in Sicilia e nella Magna Grecia in genere), né Platone il mondo intelligibile e l'Uno Bene».
L'importanza dell'Orfismo viene riconosciuta anche da alcuni studiosi i quali affermano che: «...senza l'Orfismo noi non spiegheremmo Pitagora, non Eraclito, non Empedocle, e, naturalmente, non Platone e quanto da lui deriva».
L'instaurazione dell'Orfismo si è determinata quando la "religione omerica" dominante stava perdendo la sua funzione, quindi la figura di Orfeo si colloca in un contesto di trasformazione e rinnovamento delle coscienze.
Orfeo ha rettificato il culto di Dioniso, che era stato degradato e trasformato in superstizione, ha svelato verità di ordine intelligibile, ha composto una scienza del Rito e del Numero attraverso la musica, ha istituito i piccoli e i grandi Misteri.

144 pages, Paperback

First published January 1, 1985

1 person is currently reading
6 people want to read

About the author

Raphael

874 books2 followers
Raphael Sanzio, usually known by his first name alone (in Italian Raffaello (April 6 or March 28, 1483 – April 6, 1520) was an Italian painter and architect of the High Renaissance, celebrated for the perfection and grace of his paintings and drawings. Together with Michelangelo and Leonardo da Vinci he forms the traditional trinity of great masters of that period.

Raphael was enormously productive and, despite his early death at thirty-seven, a large body of his work remains, especially in the Vatican. He was extremely influential in his lifetime, but after his death the influence of his great rival Michelangelo was more widespread until the 18th and 19th centuries, when his more serene and harmonious qualities were again regarded as the highest models.

His career falls naturally into three phases and three styles, first described by Giorgio Vasari: his early years in Umbria, then a period of about four years (from 1504-1508) absorbing the artistic traditions of Florence, followed by his last hectic and triumphant twelve years in Rome, working for two Popes and their close associates.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
4 (57%)
4 stars
1 (14%)
3 stars
2 (28%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Maria Scanu.
55 reviews2 followers
February 26, 2023
Per la maggiore si conosce Orfeo come "quello del mito della discesa agli inferi", ma cosa c'è dietro il mito? È rappresentazione fine a se stessa? O c'è una funzione catartica?
Come è facile immaginare secondo Raphael il mito non è una fantasticheria, produce un'esperienza reale di catarsi e propone all'iniziato come al neofita una via da seguire per la consapevolezza della propria coscienza.
Raphael indaga le radici dell'Orfismo e della tradizione iniziatica con metodo assolutamente occidentale, ed è a menti occidentali che si rivolge: non solo fa luce sui contenuti dei misteri orfici, ma ne sonda le radici storiche e l'influenza che essi ebbero nella formazione dei filosofi pitagorici e del divino Platone, proponendo l'orfismo come chiave di comprensione profonda del loro pensiero.
Come è facile intuire siamo dentro la genesi del pensiero occidentale, cioè del Padre Nostro: quante volte abbiamo sentito dire che siamo figli dell'incontro-scontro tra Atene e Gerusalemme?
Raphael ci parla anche di quegli elementi dell'orfismo che furono traslati dentro il cristianesimo e di come esso sia debitore ai Misteri (il vangelo di Giovanni, l'Apocalisse e lettere di Paolo apostolo sono solo i più immediati da consultare).
Ma il cuore vero di questo saggio è la tesi per cui l'Orfismo, nel VI secolo a.c. introduce il principio squisitamente metafisico nella natura umana: per la prima volta in occidente esiste la natura divina dell'anima e si parla della sua caduta nella materia, introducendo così la metempsicosi.
l'Orfismo nasce dal culto rettificato di Dioniso, il figlio di Zeus (principio ordinatore del mondo) che fu smembrato dai Titani e successivamente resuscitato dal Padre. Orfeo riprende il culto di Dioniso allora degradato a superstizione e lo completa dando al Rito e al Numero una connotazione scientifica e attribuendo loro il valore di principio intellegibile; egli è non solo musico (la katabasis con la lira per liberare Euridice), ma anche filosofo, cioè privilegiato tra gli iniziati.

Ma perché ho battuto molto sul "fattore occidentale" di questo saggio? Perché nella concezione orientale esiste coevo il principio metafisico monistico ed esso sembra avere radice sostanzialmente comune con l'Orfismo: Raphael cita spesso il Brahmasutra e sottolinea come ci sia addirittura impiego pressoché identico dei termini utilizzati. Non ci spiega, volutamente, come mai accada questo. Dico volutamente perché serve a sottolineare come il principio metafisico sia connaturato con l'umanità e come esso abbia prodotto un risveglio di coscienza in un'epoca precisa e in cui le distanze geografiche e linguistiche erano assolutamente proibitive. Resta per l'autore mistero, e come tale va onorato.

Se vi state chiedendo che senso abbia parlare oggi di Platone e dei Pitagorici, e se vi attraversa la mente l'idea che tutto sia stato già detto sul loro pensiero, e magari anche superato, allora leggete questo piccolo e ricco saggio, ma solo se la vostra mente è rimasta aperta e senza giudizio. In tal caso in queste cento pagine o poco più troverete tanti di quei doni di cui essere grati che non basta l'anno appena iniziato per ringraziare.
Io ringrazierò a mio modo: consacrando ufficialmente l'anno di letture 2023 al viaggio dentro la coscienza, visto che l'ho iniziato in stato di grazia e modalità "profondamente innamorata di ogni respiro che anima il mondo".
Displaying 1 of 1 review

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.