Sacher, Mimose, Millefoglie, Charlotte... La pasticceria di Caterina addolcisce le pene di molti, con le sue maestose cattedrali di zucchero. Ma la prima che avrebbe bisogno di dolcezza è proprio lei, Caterina, che si sente sola anche se la sua vita sentimentale è «intasata come una litoranea in agosto». Giancarlo, il fidanzato, è un commissario di Polizia che non sa infiammarle il cuore, le amiche si ricordano di lei raramente e Vittorio, il fratello, ha il singolare talento di mettersi, e di metterla, nei guai. Finché un giorno Caterina non trova nel retrobottega del negozio una radio, «un modello degli anni Settanta, un cubo arancione con tanto di antenna». Il primo miracolo è che dopo tutti quegli anni funzioni ancora. Il secondo è che la voce che parla da lì dentro parli a lei, a lei e a nessun altro. E dica cose che a poco a poco la conquistano, mettendole a soqquadro la vita. Marco Presta ci racconta da par suo, attraverso una scrittura comica ma alta, controllatissima, la storia di una giovane donna che trova, letteralmente, l'amore nell'aria. E pagina dopo pagina fa un incantesimo alla portata di chi ha la fantasia all'altezza del cuore.
Uzela sam ovu knjigu iz biblioteke iz najglupljeg mogućeg razloga - bila sam užasno gladna (jeeej studentski život i trovanje kafom), a devojka na koricama je zagnjurila glavu u tortu. Knjiga je neverovatno glupa, neki jadan pokušaj magijskog realizma koji ne volim (JEBIGA MARKESE, LJOSO, KORTASARE, JEBIGA): poslastičarka Katerina živi svoj krajnje prosečan život, užasno je nezadovoljna, bla-bla, ima tu još nekih problema, ima nekog glupog momka, još nekog starkelju koji bi sve dao za njeno mlado telo, brata lopova, i onda se PAZI zaljubi u neki glas što dolazi iz radija i to tako traje i traje i napusti momka I ONDA SE POJAVLJUJE NEKI PROFESOR FIZIKE RADIĆ i bukvalno taj profesor Radić kao profesor Baltazar PRITISNE NEKI GUMB i Katerina završi u radiju i nestane.
Riflettevo sulla voglia di scrivere romanzi che hanno personaggi pubblici di tutt'altro mestiere, e su come questi romanzi vengano puntualmente pubblicati anche da case editrici importanti, spesso solo in virtù del nome dell'autore, che magari nella vita fa l'attore, il regista, il presentatore, il politico ecc. e i cui libri non sono certo meglio di quelli di giovani e bravi scrittori emergenti che fanno invece fatica a farsi notare. Ma con questo non voglio andare contro Marco Presta, che è un bravissimo e simpaticissimo conduttore radiofonico che io adoro, e che ascolto sempre volentieri nel programma di Radio 2 Il ruggito del coniglio. Eppure si sente come in questo libro manchi più di qualcosa: mancano delle descrizioni efficaci degli ambienti, delle scene, Roma non è che uno sfondo impersonale alla storia e della vera Roma non c'è niente; manca una caratterizzazione precisa e intensa dei personaggi, che sono per lo più solo tratteggiati e forse realistici da una visuale troppo superficiale; manca una storia che stia in piedi, anche se poi prende una direzione abbastanza sorprendente che un po' la tira su. C'è però anche qualcosa di buono, che emerge in questo stile pieno di metafore, ed è il cuore che comunque ci mette l'autore, la passione, nonostante tutto, e Caterina è una protagonista a cui vuoi bene. Non è un capolavoro, ma in fondo non è neanche un completo disastro.
Un libro divertente e leggero che è riuscito a strapparmi qualche sorriso. Una storia a tratti assurda e surreale, a cui molti di noi vorrebbe poter credere. Ho trovato la figura di Caterina anche se molto altruista, forse troppo altruista, un tantino debole.
Di Presta mi piace lo stile metaforico-iperbolico, capace di esagerare gesti o pensieri abituali e trasformarli in visioni paradossali. E' la parte molto divertente della sua scrittura. La trama di questo racconto è abbastanza articolata, ma si perde un po' troppo al centro in vicende marginali, sacrificando la fase finale che avrebbe avuto bisogno di maggior dilatazione. Il peso mi risulta sbilanciato.
Simpatica l'idea di far diventare la "radio" un media "caldo" al pari dei dispositivi mediatici più recenti. Anzi, più che un oggetto che vive delle leggi della Fisica, è diventata un oggetto simile agli orologi molli di Dalí, tra il "surreale", il "quantico" e il "metafisico".
Mortalmente noioso e inconcludente, personaggi sciapi dello spessore di una velina, a tratti brutta copia di “Her” ma senza crederci abbastanza (o credendoci troppo?). Finito solo per dovere: dovere di recensirlo per evitare a qualcun altro lo spreco del tempo necessario a leggerlo
Stile di scrittura davvero molto piacevole e divertente, anche se le continue metafore e similitudini (seppur molto argute) hanno spezzato un po' il ritmo della narrazione. Purtroppo la trama non mi ha entusiasmata, anche perché la trovavo un po' troppo surreale perfino inquadrando il libro in un'ottica da magical realism .
2,5 per questo, ma trovo che Marco Presta sia un ottimo narratore e darò volentieri una chance ad un libro dalla trama differente (:
Ho letto abbastanza libri italiani da cui purtroppo non mi è mai rimasta una bella impressione, così tanto da ripudiarli. In questo momento avevo voglia di azzardare, dopotutto ci vuole sempre una seconda possibilità. E così ho scelto questo libro, seguita dal destino. Dire che mi ha fatto soltanto ricredere è poco, mi ha fatto capire che non bisogna fissarsi nel cercare chi ha scritto il libro o da dove viene, perché quello che veramente importa alla fine è se ti è piaciuto oppure no. E questo mi è piaciuto incredibilmente, lasciandomi un sorriso sul volto.
Chi di noi non ha mai desiderato almeno una volta nella vita di sparire da tutto ed entrare in un’altra dimensione fatta di amore e complicità con una persona meravigliosa che credevamo non esistesse e invece non solo esiste ma è innamorata pazza di noi? Caterina è arrivata a un bivio della sua esistenza e vede crollare tutto il suo mondo, costretta a barcamenarsi tra un fidanzato tiepido che si rivela essere un bruto, un fratello estremamente egoista e portatore sano di guai grossi che ovviamente lei è chiamata a risolvere a sue spese, e una serie di personaggi di contorno che in qualche modo la coinvolgono nelle loro vite o si intromettono nella sua, non richiesti. In mezzo all’aumentare esponenziale della confusione e delle difficoltà di Caterina, la voce che esce dalla radio e le parla è una follia ma anche un balsamo per le sue pene. Lei troverà in essa tutto ciò che le manca dagli affetti che la circondano, dalle persone che le stanno vicino senza volerla o poterla aiutare. Troverà la comprensione, l’ascolto, la parola buona, saggia e appassionata. Troverà la perfezione in qualcosa di etereo che la spaventa e l’attrae in modo incontrollabile. Marco Presta, star della radio, nella nota alla fine del libro racconta di come suo nonno, nei tempi grami della guerra, spese parte del suo poco denaro per acquistare una vecchia radio e far entrare in casa informazione, musica e un po’ di buonumore, cibo importante per lo spirito quanto quello per il corpo. Ecco, forse con questo racconto leggero e ironico, ma anche tanto romantico, Presta ci invita ad affidarci di più allo strumento radiofonico e meno ai social, alle immagini, all’esibizione di sé, alle finte relazioni; perché talvolta anche in una scatola che parla e che apparentemente non ci può ascoltare possiamo trovare più buonumore, più sincerità, più melodia e più amore di quanto si possa immaginare. O almeno, noi possiamo illuderci che sia così, perché nessuno ci smentirà mai. Un racconto surreale, si, ma anche molto realistico e arguto nel raccontare alcune dinamiche dei rapporti umani, ovviamente raccontati in modo esilarante, ma spesso insopportabili. Per me Presta resta imperdibile.
Ho trovato la lettura di questo libro decisamente irritante. Esso parla di una giovane donna, proprietaria di una pasticceria, che si trova coinvolta in una serie di vicende di tipo familiare che rischiano di mandare drammaticamente all’aria la sua vita e i suoi equilibri. Il tutto è narrato con un tono volutamente leggero e scherzoso, ma la sostanza della storia è tutt’altro che leggera e scherzosa, anzi decisamente drammatica.
Ciò che contraddistingue caratterialmente la pasticciera è l’incapacità di dire no: non sa dire no a una ragazza cinese che vuole diventare lavorante presso di lei (e inaspettatamente fa un buon affare, ma è l’unico caso), non sa dire no al fratello mezzo delinquente che pretende la vendita del negozio per pagare dei debiti e evitare di andare in galera (che poi questa cosa che la solidarietà verso parenti, che siano pure fratelli genitori o figli, anche quando fanno le peggio cose non la capisco e non la capirò mai), non sa dire soprattutto di no al fidanzato, vicecommissario di polizia, che non ama, anzi nel migliore dei casi prova per lui sopportazione e disgusto, ma col quale tira comunque avanti una storia stentatissima. Fino al momento in cui accade l’evento: nella sua radio si materializza una voce, la voce di un uomo, che parla con lei, si innamora e la fa innamorare. Ma in questo insieme di incapacità esistenziali anche l’iniezione di realismo magico pare un po’ posticcia. Non risolve personaggi abbozzati alla meno peggio e assai stereotipati, non risolve un fidanzato-vicecommissario che sembra essere stato creato apposta per catalizzare disprezzo (a lui tutta la mia solidarietà), non risolve una narrazione che si tiene sempre sulla superficie delle cose.
Libro decisamente evitabile. Due stelline invece di una perché se non altro la scrittura qualche qualità ce l’ha.
Storia carina, ma la verità è che non è concepibile scrivere un romanzo con una protagonista donna così tormentata dall'amore usando una focalizzazione maschile. Tant'è che sono rimasta basita nel leggere certe frasi in cui il "narratore uomo", fin troppo presente, sminuiva e ridicolizzava i sentimenti della protagonista. Si sente troppo la presenza dell'autore, che a mio parere è lontano dall'essere uno scrittore degno di questo nome. Grafica di copertina eccezionale e accattivante, complimenti Einaudi.
Romanzo delizioso, proprio come una delle tante torte che prepara Caterina, la protagonista. Al contempo una semiseria rassegna delle bassezze umane e una fiaba che fa sognare, questa storia, una volta finita, ti lascia l'animo sollevato e pieno di zucchero, proprio come quando si esce da una pasticceria!
Carino e velocemente leggibile. Rispetto a tanti romanzi "di moda" questa è anche scritto in un piacevole italiano. La storia forse è a tratti un po' scontata ma sicuramente mi ha lsciato con il sorriso sulle labbra.
Carino!!! Per chi ha voglia di un libro leggero in grado di farti sorridere e sognare. Si certo ci sono alcune situazioni assurde e non reali, ma basta assecondarle per scoprire il lato più romantico e dolce della storia! Molto carino!
«I dolci che Caterina preparava esprimevano il suo stato d'animo Per capire se attraversava un periodo difficile, bastava dare un occhiata alle torte che ammicca ano dagli espositori frigo. I profiterole, infatti apparivano malinconici, privi dell'ambizione architettonica. Le Charlotte alla panna erano di un bianco sconsolato, le millefoglie sembravano bisogno d'essere innaffiate»
Caterina ha una pasticceria e crede di avere una vita media con degli amici medi. Ha un compagno che le chiede di sposarlo un fratello e delle amiche. Il titolo Accendimi fa riferimento alla radio, Caterina ha una radio attraverso la radio sente la voce di una persona che le dice di amarla Caterina dice di chiamarlo Antonio. Il libro è anche carino ma secondo me va ricostruito daccapo perché c'è poca descrizione, pochi dettagli, i capitoli sono brevi si legge in poco tempo, credo nel periodo di pasqua di finirlo e far finire il blocco del lettore
Mi sono imbattuta in un romanzo molto piacevole e scorrevole. Leggero, ma non perché abbia poco "spessore", ma nel senso che il racconto è lieve, lascia una bella sensazione, e i personaggi sono raccontati in maniera delicata. La protagonista è l'emblema dell'understatement e dell'empatia. Non si può che fare il tifo per lei e per la sua felicità, obiettivo all'apparenza complicato, visto che ci scontriamo con tutto il surrealismo di una voce parlante alla radio che parla proprio con lei (e che non usa un "tu" generico).
Una bella storia in cui la gentilezza e i buoni sentimenti vincono - ho spoilerato il lieto fine, non arrabbiatevi.
2,5 stelle Mi è piaciuta molto la trama principale del libro, l'idea di questa voce misteriosa alla radio. Anche la scrittura è interessante, piena di metafore. Ma il libro ha tanti difetti. Il più serio secondo me è proprio la poca caratterizzazione dei personaggi, che sembrano quasi delle macchiette. Caterina è la classica persona troppo buona che si fa mettere i piedi in testa: di lei, oltre questo, sappiamo solo che non è felice e che è un'ottima pasticciera. Suo fratello Vittorio è il classico combinaguai irredento, Gianfranco l'inflessibile "questurino" che prende tutto troppo sul serio e così via. Si potrebbe dire che tutti i personaggi vivono di stereotipi. Un altro grave difetto è lo sbilanciamento del libro, che spesso tende più verso le vicende ai margini che quelle della nostra protagonista. Inoltre, la scrittura piena di metafore, che all'inizio mi era tanto piaciuta, spesso si è rivelata anche fin troppo fuoriluogo, con un autore che ci tiene a far sentire la sua presenza immotivata, che non apporta granché se non qualche commento filo-sessista, fastidioso soprattutto quando viene messo in bocca a personaggi femminili. In sostanza: bella idea, ma l'esecuzione lascia (molto) a desiderare.
Un libro orrendo, farcito di un sessismo e un maschilismo difficili da nascondere dietro un'esasperata ironia. La premeditazione di un femminicidio è buttata a caso tra le righe. L'amore tanto decantato tra le pagine è totalizzante e possessivo. I personaggi hanno la stessa intelligenza emotiva di un cestino della spazzatura e tutto il libro sembra un eserciziario scolastico su similitudini e metafore. La parte più surreale non è che una radio parli, ma che attualmente le recensioni sfiorino le tre stelle.
Divertente. La scrittura rispecchia molto i miei pensieri, disarticolati e immaginari. La storia può essere vista fino a più della metà come una grande metafora. Verso la fine diventa poco credibile. Rimane adorabile nel complesso.
"-Sentire la tua voce a quest'ora… una meraviglia inaspettata… avrei voglia di cantare a squarciagola…- -E perchè non lo fai?- -L'ultima volta che ho cantato a squarciagola sotto la doccia è andata via l'acqua.-
È vero che chi cucina influenza la bontà del piatto col suo umore, figuratevi una pasticciera! Potranno mai uscire dolcì perfetti in quelle giornate in cui realizziamo la nostra infelicità? Assolutamente no! Caterina ha una pasticceria, un compagno che non ama, due commesse che dividono con lei lavoro e vita. La sua vita scorre anonima finge un giorno una voce le parla attraverso la radio e si rivolge proprio a lei chiamandola per nome…
Rimane uno dei miei scrittori italiani preferiti. Sarà che lo "conosco" da 29 anni circa. Quantomeno la sua voce. Per me il libro, nella sua strana storia, è come se raccontasse l'amore tra un'ascoltatrice e un conduttore radiofonico. Un po' com'è accaduto a me. La sua voce e il suo sense of humor mi confortano sempre. Ti amo Marco! Dai tempi dell'Università, quando non riuscivo a studiare perché ascoltavo il Ruggito e non riuscivo a spegnere la radio.
A differenza dei precedenti romanzi di Presta, questo non mi ha strappato nemmeno mezzo sorriso, troppo surreale, troppo drammatico, quasi tragico. Capisco che l’Autore sia innamorato della radio come mezzo di comunicazione e addirittura, come in questo caso, di evasione, ma la storia non sta molto in piedi. Decisamente più apprezzabile la “Breve nota dell’Autore” nelle ultime pagine.
Un romanzo leggero e divertente, perfetto per staccare la spina. Marco Presta ci racconta la storia di Caterina, una pasticcera che trova l'amore in una vecchia radio. La scrittura di Presta è come sempre piacevole e capace di farci sorridere. Per certi versi mi ha ricordato il film Her ma con un finale forse stucchevole ma sicuramente meritato per la nostra Caterina.
Lettura piacevole, nonostante la sua assurdità. Una vita complicatada difficoltà che appaiono estreme eppure sono così comuni... e sta storia della radio...boh... in ogni caso si legge velocemente, ti prende anche in un certo senso, ma ...non ti lascia niente.
Un piccolo atto d’amore, che condivido, alla ‘magia’ della Radio. Però Marco lo preferisco proprio alla Radio, quando, in coppia con Antonello, ... ruggiscono come … Moscardo e Mirtillo o forse … Quintilio e Parruccone …
Una pasticciera, una vita mediocre, molte persone intorno delle quali, per motivi diversi, si sente responsabile o che sente di dover aiutare. Un solo conforto: una radio, e la Voce che ne esce che sembra parlare proprio con lei. Anzi, che davvero parla con lei…
Cosa penso di questo libro? “Tanto fumo e niente arrosto”. L’autore di prende troppo sul serio, ogni frase è una “poesia” cercata, come se si potesse esprimere solo a paroloni e voli pindarici. Le continue metafore spezzano molto il ritmo della narrazione. Non c’è quasi trama, non ci sono ambientazioni o descrizioni dei personaggi. Vuole essere un libro che ti trasmette il messaggio del “il vero amore è dietro l’angolo, non accettare il minimo sindacale”, ma la verità è che l’amore dietro l’angolo in questo libro è un’altra relazione tossica. I said what I said.🤷🏻♀️ Inconcludente, personaggi senza spina dorsale e forse è anche un po’ la copia uscita male (il primo pancake, diciamo) di “her”. Dopo un po’ (dalla seconda metà), diventa ripetitivo e noioso e l’ho letto solo perché dovevo finirlo. Non l’ho odiato, molte cose mi sono piaciute, ma non so se è un libro che consiglierei. Voto: 2⭐️/5
Di solito non sono per le romanticherie.... Ma sarà che vivo un intenso sentimento a distanza, ma questo libro, scorrevole, avvincente, scritto bene, mi ha fatto davvero emozionare e commuovere. Tanto che l'ho subito passato a Lei!