A chi mi conosce sarebbe superfluo spiegare perché questo saggio mi è piaciuto così tanto, ma ci proverò lo stesso.
Il personaggio di Medea è IL personaggio, quel personaggio che mi ha cambiato la vita. Il mio personaggio preferito di sempre. E questo saggio le rende giustizia.
Pensavo che sarebbe stato scritto faziosamente, che ci sarebbero state valutazioni di parte (negative o positive) che avrebbero offuscato il giudizio del lettore. Ho trovato il saggio molto obiettivo: ha mostrato e analizzato il personaggio di Medea a tutto tondo senza mai scadere in opinioni. Forse solo alla fine, nell'epilogo, ma è comprensibile e perdonabile (anche se, appunto, non mi trovo del tutto d'accordo con la visione proposta).
Per una classicista come me la prima parte è stata la più interessante. Conosco molto bene le versioni del mito analizzate, nonostante ciò Medea è sempre capace di offrirmi qualcosa in più.
Ho apprezzato altrettanto la seconda parte, la Medea dei moderni, che mi ha dato modo di conoscere tantissime rivisitazioni di questa donna controversa, alcune abbastanza affascinanti da ispirarmi a recuperarle.
Il capitolo sull'iconografia è molto breve, avrei preferito venisse dedicato più spazio a questo aspetto. Ma ci sarebbe voluto probabilmente un libro a parte.
Ho sottolineato tantissimo, ma non avevo dubbi. Sarei curiosa di recuperare gli altri libri della stessa collana.
Intanto vi consiglio davvero di leggerlo, anche solo per godervi la delicatezza con cui Bettini tratteggia all'inizio del saggio il mito di Medea - l'amore di cui lei arde e la punta conficcata nel suo cuore.