Jump to ratings and reviews
Rate this book

Contro le mostre

Rate this book
È un vizio italiano: produrre mostre blockbuster. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: Caravaggio e Leonardo, gli impressionisti, Van Gogh, Picasso, Dalí e Warhol. Ne facciamo circa diecimila l'anno, ma dovremmo avere seri dubbi su questa sarabanda. Innanzitutto perché si tratta quasi sempre di puro intrattenimento: a pagamento, e di bassa qualità. Quasi mai c'è dietro una ricerca originale, e quasi sempre non c'è nulla da imparare: la verità è che privati senza scrupoli e pubbliche autorità senza un progetto mettono a rischio pezzi unici, spesso di valore altissimo. Dobbiamo riprendere a fare esposizioni serie, libere, educative. E c'è un'alternativa più radicale: rompere la gabbia degli eventi, e rituffarci nel fitto contesto di arte e paesaggio che rende l'Italia unica al mondo. Riallacciare il passato al presente, attraverso una conoscenza vera e libera. Fuori dal mercato, nel cuore delle nostre città.

184 pages, Paperback

First published October 1, 2017

16 people are currently reading
246 people want to read

About the author

Tomaso Montanari

53 books38 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
38 (22%)
4 stars
69 (41%)
3 stars
51 (30%)
2 stars
8 (4%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
April 3, 2018
Tutta la retorica del "siamo contro la commercializzazione dell'arte" distillata in un libro scritto da discepoli di Salvatore Settis che parafrasano e rendono iperbolico l'originale (che sarebbe meglio leggere direttamente). Libro buono per giovani studenti bisognosi di "caricarsi" un po' nella direzione della protezione del patrimonio e della costruzione di mostre dotate di senso.
24 reviews
April 21, 2020
*2,5 stelle*

Sicuramente è un libro che può insegnare qualcosa, forse più ai neofiti che a coloro che di musei se ne intendono già un po'. Lo stile leggero e scorrevole lo rende adatto a chiunque.

È innegabile che la situazione culturale italiana non sia proprio al meglio della forma, non si può che essere d'accordo con le considerazioni degli autori in questo senso. Il problema, per me, è stata la totale incompatibilità con il loro atteggiamento, tanto che più volte la lettura mi ha innervosito. Trovo la loro posizione, per quanto condivisibile, eccessivamente inquadrata nei giudizi, talvolta troppo spietata nelle critiche. Questo approccio "arrabbiato" può risultare estremamente efficace per qualcuno, ma con me non ha funzionato. La realtà non è tutta bianca o nera, ma piena di sfaccettature che possono portare, anche nel male, a risvolti positivi.

In sostanza, un libro che fa riflettere, senza dubbio, che spinge a creare un proprio pensiero critico nei confronti di una problematica seria, ma che non sempre ho apprezzato.
Profile Image for Carlotta.
77 reviews3 followers
January 4, 2023
90% polemica e 10% contenuti veri e propri, poteva essere un articolo e invece sono 154 pagine.
Da leggere per un esame.

Inoltre, il mio problema reale è che tutte le soluzioni proposte implichino un ri-tornare, ri-prendere, ri-considerare ecc., in pratica si cerca di pensare al futuro tornando al passato, il che è fallimentare in partenza.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,244 reviews25 followers
February 9, 2018
Saggio breve ma illuminante che è stato capace di portare alla luce dati di fatto che stanno sotto gli occhi di tutti ma di cui non ci accorgiamo pienamente perché abilmente nascosti sotto false apparenze. L’abilità di chi detiene il potere e il denaro di mascherare i propri intenti lucrosi è infatti straordinaria, e pur frequentando assiduamente mostre, musei e rassegne non mi ero mai resa pienamente conto di cosa fosse quel senso di insoddisfazione che puntualmente ha accompagnato la gran parte delle mie visite a mostre “imperdibili” sui grandi dell’arte. Mostre delle quali stranamente pochi giorni dopo non ricordavo più nulla. Mostre che mi avevano lasciata perplessa, a volte confusa, soprattutto perché non mi era stato possibile individuare il “messaggio” che i curatori volevano trasmettere con quelle opere, l’intento insomma. Studio all’ Accademia di Belle Arti da quasi tre anni, ma in questo tempo non sono quasi mai riuscita a cogliere tutti quei parallelismi che avrebbero giustificato il porre opere contemporanee e spesso criptiche a confronto con luoghi e opere del nostro patrimonio artistico e storico. Ho sempre pensato di non essere in grado di capire, di non essere all’altezza. Questo volume fa davvero aprire gli occhi sulla gran presa in giro che l’industria delle mostre d’arte porta avanti da lungo tempo ai danni dei cittadini e solo per il suo personale tornaconto economico. È un libro diretto, un libro arrabbiato, che non si tira indietro difronte alla necessità di nominare eventi e persone del passato recente, di cui tutti abbiamo memoria. La tesi sostenuta degli autori è ben argomentata e valida, il linguaggio non troppo tecnico - più discorsive le parti scritte da Montanari - permette una scorrevole lettura. Consigliato.
Profile Image for Lorenzo Lot.
4 reviews1 follower
August 4, 2024
Capitoli di Montanari illuminanti come sempre, oltre alle critiche propone anche dei modelli positivi e delle soluzioni ed è difficile non essere d'accordo con lui. Trione (che ho letto qui per la prima volta) molto più abbozzato, pretestuoso, artificioso. Dei suoi capitoli salvo poche cose (di certo non la scrittura). Il voto è una media tra 4 e 2.
Profile Image for Intervalla Insaniae.
141 reviews39 followers
October 9, 2020
Trovo non particolarmente esaltante la prosa di Montanari ma sacrosanti i suoi contenuti. Amen.
L'italiano di Trione, invece, è agghiacciante.
Non posso che dare un voto a metà per un libro che a metà si può leggere e a metà no.
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
September 22, 2025
Il sonno della ragione genera mostre. Il senso di questo puntuto e puntuale pamphlet è legato a una fredda e deludente constatazione. A quanto pare, il nostro Paese ha, tra i tanti (tutti negativi) primati, anche quello di essere il principale mostrificio del pianeta. Una catena di montaggio dell’esposizione di opere d’arte guidata esclusivamente dalla necessità di fare grandi numeri, cioè grandi incassi. I due autori procedono, pagina dopo pagina, a demolire il grande impianto teorico dietro questo “miracolo” culturale, dividendosi equamente i compiti (e i capitoli).
A Trione tocca catalogare le tre tipologie di esposizioni attorno alle quali si è costruito il baraccone para-culturale negli ultimi vent’anni. Si parte con le mostre blockbuster, organizzate attorno a nomi di artisti ultra-pop (Van Gogh, Raffaello, ecc.) o movimenti artistici conosciuti anche dai muri (impressionismo, cubismo, ecc.). Posso solo immaginare quanto siano fischiate le orecchie a Marco Goldin, artefice della proliferazione di questo format, chiamato direttamente in causa come responsabile numero uno dell’appiattimento culturale che ciò rappresenta. Segue un accorato appello contro la diffusione delle cosiddette biennali, a partire da quella veneziana, che si sono trasformate rapidamente da laboratori d’avanguardia a occasione di vetrine mondane per VIP e loro codazzo. L’ultimo genere di mostre mostruose è, per Trione, il cosiddetto crossover. Un non luogo dove antico e moderno si intersecano per esaltare ipotetici paralleli di senso estetico tra opere classiche e opere contemporanee. Qui gli è più difficile dimostrarne la dannosità poiché in alcuni casi il risultato finale è stato pregevole. Resta però un terreno molto delicato entro il quale si gioca molta della serietà complessiva dell’art system del 21° secolo.
A Montanari, invece, tocca il difficile compito di contestualizzare questo fenomeno all’interno di un sistema museale invaso dalla politica (quella pessima e autoreferenziale) che non riesce, nemmeno sgomitando, a riappropriarsi degli spazi di autonomia organizzativa e programmatoria che sola può garantire ricerca e serietà a lungo termine. Qui emerge soprattutto lo spirito del professore di storia dell’arte (moderna nel suo caso) che non si capacità di come non ci si accorga di come sia esiziale mettere in mano al potere politico la gestione di realtà eminentemente educative, quindi a-politiche per definizione. Sì dunque alle mostre che hanno ancora un senso (critico, storico, didattico), sì soprattutto alla riscoperta del territorio italiano che, a cielo aperto, offre già infiniti capolavori tra i suoi palazzi, le chiese e l’intimo rapporto con la natura che dell’arte è ispiratrice principale. No all’eterno giocare con la cultura come fosse terreno di spartizione di prebende, al solo fine di garantire qualche manciata di voti alla prossima tornata elettorale.
Un volume che uscì in piena era Franceschini, oggi suona ancora più drammatico di fronte ai ridicoli Sangiuliano e Giuli, ministri del nulla cosmico travestiti l’uno da cornuto l’altro da filosofo della domenica.
Profile Image for elipisto.
282 reviews20 followers
June 19, 2018
Contro le mostre si scaglia contro le mostre ricche di nomi acchiappa audience, ma prive di contenuto scientifico e contro una certa arte contemporanea che non comunica più o che comunica più per distacco e astrusità che per vicinanza e comprensione, il tutto coadiuvato dai "temibili curatori".
Libro dedicato agli addetti ai lavori o a chi ha conoscenze di museologia.
La mia obiezione è quella che spesso non si è in grado di adeguare correttamente la comunicazione di concetti scientificamente validi alla realtà contemporanea in cui i musei e le mostre si trovano ad operare.
Profile Image for Ratratrat.
616 reviews8 followers
November 1, 2021
mah, da una parte concordo, poi sul finale con i dialoghi fra arte museale e arte moderna non ho capito bene. Quel che è certo è che se ci sono mostre, la gente si muove , organizza viaggi e visite guidate, se nella stessa città c'è qualche museo famoso ( ad eccezione di Uffizi e Musei Vaticani) nessuno ti propone la visita. perché " museo= vecchiume, roba da museo, mstra= novità bisogna dire di vaerla visitata. Che poi son sempre la° van Gogh, Monet, Caravaggio, Warhol, Kahlo..." A volte le mostre mi hanno fatto scoprire qualche autore, vero
Profile Image for m.
70 reviews5 followers
December 1, 2023
a very interesting pamphlet that digs into today's art system and its problematic aspects. would've liked to have more space for suggestions about how to improve it, but it was really eye opening (especially as an art student, since we're constantly encouraged to visit museums and exhibitions - this was a read that left me with more consciousness and knowledge).
Profile Image for Senzamargini.
47 reviews1 follower
February 24, 2023
Montanari ci sbatte in faccia senza filtri il mercato delle mostre, fatte più per attirarci che per educarci. Una lettura super interessante e veritiera, condita del sarcasmo tipico di Montanari - che si conferma uno dei miei autori comfy. Consigliato 🤍
Profile Image for Veronica D'Archivio.
63 reviews
April 30, 2019
Apre gli occhi (e la mente) su molte tematiche, sia di critica d'arte ma anche di politica attuale.
Anche per non addetti al settore.
Assolutamente da leggere.
107 reviews8 followers
January 16, 2018
Condivido completamente la posizione degli autori. Il mostrificio Italia ho il solo scopo di fare cassa come si trattasse di vendere delle merci qualsiasi in un supermercato. Le opere d'arte andrebbero conosciute nel contesto in cui sono state prodotte nel tentativo (comunque arduo, diciamocelo) di comprendere il mondo immaginario e reale con cui l'autore aveva occasione di interagire e dunque le possibili ragioni dell'opera stessa. Già, ma queste cose non interessano nessuno a partire dalle nostre istituzioni che se ne occupano per obblighi di legge, per continuare con il pubblico che nella maggior parte dei casi non vuole fare lo sforzo e la fatica di comprendere. Succede così anche per i libri che se sono un minimo impegnativi pochi vogliono leggere. E allora...come se ne esce? Forse non se ne esce e basta. Tocca prendere quello che c'è e farselo bastare.
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.