Era da un po' di tempo che volevo rileggere Catullo: l'ultima volta che lo avevo fatto era durante il primo anno di università, ed era decisamente passato troppo. Ho preso in mano la situazione e finalizzato questo desiderio dopo aver preso parte alla presentazione dell'ultimo libro pubblicato da @coluzzidaniele, "Odio e amo", che ruota proprio attorno a questa figura storica. 📒
Catullo è morto molto giovane, ed i suoi componimenti riflettono una giovinezza che arde, infiamma, nel bene e nel male: la passione per Lesbia e gli altri suoi amanti è forte e ben presente, ma così sono anche l'astio e il risentimento che porta nei confronti di alcune altre persone (e a volte, anche di Lesbia stessa). 💔
È facile affezionarsi a Catullo, divertirsi leggendo i suoi versi: ogni cosa è diretta e senza peli sulla lingua, ogni invettiva è aspra e piena di insulti (nei quali non si modera mai, e anzi che usa a profusione), ogni dedica innamorata è colma di parole dolci e morbide e di complimenti evidenti; e così via. Insomma, trovo che sia facile immedesimarsi in lui e sentirlo vicino, anche se è una figura appartenente ad un passato così lontano da sembrare quasi mitico più che reale, a pensarci. ❤️
Catullo era un ribelle, un ragazzo che voleva andare contro alle convenzioni e abbandonarsi alla poesia, alla vita, all'amore, ad ogni cosa gli passasse per la testa. E il lettore riesce a carpire questo senso di libertà anche attraverso componimenti quasi sempre brevi. 🏛️
Certo, le note a fine libro sono utili e vanno lette, perché sono quelle ad aiutarci a comprendere meglio ogni messaggio sottinteso e ad apprezzare l'arguzia e lo spirito del poeta, che si manifesta a volte con metafore apparentemente innocue che nascondono intenzioni meno innocue. 🤫
Inutile dire che, per me che adoro Saffo, Catullo è quasi impossibile da odiare: ne apprezzo tanto anche le similitudini con le poesie di lei, che lui rende evidenti, ad omaggiarla. 🙏🏼