Tempo fa avevo recuperato questo manga (approfittando della sorprendente continuità con cui mamma goen aveva pubblicato i 12 volumi) ed è finalmente giunto il momento di dargli una possibilità.
La storia è ambientata nel 2060 e il settore delle attività investigative può ormai contare su una tecnica che permette di estrarre dal cervello di un defunto i suoi ricordi, ciò che ha visto mentre era in vita. Si tratta della risonanza magnetica tomografica che, tramite dei regolari impulsi elettrici, consente di far funzionare il cervello al 120% (cervello che non deve aver subito danni) e di recuperare le immagini fino a cinque anni prima del decesso. Una tecnica che apre diverse opportunità, sia in positivo che in negativo. Perché, se da un lato, è possibile dare un volto e un nome a un criminale, dall'altro, soprattutto nel caso di crimini efferati, gli effetti sulla psiche di chi guarda possono essere molto gravi. Senza dimenticare le problematiche legate al concetto di privacy, visto che questa procedura, nel nome della giustizia, va a violare la sacralità dei ricordi di una persona, va a invadere i momenti più personali (come si vede nel primo capitolo, ambientato qualche anno prima). Quindi, con questa tecnica è possibile consegnare alla giustizia più criminali, ma è davvero giusto frugare nella mente di chi non ha più possibilità di opporsi a tutto questo? Nella mente di chi non può più difendersi? Che ne è del diritto alla privacy?
A capo dell'unità specializzata nell'impiego di questa procedura, c'è un giovane vicecommissario molto particolare - Maki infatti aveva avuto a che fare tempo prima con il caso di un serial killer che aveva ucciso 28 ragazzi, un caso che aveva portato alla morte 3 componenti del team e al ricovero di un quarto. Un caso sconvolgente che aveva segnato in maniera indelebile la mente dei partecipanti alle indagini. Ora Maki si ritrova davanti un altro gruppo di suicidi sospetti, caso legato a doppio filo con quello del serial killer. Caso che va a colpire nel profondo, visto che Maki aveva già incontrato il tizio in questione tempo prima per via di un furtarello di poco conto. La scelta di lasciarlo andare, beh, diciamo che, col senno poi, non è stata delle migliori. Il senso di colpa si aggiunge al trauma delle immagini estratte dal cervello del killer. Tuttavia, ora come ora, è la persona più qualificata per quel tipo di incarico.
Nella squadra di Maki troviamo anche Aoki, una nuova recluta che verrà subito messa alla prova. Immagino che pure lui dovrà imparare a gestire gli effetti che un simile lavoro potrà avere sulla sua mente (anche perché lui assomiglia a uno dei membri del vecchio team di Maki, un suo amico che ha cercato di farsi sparare in testa in modo da far sparire dalla circolazione le cose viste nel cervello del serial killer, portato alla disperazione da quei ricordi orribili).
Questo è solo il primo volume, ma l'inizio sembra promettente, gli spunti di riflessione sono diversi. È la prima volta che leggo qualcosa di questa mangaka e sono curiosa di vedere come evolverà la storia.