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L'animal et son biographe

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Una giovane scrittrice accetta di andare a presentare i suoi libri a un festival letterario nel sud della Francia, dove incontra una serie di bizzarri personaggi. L'atmosfera vagamente inquietante del paese si coagula soprattutto attorno a Vincent Charnot, il sindaco, che si rivela una sorta di guru, un visionario intenzionato a lasciare un segno alla posterità dedicandosi a progetti culturali trasgressivi. A questo scopo offre alla scrittrice un incarico a dir poco strano: redigere la "biografia" di una specie estinta da secoli, l'uro, l'animale preistorico che aveva affascinato persino i nazisti, al punto da spingerli a tentare di riportarlo in vita. Convinta dall'abile e carismatico sindaco e dagli esemplari di uro che le è stato permesso di vedere in segreto, la donna inizia a scrivere, trovandosi ben presto coinvolta in una cospirazione che si tinge sempre più di nero.

192 pages, Paperback

Published March 16, 2017

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About the author

Stéphanie Hochet

21 books10 followers
Née en 1975, Stéphanie Hochet est écrivain et critique.
Elle publie son premier roman, Moutarde douce (Robert Laffont) à l’âge de 26 ans. Puis aux éditions Stock: Le Néant de Léon (2003), L’apocalypse selon Embrun (2004), et Les Infernales (2005).
Je ne connais pas ma force parait en 2007 aux éditions Fayard. Elle reçoit le Prix Lilas 2009 pour Combat de l’amour et de la faim (Fayard).
La distribution des lumières paru aux éditions Flammarion pour la rentrée littéraire en septembre 2010 obtient le Prix Thyde Monnier de la Société des Gens de Lettres.
Les Éphémérides paraît chez Rivages en mars 2012.
Dans «Je» est bon parce qu’il est moi, texte publié dans Libération en juillet 2009 puis aux éditions du Seuil, elle met en scène le délire de toute-puissance d’un chef d’État qui se sent au dessus des lois et des hommes.
Elle participe à des projets collectifs comme Collection irraisonnée de préfaces à des livres fétiches publié en 2009 chez Intervalles. Et Dictionnaire des séries Télé, éditions Philippe Rey, 2011.
Elle a tenu une chronique au Magazine des livres, participe à BSC News (un journal culturel internet), écrit pour Le Jeudi du Luxembourg, collabore occasionnellement à Libération.

Facebook: http://www.facebook.com/stephanie.hochet

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
December 1, 2022
L’ho (audio)letto perché ho visto su Facebook che lo consigliava Vinicio Capossela. Che bella scoperta!
Profile Image for Gabril.
1,050 reviews260 followers
January 5, 2020
“La scrittura deve permettere di ritrovare l’animale che è in noi. Ritrovare la spiritualità che ha spinto i nostri antenati del paleolitico a dipingere immensi uri e mammut all’interno delle grotte.”

“C’è stata un’epoca in cui l’animale era la nostra divinità, abitavamo lo stesso mondo e gli veniva attribuito un posto speciale nella creazione. Quel tempo è ancora da qualche parte dentro di noi, è nascosto nella nostra memoria collettiva, come una traccia sepolta da millenni di civiltà, ma non scomparsa.”

Su questa traccia la scrittrice/ narratrice costruirà il suo racconto e vivrà la sua breve spiazzante avventura, inoltrandosi nella sua personale caverna preistorica e scoprendo la parte più nascosta e oscura di sé.
Profile Image for Antonio.
199 reviews
October 16, 2019
Avevo sentito parlare di questa scrittrice perché assimilata nell'auto-fiction di Amélie Nothomb (in "Petronille"). E conoscevo l'endorsement della stessa Nothomb a suo favore. Su qualche lettore digitale devo anche possedere qualche altro romanzo, ma praticamente l'ho conosciuta solo adesso con quest'ultimo libro.
Devo dire che la fantasia non le manca, e lo stile mi sembra molto vicino alla nostra amata belga, magari con qualche punta di cattiveria in più. La trama mi aveva allettato molto, speravo in un salto fantascientifico più spericolato piuttosto che assistere ad una storia di fascinazione maschilista. C'è poi della fiaba, del mito. Appunto, come nella Nothomb. Ma devo conoscere le altre sue fatiche letterarie, non voglio credere ad un calco..
Profile Image for Fabiana.
23 reviews3 followers
March 31, 2024
Strano forte, però mi è piaciuto in generale. La riflessione sulla parte animale dell'uomo, il tono quasi religioso o da poema epico che prendono alcune sezioni del romanzo lo rende molto interessante e intrigante, per mancanza di termini migliori. A tratti inquietante, ma ci sta.
Alcuni capitoli sono forse un po' lenti, ma in generale lo consiglio molto.

TW: violenza, sequestro di persona
Profile Image for Gabriele Della Torre.
729 reviews11 followers
March 28, 2022
Questo libro è stata una magnifica sorpresa.
Continua a stupire il lettore in ogni sua pagina garantendo così una lettura molto veloce.
Profile Image for Didi.
447 reviews10 followers
April 8, 2025
Ok che la Voland pubblica Amélie Nothomb e, di conseguenza cose assurde ma questo libro non ha un senso. L'ho odiato dall'inizio alla fine.
Che l'uomo sia una bestia non ci piove ma ogni volta che in un libro compare la frase "è solo un animale" riferito a un animale morto/sofferente un mio neurone si suicida.
Forse giusto il finale si salva visto che l'essere umano è messo sullo stesso piano degli animali ma se ci sono arrivata è solo perché è un libro breve.
Do due stelle invece che una solo perché è scritto bene ma per il resto completamente B O C C I A T O!
Profile Image for Viviana.
95 reviews4 followers
January 15, 2026
Rapporto tra artista e opera d’arte, rapporto tra opera d’arte e pubblico, ruolo sociale della letteratura, uso politico degli animali, manipolazione della natura, estinzione ma anche de-estinzione….sono tutti temi interessantissimi, affrontati in poco più di 100 pagine da Stephanie Hochet.

https://open.spotify.com/episode/6aqS...

1,352 reviews58 followers
November 25, 2024
Cette lecture m’a entrainé dans un contexte un peu spécial : le personnage principal est-elle retenue contre son gré ? Que veut ce maire ? Qui est cette mystérieuse organisation qui finance les délires d’empaillage du maire ?

J’ai aimé la citation de départ faisant référence au Minotaure. Tout au long de ma lecture, je me suis demandée quiil était dans le roman : le maire ? l’auroch ?

J’ai été étonnée que le personnage principal aime le travail qui lui est demandé : créer une mythologie de l’auroch ; qu’elle apprécie les chasses auxquelles elle participe.

J’ai aimé le couple qui l’héberge : la femme discrète et l’homme muet.

J’ai aimé que le récit ne réponde pas à toutes les questions : pourquoi des bruits dans la maison en pleine nuit ?

J’ai perçu le personnage principal comme une jeune femme perdue dans le labyrinthe du Minotaure, sans possibilité de s’échapper, son destin étant de tuer le Minotaure si elle veut survivre.

J’ai aimé cette atmosphère spéciale où tout est réaliste mais parfois sans explications logiques.

L’image que je retiendrai :

Celle du mystérieux virus qui décime un troupeau d’aurochs.

https://www.alexmotamots.fr/lanimal-e...
Profile Image for Benedetto Greco.
62 reviews5 followers
November 21, 2020
Ascoltato su Storytel, molto bella la voce della narratrice, in generale è un libro scritto bene, ma che ha una trama inconsistente

Parte bene, poi si perde letteralmente nel nulla. Una storia senza capo né coda, c'è una morale... ma è così nascosta, così ingarbugliata, che non rende per niente.

Profile Image for Ronnie Picciotto.
24 reviews3 followers
October 6, 2019
L’idea di dividere la scrittura in una forma di genere è sempre un po’ irritante e a volte totalmente fuori luogo ma ne “Il testamento dell’uro” è difficile non pensarci.

Un rapimento: il romanzo gira in fondo intorno a questo fatto. Una donna, una scrittrice è letteralmente rapita e custodita in un luogo fatato in mezzo ad una natura selvaggia e irraggiungibile, terra di cacciatori. Talmente fuori mano da essere impossibile fuggirne. Un sindaco verosimilmente destrorso e megalomane cerca di convincere la scrittrice a creare un’opera letteraria che abbia come argomento centrale la valorizzazione di questa creatura mitologica proveniente da un lontano e glorioso passato, simbolo di forza e di potenza animale. Per farlo consegna la donna a due carcerieri docili e accondiscendenti che organizzeranno una prigione dorata per la scrittrice che ne resterà ammaliata e impossibilitata ad uscirne pur essendo libera di farlo. Da qui un tipo di scrittura che non può non fare pensare ad un ché di femminile e remissivo, difficilmente convertibile in forma maschile.
Tutta la scrittura è gradevole e magistralmente tradotta dal francese, incluso il titolo intuito dal Traduttore stesso per una migliore resa in italiano. La storia è originale e piacevole ed il finale regala note diverse da tutta l’orchestrazione del romanzo.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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