Come tutte le raccolte di racconti ci sono alti e bassi. Diciamo che mi allineo in generale agli altri commenti.
In generale, come genere, lo "spaghetti fantasy" non mi sconquinfera. Bello leggere 3/4/5 racconti ma, almeno letti uno dietro l'altro, mi hanno stufato. Sempre parlare di digraziati e le loro disgrazie, tutti che si tradiscono a vicenda per cercare di sopravvivere e guadagnare la pagnotta, tutti e tutte beceri e zotici.
Le donne, tranne in due casi, sono sempre rappresentate come prostitute o streghe. Gli uomini sempre come disgustosi zotici, tranne in due occasioni, entrambe nello stesso racconto. Diciamo che dopo un po' mi ha stufato sta cosa.
Passando ai racconti, qualche parola:
Bocca di Fonte: a mio parere uno dei migliori della raccolta. Letteralmente due facciate, breve, intenso.
La Scighera di Vallone: iniziamo con gli elementi che vorrebbero essere quelli chiave del genere. Dei disperati, tutti che cercano di sopravvivere anche a discapito di altri, che vengono traditi e le prendono. Chi li tradisce le prende pure lui.
Piscet Vorat Maior Minorem: Non capisco il passare dall'italiano al dialetto nei dialoghi. Forse solo per far capire all'inizio di cosa si trattasse la storia? Comunque il racconto non è male e il plot twist è caruccio.
Tanfu di Gulo: Il plot twist, cavolo, mi è piaciuto. Un bel racconto.
La Lingua del Santo: Parecchio interessante.
Il Monco, il Lurco, la Laida: andrò controcorrente rispetto ad altri commenti. Per quanto ventiquattro pagine di sinonimi tutti diversi siano pesanti (diciamo che dopo la decima ha iniziato ad essere complicato), come esercizio di stile mi è piaciuto parecchio.
L'oro dell'Uomo Nero: anche questo racconto è parecchio interessante.
Il Mangiare del Sandrone: buono il parmigiano reggiano. Ah, no, giusto, il Remigiano Baggiano XD La parte finale ricollegata ad una delle parti della storia iniziale mi è piaciuta molto.
La Terra nel Sangue: Boh, a me è sembrato un racconto senza una motivazione alla base. Non mi è piaciuto. Una storia fatta per se stessa, diciamo.
Spada al Soldo, Anima al Soldo: Una distopia, senza speranza di miglioramento, ma seguendo solo il protagonista e la sua aiutante questa non è una brutta cosa. Autori, però, vi prego. Specificate quale spada stia venendo usata dalle persone nei vostri racconti. Non posso leggere brocchiero, o rotella (scudi specifici) e poi dire semplicemente "spada". Da lato? Bastarda (aka a una mano e mezza)? Stocco?
Vendetta: ogni volta che leggo una storia circolare mi viene voglia di bruciare il libro. Oh, non è scritto male, ma per gusto personale la risoluzione è semplicemente un espediente narrativo pessimo.
Tre Diavoli in Fausto: fate uscire un libricino solo con questo racconto e io lo comprerò. Bellissimo. Ok, sono anche attore tra le varie cose, ma porca miseria se me lo sono goduto. Poi, il modo in cui gli attori hanno improvvisato per risolvere un errore durante la recita, è GENIALE. Complimenti.