La figura della Vergine col suo bambino ha svolto un ruolo straordinario nella civiltà europea. Attraverso questa immagine, che assume forme diversissime, che è chiamata e invocata con nomi anche contrastanti, questa civiltà non ha pensato soltanto il proprio rapporto col divino, la relazione di Dio con la storia umana, ma l’essenza stessa di Dio. Perché Dio è generato da una donna? Pensare quella Donna costituisce una via necessaria per cogliere quell’essenza. E le grandi icone di quella Donna, come la Madonna Poldi Pezzoli del Mantegna, non sono illustrazioni di idee già in sé definite, bensì tracce del nostro procedere verso il problema che la sua presenza incarna.
Massimo Cacciari, nato a Venezia il 5 giugno 1944, si è laureato in Filosofia presso l’Università di Padova nel 1967, discutendo una tesi sulla Critica del Giudizio di Kant con i Professori Sergio Bettini e Dino Formaggio. Già incaricato di Letteratura Artistica e poi di Estetica presso la Università di Architettura di Venezia, è diventato ordinario in Estetica nel 1985. Direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Accademia di Architettura di Lugano dal 1998 al 2005, nel 2002 fonda con don Luigi Verzè la Facoltà di Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è il primo preside. Dal 2012 è professore emerito di Filosofia presso lo stesso Ateneo. Ha tenuto lezioni, corsi e conferenze presso numerose università e istituzioni europee. Tra i più prestigiosi riconoscimenti: il premio Hannah Arendt per la filosofia politica nel 1999, il premio dell’Accademia di Darmstadt nel 2002, la medaglia d’oro del Circulo de bellas Artes di Madrid nel 2005, la medaglia d’oro “Pio Manzù” del Presidente della Repubblica Italiana nel 2008, il premio De Sanctis per la saggistica nel 2009, la laurea honoris causa in Architettura dell’Università di Genova nel 2002, quella in Scienze politiche dell’Università di Bucarest nel 2007, quella in Filologia classica dell’Alma Mater di Bologna nel 2014. È cittadino onorario di Sarajewo, per la sua azione politica e culturale durante la guerra e l’assedio della città, e di Siracusa, per i suoi lavori su Platone e il Neoplatonismo. E’ stato co-fondatore e co-direttore di alcune delle riviste che hanno segnato la vita politica, culturale e filosofica italiana tra gli anni ’60 e ’90, da “Angelus Novus” a “Contropiano”, da “Laboratorio politico” al “Centauro”, a “Paradosso”. Tra le sue pubblicazioni, molte delle quali tradotte e molte edite soltanto all’estero, ricordiamo: Krisis, Milano 1976; Dallo Steinhof, Milano 1980; Icone della legge, Milano 1985; L’Angelo necessario, Milano 1986; Zeit ohne Kronos, Klagenfurt 1986; Drama y duelo, Madrid 1987; Méridiéens de la decision, Parigi 1992; Geofilosofia dell’Europa, Milano 1994; L’Arcipelago, Milano 1996; Le dieu qui danse, Parigi 2000; Hamletica, Milano 2009; The Unpolitical, Yale Univ. Press 2009; Doppio ritratto. San Francesco in Dante e in Giotto, Milano 2012; Il potere che frena, Milano 2013. La sua ricerca teoretica si concentra nel “trittico”: Dell’Inizio, Milano 1990; Della cosa ultima, Milano 2004; Labirinto filosofico, Milano 2014.
“Generare” un libro che abbia senso. Forse il titolo di questa "review"non è molto appropriato. Spero di chiarire al meglio quello che intendo dire di questo libro del filosofo Massimo Cacciari, appena uscito per le edizioni de "Il Mulino". Siamo in atmosfera prenatalizia, una buona occasione che ne ha suggerito la pubblicazione. Un libro che oltre al riferimento religioso della ricorrenza del Natale, ha un forte richiamo alle problematiche legate alla quotidianità per quanto concerne la crisi dei valori, sia religiosi che etici, politici ed umani. Detto in breve: la crisi, vera o presunta, della nostra civiltà.
Massimo Cacciari non ha bisogno di presentazioni. Uno dei massimi esponenti della cultura italiana, professore emerito di filosofia, intellettuale impegnato, anche politicamente, ma per niente condizionato da ideologie fondamentaliste. Sempre libero di pensarla come può pensare un filosofo che non deve credere, che non ha bisogno di pregare perchè, lui dice che, solo facendo ricerca, si avvicina alla preghiera.
Così ha risposto in un’intervista ad un giornalista che lo stuzzicava sulla sua fede, dopo di averlo provocato facendogli fare una smorfia di disgusto a sentire parlare di un ennesimo, prossimo Natale fatto di panettoni, pubblicità, soldi, feste e festine. Una società come quella attuale, nella quale si succedono episodi che mortificano storia, cultura e tradizione. Tutta “roba” nostra, che non tutti possono condividere.
Chi evita di fare il presepe a scuola, chi rinunzia alla messa di mezzanotte, chi si accontenta di prediche che non hanno granchè di religioso. Sono solo alcuni esempi di percorsi attuali verso un qualunquistico ateismo o, quanto meno, non religiosità. Il tutto, in un’atmosfera di totale indifferenza per il vero senso di questa festa. Per questa ragione, lui, filosofo non credente, decide di pubblicare un libro, anzi di “generarlo”, alla stessa maniera di come una “ragazzetta” (così definisce la Madre di Dio), "genera Dio".
Non ha timore ad affermare che “sono i cristiani i primi ad avere abolito il Natale perchè l’indifferenza regna sovrana e avvolge tutti, laici e cattolici. Non ci si rende conto che il cristianesimo è una parte fondamentale del nostro percorso, della vicenda personale di ognuno di noi, qualcosa con cui ci confrontiamo ogni giorno". Continua dicendo che nessuno sembra riflettere sul significato della venuta di “Qualcuno” che ha tagliato in due la storia: il prima e il dopo Cristo. Un Dio che si è fatto uomo non per dominare, ma per stabilire un contatto con i suoi figli.
Perchè questo è il Natale. Invece, secondo il filosofo che, in quanto tale, non può essere credente, questo evento è diventato una favoletta che si racconta e basta, senza pensarci su troppo. Anzi, facendo di tutto per non dare fastidio a chi non conosce o non accetta questa narrazione. Non ci si rende conto che questa venuta è destinata a “scandalizzare” anche altri, ebrei. slamici o buddisti che possano essere.
Non si ha la consapevolezza dell’evento, del fatto che solo con il dovuto approfondimento, si può arrivare al dialogo. Una vicenda così grande ed incommensurabile come quella che si è detto, di un dio dialogante con i suoi figli, e quello straordinario di una una “ragazzetta” destinata a generarlo. “Generare Dio”, appunto. Da questo contesto che affonda le sue radici nello spazio e nel tempo, nasce il libro partendo dal volto di questa ignota “ragazzetta” così come l’hanno immaginata nella storia delle arti di tutti i tempi tanti artisti.
Massimo Cacciari sceglie la Madonna Poldi Pezzoli del Mantegna come immagine di copertina del suo libro, volutamente sfocata per dare la possibilità al lettore di mettere a fuoco con la lettura del suo libro, i suoi pensieri, le sue riflessioni su un evento che definire straordinario è poco. Un’ultima riflessione per dire il libro ha per sottotitolo “Icone. Pensare per immagini”.
Quanti sono stati nel corso dei secoli i modi, gli stili e le tecniche, nel tentativo di dare un’immagine possibile al volto di questa inconsapevole “ragazzetta” destinata a generare il figlio di Dio? Immagini con le quali tutti abbiamo cercato di dare forma a questo volto al quale non ci stanchiamo mai di riferirci. Massimo Cacciari ci invita però, oltre a fare considerazioni di ordine estetico, anche a comprendere il senso di questo evento che resta comunque misterioso, puro atto di fede donato alla ragione degli uomini.
The cover is entirely covered by a nuanced painting by Andrea Mantegna, The Madonna With the sleeping child (Museo Poldi Pezzoli - Milano) and below there is the title: Generating God.
These icons are fundamental to understand this book, the reader is forced to imagine the Madonna and her child, through the philosophy.
The first chapter is dedicated to her name: Mary, the female who generates God, only through Mary, there is the incarnation between the divine and the human.
In the second chapter the author explains that Mary has accepted to host the son of God, she is conscious and aware of her choice, she obey to God, because she wants, she is agree.
At this point the philosophical dilemma is why God chose Mary and not another woman?
Mary knows that the child is not her own, but he will born to save the entire humanity, her suffering is depicred in this Madonna, she looks at the infinite as to say that her suffering is infinite, the mix of joy, the fear, the gladness, will continue until the resurrection.
There is a chapter dedicated to the cross of Mary, she has been crucified, because on the cross there is her son, she has generated him, she has the stigmata too.
Non ho capito nulla di questo libro. Mi manca proprio l’alfabeto. Mi stupisco però di come abbiamo fatto millenni orsono a concepire strutture religiose filosofiche e rappresentazioni così complesse.
Conosco i quadri citati, e per alcuni ho apprezzato la lettura, o meglio, tratti di lettura. Di più non riesco.