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Viaggio nella storia #3

Les trois jours de Pompei

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Auriez-vous survécu à l'éruption du Vésuve si vous aviez habité Pompéi en 79 après J.-C., et quelle existence auriez-vous menée jusqu'alors ? Car après le succès d'Empire (Payot, 2016), fabuleux voyage avec un simple sesterce, Alberto Angela continue de faire de ses lecteurs d'authentiques Romains : il les mêle à une multitude de personnages pour reconstituer cette fois l'une des plus grandes tragédies des temps anciens, loin des idées reçues. Elle n'aurait pas eu lieu le 24 août mais le 24 octobre, et ce qu'on appelait "Vesuvius" n'était qu'un modeste relief dont on ignorait la vraie nature, mais qui libéra soudain une énergie équivalant à celle de 50 000 bombes d'Hiroshima. Malgré l'ampleur du cataclysme, l'auteur a retrouvé sept survivants. C'est notamment à leurs côtés que nous participons à un passionnant reportage sur la vie quotidienne au pied du volcan - tragique compte à rebours - puis à un film catastrophe avec bien des rebondissements. Cette tension dramatique sur trois jours, il fallait un scientifique doublé d'un journaliste pour nous la restituer comme s'il nous embarquait sur un Titanic de l'Antiquité.

480 pages, Paperback

First published November 26, 2014

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About the author

Alberto Angela

96 books491 followers
Alberto Angela is an Italian paleontologist, writer and journalist. Angela is currently a famous scientific popularizer in Italy.

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Displaying 1 - 30 of 124 reviews
Profile Image for Arybo ✨.
1,468 reviews177 followers
August 1, 2018
Anche qui Alberto Angela ci presenta il mondo romano attraverso una sorta di viaggio temporale tra le strade e le piazze di una città o di un intero impero. L’aveva fatto già in Una giornata nell’antica Roma, in Amore e sesso nell’antica Roma e in Impero. In questo caso, però, ci ritroviamo in un momento molto delicato: è difficile far capire come quella di Pompei sia stata una vera e propria tragedia, che ha distrutto intere popolazioni ed ha raso al suolo (più che altro, sepolto) grandi centri abitati, per non parlare di ville o aziende agricole. L’autore riesce a far capire che quei corpi in gesso che i turisti fotografano con un sorriso sulle labbra sono persone vere, che hanno vissuto ed hanno pianto, riso, amato, litigato, mangiato, respirato. E poi è arrivato il mostro, in varie fasi, che ha cristallizzato un mondo sotto metri di ceneri, lapilli e lava. Intere abitazioni sommerse, uomini, donne e bambini pietrificati nell’atto di ribellarsi, di respirare, di abbracciare i congiunti.

È un libro “umano” ed umanista: mostra la parte tragica e la parte affascinante di Pompei. Da una parte la sorte disperata degli abitanti, dall’altra la loro vita prima del cataclisma. Un universo intero che, grazie alla scoperta alla fine del Settecento di Pompei ed Ercolano, ha dato inizio alla “moda” dell’archeologia, tanto che gli stili “pompeiani” verranno diffusi in tutta l’Europa, nel mondo contemporaneo.

È un saggio, certo, ma non pesantissimo, perché Alberto Angela scrive così come parla, diretto e semplice, ma intelligente e sagace. Riesce a descrive convenzioni, oggetti artistici o miti come se fosse il suo pane quotidiano (penso proprio che lo sia!), senza fare “pesare” la sua cultura su chi lo ascolta o, in questo caso, lo legge. Sfata molti miti su Pompei: l’eruzione sarebbe avvenuta in autunno e non in estate (ci spiega anche il perché), un ladro si nasconderebbe dietro l’uomo ricoperto di collane e gladi (e non Plinio il Vecchio), una gentildonna si sarebbe rifugiata insieme ad altre persone in una palestra gladiatoria (non vi avrebbe trovato la morte durante un convegno amoroso con un gladiatore).

Quello che più stupisce è la vivacità e la modernità che la vita di Pompei doveva avere nel sangue e nelle vie: motti di spirito graffiti alle pareti, scene divertenti o emozionanti dipinti sui muri, testimonianze di un mondo esuberante, vivo, in continua trasformazione. Alberto Angela, ad esempio, ci descrive come la città non sia ritrovo di ricchi altolocati di antica stirpe, quanto un vero e proprio ring dove si incontrano continuamente i liberti (imperiali o meno) ormai ricchi, che hanno fatto una scalata sociale rapidissima, fino ad avere sotto di sé coloro che prima erano loro eguali (altri schiavi - sembra strano, poi, vedere come gli ex schiavi trattino malissimo i loro ex “colleghi”). Insomma, un universo interessantissimo, pieno di curiosità e stranezze, scene quotidiane di una vita di duemila anni fa fermate da un avvenimento catastrofico equivalente ad un’Hiroshima naturale. È anche vero che, in realtà, questa patina di normalità e “gaudio” spesso mostrata dai film è sbagliata: le città intorno al Vesuvius sono state vittime di terremoti continui almeno da una ventina di anni prima del 79, alcune case sono ancora in restauro o ristrutturazione mentre la nuova fase vulcanica prende vita, eruttando pietre, magma, lapilli, pomici e, infine, magma. Si sfata anche il mito del Vesuvio comico: in realtà, il monte (il Vesuvius era considerato un monte a tutti gli effetti, che grazie alle terre vulcaniche, regalava frutti in abbondanza - i romani ringraziavano gli dei della sua esistenza) era piatto, come potrebbe esserlo l’Uluru in Australia (diversa composizione, certo, ma simile forma). E poi, come è avvenuta la “distruzione” di Pompei ed Ercolano? Non certo come mostrano la maggior parte dei film odierni. Basterebbe vedere le immagini dell’eruzione del 1902 del monte Pelee in Martinica, o quelle del 2014 della grande colonna piroplasmatica nata dal vulcano Tavurvur in Papua Nuova Guinea, o quelle del 1980 del mount Saint Helen, per capire le varie fasi della tragedia.

In conclusione, un libro che consiglio a tutti, anche letto a piccole dosi (Alberto Angela ci tiene a ribadire certi concetti, che si trovano spesso nelle numerose pagine del volume). Buona lettura!
Profile Image for Aredhel.
161 reviews47 followers
August 10, 2015
Ho fatto la corte a questo libro per mesi e, grazie ad una promozione della Rizzoli, sono finalmente riuscita a metterci le mani sopra!
Saprete ormai che amo la storia e quando posso cerco sempre di leggere, se non un saggio, almeno un romanzo storico di qualità. "I tre giorni di Pompei" riesce a coniugare egregiamente le caratteristiche di entrambi i generi, una peculiarità che rende la lettura piacevole e scorrevole.

Alberto Angela porta avanti la sua "inchiesta" sui giorni dell'eruzione del Vesuvius (attenzione, non ho usato di proposito Vesuvio e nel libro vi verrà spiegato perchè) muovendosi proprio come farebbe un investigatore.

E' ciò che rimane oggi di Pompei, ma non solo, a raccontargli e raccontarci quella tragica storia.
Partendo da Rectina, inizia il nostro viaggio attraverso gli occhi di diversi abitanti della città il giorno peima dell'eruzione.
Riusciamo in questo modo a scoprire le abitudini e le usanze di quel tempo, la struttura e le caratteristiche delle case, ma anche la situazione socio-economica della città, ben diversa da come potremmo immaginarla.

Contrariamente a quanto ci mostrano i tantissimi film che hanno tentato di raccontare questa storia, Pompei in quei giorni non era certo una città piena di patrizi e opulente.
Innanzitutto è fortissima la presenza di liberti che hanno messo su un proprio "bussiness" e che hanno acquistato le case delle famiglie più importanti che, a causa dei continui terremoti, hanno deciso di andarsene. Potranno anche aver fatto fortuna ma da loro, e dalle condizioni delle loro case, traspare la voglia di ostentare.
Inoltre le case richiedono continue riparazioni che sono in corso anche durante quei giorni, manca l'acqua a causa di un plausibile crollo di parte dell'acquedotto... Capite bene che la situazione è ben diversa da quella che ci viene sempre mostrata nei film, Pompei è una città in piena emergenza!

Un'altra differenza è la periodizzazione: sebbene si sia sempre collocata la tragedia alla fine di agosto, in particolare il 24 agosto ovvero nove giorni prima delle calende di settembre, è possibile che ciò sia stato dovuto ad un errore di trascrizione delle fonti nel corso del tempo!
In realtà l'eruzione sarebbe avvenuta il 24 ottobre del 79 d.C., nove giorni prima delle calende di novembre, e a supporto di questa tesi sono state portate numerose motivazioni, dalla presenza di braceri nelle case, al tipo di frutta rinvenuta.

Alberto Angela porta pagina dopo pagina alla luce la Pompei di quei giorni e lo fa motivando ogni singola affermazione, decisione che non fa altro che aumentare la qualità del suo lavoro.

Veniamo condotti tra le strade della città, osserviamo le scritte sui muri (ancora visibili oggi) che ci svelano così tanti dettagli incredibili, fino a sentirci parte di quella città e dei suoi abitanti.

Questo fino a quando il Vesuvius non si risveglia definitivamente dando inizio ai tragici eventi che travolgeranno, nel senso letterale della parola, migliaia di persone e le loro abitazioni.

Anche nel descrivere l'eruzione, Alberto Angela motiva in continuazione le sue tesi anche grazie alle sue conoscenze, quelle degli esperti con i quali si è consultato, ma anche alla lettera di Plinio il Giovane nella quale sono descritti gli avvenimenti che sono costati la vita a suo zio, l'Ammiraglio, studioso e naturalista Plinio il Vecchio.
E' interessante come si sia sfruttato anche fenomeni recenti per poter capire al meglio le dinamiche ed esporle in modo esaudiente.

Questo libro è un pozzo ricchissimo di informazioni, correlate da immagini e ricostruzioni! Si può imparare così tanto su quella Pompei e sugli eventi disastrosi che l'hanno seppellita in queste quasi cinquecento pagine che è impossibile non venire travolti dalla voglia di andare (o nel mio caso ritornare) a visitare quei luoghi per poter indagare noi stessi, seguendo i consigli di Alberto Angela, e cercare dettagli che così tanto possono raccontarci!

Un altro meraviglioso libro di Alberto Angela che, con il suo stile inconfondibile, ci accompagna tra le pagine della storia!
Profile Image for Virginia.
947 reviews39 followers
June 26, 2021
Pompei è stata colpita da una serie di catastrofi come raramente è avvenuto nella storia. Eppure oggi, quando si cammina per le sue vie vuote e silenziose, sembra che tutto questo non sia mai accaduto, che i suoi abitanti siano nascosti da qualche parte. Nessun sito archeologico al mondo vi darà mai questa sensazione. Pompei infatti è stata letteralmente fermata nel tempo, cristallizzata quando era ancora viva.
Profile Image for Desislava Filipova.
365 reviews57 followers
November 29, 2018
"Трите дни на Помпей" Аберто Анджела е мащабно изследване за живота в Помпей преди изригването възстановен в голяма степен благодарение на намерените археологически находки. Авторът описва изключително детайлно и увлекателно ежедневието на града в последните му часове, както и самото изригване.
От съвременна гледна точка е имало много признаци, че предстои природен катаклизъм - сериозна и интензивна сеизмична активност, внезапно изхвърляне на горещ газ в морето и силна миризма на сяра.
Много е рязък контрастът между описанията преди бедствието и лунния пейзаж, останал след изригването, някои от градовете като Помпей и Херкулан са заличени, други са понесли сериозни разрушения, но са били възстановени.
А героите в тази история имат лица, имена и своя история и сякаш с разказът на Анджела се докосваме до тях, с много детайли и емоции.
Мащабите на изригването са колосални - вулканът е изхвърлил невъобразимо количество тонове магма, газове и пемза, много са загинали, малцина са успели да се спасят.
Авторът успява да пресъздаде настроението на Помпей, град застинал във времето, улици, по които хората са вървели без да осъзнават, че времето им изтича. Днес всичко е толкова различно, има едно спокойствие и безвремие, основната структура на къщите се е запазила, градът е надживял времето и бедствието и ни дава възможност да се докоснем до миналото, дори и малкото останали фрески и мозайки са толкова красиви.
Много харесвам стилът на Анджела и всяка от книгите му е истинско изживяване, в тази книги няколкото страници с илюстрации допълват усещането. и докато другите са посветени на Рим и империята и сякаш ни развеждат из кътчетана на древността и ни разкриват тайни, тук без да искаме ставаме свидетели на много трагичен момент от историята и съпреживяваме.
Помпей е наистина впечатляващ с всичко, което виждаме днес и с онова, което можем само да си представим.
Определено ще е една от най-запомнящите се книги тази година.
Profile Image for Pixelnische.
93 reviews13 followers
March 3, 2019
Ein großartiges Buch, das auf wunderbar recherchierte und nachhaltig beeindruckende Weise Geschichte, Alltag und das Schicksal Pompeiis und seiner Bewohner lebendig werden ließ, mich über 400 Seiten lang an die Hand nahm und in diese faszinierende antike Stadt eintauchen ließ. Sehr empfehlenswert.
Profile Image for Simone.
78 reviews1 follower
February 27, 2015
Ho sempre apprezzato la storia romana e i documentari di Piero e Alberto Angela, quindi mi aspettavo di gradire molto questo libro.
E' stato piuttosto interessante vedere i risultati del lavoro fatto degli archeologi, che a partire da dettagli apparentemente banali riescono a ricostruire il passato in modo sorprendente, "con la precisione di un'investigazione poliziesca".

Invece, il modo con cui è stato scritto ha contribuito a diminuire il mio entusiasmo iniziale.

Infatti, sembra di leggere la trascrizione letterale di uno dei programmi TV di Alberto Angela. C'è un frequente uso di quel modo di comunicare tipicamente televisivo che sembra fuori posto in un libro "se entrate nelle case di Pompei, fateci caso, trovate...". Le frequenti descrizioni possono risultare difficili da seguire, in assenza di video o immagini; le fotografie a colori incluse nel libro coprono solo una piccola parte di quanto descritto.

Il libro è un saggio che si sforza di sembrare un romanzo, a mio avviso con scarso successo, e alla fine rischia di non convincere nè come romanzo nè come saggio. E' apprezzabile il tentativo di rendere il contenuto meno tecnico e più accessibile ad un lettore qualunque. Tuttavia i personaggi, troppo numerosi e descritti in modo superficiale, appaiono e scompaiono in modo casuale, infatti sono più che altro un pretesto per parlare di luoghi ed eventi storici e per collegare tra loro i diversi capitoli.

Diversamente da quanto promesso nella presentazione del libro, non mi è sembrato "un viaggio emozionante" (forse eccetto gli ultimi capitoli) nè "sconvolgente" nè "mozzafiato". Più che altro c'è una lunga serie di descrizioni, che a volte sono risultate piuttosto noiose.

Infine mi è sembrata singolare l'insistenza dell'autore nel soffermarsi ripetutamente sugli aspetti erotici della vita a Pompei, andando oltre la legittima necessità di descrivere tutti gli aspetti di un'epoca storica. E' come se il libro fosse rivolto ad un pubblico che non vede l'ora di imparare tutti i dettagli "a luci rosse" della vita privata degli antichi Romani.
Profile Image for Denise.
39 reviews11 followers
February 11, 2017
I did not enjoy this book as much I thought I would, having a big interest in roman antiquity and realising the importance of cities like pompeii for our knowledge of the lives of the Roman people. the book starts getting a little bit interesting only after more than 300 of the 500 pages when the writer finally deals with the eruption. the first part describes the daily lives of the people of pompeii. this all has been done before and in much better quality for that matter. (my favorite is Mary beard)
the use of really unnecessary comparisons to nowadays is highly irritating. (like I am not able to connect with these people without having our similarities spelled out)
at some points the writing is cringeworthy. using a lot of "we" making statements in couldn't relate to.
i have to say that most of the info wasn't new for me, besides the parts dealing with the actual eruption, which probably made it difficult for me to enjoy
Profile Image for Селина Йонкова.
441 reviews19 followers
March 17, 2017
анджела, привърженик на теорията за есенното изригване води читателите си из улици, домове, кръчми, перални, фурни за хляб и сладки, вили, пристанища и чрез делничните и празнични занимания на жителите ни запознава с градовете, селищата и стопанствата, загинали през 79 година.
информационна и затрогваща, книгата е полезна и за просто любопитните и за тези, които са истински заинтересовани.
Profile Image for Lucia  Russo.
59 reviews13 followers
February 7, 2017
Penso sia un'enciclopedia su Pompei ben strutturata e mai stancante.
Profile Image for Daniele Palma.
152 reviews14 followers
March 8, 2019
Una tragedia, tra le più grandi catastrofi della storia, pensare a quelle persone che in poche ore hanno visto l'azione apocalittica che la terra placida può mettere in atto ci porta a pensare a quanto sia vano il nostro quotidiano attaccamento alle sciocchezze. Il cavillo su un confine non rispettato, lo sconto sull'acquisto di una merce o l'irritazione causata da una mancata precedenza sino ad arrivare alla superiorità del ricco, ecco al vulcano poco importa dei sesterzi, anzi forse si beffa proprio di colui che rimane attaccato alla borsa.
Il racconto è bello, romanzato quel poco che basta per uscire vittorioso dai soliti saggi scritti in una lingua conosciuta da pochi che io la chiamo "il difficile", ebbene sì, spesso noto che alcuni gioiscono a scrivere in "difficile" (fosse almeno riconosciuta ufficialmente...), invece questo libro fa nascere la curiosità e l'interesse a tutti, la voglia di scoprire il nostro patrimonio culturale, prima di andare a Pompei o Ercolano è importante leggere quest'opera perché così poi ci vai consapevole, questo è indubbiamente un successo, il libro ha fatto il suo dovere, oggi so qualcosina anch'io, potrò approfondire o meno in ogni caso ne esco arricchito e questo è un successo.
Profile Image for Lili Kyurkchiyska.
313 reviews113 followers
October 19, 2017
Имам много неща за казване относно тази книга. Първо - на места тя е доста скучна поради повторната употреба на метода на "разходката". Но изключително доброто познаване и на най-дребните детайли и умелото им представяне не ти позволяват да оставиш книгата. Анджела е крайно скропульозен по отношение на фактите и картината на всекидневния живот е достоверна, а много от реконструкциите на икономиката и демографските процеси са логични и издържани. Освен това дава едно от най-добрите разяснения на въпроса за пирокластичните ударни вълни, които съм срещала в популярната литература.
Но не мога да не отчета, че авторът се съсредоточава над сензационното, придавайки романтична окраска на миналото, позволява си да драматизира прекалено живота на жителите на града и не проявява достатъчно дистанцираност при представянето на лятната и есенната теория, неглижирайки първата, без обективно да изложи всички аргументи и контрааргументи по този сложен научен дебат.
Накрая искам да го поздравя за това, че се е постарал да представи мястото на Помпей в общия план на областта и изригването, сравнявайки го с неговите съседи и представяйки ясен модел на развитието на катастрофата.
Profile Image for Rachele.
417 reviews123 followers
August 7, 2018
Non vi arrabbiate se dico : grazie Vesuvio per aver eruttato perché ci hai permesso di ritrovare un sito archeologico tra i più importanti al mondo e ci permetti di immergerci in un'altra epoca! Cari politici salvaguardate in tutti i modi questi siti archeologici dai continui crolli!!
Comunque questi libricini hanno una composizione precisa : si parte dalla storia generale, poi al tema del titolo del libro e infine alle curiosità e al modo di vivere. E anche questo librino è perfetto come gli altri!
ALBERTO NON FALLISCE MAI!
Profile Image for Diana.
627 reviews34 followers
February 27, 2015
Questo romanzo storico, ambientato nei tre giorni precedenti all'eruzione del monte Vesuvius, che ai tempi era poco più di una collina, racconta uno degli eventi più tragici ed incredibili della storia italiana e forse mondiale. E per farlo mette insieme tutto ciò che si è potuto ricostruire grazie agli scavi ed agli studi sostenuti negli anni da archeologi e vulcanologi.
Ci regala uno scorcio molto interessante sulla vita degli abitanti di Pompei ed Ercolano che abitavano su una bomba ad orologeria e non lo sapevano, e che si sono ritrovati a subire la forza più devastante che la natura potesse ideare, senza praticamente rendersene conto.
Il libro è ben strutturato, il conto alla rovescia crea una tensione continua, ma allo stesso tempo l'autore ti fornisce anche moltissime informazioni affascinanti sulla vita e la cultura di un popolo a noi tanto lontano e contemporaneamente vicino, nelle tradizioni e nell'immaginario collettivo.
Unico piccolo appunto: è scritto in tono molto semplicistico, forse un po' troppo. Capisco cercare di renderlo fruibile al maggior numero possibile di pubblico, però ogni tanto era anche eccessivo.
Profile Image for Nippon.
167 reviews9 followers
January 15, 2015
Completo,istruttivo...intenso.
Ho ottenuto molte informazioni che prima non avevo:dall' esistenza di Somma ai gas killer. Ho scoperto di non aver saputo niente sull'argomento prima che l'autore ne parlasse. Trattava di tutto: dalle tubature al trucco per signore. Il lettore ha la sensazione che egli abbia percorso realmente quelle vie. Lontano anni luce dalle mie solite letture, ho trovato difficile non leggere un "racconto". A. Angela non desidera che il lettore dimentichi chi sono stati i pompeiani e cos'era Pompei prima dell'eruzione. E' evidente la sua intelligenza,proprieta' di linguaggio, sensibilita' ed onesta intellettuale. Un esempio per tutte e' la scelta di dar spazio anche a tesi che non condivide (come datare la tragedia ad agosto). Non ho mai potuto visitare Pompei, ma sono certa che non sarei mai stata cosi' pronta come lo sono ora, ricca di una conoscenza e sensibilita' che prima non possedevo. Saprei davvero Vedere le scritte sui muri, le vittime, le ultime ore.
Profile Image for Cassie.
154 reviews26 followers
January 21, 2020
Un viaggio nel tempo e nello spazio che ci fa vivere in prima persona i giorni dell'eruzione del Vesuvius del 79 d.C., che in poche ore cancellò vite umane e città intere. Angela ci guida fra le vie di Pompei, ci spiega in modo semplice ma non banale la vita quotidiana e le abitudini dei pompeiani e ci dimostra come la realtà di ciò che è successo sia ben diversa da ciò che ci è stato mostrato nei film. La parte relativa al racconto dell'eruzione e delle sue conseguenze è agghiacciante, potrebbe stare benissimo in un romanzo, e mette i brividi pensare che è accaduto tutto realmente. A fine lettura, più di tutto, resta la profonda compassione per tutte le vittime. Come dice lo stesso Angela, tutti i turisti che oggi fotografano in modo morboso i calchi in gesso dei corpi, che ridacchiano o fanno battute, dovrebbero tenere a mente che quelle sono persone morte in modo atroce, e meritano solo rispetto.
Profile Image for FrancescoML.
15 reviews1 follower
May 8, 2022
L'enorme talento del divulgatore e il buon mestiere di narratore si fondono un questa cronaca dei tre giorni di Pompei. Sono i tre giorni a ridosso della eruzione del Vesuvio (che poi non era ancora il Vesuvio di ora) dell'agosto (?) del 79.
Ottimo libro, belle ricostruzioni storiche, ricco di informazioni e di Storia.
Forse l'unico difetto, veniale, è che in alcuni momenti la passione del divulgatore indulge in un didascalismo almeno per me un po' fastidioso.
Pero' vale davvero la pena leggerlo anche se, come il sottoscritto, di quei tre giorni già sapete qualcosa.
Profile Image for Alessia.
53 reviews6 followers
January 5, 2015
La storia romanzata: mi piace descrivere così questo meraviglioso libro.... La verosimiglianza delle vicende si sposa perfettamente ai dati storici sapientemente inseriti ed amalgamati al tutto. Ho scritto "storia" con la esse minuscola proprio per il rispetto che il medesimo autore ha della Storia: una ricostruzione storica che, in quanto romanzata, non può arrogarsi diritti di sorta ma che, giustamente, rivendica la profonda conoscenza dei riscontri. Splendido!
Profile Image for Abc.
1,120 reviews108 followers
March 13, 2018
In questo libro non si parla solo di Pompei e dell'eruzione vulcanica che l'ha seppellita. Si parla anche della vita quotidiana degli antichi romani passeggiando con la fantasia attraverso le strade di Pompei.
Scopriamo così che molti abitanti non sono altro che dei liberti, cioè degli schiavi che hanno ottenuto la libertà dal loro signore e sono riusciti a mettere da parte un certo gruzzoletto per poter condurre una vita più che dignitosa.
Scopriamo gli odori che si potevano sentire in questa città, a cominciare dal fragrante aroma del pane appena sfornato e possiamo immaginare come si svolgeva la giornata dal momento del risveglio fino alla tarda sera.
Durante la lettura si fa la conoscenza di vari personaggi realmente esistiti. Alcuni di loro riusciranno presumibilmente a salvarsi, mentre altri perderanno la vita in questa tragedia dell'antichità.
Due sono gli aspetti che mi hanno particolarmente colpita di questo libro. Prima di tutto lo stile molto iconografico che mi ha ricordato i programmi televisivi condotti da Alberto Angela. È uno stile che, a mio parere, rende bene anche su carta evitando di appesantire inutilmente la lettura.
In secondo luogo mi è piaciuto il continuo riferimento alle "prove scientifiche" di quanto affermato. Tutte le affermazioni hanno un fondamento storico basato soprattutto su quanto rinvenuto durante gli scavi archeologici. Tanto per fare un esempio Angela ci dice che, contrariamente a quanto si afferma in più fonti, l'eruzione non sarebbe avvenuta il 24 agosto, ma il 24 ottobre. Ovviamente non se ne può avere la certezza, ma l'autore riporta tutta una serie di rinvenimenti (frutti, coperte, iscrizioni, ecc.) che sembrano confermare che il disastro si sia verificato in autunno piuttosto che in estate.
Profile Image for Gloria.
364 reviews13 followers
April 27, 2015
Alberto Angela ricostruisce le ultime ore di Pompei e quelle immediatamente successive all’eruzione del Vesuvius.

Innanzitutto l’autore spiega perché abbia deciso di appoggiare la tesi secondo cui l’eruzione sarebbe avvenuta il 24 ottobre del 79 d.C., anziché il 24 agosto. Descrive poi nel dettaglio la vita quotidiana di Pompei e, in minor misura, di Ercolano: la società, gli affari, la politica, l’arte e l’architettura. Conclude la narrazione con l’analisi dei meccanismi dell’eruzione e il destino delle diverse cittadine che sono state coinvolte.
L’argomento è ben sviscerato da tutti i punti di vista, le descrizioni sono ricche di particolari e consentono di visualizzare facilmente ciò di cui l’autore sta parlando. Alcune illustrazioni, troppo poche, arricchiscono l’opera. Il racconto parte alquanto lentamente e man mano avvince sempre più, fino al momento dell’eruzione vera e propria, che devo ammettere mi ha impressionato profondamente. Angela ha saputo descrivere in maniera realistica gli ultimi istanti delle sventurate città campane e non è stato difficile immaginare le scene così come le ha esposte.
Questa lettura mi ha preso talmente tanto da stimolarmi ad approfondire l’argomento su altri testi, per confrontare quanto raccontato con altre fonti e vedere come altri autori abbiano saputo rendere la drammaticità di quelle ore.
Ciò che, invece, mi ha deluso è lo stile. Mi aspettavo di meglio da Alberto Angela.
La narrazione sembra essere la trascrizione del documentario che Angela ha prodotto per Rai Tre, ma se in un filmato ha senso inserire figure qualsiasi, comparse che si muovono nei vicoli, persone che vengono incrociate per strada, diversamente accade nel libro. La narrazione risulta molto forzata e, talora, sciocca: descrivere come la matrona che incrocia la nostra strada ci guarda con sguardo intenso, con i suoi occhi neri, aggiungendo con enfasi un elogio della bellezza mediterranea non dà alcun contributo al procedere della narrazione. Un altro esempio: la descrizione dei bambini che si precipitano fuori da un edificio quasi investendo il lettore nel suo percorso immaginario nelle strade di Pompei e poi si allontanano giocando e urlando. Baggianate inutili.
Inoltre, Angela inserisci continui richiami alla modernità, che risultano artificiosi. Ad esempio, spiegando che esistevano già all'epoca cartine della città, sente il bisogno di specificare che le cartine erano una sorta di Googlemaps dell'antichità. Spiegando come i residenti di Pompei avessero delle leggere imbarcazioni che consentivano loro di spostarsi via mare, non può trattenersi dal fare il paragone con i VIP odierni che hanno motoscafi ai piedi delle loro ville. E ancora, giungendo a descrivere la parte di Pompei in cui si trovano le ville dei ricchi patrizi, sente la necessità di definire quell'area la Beverly Hills di Pompei. Non so se Angela consideri i suoi lettori degli idioti che non sanno cosa sia una cartina o non riescono a immaginarsi delle barche antiche sulla costa, ma mi sembra che questi paragoni, oltre a essere totalmente inutili, banalizzino la trattazione.
Infine, non posso non sottolineare il fastidioso abuso dei puntini di sospensione (anche 4-5 volte per pagina) e dei punti esclamativi, che rende pesante la lettura.
Profile Image for Massimiliano L..
143 reviews6 followers
August 8, 2017
Un libro che andrebbe fatto leggere a scuola, una ricostruzione minuziosa della vita di Pompei, delle ore che precedono l'eruzione e dell'immane tragedia, come solo Alberto Angela ci ha abituati con i precedenti libri su Roma.
Profile Image for Laura.
Author 12 books61 followers
June 27, 2017
Alberto Angela è Alberto Angela, e riesce a ricreare un'intera città, con la sua popolazione e i suoi protagonisti, davanti ai nostri occhi... e poi a ucciderli nei modi più crudeli, illustrando in ogni dettaglio cosa è successo prima, durante e dopo l'eruzione.
Parlandoci dei pochi di cui si sa o si suppone ragionevolmente che si siano salvati, racconta com'era la città in quei giorni (c'erano state avvisaglie non colte di quello che sarebbe successo), chi ci viveva, cosa faceva, e la differenza tra i morti di Pompei, Ercolano, delle ville nei dintorni, e di tutti i 'calchi' in gesso che si possono vedere agli scavi. E' stata una lettura istruttiva e in molte parti toccante. Sollievo immenso quando qualcuno dei 'protagonisti' usciva sano e salvo dalla storia.
L'ho letto subito prima di recarmi a visitare gli scavi di Pompei e, davvero, me li sono goduti moltissimo, riuscendo a vedere un sacco di particolari che le guide turistiche, per motivi di tempo, non dicono mai e che è bello conoscere.
Profile Image for Marina Gaillard.
57 reviews2 followers
January 16, 2021
Un récit poignant qui permet au lecteur d'aller à la rencontre des Pompéiens morts au premier siècle de notre ère. Au cours de ces pages, nous donnons un visage à ces lointains ancêtres tout en apprenant plus sur la vie quotidienne de l'empire romain. De plus, l'auteur nous donne un aperçu de la manière dont ces Romains ont vécu l'éruption. La tragédie qui les attends n'en est que plus terrible.

Un super travail de vulgarisation avec de nombreuses informations accessibles à tous. Un pur régal.
Profile Image for Emiliya Bozhilova.
1,924 reviews383 followers
January 27, 2019
Твърде много повторения от предишните книги на Анджела. На филм би било интересно да се види с възстановките си, но като книга много дотежава със сухо изложение.
Profile Image for Nekkina93/72.
738 reviews6 followers
December 4, 2021
“I tre giorni di Pompei” non è un romanzo, ma un saggio storico.
Visto che Alberto Angela ci racconta tramite le poche testimonianze e tramite varie ricostruzioni, cosa è avvenuto in quei tre giorni infernali che ha distrutto Pompei.
Rendendola una delle tragedie più orribili e enormi del mondo, almeno di quelle di cui abbiamo traccia.
Quindi non è una storia romanzata come nei libri o nei film, ma una vera ricostruzione basata sia su tutto quello che fin’ora gli archeologi hanno trovato, tra quello che i vulcanologi, scienziati, storici e biologi hanno scoperto e tramite quelle poche testimonianze di chi è sopravvissuto.
Perché si.
Qualcuno è sopravvissuto a quella terribile tragedia.
Di accertati ce ne sono 7, è possibile che altri siano sopravvissuti, ma purtroppo non vi è traccia nei documenti.
Non erano così meticolosi nel tenere traccia di tutti gli avvenimenti, non come oggi.
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Partiamo dall’eruzione, tutte le fasi sono state ricostruite sia grazie a quelle poche testimonianze che sono arrivate a noi dopo quasi duemila anni, sia grazie alla consulenza e agli studi di vulcanologi, archeologi ecc…
Sono tante le scoperte fatte in questa città in un certo senso perduta, ma ancora tante sono li sepolte e ancora da scoprire.
Quindi questo saggio è un mix sia dei fatti che ci vengono mostrati attraverso i racconti di Rectina, una delle poche sopravvissute, sia dalla varie ricostruzioni.
E’ un racconto scorrevole e fluido, ma allo stesso tempo intenso e pieno di dettagli incredibili.
Una delle cose che apprezzo tantissimo di Alberto, è il modo particolare con cui spiega e ci racconta la storia.
Ce le narra come se lui fosse stato li in quel preciso momento, come uno spettatore in prima persona e non in terza nascosto nell’ombra.
In qualche modo questo stile da molto di più la sensazione di essere li con loro, in quelle terribili ore a camminare per le vie di Pompei, mentre l’odore del pane appena sfornato ci solletica le narici.
Alberto ha la capacità di far appassionare il lettore o lo spettatore alla storia.
Ti fa sentire completamente coinvolto e non riesci a smettere di leggero o ascoltarlo.
Se siete persone curiose, con la voglia di imparare e scoprire sempre di più sia cose antiche che nuove, non può far altro che piacervi il suo modo di divulgare.
Sono sincera quando dico che se avessi avuto un professore come lui, la storia a scuola sarebbe stata molto più interessante, invece di studiarla solo per avere bei voti e per conoscere le vicende.
Perché la conoscenza è potere e libertà, ricordatevelo.
In pochi sanno far appassionare alla storia e lui è uno di questi.
Sa alimentare la mia curiosità, la mia voglia di imparare e scoprire sempre cose nuove.
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(Possibili spoiler!!!).
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Il libro si apre qualche anno dopo la tragedia, con Rectina una nobildonna sopravvissuta che cerca in tutti i modi di tenere dentro di se quello che ha vissuto.
Ha cercato di rilegare la tragedia in una parte della mente, senza pensarci per non soffrire e rivivere quei momenti terribili, che mai andranno via.
E’ “curioso” in parte rendersi conto come possono passare duemila anni, ma anche il doppio, e scoprire che le emozioni che viviamo noi oggi, sono le stesso che hanno vissuto loro.
Come i meccanismi di difesa che il cervello crea, sono gli stessi.
Ovviamente per motivi diversi, è impossibile non immedesimarsi nel suo racconto e percepire quello che lei vuole dirci e dopo duemila anni, posso ancora percepire il suo stato d’animo.
Perché in molti, anche se per motivi diversi, possiamo comprendere cosa vuol dire provare a rilegare in un angolo della mente il dolore per non sentirlo.
Ma Rectina sarà obbligata a farci i conti un giorno per caso, quando una singola risata la riporta indietro nel tempo e allora decide di raccontare tutto.
Decide di affrontare il dolore, anche per tentare di andare avanti.
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Tra il suo racconto e le varie ricostruzioni, veniamo a scoprire che in realtà NON è stato il Vesuvio a distruggere Pompei, ma il monte Sommo.
Perché il Vesuvio all’epoca non esisteva, ma si è formato proprio con la tragedia di Pompei.
In pochi all’epoca avevano compreso che quello non era solo un monte, ma un vulcano, ma come succede anche ai giorni nostri, molte volte chi vede le cose per come sono, non viene ascoltato.
Eppure se avessero ascoltato, forse avrebbero in parte intuito i vari segnali che la natura e gli animali che li circondavano, stavano provando a dire loro.
Oggi tutti quei segnali che la natura da sappiamo riconoscerli, soprattutto gli esperti.
All’epoca nessuno poteva comprendere che tante scosse così frequenti non erano normali.
Così come non erano normali i vari strani comportamenti che gli animali avevano iniziato a manifestare.
Oppure il cambio improvviso del vento e tanti altri piccoli segnali.
Non era colpa loro, non c’erano studiosi di vulcani e terremoti all’epoca, però se avessero ascoltato un po’.
I vulcanologi hanno scoperto che quel vulcano dormiente già in precedenza aveva distrutto Pompei, quindi non era nuova alle tragedie.
Di accertato con resti ritrovati, c’è una tragedia che pare essere avvenuta quattromila anni fa, quindi duemila anni prima di Pompei.
E dall’eruzione del 79 d.C., grazie alle colate laviche che si è formato il Vesuvio che è cresciuto nel corso dei secoli.
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Ma in questo libro potrete trovare anche tante risposte a molte domande che uno si è posto nel corso del tempo.
Per esempio perché si chiama Pompei, come si è formata la città.
Poi veniamo a sapere che come città è sempre stata multietnica, una rarità all’epoca.
Tra invasioni con alcuni che sono rimasti e tra loro che accoglievano rifugiati, Pompei è diventata nel tempo molto etnica e ne abbiamo le prove tra le vie rimaste intatte oggi.
Dove troviamo diverse culture nelle costruzioni di abitazioni, negozi e monumenti nelle vie.
Scopriremo di lavori atroci, difficili e pesanti.
Scopriremo la regola romana che voleva che i carri con le provviste, con tutti i prodotti commerciali viaggiassero di notte, così da non intasare la città durante il giorno.
Scopriremo la medicina di quei tempi e gli strumenti che utilizzavano.
Scopriremo che una volta, non erano le persone, -o meglio dire i nobili in questo caso-, ad andare a comprare.
Ma erano i venditori ad andare a casa dei nobili per presentare la loro merce.
Scopriremo come già dal programma in tv, sia su Pompei che su Cleopatra, come a quel tempo le donne in molti posti del mondo erano libere e indipendenti.
Leggeremo di donne forti, libere, indipendenti come Rectina appunto.
Che era una nobile che si muoveva in tutta libertà, e ci si ferma a domandarsi come sia possibile che poi per secoli dopo, siano venuti i secoli bui.
Poi purtroppo lo si sa, però mi fermo qua, che è meglio.
Ovviamente troveremo differenze sociali, scopriremo il loro modo differente di costruire le statue. Diverse dalle statue Greche.
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Una cosa delle cose che mi ha sconvolto scoprire, -tra le tante-, è che prima del terribile evento dell’eruzione del 79 d.C., per ben 43 anni, -quindi dal 36 d.C.-, si sono susseguiti diversi terremoti abbastanza forti tra i 3 e i 5 gradi della scala Richter.
Oltre alle varie scosse di assestamento, erano delle avvisaglie, anche se loro non potevano saperlo all’epoca.
Vi immaginate a dover vivere in quel modo?
Con la terra sotto di voi che trema di continuo e le case sempre distrutte e in continua ristrutturazione?
Senza contare tutti gli altri problemi che queste scosse portavano, ma non voglio dire altro per farvi leggere senza sapere troppo.
Questi terremoti comunque hanno cambiato drasticamente la società dell’epoca, il loro modo di vivere.
E questo dimostra che la verità è ben altra, rispetto a quello che mostrano nei film o nelle serie tv oggi.
Perché quella Pompei che mostrano nei film, non è reale, non in quel periodo.
Mostrano una qualsiasi città Romana dell’epoca, ma non la Pompei di quei decenni che combattevano continuamente contro la natura che remava loro contro.
Un paradosso è che questi terremoti che erano delle avvisaglie dell’imminente eruzione e quindi hanno portato poi al disastro.
Hanno anche portato tantissime persone ad abbandonare nel corso di quei decenni Pompei, stabilendosi altrove.
Stufi di vivere continuamente in emergenza per via dei continui terremoti.
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Comunque, è talmente tanto ricco di eventi e descritto bene, che non c’è rischio di farvi spoiler.
Anche perché la storia è tanta e questa storia sicuramente non vi è stata insegnata a scuola.
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In conclusione.
Ad ogni inizio capitolo Alberto ci mostrerà uno dei tanti graffiti che si possono trovare a Pompei e nelle altre città colpite dalla tragedia.
Graffiti dell’epoca, ovviamente.
E’ curioso e mi sta colpendo molto scoprire come l’animo umano fondamentalmente è sempre lo stesso, -senza pensare a quegli esseri indegni di essere chiamati umani, come assassini, violentatori, razzisti, omofobi ecc…-.
Mi riferisco alle persone fondamentalmente buone, rendersi conto che persone vissute quasi duemila anni fa, avevano gli stessi modi di pensare, scherzare, ridere, disperarsi, gioire, sperare, vivere fondamentalmente.
Per le vie di Pompei, si possono trovare diversi graffiti se si sa dove cercare, scritti alcuni nel latino classico di quell’epoca, alcuni nel latino volgare che stava già dilagando tra le persone e che presto avrebbe preso il sopravvento.
Graffiti che testimoniano la nascita di una bambina, altri che sembravano una telecronaca sportiva.
Altri di uomini che “lottano” per la conquista di una donna, con uno dei due che deride pubblicamente l’avversario.
Altri molto più espliciti sia di uomini che di donne che si vantavano delle loro conquiste o prodezze sessuali, segno che all’epoca il sesso veniva vissuto in modo più libero e senza i tabù che poi sarebbero venuti secoli più avanti.
Graffiti che riguardavano elezioni elettorali.
Oppure graffiti con parolacce, una dimostrazione in più che le parolacce come altre cose sono sempre esistite, a differenza di chi pensa che siano un invenzione dell’ultimo secolo.
Quindi guardando questi graffiti, passeggiando per le vie di Pompei, possiamo davvero toccare con mano i loro pensieri, la loro vita, avendo così la sensazione di averli accanto mentre si passeggia per quella città perduta.
Sicuramente ha aumentato la mia voglia di visitare questo luogo.
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E’ un libro che consiglio a chi vuole scoprire in modo più approfondito la storia della tragedia che ha colpito Pompei, Ercolano e le altre città vicine.
Dovete tener conto che è comunque un saggio storico, quindi è da una parte scorrevole per il suo modo di narrare, ma dall’altra è in qualche modo “lento” (in senso buono), essendo comunque storia e non un romanzo.
Perché online è classificato come “romanzo rosa storico”, ma NON è un romanzo.
Ma un saggio che racconta i fatti reali, senza romanzare nulla.
Quindi non tenete conto della classificazione ufficiale che trovate su wikipedia o da alcuni siti.
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Voglio solo avvertirvi che l’ultima parte del saggio è veramente forte, intensa, triste, shoccante e toccante.
E’ “pesante” non nel senso brutto del termine, ma nel senso che ci sono capitoli non facili da leggere e foto che ha scattato per questo saggio, non facili da visionare.
Perché spiega letteralmente cos’è successo durante l’eruzione, capitoli molto forti.
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Questo libro mi ha fatto davvero scoprire tantissime cose e i vari usi e costumi dell’epoca.
In più mi ha portato man mano a fare ricerche online su parecchi eventi o cose che Alberto narra nel libro, alimentando così sempre di più la mia sete di conoscenza.
Infine vorrei dire a chi leggerà questa recensione, che non è la tecnologia moderna che ci rende più avanzati.
Ma tutte le invenzioni che nei secoli hanno fatto si che noi potessimo avere poi la tecnologia odierna.
Erano molto avanti già indietro nel tempo, in molti campi e per certi versi non riusciremo mai a eguagliare molte cose.
Come per esempio certe costruzioni che durano ancora oggi o certi tabù odierni che all’epoca non c’erano.
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Infine, alla fine del libro spiega i vari punti di vista che vanno ad avvalorare sia la tesi che sia avvenuta in autunno la tragedia, sia quelli che invece pensano che sia avvenuta in estate.
Oltre i vari tomi di ricerca che ha consultato per la stesura del saggio, oltre ai suoi innumerevoli viaggi, studi, scoperte ecc…
Comunque, in base a quanto ho letto, anche io penso che sia avvenuta in autunno.
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Voto: 5/5.

Tra i graffiti che mi hanno colpito:

-OFFICIOSUS FUGIT – Lo schiavo scappa.
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Cosa molto pericolosa, perché se veniva beccato poteva essere ucciso sul momento.
Ma a me piace pensare che invece ce l’abbia fatta e che abbia vissuto una vita degna di essere vissuta, da uomo libero.
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-TALIA TE FALLANT UTINAM MEDACIA COPO TU VEDES ACUAM ET BIBES IPSE MERUM – Simili balle, oste, possono costarti caro. Vendi l’acqua e ti bevi il vino puro…
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A quanto pare era un vizio già all’epoca annacquare le bevande, mi viene in mente oggi certi locali che annacquano i cocktail.
Mettendo un casino di ghiaccio e la dose inferiore degli ingredienti, non seguendo la ricetta.
Alcuni purtroppo lo fanno, mi sono anche arrabbiata in due locali anni fa.
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Sono tanti i graffiti ritrovati, anche se citati solo alcuni all’interno del libro.
Sono vari, vanno dalla nascita di una bambina, ai reclami dei clienti, ai giochi, alle prese in giro, per arrivare a quelli piccanti.
Si, avete letto bene, graffiti piccanti.
Oltre di parolacce e minacce anche.
Alla fine, l’essere umano è sempre in un certo modo nei secoli.
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Curiosità trovate all’interno della storia.
Un fatto molto curioso che potrebbe farvi ridere in parte, ma era un usanza comune e senza doppi sensi, -a parte in rari casi-.
Era che usavano dipingere principalmente sulle pareti dei negozi ma anche in alcune dimore un fallo, (cioè un pene), come simbolo di fertilità e speranza quindi di concepire e per scacciare il male, per quanto riguarda le dimore.
E anche come simbolo non solo per scacciare il male, ma anche contro chi gufava, augurava il male e come augurio per l’andamento degli affari nelle botteghe o negozi.
Su internet se cercate, potete vedere alcune immagini che testimoniano ciò.
In parte fa ridere immaginare di passeggiare e vedere l’organo maschile sui muri, però dall’altra parte fa comprendere ancora una volta di più, come il sesso fosse vissuto in maniera differente.
In più, li vendevano anche come porta fortuna tascabili diciamo, e i cornetti rossi di oggi, discendono proprio da questo."
Profile Image for Andrea Samorini.
894 reviews34 followers
October 21, 2022
La mia esperienza è stata, in sequenza
- libro
- un giorno dedicato al
Parco Archeologico di Pompei,
Villa Regina a Boscoreale
e Villa di Poppea a Torre Annunziata / Oplontis.
Il giorno dopo visita agli Scavi di Ercolano.
- ed infine lo stupendo MANN; il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

I musici ambulanti
I musici ambulanti, da Pompei, Villa c.d. di Cicerone

Col senno di poi forse il MANN poteva essere visitato prima degli scavi, anche se l’averlo visto per ultimo è stata una scossa forte, sorprendente per la bellezza soprattutto dei mosaici, che mi ha fatto ripensare e riviaggiare con la mente nelle case romane dei giorni prima.

Ritratto femminile
Ritratto femminile, da Pompei, VI 15, 14

Sono invece sicuro che il libro di Angela mi ha arricchito tutta l’esperienza: consigliatissimo.

Scena nilotica
Scena nilotica, da Pompei, Casa del Fauno
Profile Image for Tom.
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February 17, 2017
Dit boek verdient eigenlijk 3,5 sterren in plaats van 3. Persoonlijk vind ik Mary Beard haar boek over Pompeii nog altijd het standaardwerk.

Bij de beoordeling van een boek ga ik wel na of het werkelijk iets toevoegt dat ik nergens anders tegen ben gekomen. Wat dit boek betreft, zijn dat voor mij de latere hoofdstukken, vanaf de uitbarsting van de Vesuvius. Dit is de eerste keer dat ik beschreven zag hoe het eraan toe ging en hoe weinig tijd de slachtoffers eigenlijk maar hadden om een kans te maken om zich te redden. Ook de beschrijvingen van de gevolgen van de pyroclastische golven waren indrukwekkend.

Een minpuntje vond ik wel de docufictiestijl die in de eerste helft van het boek gehanteerd werd, die een beetje gekunsteld aandeed.

Maar al bij al heeft dit boek voor mij een nieuw perspectief gebracht op Pompeii en de omliggende steden die eveneens getroffen zijn in 79 nC.
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
June 28, 2020
Sono trentatrè i personaggi che Alberto Angela, autore di questo libro, fa apparire nella sua narrazione sugli ultimi tre giorni di Pompei tra il 23 il 25 ottobre d. C. ora per ora, quando va in scena sicuramente la più grande tragedia dell'antichità.

Tra immaginari e reali, sono soggetti umani che hanno vissuto in prima persona gli eventi in quei tre giorni. Nel racconto vengono descritte in maniera davvero magistrale le tre giornate, lo scorrere delle ore e dei minuti nelle loro vite.

Non so se è corretto chiamare questa narrazione un libro. In effetti l'Autore, che nasce per formazione naturalista e paleontologo, sa essere anche giornalista e divulgatore scientifico. Lo fa in maniera tanto elastica quanto moderna.

Alberto Angela è anche autore e conduttore di programmi televisivi di grande successo, in una logica culturale ereditata dalla ditta e dal nome paterno, Piero, anche lui grande comunicatore sia di storia che di scienza, nel passato come nel presente e nel futuro.

In poco meno di cinquecento pagine questa narrazione può essere "vista" come in un film, un documentario, come srotolata su un papiro, letta su un manoscritto, in un romanzo, un saggio, un reportage. Alla fine si scopre che il libro è tutte queste cose insieme.

Non so quante volte sono stato a Pompei nel corso degli anni, a partire dai tempi ormai lontani della gioventù. Ogni volta da solo o in compagnia, in fuga dalla scuola, il classico "filone", l'avventura amorosa, la gita scolastica, la visita di studio, l'accompagnamento con esperto e ospite straniero. Ogni volta, la visita ha avuto la sua differenza.

Ha sempre, comunque, influito il fatto di essere vissuto a poca distanza da questi luoghi che trovano la giusta collocazione spaziale e mentale nella mappa acclusa alla fine del volume. Vi propongo di leggerla per meglio capire quanto questa lettura, a distanza di tanti anni, abbia fatto la differenza. Per quanto mi riguarda.

La "Campania Felix", la vita di una regione antica e fertile, ricca sia di storia che di cultura, che non ha mai smesso di sorprendere, testimone ancora oggi di un passato glorioso che la rende unica nel mondo. Una questione di storia e di identità.

Polibio, storico greco, individuò i suoi punti di forza: la fertilità, la bellezza, la vicinanza al mare, la possibilità di fruire di scali e di navigazione interna. Fu Plinio a definirla con un attributo ancora oggi spesso citato ed utilizzato, dall’immenso valore simbolico, destinato a grandissima fortuna: “Campania illa Felix”, appunto.

Comprendeva territori che si estendevano dalle pendici del Monte Tifata (a nord) fino a lambire l’area flegrea e vesuviana (a sud). Plinio distingueva la Campania Antiqua, cioè quella del primo periodo, meno estesa e collocata intorno a Capua, dalla Campania Nova, quella della divisione augustea, che comprendeva anche una parte del Lazio, cioè la Campania di Roma.

Dunque, la Campania antica (Antiqua) andava dalle pendici del Monte Massico, al Nord, fino ai Campi Flegrei a Sud. Fu Plinio il Vecchio a parlare di “Campania Felix”, sia per sottolineare la fertilità della regione, sia per distinguere la Campania antica.

Ed proprio la "ditta" Plinio, per così dire, il "vecchio" e il "giovane", a fare da attori e interpreti principali di questa vicenda davvero allucinante ed unica nel suo genere.

Diamo attentamente uno sguardo a questa cartina. Al centro, ovviamente, ha il posto d'onore "Vesuvius". Va ricordato che nasce "dopo" l'evento. Prima era soltanto monte Somma. Sul golfo, lungo il litorale, a partire da Napoli, subito dopo Ercolano, vediamo il luogo dove tutto comincia nella narrazione: la Villa di Rectina.

Chi è costei? "Nobildonna appartenente all'elite romana: organizza un banchetto nella Pompei che conta a poche ore dalla tragedia. Si salverà". Così la descrive Alberto Angela iniziando a presentare l'elenco dei personaggi del suo racconto, in ordine di apparizione.

Prosegue poi con Plinio il Vecchio, lo schiavo Eutico, il politico Gaio Cuspio Pansa, l'affarista Gaio Giulio Polibio, il banchiere Lucio Cecilio Giocondo ... fino a concludere con Tiberio Claudio Anfio, addetto alla gestione della fattoria del banchiere, che si stringe attorno alla sua padrona per proteggerla (come li hanno trovati) e si conclude con Faustilla, usuraia che tenta di riscuotere i suoi crediti persino durante il fuggi fuggi generale.

Non c'è che dire, un ricco campione di vasta umanità. Ci si sarebbe potuto trovare chiunque fosse proveniente da questa vasta regione nella quale abbondavano i traffici e gli scambi. Sarebbe potuto esserci magari anche un "Antonino Saro Gallio", antenato di un reincarnato Antonio Gallo, come quello menzionato qui al link , nella Valle di Tramonti.

Da Pompei, un salto storico in avanti nel Medio Evo di oltre un millennio, ma anche un salto storico all'indietro nella Pompei che si apprestava ad essere distrutta da "Vesuvius" fino ad allora uno sconosciuto vulcano. Se l'Antonio Gallo dei Monti Lattari era un "guarnimentaio" che trafficava dalla Valle del Sarno a quella di Tramonti, nulla ostava a che ci sarebbe potuto essere anche un Antonino Saro Gallio, proveniente dalla falde del Monte Saro, dove si potevano trovare le sorgenti del fiume Sarno, che bagnava Pompei ed alla città dava un ricco porto. Poteva trafficare in oggettistica pregiata con Rectina, la nobildonna dell'elite pompeiana.

Sarno era anche il fiume che permetteva ai pompeiani di trafficare e dava il nome alla città che ancora oggi porta quel nome con la quale Pompei aveva un forte rapporto. Non a caso Alberto Angela cita molte volte nel suo libro sia il paese che il fiume. Dalla mappa si vede chiaramente sia il percorso del fiume la strada che collegava i due paesi.

In un territorio così traboccante di storia qualsiasi evento immaginario può essere pensato come reale, anche se le ceneri del tempo e dei vulcani possono cancellare le tracce degli uomini. Leggendo questo libro, che mi è piaciuto molto e che ha dato senso alla mia identità sui luoghi così come sono stati illustrati in questa mappa, mi è sembrato possibile vivere realtà. Di sicuro, per le possibilità che offre la reincarnazione e per la legge dei "ritorni", può esserci stato un Antonino Saro Gallio, scampato all'evento solo per caso. La lettura di questo libro mi ha convinto ...

Link al blog: shorturl.at/pqOV0
Profile Image for Benedetta.
50 reviews16 followers
August 14, 2017
Allora, io questo libro lo avevo iniziato più di un anno fa mi sembra e non riuscivo ad andare avanti, non so come mai, sarà che io volevo l'eruzione e Alberto (che è il mio uomo ideale, e sto aspettando che o mi sposi o mi adotti) invece era lì che mi spiegava la beverly hills di Pompei invece che le pomici.
Poi sono riuscita a convincere i miei a portarmi a Pompei, e nel giro di 4 giorni l'ho finito e alla fine mi è piaciuto un sacco, mi serviva un input a quanto pare.
Alberto riesce a farci immergere in un mondo ormai scomparso, nella vita di tutti i giorni di liberti, schiavi e matrone e spiega con toccante partecipazione il dolore e la disperazione dei pompeiani ed ercolani di quel terribile giorno.
Devo dire poi che una parte divertentissima che fa sentire gli antichi romani non così antichi ma più come dei vicini di casa un po' pazzi è la parte dei graffiti: sappiamo a distanza di duemila anni che una ragazza era proprio culibonia. XD
4 stelline e mezzo, perché per una quinta stellina avrei voluto che fosse Alberto a farmi da guida a Pompei e non un ragazzo (comunque bravissimo).
Profile Image for Silvienji.
9 reviews
April 14, 2021
Un romanzo storico e dettagliato, nel quale non perdi mai l'attenzione su ciò che sta accadendo. Un quadro sociale e urbano descritto in ogni suo aspetto.
Durante la lettura ho avuto come la percezione di essere lì, insieme ad Alberto Angela, a camminavo tra i cardines ed i decumanus di Pompei. Potevo vedere ogni cosa ed immaginarla ad occhi aperti, perché la narrazione è così realistica, minuziosa e scorrevole, allo stesso tempo, che non c'è un momento in cui avrei voluto sorvolare un passaggio o non appassionarmi ad uno dei personaggi che si incontrano.
Ma la cosa che mi ha più colpita è il costante richiamo all'umanità, il sottolineare che quei corpi, ancora visibili, non posso essere violati dall'insistenza fotografica del mondo moderno, poiché custodiscono la dignità di quelle centinaia e migliaia persone morte a causa di uno dei disastri naturali più atroci della storia.
Ecco perché racconta di uomini e donne che incontra lungo il cammino, ecco perché ci fa appassionare ad alcuni personaggi per restituire a quei corpi cristallizzati nel tempo la loro dignità di esseri umani.
Displaying 1 - 30 of 124 reviews

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