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Keyla la Rossa

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«Capitava di rado che una femmina già passata per tre bordelli si sposasse ... Era un segno del cielo inviato a tutte le puttane di Varsavia: non dovevano perdere la speranza, l'amore avrebbe continuato a governare il mondo». Ed è proprio l'amore la sostanza incandescente di questo romanzo: l'amore-passione, quello che non lascia scampo, quello che può indurre alla follia. A Keyla la Rossa nessuno resiste: né Yarme – un seducente avanzo di galera –, né il giovane e fervido Bunem – che pure era destinato a diventare rabbino come suo padre –, né l'ambiguo Max. Se questo magnifico libro è rimasto praticamente inedito fino a oggi, è forse perché Singer esitava a mettere sotto gli occhi dei lettori goy il «lato oscuro» di quella via Krochmalna da lui resa un luogo letterariamente mitico. In Keyla la Rossa si parla infatti in modo esplicito di due argomenti tabù: la tratta, a opera di malavitosi ebrei, di ragazze giovanissime, che dagli shtetl dell'Europa orientale venivano mandate a prostituirsi in Sudamerica, e l'ignominia di un ebreo che va a letto sia con donne che con uomini. Alle turbinose vicende dei quattro protagonisti (e dei numerosi, pittoreschi comprimari) fa da sfondo, all'inizio, la vita brulicante, ardente, odorante e maleodorante del ghetto in cui era confinata, in condizioni di estrema miseria, la comunità ebraica di Varsavia, e poi quella, non meno miserabile e caotica, delle strade di New York in cui si ammassavano gli emigrati nei primi decenni del secolo scorso: affreschi possenti, che non a caso molti hanno accostato a quelli ottocenteschi di Dickens e Dostoevskij.

280 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1977

25 people are currently reading
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About the author

Isaac Bashevis Singer

554 books1,101 followers
Isaac Bashevis Singer was a Polish American author of Jewish descent, noted for his short stories. He was one of the leading figures in the Yiddish literary movement, and received the Nobel Prize in Literature in 1978.
His memoir, "A Day Of Pleasure: Stories of a Boy Growing Up in Warsaw", won the U.S. National Book Award in Children's Literature in 1970, while his collection "A Crown of Feathers and Other Stories" won the U.S. National Book Award in Fiction in 1974.

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Profile Image for Patrizia.
536 reviews164 followers
May 22, 2020
Via Krochmalna, Varsavia 1911, è l’universo caotico e colorato in cui si affannano rabbini, studiosi chassidici, sarti, insieme e a un folto sottobosco di piccoli criminali, truffatori, papponi e puttane. Un mondo a sé, nelle cui taverne non giungono gli echi di una situazione politica esplosiva, in cui ebrei timorati di Dio ed ebrei emarginati si sfiorano senza toccarsi, in cui si parla dell’America come di una terra promessa in cui non si è costretti a vivere in una zona designata e tutti possono ricominciare e sperare di migliorare le proprie condizioni.
È qui che vive Keyla la rossa, bellissima prostituta che sogna di riemergere dal fango. Un primo passo crede di averlo compiuto sposando Yarme, un ladruncolo incapace di lavorare onestamente. Guarda con invidia le donne cui è permesso entrare nella sinagoga, mentre lei è costretta ad ascoltare da fuori quei riti cui è rimasta legata nonostante i tre bordelli in cui ha lavorato. Santifica le feste e si rivolge a quel Dio a cui pochi intorno a lei ancora credono, perché troppo lontano e disattento alle miserie del suo popolo.
È Keyla il cuore del romanzo, un cuore puro le cui azioni sono mosse esclusivamente dall’amore, un sentimento esclusivo e totalizzante. Per amore si umilia e si annulla, inseguendo una speranza di riscatto di cui lei stessa si ritiene immeritevole.
Non ha fortuna con gli uomini, Keyla. Né Yarme né Max, storpio violentatore e truffatore né il giovane Bunem, figlio di un rabbino, pittore e filosofo, di cui si innamora perdutamente, sono in grado di starle accanto.
Nemmeno l’America si rivelerà la terra della redenzione sperata.
Appare un luogo ostile, ben diverso dalla Varsavia che si sono lasciati alle spalle:

“A Varsavia i palazzi avevano cortili e sinagoghe, case di studio hassidiche e scuole per bambini. I ricchi, gli ebrei rispettabili, abitavano nei cortili anteriori e tutte le donne portavano parrucche o cuffie. Le ragazze di facili costumi e i ladri non si mescolavano con le ragazze perbene e coi giovani studenti. Ognuno aveva il proprio status, il proprio posto”.

In questa terra strana, in cui tutti sembrano di passaggio, la vita, cui Keyla nonostante tutto si aggrappa con forza e determinazione, si manifesta in tutta la sua crudeltà e Dio appare un’entità sempre più astratta, tanto che Bunem arriva a dubitare della sua esistenza.
È una storia bellissima, triste e profonda sull’amore, sulla fede, sulla follia della vita.
Come dice Bunem:

“È tutta una pazzia, ma non potrebbe essere la pazzia la vera essenza della vita? L’Onnipotente stesso potrebbe essere folle e i mondi che ha creato prodotti della follia. In principio non c’è stato l’universo, ma la follia. Come mai nessun filosofo l’ha capito?”.
Profile Image for Michela De Bartolo.
163 reviews88 followers
September 17, 2018
Keyla la rossa appare come un racconto a puntate tra il 1976/1977 su una rivista Yiddish di New York. Nell’archivio di Singer , si conserva il dattiloscritto della traduzione in inglese effettuata dal nipote Joseph Singer. E su questa traduzione, grazie agli Adelphi possiamo leggere questo romanzo bellissimo. Keyla , prostituta, “i capelli rossi , gli occhi verdi e la pelle candida facevano pensare ad un dipinto “, crede nell’amore vero , quello che salva da qualsiasi situazione . Yarme , personaggio poco raccomandabile , finito a trentadue anni già 4 volte in prigione , le regalo il suo sogno , la sposa liberandola dalla prigionia della prostituzione. La vita trascorre tra le mura domestiche, ma i soldi non bastano . All’arrivo di Max altro personaggio abietto, il sogno di Keyla assume contorni infernali , definito da lei stessa “l’angelo della morte “ , porterà scompiglio e devastazione nella sua vita . Violentata , umiliata, Keyla , troverà la forza nella sua fede , corre dal rabbino per redimersi e conosce Bunem , figlio dello stesso, “ Perfino Keyla lo intrigava più di una brava ragazza borghese se non altro lei aveva vissuto. Si era affacciata sull’abisso . Accennava di frequente alla morte .” Per realizzare i loro sogni emigrano in America , ma quello che li aspetta sono giorni di fame e freddo . Mi piace pensare che Keyla abbia trovato la pace e l’amore , che il suo sogno si sia realizzato, nonostante tutto , e che la sua nuova vita sia decollata .
Profile Image for SCARABOOKS.
292 reviews264 followers
January 18, 2018
Di un Singer si tratta. E dunque: qualità della scrittura garantita, personaggi e scenari belli come in un quadro di impressionisti, i temi della grande letteratura di matrice ebraica. Per chi ama il genere, per chi ama i Singer, un’altra perla.

Qui la storia, con qualche acrobazia di troppo nella trama forse, ha al centro una prostituta e il clima narrativo è colorato e cupo nello stesso tempo. Prima in una Varsavia descritta con tinte e sapori dell’epoca, a metà tra una capitale europea ed uno shtetl e poi in una New York che sembra una Varsavia impazzita. Da una parte racconta la povertà, l’alcool, il richiamo dei sensi, la superstizione, la follia, la prostituzione, la criminalità; e dall’altra le tradizioni famigliari, il rispetto del calendario delle festività dell’ebraismo ortodosso, i suoi rituali, il suo cibo kosher, la sua rigidità, la sua pretesa di regolare ogni aspetto della vita. E racconta l’affacciarsi delle idee e delle spinte sociali che riempiranno l’altra metà del secolo: verso l’emancipazione femminile, la liberazione sessuale, i diritti civili, l’egualitarismo.

Singer maneggia l’eccesso di trama e temi senza deprimere troppo la leggibilità. Il filo rosso che attraversa tutto il racconto è il potere dei sensi, l’obnubilamento prodotto dal desiderio (non caso l’alcool gioca un ruolo decisivo in questi passaggi e quando parla di amore parla di ubriacatura). Un desiderio che confina con la spinta ad un cupio dissolvi, passando per la rottura di tutti i vincoli morali. Un fattore, quello del richiamo dei sensi, che nella vita e nella letteratura ebraica ha un ruolo centrale, energizzante e insieme fonte di grandi sofferenze. Qui è messo molto bene in evidenza. E al centro c’è Keyla, il ritratto potente di una donna travolgente e fragile insieme; fortissima nei suoi istinti e nel suo attaccamento alla vita e in balia di forze più grandi di lei, sempre sull’orlo della disperazione. Singer l’ha costruita e usata come una metafora generale della condizione umana e del rapporto con un Dio inutilizzabile e insieme imprescindibile.

Sembra quasi, leggendo il libro in controluce, di leggere l’idea dostoevskiana che “se Dio non esiste allora tutto è permesso”. Ma è un’impressione riduttiva. In realtà Singer ha descritto dalla visuale dell’ebraismo il crollo non solo di una fede, ma di un mondo, quello dell’ebraismo ashkenazita e soprattutto il crollo di tutte le certezze filosofiche nella prima metà del novecento. Mentre si affacciano i nuovi orizzonti non nutre nessuna speranza, in nessuna rivoluzione e neppure nell’America della libertà e delle opportunità. Piuttosto che la morte di Dio sembra suggerire una visione pessimistica generale dell’uomo, esposto a forze interne ed esterne che non riesce a controllare e gestire. Né con la religione, né con la scienza, né con l’impegno civile, né con l’amore. E neppure “Nessuna forma d’arte poteva mitigare l’ansia dell’uomo, l’angoscia, l’umiliazione, le passioni e la paura della morte…..L’amara verità era che non esisteva rimedio per alcun male.”
Profile Image for Barbaraw - su anobii aussi.
247 reviews34 followers
December 16, 2017
Ancora lo sto leggendo e già le mie dita vogliono scrivervene. Eccoci tornati in via Krochlmana, quale non la vedremo mai e che pur ci è familiare, come un salotto proustiano o la Prospettiva Nevski in un romanzo di Dostoevskij, vie lontane in paesi distanti, epoche remote, che abbiamo frequentato nella nostra vita parallela di lettori.
Il personaggio scelto da Singer questa volta nello shtelt che brulica di presenze è la rossa Keyla, travolgente puttana, che colora con la sua vitalità la storia e assume via via i tratti della più grande innocenza, della capacità di amare inesauribile. Lei ricorda le grandi cortigiane, da Maria Maddalena a Moll Flanders o Amber di Kathleen Winsor, quelle donne cosidette perdute che attraversano disavventure, tradimenti, miserie senza soccombere mai, quelle che non hanno nulla da perdere, se non la propria vita, e che possiedono un senso dell’amore che a noi, a me, sfugge.
Il racconto di Singer è primordiale, nel senso in cui lo è l’Antico Testamento: ogni personaggio porta con sé i tratti di un’intera umanità, e la storia pare essere un pretesto a dimostrazione dei dolori possibili della vita: ogni amore è tradito, ogni promessa smentita. Potremmo designare i personaggi a turno con i ruoli della Vittima, de Persecutore e del Salvatore; le angolature della vita e delle passioni non permettono di fermarsi in una posizione. Così il primo salvatore di Keyla, l’amorevole Yarme che la porterà via dal bordello, sposandola, sarà l’uomo che la tradirà, vendendola al perverso Max, a sua volta vittima dell’essere innamorato di Keyla; il giovane religioso Bunem tradirà la beneamata fidanzata per salvare Keyla. E sto pure semplificando, perché in questo romanzo, nessun amore è unico ma sempre duplice, e implica sempre, al momento della conquista, anche un abbandono.
La vita è pericolosa, estrema, ingiusta e Singer ne è il narratore. Il seguito al termine della lettura...

Eloge de la putain (suite et fin)

Dopo tutto anche Singer l'ha scritto a puntate, perché noi non dovremmo recensire a puntate...
Ora che sono uscita da via Krochlmana e mi trovo seppelita sotto la neve della mia Italia estrema, rinsavisco e, dopo aver esultato alla lettura di un libro che mi trasporti, vedo anche i difetti della tessitura del racconto; si vedono un poco le cuciture del romanzo a feuilleton: riassunti in poche righe, riprese, mano calcata sui caratteri dei presonaggi e cambiamenti repentini. Così Keyla può da un capitolo all'altro vivere un'estrema tristezza, voler rinunciare alla vita, scolarsi un bottiglia di whisky e riprendersi, scintillante più che mai in poche pagine, ma sono difetti che fanno simpatia, accompagnano il racconto popolare, estremo, variegato, epico. E se lo stile non è bello come in tanti altri libri di Singer, la spiegazione è nella nota finale al testo. Rimane il sentimento del tragico divertimento della vita e una silhouette che si allontana, verso l'Oceano... (less)
Profile Image for Dagio_maya .
1,108 reviews351 followers
January 30, 2022
Riccioli rossi

Keyla la Rossa è il romanzo scandaloso di Isaac Bashevis Singer che uscì a puntate s’una rivista yiddish di New York e poi quasi dimenticato.
Alcuni dicono che sia stata l’assegnazione del premio Nobel nel 1978 a ritardare la traduzione in inglese: Singer, infatti, scriveva in yiddish.
La storia offre una panoramica degli angoli nascosti dei quartieri ebraici dove ladri e puttane fanno vergognare la gente per bene e per questo vengono marchiati e condannati alla solitudine sociale.

E’ il 1911.
Keyla, detta la Rossa (cosi detta per “suoi riccioli rossi, che brillavano simili a lingue di fuoco “), è una nota prostituta che sembra essersi ritirata dalla professione dopo aver sposato Yarme, un ladro incallito.
E’ il 1911 e siamo a Varsavia, città inglobata nel territorio russo e dove pullulano cerchie di oppositori al regime zarista.
Una città in cui risuonano le attività di artigiani, le preghiere degli osservanti, gli sguardi d’intesa tra gli appartenenti ai gruppi segreti socialisti o anarchici e poi le voci sguaiate della feccia umana che pensa a vivere un eterno oggi.

Ma c’è un sogno che accomuna tutti.
Sempre quello: la fuga in America.
Il sogno di un luogo in cui ricominciare, leccarsi le ferite reinventarsi e –chissà? - per quelle come Keyla potrebbe essere, finalmente, l’occasione per cancellare ogni peccato.

Keyla, la sgualdrina trabocca d’amore ma, attorno a lei, ruotano tre uomini (Yarme, Max e Bunem) che non sanno dare ma solo prendere.
Se lei è il miele, loro sono api ronzanti e pericolose, ognuno alla sua maniera.

Può bastare una fuga per cancellare il passato?

"A Bunem sembrava che gli uomini la guardassero con concupiscenza.
Nonostante tutto era sempre bellissima.
I capelli rossi, gli occhi verdi e la pelle candida facevano pensare a un dipinto.”
Profile Image for Xenja.
696 reviews98 followers
December 12, 2017
Varsavia, 1911. Al numero 6 di via Krochmalna si ritrova ogni giorno una banda di malaffare: Kaskele Spaccavetrine, Itche il Guercio, Haiml lo Zotico, e così via: tra loro, la bellissima prostituta Keyla, focosa e impulsiva, religiosa e brava cuoca, ma infiammabile se esposta all'alcool, che è arrivata nella grande città a dodici anni e ha girato tutti i bordelli e ora crede di aver trovato il grande amore nel fascinoso furfante Yarme. Ma le sue avventure sono appena cominciate. Tra rabbini, ladri, avventurieri, anarchici e rivoluzionari, la Polonia di inizio secolo è un mondo in grande fermento: gli ebrei perseguitati fuggono in America e molti sono disposti a tutto per fare fortuna. Un mondo miserabile ma pieno di vitalità, di sogni, di disperazione e di colori, di violenza e di passione, di fede e di malinconia. Una tragicomica sarabanda, girandola di emozioni che all'inizio travolge il lettore con tanta forza che non ci si stacca dal libro e con tanta imprevedibilità che non si riesce mai a indovinare cosa accadrà nella prossima pagina. Ma a un certo punto il romanzo svolta, il protagonista cambia, e noi seguiamo la storia più tranquilla e malinconica del giovane Bunem. Si ha dunque l'impressione che Singer abbia scritto il romanzo improvvisandolo, senza sapere come sarebbe andato a finire. Fu scritto e pubblicato, infatti, a puntate. Forse quest'ultima parte perde di efficacia, o quantomeno è troppo diversa dalla prima, però l'ultima pagina ci regala ancora un finale perfetto.
Profile Image for Klaudia.
127 reviews21 followers
November 26, 2022
Moje ulubione teksty kultury to te, które łączą ze sobą to, co najniższe z tym, co bardzo wysoko. „Ruda Kejla” jest idealnym przykładem tego, że najpoważniejsze problemy filozoficzno-moralne wybrzmiewają najmocniej nie w mieszczańskich, oderwanych od rzeczywistości przestrzeniach pozbawionych jakichkolwiek właściwości, ale pośród biedy, strachu i upokorzenia. To jest prawdziwe laboratorium ludzkiej natury, która zawieszona między dobrem i złem, zawsze jest mieszaniną tych dwóch rzeczy. Nie ma dobrych ludzi, nie ma ludzi złych - są tylko ludzie skazani na wieczne podejmowanie decyzji w oparciu o niewielką ilość danych których i tak do końca nie rozumieją. Singer ujął to bezbłędnie i mimo tego, że książka jest zapisem powieści drukowanej w odcinkach, nie wlecze się, nic jej nie brakuje, a zakończenie - tak gwałtowne i niespodziewane - tym bardziej robi wrażenie. Jakby w pewnym momencie odcięto prąd, a ludzie, z którymi zdążyliśmy się zżyć, zaczęli nas ghostować. Zupełnie jak w życiu.
214 reviews23 followers
January 31, 2022
Violento, conturbante, desolato. Keyla la rossa è un romanzo potente sull'impossibilità dell'uomo di trovare un senso alla vita, un tuffo nella Storia che in verità è un tuffo nell'abisso dell'animo umano, una serie di periodi brevi ed incisivi che mandano avanti la storia a spintoni, una sacra bestemmia contro dio incapace di dare un senso e contro la natura che ci condanna a voler vivere, un'opera filosofica fatta di carne e sangue, Keyla la rossa è tutto ciò che la grande letteratura dovrebbe essere. Chapeau!
Profile Image for Amaranta.
588 reviews262 followers
January 9, 2019
“ Un uomo e una donna sono come una chiave e una serratura: se sono compatibili tutto fila liscio, se la chiave non entra sono guai.”
Penso sempre che Israel sia quello dei fratelli che mi piace di più, ma quando leggo qualcosa di Isaac rimango a bocca aperta.
Una favola amara quella di Keyla , una donna di strada, una bellezza con i capelli rossi e gli occhi verdi in grado di ammaliare ogni uomo. E questa bellezza è al tempo stesso sua fortuna e sfortuna. Fortuna perché è il suo corpo che vende per vivere, e senza quella poco avrebbe potuto fare; sfortuna perché la concupiscenza dell’uomo non la abbandona. Figlia di ebrei devoti, rimane a margine di un mondo di cui vorrebbe far parte ma che gli è precluso in quanto peccatrice. Attorno a lei gravitano personaggi vari: Itche il guercio, Yarme suo marito, Max lo storpio, Bunem. Tutti cercano di spremere da Keyla qualcosa, da lei già così povera.
E la miseria che si coglie in via Krochmalna a Varsavia, o che si respira a New York, una volta emigrata, è la stessa che potremmo trovare in un libro di London, o di Dickens a Londra. Ma qui su tutti prevale l’elemento ebreo, i culti chassidici che traspirano dalle righe, meraviglia di un mondo antico che sembra scomparire a contatto con il nuovo.
Keyla in fondo è solo un espediente per l’autore per manifestare un disagio, l’impossibilità di trovare come collocarsi nel mondo. Volere morire e allo stesso tempo aggrapparsi alla vita con tutta se stessa. E’ questo che fa Keyla: muore di fame, vuol farla finita ma poi rimane incinta. E’ la sua stessa vita che urla: VIVI!
E leggendo credo che non sia lei la protagonista del libro, ma il male di vivere di cui tutti i personaggi sono malati. E Bunem, il figlio del rabbino che la segue nella sua fuga in America, è quello che paga lo scotto per tutti. Le sue paure i suoi dubbi diventano realtà nella sua mente. Non è per lui una vita di espedienti, rincorso sempre dall’ansia, dalla vergogna di avere disonorato la sua famiglia, dal timore del giudizio degli altri. La passione di Keyla contro la razionalità di Bunem.
“ Se il potere della menzogna è così grande, allora forse la menzogna è la verità”. .
Una scrittura amara ma bellissima. Una miseria umana che non è solo esteriore ma che infetta ogni cosa, l’anima prima di tutto.

Profile Image for Andrea.
181 reviews64 followers
July 24, 2025
"E Dio faceva il Suo mestiere - stava zitto"
Profile Image for GONZA.
7,431 reviews125 followers
January 13, 2018
Credo sia necessario, ogni tanto e in questo mondo di fiction, tornare a leggere qualcosa di talmente superiore, che bisogna giocoforza tornare a distinguere tra cosa é letteratura e cosa no. Non il miglior Singer, ma comunque uno dei romanzi migliori letti di recente.
Profile Image for Marko Vasić.
582 reviews186 followers
August 2, 2019
Uh 3.5 ka 4... Da nije bilo brzopletog čitanja sinopsisa gde se pominje crvenokosa (<3) prostitutka (instant asocijacija na Balzaka i njegovu "Sjaj i bedu kurtizana"), ne bih, verovatno, nikad uzeo da čitam ovu knjigu. Uzgred, ovo je Singerovo "fantomsko" delo koje je tavorilo "u bunkeru" i do sada su ga samo Francuzi i Englezi preveli, a eto, postoji sada i na srpskom jeziku, iako se, praktično, nigde o njemu na internetu ne može saznati baš ništa. Razlog zbog kojeg sigurno ne bih čitao ovo delo, da sam se pažljivije informisao u sinopsisu jeste što me cionizam i bilo šta vezano za njega ne interesuju skoro uopšte, kao ni židovski običaji i način života. No, knjiga je, upravo, prepuna termina vezanih za jevrejske praznike, mesece, artefakte i još štošta, koje prevodilac nije nigde objasnio, a ja bejah previše indolentan da ih sam razjašnjavam. Knjiga je brzočitajuća i stil pisanja je lagodan, varirajući od treš feljtona do ozbiljnih psiholoških rasprava. Singer se dotakao Varšavskog podzemlja, ali dosta površno, zadržavajući se samo na prostitutki Kejli i njenom makrou u koga se zaljubila i za koga se udala. Mada, više reklo bi se zbog njenog stokholmskog sindroma nego iz ljubavi. Da bi, sasvim slučajno, "naletela" na rabinovog sina Bunima sa kojim je na kraju izbegla za Ameriku, iako je on za sobom ostavio verenicu anarhistu koja je završila u sibirskom zatvoru. I Bunim i Kejla su potpuno nestabilne ličnosti koje vode nagoni (najviše neutaživi seksualni nagon) i zbog kojih nisu u stanju da se nikada izmene do kraja. Svaki pokušaj da zauzdaju taj atavizam završavao se seksualnim sladostrašćem, nakon čega je Kejla razmišljala o samoubistvu a Bunim da se vrati nazad u Poljsku, iako su ga roditelji odbacili kao posrnulog sina. Budući da je roman jako kratak (a mislim da bi počeo da mi biva dosadan da je nekih stotinak stranica obimniji), ništa se spektakularno nije obradilo u njemu, osim zamršenih, nedozrelih ličnosti ovo dvoje "ljubavnika" i njihovog pokušaja da, kroz konsekutivno menjanje predela i prebivališta, pokušaju da pobegnu od nelagode koja ih stalno prati, a koja je, zapravo, neraskidivi deo njihovog bivstva koje konstantno pokušavaju da promene ali im ne uspeva ni za milimetar, zbog nemogućnosti da kontrolišu primalne nagone koji ih teraju na greške.
Profile Image for Frabe.
1,197 reviews56 followers
November 6, 2017
La storia di Keyla la Rossa è buona e promettente giusto per un capitolo, una trentina di pagine. Poi procede a strappi, perlopiù legati agli umori altalenanti della protagonista e dei comprimari, ingarbugliandosi e perdendo presto credibilità e interesse. Nonostante la buona qualità formale della scrittura, i riferimenti storici - siamo all'inizio del '900, tra Polonia e Stati Uniti - e le annotazioni filosofiche di passaggio che vorrebbero impreziosire la narrazione, il livello cala via via inesorabilmente, con giudizio finale decisamente negativo.
Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews629 followers
January 11, 2018
Una storia di vinti che non riescono a riscattarsi. Ci provano, ma sono chiusi inesorabilmente nella morsa del loro destino da cui non riescono a staccarsi.
Tristemente bello e scritto con una delicatezza e un realismo tipici degli scrittori ebrei che ho letto finora.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books131 followers
July 8, 2018
"E Dio faceva il Suo mestiere - stava zitto." (p. 228)
Profile Image for Czytam Sercem.
237 reviews9 followers
March 5, 2023
Nie spodziewałam się, że będzie to aż tak dobra lektura. Postanowienie: więcej spontanicznych decyzji czytelniczych. I więcej rodzeństwa Singerów ❤️
Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
617 reviews61 followers
November 7, 2020
E' troppo lontano da me l'universo descritto con indubbia perizia dall'autore. E' quasi impossibile capire un mondo chiuso all'interno dell'ortodossia religiosa, con i sui rituali incomprensibili fino all'assurdo. Keyla è una donna passionale e sfortunata, di una innocenza interiore quasi miracolosa. Gli uomini sulla sua strada sono invece uno peggio dell'altro. Due di essi, Yarma e Max, brutti dentro quanto fuori, criminali incalliti privi di scrupoli la vogliono solo sfruttare. Il terzo, invece, un giovane ventenne figlio di un rabbino di quartiere, si rivela ipocrita e codardo. Resta con Keyla per via del suo irrefrenabile desiderio sessuale ma in ogni momento si autoflagella per essere caduto così in basso frequentando una ex prostituta.
Ho trovato questo romanzo davvero pesante per la sua tristezza e il suo nichilismo estremo e sono stata contenta quando ne ho terminato la lettura.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,074 reviews295 followers
January 29, 2024
Da Varsavia a New York

Come altri romanzi dei fratelli Singer, anche Keyla la Rossa si svolge inizialmente nella natìa Polonia fino ad una cesura che, in questo caso a circa due terzi della narrazione, trasporta la vicenda ed i suoi protagonisti negli Stati Uniti; del resto è il medesimo itinerario che, forse con meno vicissitudini, caratterizzò l’esistenza di Isaac e Israel Singer e migliaia di altri ebrei, emigrati dall’Europa orientale in America dapprima in cerca di fortuna, poi sotto la pressione della crescente ideologia nazionalsocialista.

Ben prima che si manifesti quest’ultima minaccia, poiché qui siamo negli anni ’10, tutti i personaggi di Keyla la Rossa sono comunque dei fuggitivi, dalle loro origini, dalla miseria, dalle costrizioni religiose e dai pregiudizi. Anche nella comunità ebraica della tumultuosa New York di inizio secolo permangono, è vero, rituali e dogmi originari, ma sembrano quasi ridotti a simulacro, spogliati degli antichi valori e praticati con una convinzione intermittente ed un carattere meno pressante.

L’ambiente della via Krochmalna, microcosmo da cui parte il romanzo e che non a caso porta lo stesso indirizzo di Varsavia dell’infanzia e dell’adolescenza del giovane Singer, è riprodotto con accurato naturalismo nella sua concentrazione di “carrettieri, venditori di aringhe, sarti e intellettuali, rabbini, studiosi del Talmud e della Torah, macellai kosher, ladri e ricettatori, ruffiani e papponi, spie, circoncisori, assassini, acquaioli, venditori di ogni genere di merce”, un effervescente e variopinto agglomerato di persone che è un po’ la cifra del quartiere ebraico e che in parte tende a riprodursi anche dall’altra parte dell’Atlantico, ma in adiacenza con gli altri gruppi etnici che compongono il melting pot newyorkese.

In questa imprescindibile ambientazione si affannano le vite tormentate di Keyla, dei suoi tre uomini, il marito, l’amante e il ruffiano, e di tutte le molteplici figurine che si muovono attorno, dipinte senza eccezione con minuzioso e in qualche modo affettuoso dettaglio, soprattutto la comunità ebraica polacca con le abitazioni, i mobili, gli odori, i sapori delle numerose specialità kosher che ci vengono rappresentate ricostruendo un mondo vivace, destinato ad essere cancellato entro un paio di decenni.

Il personaggio di Keyla sul quale ruota l’intero racconto è contraddistinto da un carattere dalle tinte estreme e dagli atteggiamenti schizofrenici ed esasperati, a volte docile, innamorata e bramosa di redimersi dal suo passato di prostituta e di offrire un’immagine remissiva al marito e poi all’amante, ma altre volte d’improvviso in balia dei suoi demoni, travolta dalla passione sessuale e dall’alcool. La personalità instabile aggiunta all’avvenenza fisica la spinge costantemente da un uomo all’altro, fra reiterate promesse e dichiarazioni di amore incondizionato (peraltro reciproche) e poco dopo isteriche maledizioni e minacce di morte!
Profile Image for Robert Tomasz Tomasz .
75 reviews9 followers
April 7, 2025
Singer ma tę niezwykłą zdolność „malowania słowem”, która sprawia, że każda jego książka jest niczym obraz, w którym można dostrzec miejsca bliskie jego sercu oraz ludzi, którzy je tworzyli. Tej Warszawy dawno już nie ma, ale na szczęście można do niej wrócić – dzięki Singerowi i jego wspaniałej literaturze!

Singer has this extraordinary ability of “painting with words,” which makes each of his books like a painting, where one can see places dear to his heart and the people who created them. That Warsaw is long gone, but fortunately, we can return to it — thanks to Singer and his magnificent literature!
Profile Image for Anina e gambette di pollo.
78 reviews33 followers
February 6, 2018
Autore: polacco (1902-1991). Romanzo.


Siamo sempre in Via Krochmalna l’aleph dei Singer, all’inizio del novecento, ma in ambiente diverso dal solito.
Siamo tra ladri e tagliagole, prosseneti e puttane.
Tra i tanti, Yarme e Keyla la rossa oggetto entrambi delle pulsioni erotiche di Max, profanatore di vergini, organizzatore della tratta di donne verso l’America (ricordo Il segno degli Hannah, film del 1979 di Demme).
Keyla è giovane, bella, analfabeta, tutta slanci e sentimenti, senza mezze misure, soprattutto quando vede il fondo della bottiglia.
Nonostante la vita del bordello, lasciato sposando Yarme, Keyla è la sola ad avere ancora fede, a sentire la degradazione del mondo in cui ha vissuto e dove ha il terrore di tornare. I suoi sogni sono semplici: un uomo da amare e da accudire, il perdono di Dio, un pezzo di terra consacrata che accolga il suo corpo.
Keyla riesce a fuggire a New York con Bunem, figlio di un rabbino, ateo e confuso sia politicamente che sentimentalmente. La passione per Keyla e il ricordo dell’amore per l’anarchica Solcha.
Non hanno pace i due giovani, come bestioline in trappola la sola soluzione che ogni tanto compare nei loro discorsi è il suicidio.
In fondo New York nei suoi quartieri di immigrati è piccola come Via Krochmalna.

La cosa migliore? Il personaggio vitale di Keyla.

04.02.2018
Profile Image for Eliana Rivero.
862 reviews82 followers
January 22, 2025
Descorazonador y lleno de violencia, no hay un final feliz en una vida de miserias, carencias y oscuridad. Es la primera vez que leo a este autor y me gustaron las descripciones de las tradiciones judías, además de hacer un retrato con matices de cada uno de sus personajes, por lo que les tienes lástima, los odias, se te hacen insoportables y al final, te asquean. También hay una gran importancia del lenguaje y está muy presente en la Varsovia y la Nueva York de la época (se habla y se mezclan el polaco, el ruso, el alemán, el yiddish y el inglés). No es una lectura ligera, pero sin duda es entretenida y deprimente.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
592 reviews247 followers
June 5, 2023
Tre stelle e mezzo
Finalmente sono riuscita a leggere anche io Keyla la rossa di Isaac Bashevis Singer (Adelphi edizioni). Dico finalmente perché sono anni che accumulo libri di Singer (questo l'ho trovato al metà prezzo al Librario) ma non mi ero ancora decisa a cominciarne nessuno.

Devo dire la verità, Keyla la rossa è stata un ottimo inizio! Keyla è una ragazza che ha sempre lavorato nei bordelli, crede di aver trovato la sua felicità con Yarme, un avanzo di galera che l'ha sposata e no, non si vergogna di lei.

Eppure questa felicità è minacciata da un ombra, quella di Max lo storpio. L'uomo, che è un farabutto come Yarme, era stato compagno di prigione. Omosessuale a tratti, violento e meschino esercita un grandissimo potere su Yarme e Keyla.

Comincia così una fuga fatta di amore, violenza e contraddizioni. Ma prima occorre fare un passo indietro.  Siamo a Varsavia, precisamente in via via Krochmalna nel ghetto della città. Keyla è riuscita a coronare un sogno: sposarsi, diventando così un simbolo di speranza.

Era un segno del cielo inviato a tutte le puttane di Varsavia: non dovevano perdere la speranza, l'amore avrebbe continuato a governare il mondo.

Keyla la rossa esercita un fascino particolare su tutti gli uomini che la incontrano. Fragile e timida ma anche sboccata, passionale e determinata incarna una doppiezza irresistibile per chi la incontra. La combutta tra Max e Yarme è una pugnalata, l'ennesima per Keyla che non si perde d'animo. Cosa fare? Fuggire, fuggire in America.

RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it

Profile Image for Engi.
229 reviews284 followers
March 24, 2019
In realtà sarebbero più 3,5 stelle, ma la veste grafica è splendida e si merita tutto quel 0,5 in più.

Varsavia prima e NYC poi, primi del 1900, un cast coloratissimo e pittoresco di personaggi perduti, focosi e, ognuno a suo modo, devoti a un’entità superiore.

La letteratura ebraica-polacca è la mia nuova fissa, devo sicuramente recuperare le opere più elaborate di Isaac Bashevis perché questo romanzo è più una perla salvata dall’oblio che una costruzione narrativa articolata. Tuttavia ho veramente apprezzato la melodrammaticità dei personaggi (a tratti mi sembrava di essere in un romanzo di Dostoevskij) e lo stile, elegante e descrittivo come piace a me.

Al momento I.J. resta il mio fratello preferito, ma sono sicura che I.B. ha ancora un sacco di armi nel suo arsenale che potrebbero conquistarmi.
Profile Image for Klela.
93 reviews40 followers
January 23, 2022
C'è tanta disperazione in questo libro, ma allo stesso tempo mi viene da dire di "vita"...cioè quella continua trasformazione tra opposti; la vita con le sue incoerenze e i suoi ritorni.
Purtroppo c'è anche un passato che non molla e un movimento verso il futuro che però è solo una fuga da quel passato lì...
Profile Image for Giusy Pappalardo.
172 reviews23 followers
January 10, 2018
Coraggioso per l'epoca in cui è stato scritto, mostra tutta la gente di malaffare ebrea, ladri e puttane incluse, a dimostrazione che la corruzione e il male, lo sfruttamento e la violenza sta ovunque tra gli esseri umani. Romanzo scritto a puntate ha un po' il gusto del feuilletton, divertente e gustoso ma non romanzo come Singer sa scrivere. Inoltre spesso si incappa in refusi, fastidiosissimo sempre ma ancor di più se l'editore è una casa editrice rinomata e fa pagare un libro 20 euro.
Profile Image for Dejavu.
73 reviews2 followers
September 10, 2024

Come in Max e Flora viviamo il rigurgito dei vizi disperati di ciascun personaggio che fanno andare a ruota libera la trama, è sempre tutto un colpo di scena. Siamo a Varsavia nel primo Novecento, ma pare di stare in una gang story contemporanea. Ogni personaggio occupa un ruolo importante ed ognuno è vittima di sé stesso perché impossibilitato a uscire dalla propria miseria e da quella degli altri. Questi quattro sono una prostituta, un ladro, un affasciante pervertito bisessuale e il figlio di un rabbino. Si intrecciano dialoghi e discussioni in rapporto costante con la religione, l’amore, la filosofia, la speranza, eppure per il lettore il dubbio che sottende costantemente la trama è se nonostante tutte le loro scelte sfacciatamente libere e impulsive non siano in realtà destinati al finale che fin dalla prima riga ci si aspetta per ciascuno di loro. L’autore ci permette di leggere nella mente di personaggi autentici e di amarli, perché sono innegabilmente in cerca di soddisfare qualcosa di irraggiungibile.
Lo stile è talmente incalzante e naturale da assorbirmi tutte le energie, finisce che mi ritrovo per ore a vivere in quella maledetta via Krochmalna e a dimenticarmi della realtà.
Profile Image for Gerhard.
358 reviews29 followers
June 30, 2022
Der zweite Roman von Isaac Singer und wieder ein grandioses Buch. Dieses Mal beginnt die Geschichte 1905 in der Unterwelt von Warschau. Das Buch kann man kaum aus der Hand legen.
Profile Image for Mirella.
196 reviews4 followers
September 12, 2020
⭐⭐⭐⭐1/2
Profuma di lacrime, sangue, sudore malattia fango morte follia.
Insomma, profuma di Dostoevskij.
Profile Image for clarissa.
110 reviews21 followers
December 17, 2017

Ho sempre desiderato morire per qualcuno.
<\blockquote>

Ci sono libri che contengono decine e decine di frasi taglienti, libri dai quali trattengo citazioni che mi ricordo per anni, tempestati di innumerevoli orecchie e sottolineature. E ce ne sono altri in cui il numero di orecchie si tiene nelle dita di una mano e di sottolineature non ne faccio nemmeno una. E non per forza i primi sono letture più piacevoli dei secondi. Questo è tra i libri rimasti intatti, tra quelli per cui staccare gli occhi dalla pagina anche solo per sottolineare sembra un sacrilegio. Non ho grandi citazioni da parte ma mi è rimasta nel cuore la scrittura, la cura con cui vengono presentati i personaggi, i ritratti fenomenali delle persone che popolano il romanzo. È una vicenda tragica, ma ormai si sa, il tragico lascia sempre il segno
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