Leggero e svelto (son 150 pagine scritte in grande) con capitoli brevi che si leggono in fretta. È un manualetto del tipo "tutto quello che avreste voluto sapere su x - in questo caso, sulla psicoterapia contemporanea, ben diversa dal cliché cinematografico che abbiamo tutti più o meno in mente - ma che per un motivo o per l'altro non avete mai osato chiedere", un po' per pigrizia un po' per imbarazzo un po' per un certo tipo di diffidenza (non per questo necessariamente sconveniente, anzi). Ed allora è cosa buona e giusta che sia lo psicoterapeuta a doversi raccontare: e qui lo fa molto bene. Il lessico è accessibile ma il livello è alto, la sintassi scorre bene ma si richiede comunque un buon livello di concentrazione.
In generale si tratta di un buon testo per profani. I professionisti probabilmente sbufferanno un po' per la semplificazione di alcuni temi: pur tentando di mantenere un livello quanto più generale possibile l'autrice non nasconde il proprio punto di vista e la propria scuola di appartenenza, che spesso emerge nell'uso sincero della prima persona singolare - che però appunto racconta una weltanschauung ben precisa a proposito di una non condivisibilissima geografia delle psicoterapie che appaiono integrate ed ugualmente valide ma solo fino ad un certo punto.