La scuola si è trasformata da priorità che si occupa di educazione tout court a elemento di fastidio in una vita che è piena di stimoli sicuramente più accattivanti ma meno strutturanti e formativi. Oggi il problema è che non si ha più una visione dell’educazione come strumento di formazione della persona ma si percepisce la scuola come un contenitore, un parcheggio in attesa di una “presunta” vita vera.
Il problema dell’educazione appare oggi uno degli argomenti caldi e maggiormente discussi soprattutto fra i non addetti ai lavori. Esso riguarda infatti non solamente la scuola in generale ma, nel complesso, la persona e la società.
Riguarda non solo la didattica ma tutte quelle situazioni nelle quali si verificano fenomeni che influiscono sull’apprendimento. Tali situazioni necessitano di interventi specifici, che vanno affidati a persone competenti e preparate, soprattutto quando si tratta di ambito scolastico.
Le autrici di questo libro propongono una serie di analisi e interventi che tengono conto soprattutto del contesto e prendono in considerazione aspetti sociologici, fenomeni di costume, mode e abitudini e soprattutto l'influenza delle nuove tecnologie.
Stefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza. A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.
Questo saggio esaustivo e agile di Stefania Auci e Francesca Maccani, professoresse "di trincea", spiega con semplicità – per quanto possibile – il complesso sistema di riforme a cui è stato sottoposto il sistema scolastico Italiano nell'ultimo quarto di secolo e le ricadute che esse hanno avuto sull'insegnamento, soprattutto all'interno di realtà disagiate. Accorate e vibranti, le testimonianze di Maccani e Auci saranno utili sia per gli addetti ai lavori – che forse si sentiranno meno soli e incompresi –, che per chi, come me, vede solo il deteriorarsi e l'impoverirsi di un'istituzione – la Scuola – che dovrebbe essere centrale per lo sviluppo prima sociale e poi economico di un Paese. Un libro che andrebbe distribuito capillarmente ai genitori degli alunni così da aprire loro gli occhi su quale sia – davvero – il ruolo dell'insegnante.
+1 perché è scritto chiaro e ben chiarisce alcune questioni che gli esterni al mondo della scuola conoscono solo per sentito dire magari.
+1 nonostante il tenore gentile e pacato sotto traccia si nota chiaramente una forma di rabbia per lo stato delle "cose", di questa scuola. Questa vibrazione è la parte migliore del libello.
+1 nel raccontare esperienze personali di "vita in trincea" non serviva edulcorare o sterilizzare il racconto e non è stato fatto per fortuna.
-1 è comunque troppo breve. Dovevano starci almeno il doppio della pagine.
+3 conosco le autrici e immeritatamente mi hanno messo nei ringraziamenti. Oh yeah.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Il libro è molto ben scritto e ben approfondito. L'unica cosa che avrei aggiunto - avrei gradito una cinquantina di pagine in più - avrebbe riguardato un approfondimento delle esperienze delle due autrici: Stefania e Francesca hanno detto tanto in poche righe di loro, ce ne stava di più.
Oggi ho letto questo piccolo gioiello scritto da due insegnanti che mi pregio di conoscere personalmente. Oltre ad un excursus sulle leggi che hanno portato la scuola a ciò che oggi é, #francescamaccani e #stefaniaauci raccontano la loro esperienza di docenti in scuole difficili della città di Palermo. Credo che tutti, come insegnanti e genitori, dovremmo leggerlo.