“A volte, da un romanzo, riporti anche solo una frase. Un'intuizione. Una cosa che ignoravi. A volte, anche solo una visione o un gesto. Altre volte, una storia che somiglia alla tua. Da Tom Sawyer al giovane Holden, da Jane Eyre a Raskòl'nikov e ai personaggi di Roth, la magia dei grandi libri, guide strane, insolite, spiazzanti. Leggendo possiamo vivere il non ancora vissuto e il mai vivibile, dichiararci a qualcuno con un coraggio mai avuto, percepire un dolore che somiglia al nostro o solo sapere che esiste. Perché la letteratura ci racconta. La sorpresa del crescere, le sfide, la scoperta del desiderio, l'amore, le ambizioni, le illusioni - magari perdute; la voglia di andare lontano o di tornare a casa; la paura di invecchiare e tutte le paure, ma anche tutte le speranze.”
Chi legge tanto e, soprattutto, si entusiasma spesso per quel che scopre e vive tra le pagine, tende a raccontare agli amici di questo o di quel libro che tanto l’ha coinvolto.
Alzi la mano chi non si è mai sentito dire: “tu che leggi così tanto, perché non mi consigli qualche titolo?”
E Paolo di Paolo è questo che fa, ci consiglia, ci mostra la sua lista “essenziale” di libri, quelli che nei suoi ventisette anni da- e di -lettore sono stati i più significativi.
Divide le letture per argomenti e per tappe fondamentali della vita: infanzia, adolescenza, la scoperta del sesso, la crudeltà, sbagliare (quasi )tutto e imparare, usare il cuore, avere paura, invecchiare, scegliere, e così via.
Ogni tema un libro, ogni libro un racconto, una “recensione” fatta con le parole che un innamorato userebbe per parlare dell’amata. È l’amore, infatti, che è ho percepito fin da subito, quello che Di Paolo ha per i libri, la lettura, i personaggi e le persone che ha incontrato sul suo cammino.
Fin dalla dedica: “per Ninni”, un nomignolo affettuoso di una, come la definisce lui, "vicenonna" che l’ha introdotto nel meraviglioso (e senza ritorno, per chi ha il coraggio, la voglia e il piacere di inoltrarvisi) mondo dei libri.
Per quella donna che gli regalava sempre e solo libri, all’inizio scelti da lei e poi insieme e con la quale si confrontava e imparava un po’ di più di sé e del mondo, nasce questa raccolta, che vuol essere un’ultima chiacchierata, per parlare ancora una volta della vita, del tempo, del mondo, di quel che quell’ultimo romanzo ha lasciato.
Che, se ci si pensa, è questo quello che fa un libro (soprattutto se è un buon libro, se la scrittura tocca le nostre corde o è piena di vita): ci lascia qualcosa di sé, come un piccolo semino che germoglierà al momento giusto, o una polvere di stella che aspetta il momento migliore per brillare. Ci aiuterà a capire e capirci meglio. A vivere vite che non sono la nostra, ma che allo stesso tempo lo sono, eccome.
Anche un libro “brutto” o difficile farà la stessa cosa, lascerà una traccia, ci dirà qualcosa in più su noi stessi: se ci è capitato quel libro, se ci ha scelto, un motivo ci sarà stato. Forse non lo capiremo mai fino in fondo, ma c’è. E forse un libro “tosto” saprà parlarci di più, sarà quello che ci darà di più. La sabbia nell’ostrica, il metter sotto sopra quel che conoscevamo (o credevamo di sapere) già, per dar vita poi ad una perla, una nuova comprensione dell’esistenza.
”Esperienza” è il titolo dell’ultimo libro che Paolo di Paolo racconta, e non a caso, secondo me. è uno dei capitoli che mi è piaciuto di più.
Esperienza è quel che facciamo sempre. In ogni momento, Dentro e fuori dai romanzi.
“chiudi il libro, torni nella tua giornata e tutto ciò che hai letto- un minuto prima, un anno prima, anni di letture- non ti risparmia l’errore, non ti evita di cadere nel burrone, di ingarbugliare le cose, non rende meno spiazzante ciò che sta per capitarti, che sai ti capiterà. Il lavoro è ancora esistere(..)” e i libri sono lì per aiutarci in questo costante lavoro.
L’ho letto tutto d’un fiato, ho preso appunti, ho riso e mi sono accorta di quanto ancora ci sia da scoprire, mi sono lasciata condurre dalle parole dell’autore e, alla fine avrei voluto abbracciare Paolo e dirgli “grazie”. Soprattutto perché a me Holden Caulfield è sempre stato antipatico, non l’ho mai capito fino in fondo e invece, attraverso le sue parole ho deciso di rileggere “Il giovane Holden “, di dargli una seconda chance e “vedere” la forza e la novità che questo romanzo di Salinger ha rappresentato.
La mia lista di letture, poi è aumentata ancora: oltre ai 27 romanzi consigliati ( alcuni li ho letti, altri no) ce ne sono altri, almeno altri tre per capitolo- con una citazione che ha colpito l’autore- lasciati lì : “per quando e se ne avrete voglia” (sembra dire Paolo nel suo modo di scrivere fresco, semplice ed emozionante).. ed ecco che “Delitto e Castigo”, “Amatissima”, “Paula”, “La strada” vanno ad allungare la mia “to be read”. Non avrei potuto iniziare meglio questo 2020!
Alla prossima.
Ps: Questo può essere un libro utile a chi tiene dei “bookclub” , offre letture e spunti di riflessione da cui partire e su cui programmare gli incontri. Alcuni romanzi sono “classicissimi” del passato, altri più recenti. Tutti molto ben raccontati. Grazie( di nuovo) Paolo!
5 Stelle!