Raven ha diciassette anni, una storia appena chiusa alle spalle, tanta voglia di conoscere persone nuove e di poter essere se stesso senza ostacoli o riserve. Jude ne ha sedici, e un discreto talento per lasciarsi semplicemente trascinare dalla vita; o, più concretamente, da sua sorella e dalla sua ragazza. Jude e Raven vivono nella stessa città, ma nonostante abbiano amici in comune non si sono mai incontrati. Adesso si ritrovano entrambi alla parata del Pride di Boston, invece, e le loro strade si intrecciano un incontro che è al tempo stesso fotografia del presente e primo passo verso il futuro, riscoperta delle proprie radici e occasione di guardarsi allo specchio. Sullo sfondo di una giornata arcobaleno, quando anche le domande più spaventose non ti fanno sentire troppo solo.
Mi sono commossa nel ritrovare una voce a cui mi ero molto affezionata durante l'adolescenza. La scrittura scorre come la melassa, lenta, catturando tutti i dettagli della scena, per cercare di rappresentare i momenti sfuggenti e le sensazioni sottili. Potrebbe essere più scorrevole e meno ridondante, ma lo trovo funzionale a dipingere l'adolescenza, la sua fragilità e l'intensità dei rapporti e delle esperienze che si provano a quell'età, che portano a scoprire sé stessi. Anche se a volte questi adolescenti si rivelano fin troppo saggi e equilibrati. Peccato per uno scivolone verso la fine!
È sempre difficile trovare le parole giuste per descrivere le emozioni che ti pervadono quando leggi scritti del genere. Scritti che ti entrano dentro, che ti lasciano qualcosa, delle sensazioni impossibili da scordare, un messaggio e le cui parole riecheggiano in continuazione nella tua mente come una poesia. Ho scoperto le opere di Micol Mian quando scriveva a quattro mani con Sabrina Romiti sul sito di EFP e subito ho compreso che c'era qualcosa in loro che le discostava da ogni storia letta fino a quel momento, che le distingueva e le elevava di livello. La loro profondità era qualcosa di spaventoso e immenso, un abisso di emozioni in cui precipitavi senza preparazione: erano - sono - in grado di giocare con le parole, facendoti quasi male, obbligandoti a percepire ogni singola sensazione descritta, per quando dura o angosciosa. Trovarmi di fronte a opere del genere mi destabilizzava e mi faceva domandare per quale motivo stessero pubblicando su un sito le loro storie quando avrebbero dovuto inviare queste opere per case editrici vere e proprie e ora sono felice che siano riuscite a pubblicare su Amazon in modo che altre persone possano conoscere il loro straordinario talento. Questa storia è una boccata d'aria fresca a differenza delle atmosfere cupe e grigie di "Opera al rosso" o "La rosa dei venti". Un autore quando pubblica la propria storia non deve insegnare niente al lettore: non è quello il suo obiettivo, il suo compito o la sua finalità, ma opere di questo tipo insegnano che basterebbe poco per accettarsi, per far vivere le persone in maniera più serena e umana, per non obbligarle a condurre un'esistenza in cui nascondersi ed è bello in un certo senso vivere per qualche minuto l'illusione che tutto sia come al Pride, che non esista la discriminazione, che esista una specie di isola felice in cui le persone possono vivere senza essere giudicate o discriminate. Senza nascondere i propri colori, il proprio Io. Ed è qui che troviamo i nostri protagonisti, immersi in un arcobaleno dai colori sgargianti, nella riscoperta di loro stessi o delle proprie origini, nella serenità di affetti che li supportano e che li incoraggiano a guardarsi dentro per conoscersi davvero. Ho conosciuto Raven e Jude nella Rosa quando la dinamica tra i due era già consolidata, anche se con problematiche in sospeso, ma è stato bellissimo immaginarmeli all'inizio della loro storia, quando ancora Jude era restio ad accettare la sua sessualità, mentre Raven era ben lungi dal rinnegarla, vivendola in totale libertà. Bellissimo e al tempo stesso malinconico per la consapevolezza di come si complicheranno le cose successivamente. Mi fermo qui perché non voglio fare spoiler ai nuovi lettori, ma avevo bisogno di una storia del genere, avevo bisogno di ritrovarli, di riscoprirli e di vivere con loro questi momenti di giovinezza spensierata. Bellissimo racconto.
Ma quanto ho trovato carino questo racconto? Troppo. Tant'è che appena l'ho finito mi sono detta "Nooo, ma io voglio sapere di più!" e nella nota finale c'è scritto che c'è altro su di loro, ma devo un attimo capire perché non ho trovato una novella...
Coooomunque. Siamo al pride di Boston, siamo con un gruppo di ragazzi effervescenti, aperti e all'apparenza spensierati ma con tanto da raccontare sotto. Abbiamo diversità, comprensione e voler far parte di qualcosa. Qualche idea progressista, tradizioni e l'importanza del posto in cui si è nati, del proprio popolo.
Devo dire che Raven e Jude mi hanno fatto scattare la scintilla in meno di un secondo. Grazie allo stile poetico e curato, grazie alle immagini delicate, grazie all'obiettivo della fotocamera di Jude e alla libertà di Raven.
Una dolcezza unica, una giornata racchiusa in poche pagine ma ricche di sentimenti.
Prima di oggi non conoscevo Jude e Raven, ma devo ammettere che questa novella, così piacevole, mi ha incuriosita parecchio, motivo per cui cercherò di recuperare altri racconti a loro dedicati, perché si intuisce che questo stia una sorta di prequel di un amore che si svilupperà nel futuro. All'ombra del Gay Pride di Boston - o meglio, sotto al sole di quel giugno - questi giovani ragazzi si trovano, si conoscono, si confrontano con varie idee, convinzioni e sentimenti strani e forse scomodi; si pianta un germe di un sentimento che poi sboccerà, mentre un interessante gruppo di amici li supporta e li aiuta in questo processo di consapevolezza. Ho amato lo stile dell'autrice, curato e coinvolgente, ricco di descrizioni vivide e vivaci, davvero realistiche e, al contempo, evocative riguardo sentimenti ed emozioni. Punto bonus per l'editing praticamente perfetto. Come ho detto nel titolo, una storia letta per curiosità, che si è rivelata - pur nella sua brevità - molto piacevole.
Roots è una finestra breve sulla vita di tanti personaggi diversi, dove tutti hanno moltissimo da dire. Come la stessa manifestazione del Pride, in cui è ambientata, è un caleidoscopio di esistenze queer. Mi ha emozionato tantissimo e se non metto cinque stelle è solo perché su ognuno dei protagonisti ci sarebbe da scrivere e dire tanto altro. Da vecchia lettrice della Rosa, non so come questo racconto possa essere letto da chi non ha almeno un'idea di quello che verrà, ma personalmente ho apprezzato questa sensazione di "istantanea", come piacerebbe a Jude. Roots è uno spaccato che ti fa immaginare tanto e prepara il terreno per le successive pubblicazioni. Di sicuro è un ottimo modo per conoscere Micol Mian come autrice. Il suo stile mi sembra che trovi un incastro migliore in questo tipo di impostazione e struttura breve. La lettura ci restituisce la celebrazione della diversità (della sessualità, ma anche di identità di genere, delle proprie radici). Magari ci fossero più storie come questa, che non trattano la letteratura LGBT+ come una cosa da scaffale di nicchia, ma danno un prodotto leggero, giovane, reale. Lettura consigliatissima.
La bellezza dei personaggi. La bellezza dell’anima, delle parole che delineano tratti di personalità talmente intensi da sembrare reali. Raven e Jude appaiano nella loro adolescenza resi perfettamente tra la confusione, la voglia di scoprire e di sentirsi accettati e quel velo di mondo ancora piccolo, ma immensamente emotivo caratteristico di una vita vissuta ancora pochi anni. É sempre entusiasmante leggere di loro! Quindi vi consiglio di leggere, leggete leggete leggete! P.s. Il personaggio di Jess sembra essere veramente interessante!
I due protagonisti, Jude e Raven, si incontrano per la prima volta (un incontro che li porterà lontano, come sa chi conosce la Rosa dei Venti). Ci sono il Pride di Boston, l'estate, la storia dei Nativi americani, molti baci. Il tutto, dipinto in modo delicato e sensibile. Una novella molto contemporanea, assolutamente consigliata.
Sinceramente leggendo questa novella, mi ha fatto capire come Raven si senta intrappolato in un rapporto con Brian che lo fa sentire una nullità e poi, andare al Pride di Boston dove incontra amici in comune che non si erano mai incontrati prima di allora e Jude, fratello di Magda e fidanzata di Jess, nonché amico di Raven. Raven in quel giorno ritrova se stesso e le sue origini.