Finalmente Patty Pravo ha deciso di scrivere la sua autobiografia definitiva, che illumina anche gli angoli più nascosti di un'esistenza unica: dall'infanzia tra i canali di Venezia ai viaggi a vela sui mari di tutto il mondo, dall'amore per gli uomini all'amore per la musica, passando per il distacco dalla madre e il ritorno nel suo grembo, rivissuto come in sogno in una piscina di Bel Air. Un talento multiforme: ha cantato in otto lingue, con decine di successi planetari e 110 milioni di dischi venduti. Una personalità capace di attrarre poeti come Ezra Pound, Léo Ferré e Vinícius de Moraes, artisti come Lucio Fontana, Tano Festa e Mario Schifano, musicisti come Mick Jagger, Jimi Hendrix e Robert Plant. La sua storia, iniziata nei favolosi anni Sessanta che scalpitavano di libertà e anarchia, gli anni del più clamoroso rinnovamento generazionale del secolo scorso, attraversa il Novecento fino ai giorni nostri. E svela il misterioso rapporto tra Patty e Nicoletta, tra il personaggio e la donna, tra la vita sotto i riflettori e la vita, semplicemente.
Ora, dire che già da piccola sapessi cosa mi aspettava sarebbe una bugia. Fino ai quindici anni ero convinta che sarei diventata direttrice d'orchestra, al limite una pianista. Però la musica c'era già. Quella c'è stata da subito.
Nicoletta Strambelli, known professionally as Patty Pravo, is an Italian singer. She debuted in 1966 and remained most successful commercially for the rest of the 1960s and throughout the 1970s. Having suffered a decline in popularity in the following decade, she experienced a career revival in mid-late 1990s and reinstated her position on Italian music charts. Her most popular songs include "La bambola" (1968), "Pazza idea" (1973), "Pensiero stupendo" (1978), "...E dimmi che non vuoi morire" (1997), and "Cieli immensi" (2016). She scored fourteen top 10 albums (including three number ones) and twelve top 10 singles (including two number ones) in her native Italy. Pravo participated at the Sanremo Music Festival ten times, most recently in 2019, and has won three critics' awards.
Una lettura a metà tra una “pazza idea” e un guilty pleasure. Motivata dal mio amore per quest’artista che a volte sa farmi mettere brevemente da parte il mio smisurato amore per Zeppelin & Co. Era facile aspettarsi un’operina modesta, quale in gran parte è. Ma ciò nonostante, non ho saputo resistere alla tentazione. Per di più promossa, lanciata, spinta e presentata come prima autobiografia, la prima volta che Nicoletta/Patty si confessa, blablabla (Finalmente Patty Pravo ha deciso di scrivere la sua autobiografia…) Non è vero: dieci anni prima di questo uscì un libro simile pubblicato da Mondadori, addirittura in parecchi punti pressoché identico, sovrapponibile, le frasi a volte sembrano ricalcate. Si intitolava Bla, bla, bla. In quell’occasione la firma era esibita, Massimo Cotto. Qui invece in fondo, seminascosto, c’è un ringraziamento a Fabiano Massimi, che immagino sia la persona che ha sbobinato e messo in ordine i nastri dell’intervista condotta da Zibba e Matteo Monforte. Può una lunga intervista, o una serie di interviste essere considerata un’autobiografia?
Il libretto si chiude con alcune belle fotografie, tra cui questa: qui Nicoletta ha quattordici anni.
I due capitoli iniziali - infanzia e prima adolescenza a Venezia, con la nonna, senza mamma né papà, senza fratelli né sorelle, nel corso degli anni Cinquanta e la prima metà dei Sessanta, in una Venezia sconosciuta, come non esiste proprio più – l’approdo a Roma, il primo soggiorno a Londra, il debutto, il Piper, l’immediato successo, l’inizio della carriera sullo sfondo della seconda metà degli anni Sessanta – sono più intensi, più ragionati, forse più filtrati, in qualche modo perfino toccanti, ma comunque più efficaci e belli di tutti quelli che seguono. Nel corso dei quali si sussegue un lungo freddo elenco di titoli di canzoni e album e festival e trasmissioni televisive, di collaboratori e persone famose incontrate e/o conosciute. In queste pagine, che sono purtroppo la maggioranza di questo breve libriccino, Nicoletta/Patty sembra soprattutto intenta a togliersi sassolini dalle scarpe nei confronti della stampa. E facendolo, lavora a irrobustire l’immagine esagerata che si è costruita in cinquanta e passa anni di carriera.
Insieme a Tony Renis e la collega grande amica Dalida.
In alcuni punti da lettore ho faticato a sospendere la credibilità. Anzi, mi pare proprio di non esserci riuscito: brevetto da pilota di aereo preso nel periodo in cui faticava a trovare il tempo per mangiare e dormire! Viaggi in solitario, anche a piedi parrebbe, attraverso deserti e Via della Seta, senza neppure le guide! Traversata dell’Atlantico in solitario in barca a vela!… Viene più volte ricordato che ha venduto 110 milioni di dischi, ma non ci viene mai specificato quanti 45 giri e quanti 33, quanti nastri e quanti cd. Viene più volte ricordato che questa cifra, 110 milioni di dischi venduti, le garantisce il terzo posto tra gli artisti musicali italiani più venduti nel mondo. Apprendo che il quarto è Luciano Pavarotti, ma chi siano i primi due non viene mai detto.
Con il padre Aldo (anche questa foto è nel libro).
Viene più volte ricordato quanto lei sia libera e non imbrigliabile, che disinteresse abbia per il denaro (inteso nel senso di accumulo, risparmio, investimento, guadagno eccetera). Viene scambiata Julie Andrews per Julie Christie. Ma, come dicevo, tra una “pazza idea” e un guilty pleasure: e quindi, io ho perlopiù goduto la lettura. E conservo stima e affetto per l’artista: che ritenevo sufficientemente intelligente e superiore da evitare il ricorso selvaggio alla chirurgia plastica che l’ha letteralmente massacrata, stravolta, mummificata in vita. Soprattutto, mi chiedo, ma con tutti i soldi guadagnati, non poteva permettersi un chirurgo più bravo?
Bella, entusiasmante, divertente: un inno alla libertà. Nicoletta/Patty è una donna straordinaria e l’ha dimostrato. Divine di nasce, è vero, ma il talento va coltivato con lo studio e il lavoro, e questa è una parte della storia. L’altra è il ritratto di una ragazza indomita, anarchica e libertaria fino al midollo. Con il coraggio di seguire la propria ispirazione sempre e nonostante tutto e tutti. Nicoletta sceglie di non raccontare gli aspetti dolorosi della sua vita: li accenna ma non vi si sofferma. La vita continua, il viaggio e la solitudine leniscono le ferite, il giorno vince la notte. La necessità di esprimere la propria arte (“il dono”) rimane la priorità.
Per chi ha vissuto quegli anni o quelli immediatamente successivi è anche un viaggio nella propria storia. Bellissimo e pieno di ricca nostalgia.
Come opera letteraria è inferiore ad alcune recenti biografie ed autobiografie (penso ad esempio a quelle di Steve Jobs e di Andre Agassi), ma la storia raccontata da Nicoletta Strambelli restituisce un bellissimo spaccato dell'Italia e della musica, non solo italiana, degli ultimi decenni, in particolare degli anni sessanta e settanta. Anni di grande fermento, ma per molti versi ancora legati a valori, regole e tradizioni ai quali la persona ed il personaggio pubblico Patty Pravo si è sempre mostrata indifferente, andando avanti per la sua strada, certo commettendo anche errori, ma spesso sperimentando, innovando e contribuendo in modo significativo alla storia di quegli anni. Non la storia politica, anche se quanto Patty ha fatto in Cina negli anni novanta può avvicinarvisi, ma sicuramente la storia del costume ed in particolare della musica. Una vita ricchissima di storie, di cambiamenti, di viaggi, di incontri, di persone - famose e non - incrociate in un cammino variopinto lungo oltre 50 anni.
Mi sarei aspettato di più da questa prima biografia, di cui rimangono pochi punti fermi, più o meno rilevanti, sottolineati più volte nel libro: - PP ha lavorato molto ed ha una solida competenza musicale - PP ha amato molti uomini, anche contemporaneamente, sposandoli tutti - PP è la terza artista italiana di sempre per copie vendute - di PP non si conoscono abbastanza brani, in special modo i più belli e raffinati - PP ama i vestiti - PP non si è mai fatta di cocaina ma “solo” di acidi e anfetamine Le ultime 20 pagine sono le uniche emozionanti, ma lo sono davvero.
Che dire? La vita è troppo breve per non essere Patty Pravo!
In questo biografia, piacevolissima, che si legge davvero in due giorni, la celebre cantante racconta la sua vita, le sue amicizie, i suoi amori, i suoi viaggi, le sue decisioni discografiche. Raccontando, anche, un pezzo di storia italiana. Lei può piacere o no come cantante e interprete, ma non si può fare a meno di interessarsi alla sua storie. Patty Pravo racconta tutto con un candore quasi fanciullesco, puro. Allo stesso tempo, però, non si abbandona mai a pettegolezzi inutili (e, proprio lei, chissà quante cose sa). Per esempio, menziona due dei suoi grandi amici - Tenco e Gabriella Ferri - con molto rispetto e delicatezza.
In pratica, leggendo questo libretto, si ha l'impressione di stare a ascoltare la 'zia' Patty, mentre ti racconta una delle sue storie. Quella che può essere una virtù, però, è anche uno dei limiti del libro. Si percepisce fin troppo il fatto che questo libro altro non è che la trascrizione di chissà quante chiacchierate registrate e sbobinate, e poi (giustamente) rimaneggiate da qualche ghost writer. In questo modo, i 'fatti' di Patty Pravo sono raccontati in modo nitido, scorrevole, come se fosse una chiacchierata, appunto, ma non rimane molto spazio per il 'Patty Pravo pensiero'. Sarebbe stato interessante, infatti, scoprire cosa pensa veramente questo personaggio iconico su alcuni temi importanti. La politica, l'amore, la vita, la morte, a volte fanno capolino in queste pagine, come i gabbiani che nidificano sui tetti delle case di fronte al terrazzo di Patty Pravo, ma poi volano via troppo in fretta, senza reale approfondimento. Ma forse, Patty Pravo riserva alle sue idee e ai suoi pensieri la stessa decorosa discrezione che mantiene per i suoi affetti più cari...
Ovvio, non è un capolavoro però mostra uno spaccato dell'Italia che va dagli anni Sessanta agli Ottanta più o meno. L'ultima parte, a dire il vero, è un po' meno interessante.
Io i veneziani li considero più o meno come i miei vicini di casa. Quindi anche Patty Pravo è, tutto sommato, una vicina di casa anche se probabilmente ha passato più tempo a Roma che in Veneto. Inoltre da piccolina, non avendo fratelli più grandi, ascoltavo tanta musica degli anni Sessanta perché erano quelli i CD che giravano per casa. E ovviamente c'erano anche le canzoni di Patty Pravo. Forse non era la mia preferita però si faceva ascoltare.
Questi i motivi per cui ho deciso di leggere la sua biografia. Non sono una sua fan vera e propria, quindi ho scoperto un sacco di cose che non sapevo su di lei. I viaggi, la passione per il deserto, i programmi televisivi in Cina, il numero x di matrimoni, che ha cantato in qualcosa come otto lingue diverse... E poi c'era, come detto prima, il mondo dello spettacolo dell'Italia degli anni Sessanta, che mi hanno sempre affascinato.
Che poi, anche il suo cane si è ubriacato... Mi fa piacere sapere di non essere l'unica. Mika, il mio adorabile e un po' coniglio trovatello, un giorno era rimasto chiuso in cantina. Penso che abbia rovesciato un bottiglione di qualcosa perché quando l'abbiamo liberato, qualche ora più tardi, andava in qua e in là proprio come un ubriaco e c'erano i pezzi di vetro per terra. Quanto ridere! Povero Mika.
Non che mi sia venuta voglia di ascoltare le sue canzoni, che decisamente non sono il mio genere, però la sua biografia è stata una lettura molto interessante e scorrevole.
A pochi mesi dal suo settantesimo compleanno Patty Pravo in “La cambio io la vita che…” (Einaudi) ci regala uno spaccato della sua vita ricco di curiosità, aneddoti, episodi divertenti e affascinanti. Un’autobiografia che l’autrice divide in due parti: la prima che descrive l’infanzia e l’adolescenza di Nicoletta Strambelli (in arte Patty Pravo) a Venezia con i nonni paterni; la seconda parte rivela la Patty Pravo che conosciamo tutti; la diva che ha venduto più di 110 milioni di dischi, che ha cantato in otto lingue, che ha viaggiato in tutto il mondo e che ha amato e spostato molti uomini.
Ha fatto shopping a Parigi con Mick Jagger, ha passeggiato con il poeta Ezra Pound, ha girato per Roma su una Fiat 500 con Jimi Hendrix e ha conosciuto Papa Roncalli. Sembra un romanzo, in realtà è solo un piccolo assaggio della stupefacente vita di Patty Pravo che in questa autobiografia si mette a nudo con disinvoltura e sincerità. https://www.lettodanoi.it/la-cambio-i...
Malgrado si potesse fare di meglio e nonostante tratti di autocelebrazione malcelata, è un'autobiografia che mi è piaciuta molto. Oltre ad essere coinvolgente, regala un quadro della storia della musica, soprattutto beat, in Italia e raccontata da una persona che non ha paura di dire le cose come stanno.Gli aneddoti sono bellissimi e ad ogni pagina ti chiedi come sia possibile che una sola persona abbia conosciuto così tanti personaggi importanti in una sola vita e perché riassumere così tanto in sole 150 pagine. Bello anche l'inserto fotografico anche se si poteva aggiungere anche qui molto altro. Nel complesso è una lettura davvero godibile.
Bel libro scritto con sentimento e che scorre molto bene di una meravigliosa artista italiana e internazionale. Una vita e un modo di essere sicuramente fuori dagli schemi la cui lettura, oltre a farla conoscere meglio, in qualche modo arricchisce