Da quali antichissime simbologie proviene la mezzaluna divenuta emblema dell'islam? A quale passato si riallacciano le distruzioni di statue e monumenti dell'Isis e cos'hanno a che fare con l'iconoclastia? In che modo il paganesimo si è ibridato con il cristianesimo? E chi era Cristo? Quali sono le altre facce della sua predicazione, che si innestarono e germogliarono nell'antico oriente, dall'avventura nestoriana a quella buddhista? In quali pieghe della nostra cultura sopravvive la voce dei mistici? Quanto è rimasto nel nostro immaginario di ciò che un tempo si chiamava religio? Quanto c'è di vero nel Trono di spade? In altre quanto passato c'è nel nostro presente e quanto presente nel nostro passato? E quanto oriente c'è nel nostro occidente? Oggi il baricentro del mondo sembra essersi spostato. Per dissipare pregiudizi e malintesi nati da interferenze nella trasmissione dei saperi o da vere e proprie falsificazioni, Silvia Ronchey ci accompagna in questo libro in un viaggio avventuroso alla ricerca del sacro perduto, riportando alla luce una topografia rimossa dalla nostra coscienza storica e dalla nostra identità collettiva. Facendo emergere dal profondo del tempo e della psiche l'edificio sommerso e complesso di ciò che l'uomo contemporaneo ha i legami che generano quell'unica civiltà orientale-occidentale in cui oggi, in un tempo di rivolgimenti culturali e migrazioni epocali, siamo globalmente implicati e coinvolti.
Silvia Ronchey è una saggista, accademica e filologa classica italiana. Già professoressa associata all'Università di Siena, è oggi ordinaria di Civiltà bizantina nel Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di RomaTre.
21/02/2021 (**) Diciamo che ho capito, forse con colpevole ritardo e solo nella posfazione, il senso di questo libro: si tratta della raccolta di una serie di articoli scritti dall'ottima Silvia Ronchey su Repubblica fra il 2014 e il 2017, che hanno come - vago - minimo comun denominatore il perpetuarsi sottotraccia di significati, riti e simbologie antiche nati dagli intrecci fra le tre principali religioni monoteiste nel mondo moderno, che pur si professa laico, illuminista e tecnocratico.
Gli articoli sono brevi, non di facile lettura dati i molti rimandi colti e specialistici, certamente non alla portata di tutti (e nemmeno di alcuni, a dir la verità). Anche i soggetti trattati, pur estremamente vari, sono a tratti culturalmente molto di nicchia, e riflettono la specializzazione dell'autrice, nota storica bizantina.
Sulle tematiche affrontate, poi, ci sarebbe molto da dire, dato che il risultato finale appare come un patchwork variegato, in cui il filo rosso sopra richiamato appare saltuariamente, e scompare piuttosto spesso. Alcuni argomenti trattati (le connessioni fra le tre grandi religioni; il mitraismo e le sue influenze sul cristianesimo delle origini; l'iconoclastia) particolarmente interessanti; in altri articoli, si vira su argomenti periferici rispetto al tema principale, con una trattazione molto specialistica e frasario da paper accademico.
Su quello che Ronchey abbia poi voluto dire riguardo alla tematica principale (i lasciti, evidenti anche se non più visibili e/o riconoscibili come tali da parte della massa despiritualizzata - si può dire? - moderna, prodottisi dall'incontro fra i tre grandi monoteismi principalmente nel corso dei secoli I-VIII e arrivati a noi in eredità per tortuose vie), non sono sicuro di aver colto tutto. O di aver capito quale fosse il filo del suo discorso.
Libro con aneddoti interessanti, scritto da una saggista coltissima e estremamente competente nel suo ambito, ma tremendamente disgregato. Un patchwork, con pezze che stonano e di cui non si capisce il motivo dell'esistenza in questa raccolta.
Succede, con le raccolte di articoli scritti in epoche diverse, sui più vari argomenti (successe anche a Eco, qui: A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico). Scrivere la natura del libro almeno nella quarta di copertina, aiuterebbe il lettore nella scelta: avessi trovato la nota, non lo avrei comprato, e avrei probabilmente fatto bene (per il mio gusto).
Raccolta di articoli di un'autrice e studiosa coltissima di cui, leggendo, non si può fare a meno di ammirare la conoscenza, nonché l'intelligenza delle considerazioni e l'eccellenza della scrittura. La pecca del volume sta forse nella sua natura antologica, talvolta un'idea già espressa in un capitolo-articolo viene ripetuta quasi verbatim nelle pagine successive, e la premessa dell'opera (il tentativo di far emergere il legame sacro e sotterraneo che unisce da millenni le culture d'Oriente e d'Occidente) si perde di vista. Avrei forse apprezzato di più un volume in cui le considerazioni - interessantissime e ricche di spunti - dell'autrice fossero state armonizzate e riunite in capitoli incentrati sui temi cardine, così da guidare in maniera più efficace il lettore nell'esplorazione della Cattedrale Sommersa. In ogni caso, l'ho trovata una lettura illuminante e feconda.