Una raccolta di pensieri e di aforismi estratti dai quaderni di appunti di quell'immenso pensatore che è stato Canetti.
Ogni sua considerazione, sia essa espressa in forma di aforisma o in forma più estesa di pensiero elaborato, rivela una forza e un'energia tale, in grado di far riflettere il lettore ben più al largo delle proprie ingannevoli certezze.
Consiglio la lettura in piccole dosi da assumere sera dopo sera.
C'è chi è schiavo della ricchezza e chi è schiavo della fama. Né l'uno né l'altro è innocente: entrambi puntano tutto su prodotti di scarto.
Quando si diventa vecchi si commentano i grandi libri. Gli stessi che da giovani abbiamo provato a sviscerare. Non essendoci riusciti, ci abbiamo riprovato. Li abbiamo lasciati stare. Li abbiamo dimenticati. E ora sono qui di nuovo. Ce li siamo meritati con anni e anni di oblio. Ne contempliamo la magnificenza. Parliamo con loro. Adesso, pensiamo, dovremmo poter ricominciare a vivere per comprendere uno solo di questi libri.
«Il giusto si modifica quaranta volte al giorno, mentre l'ipocrita rimane per quarant'anni nella stessa posizione».
Sputa in faccia a chiunque. Anche a se stesso. Questa la chiama la sua verità.
È lecito attribuire a un singolo individuo un'importanza tale da fargli prendere il posto di tutti gli altri? E lecito gravarlo così tanto d'amore e d'innocenza?
Chiamerò questa storia, che riporto alla lettera, La tortura delle mosche: «Una delle mie piccole compagne di dormitorio era diventata maestra nell'arte di acchiappare le mosche. Pazienti studi su questi animali le avevano permesso di individuare il punto esatto dove bisognava far passare l'ago per infilzarle senza che morissero. Così si faceva delle collane di mosche vive e andava in estasi per la sensazione divina che le procurava il contatto sulla pelle di tutte quelle zampette disperate e di quelle ali frementi».
Tutti perduti, quelli che hanno soldi. Comprare, comprare, comprare, fino alla morte per soffocamento. Tutti felici, quelli che possono desiderare ciò che non è in vendita.