Confesso che ero molto restia a leggere questo romanzo…
Molto probabilmente le cause a questa resistenza risalgono al cartone animato che ne è stato tratto. Quando negli anni Ottanta lo trasmisero alla televisione non lo guardai…ricordo di averne visto un qualche frammento e di aver sentenziato dentro di me la sua condanna, sicuramente perché ero già “troppo grande” per questo tipo di cartoni animati, in cui la protagonista era una bambina di 11 anni e poi perché la mia infanzia era stata accompagnata dal “dolce Remi” (Heidi no, non mi piaceva per niente) e dall’ “Ape Magà” che nessuno a quanto pare ha mai guardato soggiogati dall’ape Maja (un orrore per me!), anime giapponesi molto tristi e dolorose, che mi facevano versare fiumi di lacrime. Insomma, pensavo che anche “Anna dai capelli rossi”, raccontasse l’ennesima storia strappa lacrime di un’orfanella che viene adottata da una donna malvagia e che la sua vita fosse costellata da una serie di disgrazie e mai l’avrei letto se non costretta dalla challenge a cui sto partecipando.
E invece…quale sorpresa!
Ho scoperto la storia di un’orfanella, sì, ma dal carattere gioioso, ottimista, che di ogni marachella che combina, di ogni difetto del carattere che le viene attribuito e di ogni ostacolo che incontra nel suo cammino di vita ne vede il lato positivo e ne fa un punto di forza! Non me lo sarei davvero mai immaginato.
Questa ragazzina ha una tale vitalità e mette tanto impegno ed energia in tutto quello che fa, che risulta davvero un balsamo per l’anima, non solo per gli altri personaggi della storia, ma anche per chi ne legge le sue avventure.
Peccato non aver letto il libro quando avevo l’età della protagonista, sicuramente mi sarei immedesimata e ne avrei tratto tanta forza; a 11 anni si hanno tanti sogni romantici proprio come Anna e immagino non mi sarebbe dispiaciuto prenderne qualcuno in più da lei. E poi l’amica del cuore, la scuola, i compagni di classe, gli insegnanti, i primi palpiti d’amore…insomma per una giovanissima lettrice c’è di che gioire a leggere questo romanzo e il mio pensiero è andato subito alle tante ragazzine di oggi, che tutto questo non lo sanno vivere nella giusta dimensione perché non scelgono più i libri come loro guide ed esempi di vita, ma solo questi maledetti social!
Come Anna, anch’io sono cresciuta in campagna, in mezzo alla natura e ho goduto appieno delle splendide descrizioni del paesaggio canadese (altra piacevole scoperta per me, mai avrei pensato fosse ambientato in questa nazione!), in cui Anna si immerge sognando ad occhi aperti, dimenticando spesso quello che deve fare o distraendosi da ciò che sta facendo combinando immancabilmente un guaio, ma il suo buon umore e il suo vedere sempre il bicchiere mezzo pieno non può che far sorridere e far passare in secondo piano la marachella.
Anna poi è stata molto fortunata ad essere stata adottata dai fratelli Cuthbert, Andrew e Marilla, perché le hanno voluto bene fin dal primo momento, l’hanno fatta crescere nell’affetto che lei non aveva mai conosciuto e le hanno dato un’istruzione facendola diventare insegnante, il che dimostra da parte loro apertura mentale rispetto alla concezione dell’epoca della donna confinata in casa come moglie e madre.
Devo dire però che ad un certo punto della lettura ho cominciato a provare una certa noia, dovuta alla ripetitiva monotonia delle avventure di Anna e delle descrizioni e non smettevo di guardare quante pagine mi mancavano per finirlo, però questo è direi l’unico difetto che gli posso attribuire.
Infine, ho scoperto anche che questo romanzo, che si può trovare sia intitolato come “Anna dai capelli rossi”, ma anche come “Anna dei Tetti Verdi” (il nome della proprietà dei Cuthbert è infatti Green Gables), pubblicato nel 1908 è il primo di ben 8 romanzi, tutti incentrati sulla saga di Anna, fino all’ultimo, pubblicato nel 1921 che racconta dell’ultima delle sue figlie, Rilla (Marilla), durante la prima guerra mondiale ed è uno dei pochi romanzi canadesi che narrano del conflitto scritto da un’autrice del periodo, perciò non escludo, in un prossimo futuro, di proseguire nella lettura di questa saga.