A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c'è qualcosa che ci accomuna come italiani. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi luogo del mondo; nel male ma anche nel bene. Corrado Augias ci accompagna in un viaggio alla scoperta di ciò che definisce il nostro carattere nazionale. Un viaggio particolare, che procede nello spazio e nel tempo, dall'attualità alla ricostruzione storica, passando per il racconto biografico. Ci si sposta dall'infanzia dell'autore vissuta tra la Libia e Roma occupata, alle sue esperienze come corrispondente estero per i grandi quotidiani. Ci si muove in lungo e in largo per la penisola, dalla Milano del teatro alla Trieste di confine, transitando per Bologna dove il Nord incontra il Sud, poi Roma e Napoli per arrivare a Palermo, alle porte di un'altra civiltà con cui da sempre abbiamo dialogato. Ma c'è anche l'Italia di provincia, c'è la Recanati di Giacomo Leopardi, ispiratore e guida in un itinerario che segue le tracce del suo "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani". Si incontrano le testimonianze di grandi scrittori e poeti che all'Italia come nazione hanno dato volto, carattere e lingua prima ancora che esistesse uno Stato. Ciò che resta alla fine del viaggio è una sensazione di sorpresa: la scoperta di aspetti che riflettono un paese diviso ma ricco di enormi potenzialità alle quali raramente accade di pensare. Questa nostra Italia è la lettera d'amore di un raffinato uomo di lettere, che ha imparato a guardare la sua patria da fuori senza però mai smettere di amarla, e di voler partecipare con passione alle sue vicende politiche e umane. Sembra di sentir echeggiare tra le righe di questo libro la celebre esortazione di Piero Gobetti: «Bisogna amare l'Italia con orgoglio di europei e con l'austera passione dell'esule in patria».
Corrado Augias (Roma, 1935) è un giornalista, scrittore, conduttore televisivo, autore televisivo, drammaturgo ed ex politico italiano.
Corrado Augias is an Italian journalist, writer and TV host. He was also a member of the European Parliament in 1994–1999 for the Democratic Party of the Left. Augias issued a series of crime novels set in the early 20th century and others. His other works include several essays about peculiar features of the world's most important cities: I segreti di Rome, Paris, New York and London. In 2006, in collaboration with scholar Mauro Pesce, he published a work dealing with the gospel's description of the life of Jesus, Inchiesta su Gesù, which became a bestseller in Italy. He is an atheist.
Questa nostra Italia è un viaggio lungo la nostra penisola accompagnati da un Cicerone doc, ovvero Corrado Augias. Il popolare scrittore ci porta ad esplorare la nostra terra, scrutandone e descrivendone ogni angolo, ogni anfratto. Da Torino sino a Milano, considerata "il polo di un'Italia possibile" per passare a Trieste e infine a Venezia, con riferimenti all'opera Shakespeariana Il mercante di Venezia. Giunge poi anche a Napoli e Palermo descrivendo le loro differenze:
"A Napoli non mancano le tragedie ma il colore dominante è quello della commedia, della beffa, dell'oltraggio. A Palermo è l'inverso. La commedia è presente ma a dominare è il cupo incombere della tragedia".
In questo viaggio, l'intento di Augias è raccontare l'Italia nelle sue bellezze, nelle sue meraviglie, raccontando anche di sé, dei suoi luoghi del cuore e di un paese ' troppo bistrattato. Vedere l'Italia attraverso gli occhi di Augias è sicuramente bello e regala piacevoli sensazioni, anche se lo scrittore pecca un po' troppo di erudizione, rischiando di rovinare il percorso.
Vuoi per quel senso di patriottismo che ha segnato il 2021 o per la nostalgia di un expat nei confronti del paese natio, nonostante le recensioni tutt'altro che brillanti quando ho incrociato questo libro, ho voluto comunque dargli una chance. Ecco, forse avrei anche potuto seguire il coro, per una volta. Che sia ben chiaro: la scrittura di Augias è meravigliosa, complessa, articolata, quella di uno scrittore e giornalista che sa il fatto suo e che soprattutto ne è consapevole. Così consapevole che talvolta risulta quasi noioso nell'ostentamento di termini di dubbia utilità, quasi fosse una prova di intelletto. Per il resto la tematica sembra un escamotage per parlare in verità della propria vita, una autobiografia della memoria tramite delle città italiane, senza mai approfondirle realmente se non in qualche sporadico esempio. E' un peccato, perché dal titolo (assolutamente fuorviante) mi aspettavo davvero tanto, specie per una figura di cui ho grande pensiero.
Mano a mano che proseguivo con la lettura ho creduto di ritrovarmi in un libro di Calvino, mi veniva da domandarmi se non avessero messo, per un qualche insano scherzo o errore, la copertina di questo libro ad un altro; possibile di non riuscire a scovare traccia di quanto premesso nella seconda di copertina? Anziché “Questa nostra Italia: Luoghi del cuore e della memoria” avrebbe potuto benissimo intitolarsi “A ruota libera: riflessioni, ricordi e viaggi”; il libro, per quanto piacevole e a tratti interessante, sembra un lungo flusso di coscienza e divagazioni tenuto insieme da una vaga idea sottostante, parecchio nebulosa e dalle dubbie finalità. “Luoghi della memoria”, avrebbe dovuto far scattare un campanello d’allarme. Mi duole dirlo, ammirando Augias, ma l’impressione è che questo libro non possa esistere senza l’autore, nel senso che è vendibile, commerciabile, unicamente grazie alla fama del nome impresso in copertina; lo stesso libro, denudato dalla popolarità dell’autore, probabilmente non sarebbe mai arrivato in libreria. E sarebbe anche stato giusto. A stupire è l’assenza di qual si voglia logica sottostante al libro. In principio l’autore dichiara, a più riprese, che il libro non vuole essere un’autobiografia; tuttavia il passare arbitrariamente da una città all’altra appare più un pretesto usato da Augias per parlare di sé e delle sue idee, di come nel tempo trascorso da che era giovane ad ora le cose siano cambiate, che non un modo per raccontare l’identità dell’Italia, o qualsiasi altra cosa avesse in mente di raccontare. Tanto è vero che in certi capitoli la città da cui parte, per poi seguire la tangente (spesso perdendola), figura solamente nelle poche righe descrittive iniziali, dopodiché ci ritroviamo una biografia di Leopardi (che segue ad una premessa in cui si annunciava l’intenzione di non voler divagare troppo su di lui e puntualmente smentita nella sostanza), come anche per esempio i movimenti degli anni Sessanta negli Stati Uniti, periodo in cui Augias si trovava lì come giornalista; quest’ultimo esempio ha corroborato la sensazione di trovarsi tra le mani l’autobiografia di Augias proprio per l’impossibilità di trovare una spiegazione a giustificazione di un capitolo sui movimenti sessantottini americani se non quella del parlare di sé, del proprio mestiere in quel periodo e di come l’ha vissuta lui (e per potercelo raccontare non può che accludere qua e là informazioni sui suoi studi, sui suoi spostamenti, sui propri lavori in quel certo periodo, come più avanti parlerà della nascita della Rai in un certo periodo così da creare l’occasione per poter parlare dei programmi televisivi tenuti da lui …). Alla fine il lettore non può che sentirsi tradito; tradito non tanto per il contenuto, di per sé anche ben scritto e molto fruibile, ma per come è stato mascherato e venduto. Ci si sente ingannati, raggirati. Il titolo premetteva ben altro tema e contenuto, la finalità del libro pareva curiosa, intrigante, mentre invece ci si ritrova con una pseudo-biografia che può vivere unicamente grazie al nome dell’autore (faccio presente che la seconda di copertina recita <> inserendo solo qualche riga sotto, di sfuggita, la presenza anche del carattere autobiografico). Autore che, mi rammarica ripeterlo, si è totalmente disinteressato del lettore puntando a scrivere quello che gli passava per la testa in base al suo umore, anzi, abbandonandosi ai propri nostalgici ricordi e lasciandosi trasportare da essi incurante dell’assenza di interesse che un lettore potrebbe avere per questo argomento, soprattutto quando la premessa del titolo, e della seconda di copertina, era completamente differente.
Niente da fare: scrive in modo perfetto ma non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto il modo frammentario di raccontare la storia, non mi è piaciuto lo sfoggio di cultura (ma serviva proprio un intero capitolo su Leopardi?!?), non mi sono piaciute le foto con lui come soggetto (ma quanta vanità?!?), non mi sono piaciute le varie "lezioncine"(prediche) piazzate qua e là, non mi è sempre piaciuto il tono signorilmente freddo... Allora perché quattro stelle? Perché ha una scrittura perfetta, lineare, elegante, con le parole giuste al posto giusto e poi, traspare un profondo amore per il proprio Paese, un concetto di Patria che sta scomparendo. Oggi non è poco.
Con questo libro l'autore ripercorre 80 anni di ricordi italiani e riesce ad associare eventi a luoghi lungo la penisola. Il testo si presenta come l'insieme di frammenti di memoria di Corrado Augias. Questo viaggio dentro la memoria si traduce in un viaggio lungo l'Italia in cui si incontrano eventi che hanno caratterizzato la storia del secolo scorso e luoghi simbolo della nostra terra. Sicuramente si sente, a volte, una certa nobiltà culturale dello scrittore con il rischio che cada in citazioni eccessivamente forbite.
Ci ho messo sei mesi a finire questo libro, che tutto sommato valuto positivamente. Ho dovuto prenderlo e riprenderlo perché per me non è stata una lettura leggera: ho trovato il libro a tratti molto complesso per via delle scelte tematiche dell'autore, molto di nicchia e fuori dagli schemi, a discapito di temi più ampi e nei quali è più semplice riconoscersi. A tratti però, alcuni punti erano veramente di un certo spessore, molto stimolanti e quasi rivelatori. Indecisa se dare tre o quattro stelle, decido di premiare la preparazione di Augias e questa immensa eredità culturale che ci lascia.
Viaggio attraverso l'Italia; il pretesto di ricercare in città o eventi dei tratti comuni che costituiscano l'identità italiana fornisce lo spunto per divagazioni più o meno interessanti. Lascia l'impressione di un progetto non del tutto compiuto, comunque si legge con piacere.
Non mi è piaciuto il suo sguardo pessimista sul sentimento nazionale. Ricorrono un po’ troppi luoghi comuni. E si susseguono moltissimi riferimenti culturali che sarebbe stato bello approfondire di più, magari ne poteva fare meno e andare più a fondo.
Questo libro di Augias ci porta a spasso per l'Italia, ci mostra luoghi e ci fa incontrare personaggi che fanno del paese una terra piena di tesori. Da leggere, assolutamente.
Non concordo con alcune recensioni precedenti, il libro è interessante, pieno di notizie su diverse città d'Italia. Ci sono alcuni aneddoti sulla vita di Augias ma assolutamente non invadenti.