Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie oppure non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto la gente si metteva ad ascoltare...
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.
Elisabetta Gnone is an Italian writer. In April 2001, she co-created the Italian comic/magazine W.I.T.C.H. with Alessandro Barbucci and Barbara Canepa. The publication was later made into the television series of the same name. Gnone also wrote the children's trilogy Fairy Oak: Il segreto delle gemelle (The Secret of the Twins), L'incanto del buio (The Spell of Darkness), and Il potere della luce (The Power of Light). She expanded the Fairy Oak Universe with four more books, "The four mysteries": "Captain Grisam's love", "Shirley's wizarding days", "Flox smiles in autumn", and "Good-bye Fairy Oak".
Jum hecho de oscuridad, segunda parte de Olga de papel es un libro que disfruté un montón. En esta segunda parte Olga vuelve a contar una historia a los habitantes del pueblo y sus amigos, está vez, la historia de Jum, un chico hecho de oscuridad, que se alimenta de las lágrimas de aquellos así sufren, están tristes y sienten que en su vida solo hay oscuridad. El libro es Middle Grade, está dirigido a un público Infantil y pre juvenil, y como la gran parte de los Middle Grade tiene un mensaje para transmitir. En este caso habla sobre cómo es sentirse en la oscuridad y cómo si es posible salir de ella. La historia es preciosa, los personajes son encantadores y el libro es súper ligero. Lo recomiendo para aquellos que quieran empezar a leer y aquellos que estén buscando un buen libro que no les exija demasiado. 🤗 . Yo leyendo Olga de papel: 🤗😍😊😅🤭
Lo he disfrutado mucho, pues es muy tierno y bonito, lleno de magia y una auténtica delicia, para leer en cualquier momento, pero estoy segura de que sería incluso mejor ponerse con él en esos momentos en los que también nos sentimos con un poco de oscuridad por dentro. Muy recomendado, de verdad. Reseña: http://fiebrelectora.blogspot.com/201...
Olga Papel è una bambina orfana che vive con la nonna al di là di una collina, appena fuori dal paesino di Balicò, e che ama raccontare storie. Conosce tutti gli abitanti del villaggio e tutti, i suoi migliori amici Mimma e Bruco ma anche coloro che la emarginano poiché ritengono la sua famiglia colpita dalla malasorte e lei troppo strana, non possono fare a meno di spasimare per ascoltare le avventure che lei narra. Ma si tratta di storie vere? Olga lo afferma con assoluta certezza anzi, assicura di aver fatto conoscenza di tutti i loro protagonisti. In questo secondo volume dedicato alla vita di Olga, Elisabetta Gnone ci presenta la bimba alle prese con una consegna di uova, resa ardua dalla neve che cade copiosa in grandi fiocchi, malinconica perché quasi tutti gli alberi che prima si stagliavano sulla “sua” collina ora sono stati tagliati. Questo nuovo vuoto le ricorda un vuoto con cui ha già avuto a che fare… “JUM FATTO DI BUIO” è un romanzo per ragazzi ma, grazie ad un realismo magico tenero e toccante, affronta i sentimenti e le emozioni che legano tra loro le persone con una delicatezza che mi ha commosso, del resto, «bisogna andarci piano coi sentimenti, (…) essere prudenti». Descrizioni evocative si affiancano all’esposizione di tutta una serie di aneddoti riguardanti gli abitanti di Balicò e le loro esistenze e, pagina dopo pagina, pare di conoscerli quasi per davvero, con le loro caratteristiche, le loro passioni, ma soprattutto i loro timori. Già, perché tra i personaggi principali di questo libro appaiono anche le paure, le preoccupazioni, i dispiaceri e tutti i sentimenti negativi che rendono le persone tristi ed angosciate. Di essi Jum si nutre, instillando un gelo nel cuore difficile da affrontare e contrastare. E così, mentre tutti iniziano ad essere spaventati dalla storia di Jum, Olga rassicura chi incontra perché in realtà non si tratta di una sola storia, ma di tante piccole storie che fanno ridere, storie d’amore tra chi resta e chi va. Chissà che ciascuno possa trovare, almeno in un racconto, una motivazione per tornare alla serenità…
Elisabetta Gnone presenta un libro agridulce como emotivo. A través de relatos fantásticos y una protagonista peculiar, se abordan situaciones reales y dolorosas. Una lectura útil que sin duda todo niño debería leer. Como bonus el libro contiene algunas ilustraciones de sombras preciosas.
Ebben a második részben is szép tanulság(ok) volt(ak). Most mélyebb, szomorúbb témákkkal foglalkozott a könyv, mint az első részben, jobban gyászfeldolgozásról volt szó, kisebbek számára is könnyebben emészthető formában.
Ennél a kötetnél is abba a problémába ütköztem, mint az előzőnél: egyszerűen mindig felvettem, aztán három mondat után letettem, valahogy nem kötött le. Pedig nem tudok rosszat mondani ellene, egyszerűen csak nem szippantott be.
Ami viszont kicsit zavart, hogy most Olga történetei teljesen más betűvel voltak írva, jóval kézírásosabb típussal, és emiatt azokat a részeket sokkal nehezebb volt kiolvasni. (Ez nyilván nem a történet hibája.) Így viszont Mimma levelei és a Jumról szóló történetek jóval több koncentrációt igényeltek, nem estek jól a szememnek.
Jum fatto di Buio è il secondo volume della serie Olga di Carta dopo “Il viaggio straordinario”, è un volume che incanta grandi e piccini. E’ una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi. https://ilmondodichri.com/olga-di-car...
”Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.”
Un po’ sottotono rispetto al primo che mi era piaciuto moltissimo. In questo nuovo romanzo, la protagonista Olga Papel non viaggia in cerca di avventure, ma rimane a Balicò, il suo paese, a fare quello che le riesce meglio: raccontare storie. Olga ha sempre una storia per ogni abitante, conoscente e amico che incontra, ma questa volta il protagonista dei suoi racconti è sempre lo stesso: si chiama Jum fatto di buio ed è un mostro spaventoso, informe, grassoccio e molliccio, che si disseta bevendo le lacrime delle sue vittime. Nonostante il messaggio delle storie di Olga inviti chi le ascolta ad affrontare la vita ridendo (solo col sorriso si sconfigge il buio e si allontana Jum dalle proprie vite) in poco tempo, pensando che Jum esista veramente, a Balicò si diffonde la paura e per poco non accade l’irreparabile. Le ultime pagine sono forse quelle che mi sono piaciute di più e quasi mi hanno strappato una lacrima. Per il resto ho avuto la sensazione che il libro fosse un po’ “slegato”, come tanti racconti isolati. Sono comunque sempre apprezzabili sia lo stile, ricco e fluido, della Gnone che la varietà dei messaggi positivi che riesce a veicolare in questa bella fiaba. Voto : 3 stelle 1/2
Elisabetta Gnone tiene una magia única con la que es capaz de transportarnos a nuevos mundos con sus historias y hacernos sentir parte de ellos. Esta segunda parte me ha encantado por lo sencilla que ha sido la historia, cada palabra me transmitió calidez y familiaridad. Estoy muy agradecida porque el libro ha llegado en el momento perfecto, necesitaba una historia así en este momento de mi vida. Es tan sumamente bonita que hubo partes es las que lloré y lloré; pero eso me sanó. Ha sido un cuento precioso y emotivo que se ha ganado un hueco en mi corazón. En dos palabras: sencillo y mágico.
https://labibliotecadellibraio.blogsp... Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie o non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere per chi non s'era mai mosso dal villaggio; sarà stato il solletico che ogni storia procurava a un angolino della mente, trasformando fatiche e pensieri in sogni e speranze; sarà stato il fascino dell'ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva un orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nel cortile si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia...
Terminato di leggere questo breve incipit iniziale, ho subito pensato a Olga come al pifferaio magico che con la sua musica incantava i bambini, certamente le storie non sono identiche, se il piefferaio aveva un fine diciamo un po' "cattivo" (l'avete mai letta la storia?), Olga incanta con i suoi racconti il villaggio di Balicò. E la gente vuole ascoltarla, perché in lei c'è della magia, e con le parole rende le sue storie veritiere. C'è chi sostiene che siano solo storie, chi invece crede che la piccola Olga le abbia vissute realmente, perché troppo dettagliate, particolari. Ma Olga è anche una bambina, un sottile foglio di carta che resta ancorato alla terra con le sue parole, gira per il villaggio, lasciando le sue uova di porta in porta e ad ogni sosta racconta di Jum... Ma chi sarà mai? E così nel piccolo paese si vocifera che sia un mostro, che divori i bambini, che mangi gli animali, che venga dal nulla, che porti con sé paura e tristezza. Olga sa che tutto ciò non è vero, ma come riuscirà a raccontare la sua storia? Jum è un essere che si nutre di lacrime, ogni lacrima ha un sapore e più è speziato più Jum ne è goloso, ogni personaggio raccontato da Olga si dispera per qualcosa o qualcuno, e il pianto manifestato viene alimentato da Jum... Ho spesso sentito parlare dei libri di Elisabetta Gnone, ma non ne avevo ancora letto uno, anche se qui sul blog trovate diverse recensioni, sono tutte di Manuela, che più volte mi ha invogliata a leggere i suoi romanzi. Il mondo raccontato dalla Gnone è il mondo fantasioso dei bambini, che non disdegna anche gli adulti, anzi credo che dietro ogni suo racconto ci sia sempre una morale. La sua scrittura, le sue descrizioni mi hanno catapultata in un mondo che avevo dimenticato, i balocchi, i giochi senza tempo, l'osservare con gli occhi di un bambino, a volte credo che queste cose per noi adulti siano scontate, invece no. Leggere di Olga mi ha portato alla memoria tanti libri letti da bambina, l'incedere del racconto, lo svolgimento, la meraviglia, il finale. Ancora oggi mi stupisco, in un'epoca interinale, dove è lo smartphone a fare da padrone, leggere di fantastici personaggi ognuno con un suo perché, celato dietro immagini che solo dalla mente di un bravo scrittore possono nascere, storie che mi hanno riscaldato il cuore e invogliato a non abbandonare completamente questo genere di libri.
"La forza della letteratura sta nella sua capacità di parlare con il lettore, di fargli pensare che quello che legge sia scritto per lui. "
Questa frase mi è stata inviata per email, mentre mi comunicavano l'uscita del nuovo bellissimo romanzo della serie di "Olga di carta" scritta da Elisabetta Gnone. In quel momento ho pensato che non esisteva una frase più vera, che un libro se non mi fa pensare di essere stato scritto per me non riesco neanche ad apprezzarlo. Ho cominciato la lettura di Jum fatto di buio carica di aspettative, con il cuore sul punto di esplodere, perciò ora che posso devo parlare con voi delle sensazioni che mi ha lasciato.
I libri per ragazzi e per bambini sono scritti per determinate fasce di età, ma io non riesco a non leggerli e a non trarne degli insegnamenti. A mio parere non si smette mai di imparare, perciò quando Olga Papel mi racconta le sue storie io devo leggerle e farle mie. Con "Jum fatto di buio" entriamo nel vivo delle nostre paure, dei nostri momenti di sconforto, della sensazione di brancolare nel buio senza avere la possibilità di accendere la luce. Abbiamo tutti passato dei brutti momenti, abbiamo tutti creduto almeno una volta che non ci fosse nulla al mondo capace di farci sentire meglio. Mi sto sbagliando? Non credo. Parlo di noi, parlo di me, perché questo libro ci parla e ci lancia un messaggio chiaro: il buio non esiste.
Già in due romanzi dedicati alla serie il tema dell'amicizia è importante, presente e ci spinge a pensare. Quanto sono importanti per noi gli amici veri? Quanto è importante il loro appoggio? Quanto è importante la mano che ci tendono ogni volta per uscire fuori dai momenti difficili? Più leggevo più desideravo di far parte della cerchia ristretta di persone legate ad Olga Papel. Anche se a Balicò nessuno sa se credere alle sue storie sia un bene o un male, alla fine tutti capiscono sempre i messaggi celati dietro alle avventure che narra.
Se quello che vi ho appena raccontato non vi basta, vi farà sicuramente piacere sapere che Elisabetta Gnone tratta anche altri temi importanti come per esempio la cura degli animali o l'attenzione da dedicare ad elementi tossici per la salute.
Ad oggi ci sono troppe disattenzioni, troppi pochi esempi giusti e buoni per un bambino che cresce, per un ragazzo che si affaccia alla finestra della vita ed anche, perché no, per quelli adulti cresciuti ma ancora incapaci di tenere al mondo, agli animali, alle persone ed anche a se stessi.
Con uno stile di scrittura scorrevole, una trama meravigliosa da non sottovalutare e tanto amore verso i lettori al quale è rivolto anche "Olga di carta. Jum fatto di buio" si conferma per me uno dei piccoli capolavori dell'autrice Elisabetta Gnone.
Spero di poter leggere ancora queste sue opere e soprattutto spero che le leggerete anche voi, o che sceglierete di farle leggere ai vostri figli.
Un libro è davvero un libro per l'infanzia quando è un libro destinato a tutti; Olga di carta ci rientra in pieno. Scritto per i più piccini, con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile, è una storia che lascia dietro di sé una morale dedicata a tutti, bambini, ragazzi, adulti, anziani; non ci sono distinzioni nelle storie di Olga e nei loro insegnamenti. Gli adulti spesso dimenticano quanto siano potenti le favole per i bambini, che dietro le loro avventure si nascondono tantissimi significati importanti. Ed Elisabetta Gnone è sempre stata brava in questo: le sue storie, ricce di magia, emozioni e sentimenti, hanno sempre trasmesso valori e significati attraverso quella che accomuna tutti, anche se gli adulti si dimenticano di averla: l'immaginazione e la fantasia.
- Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un'onesta recensione -
«Sei solo un essere umano piazzato su questa Terra come tanti altri, accontentati e sii felice di esserci.»
Elisabetta Gnone, Olga di carta Jum fatto di buio Salani Editore
È passato del tempo dall’ultima storia di Olga Papel (Olga di Carta - Il viaggio straordinario) e, da quando si è diffusa la notizia che la ragazzina sta per raccontarne una nuova, nel villaggio di Balicò sono tutti in fermento.
Questa volta, però, la storia di Olga ha come protagonista una creatura particolare; una creatura fatta di buio, che viaggia alla ricerca della disperazione e che si nutre di lacrime - dolci, speziate, floreali - ingrassando nel dolore altrui.
Il suo nome è Jum e pare che già si aggiri tra le viuzze innevate di Balicò.
Olga è una bimba molto particolare: sottile come una sola pagina di un libro, ma con l’inventiva e la fantasia di centinaia di libri.
Olga conosce il dolore e conosce anche la felicità; conosce il buio e conosce la luce.
E Olga ha anche un dono: raccontare storie.
Ma le sue sono storie speciali, piccoli gioielli che trasformano e cambiano la vita degli abitanti di Balicò… sono storie così vere che riescono a cambiare la realtà del piccolo paese e dei suoi abitanti.
Un paese fatto a sua volta di storie, di ricordi, di bui… perché forse il buio non è uno solo, ma fatto di tanti bui diversi pieni di mille sfaccettature.
E così che il signor Gibòd scruta il cielo col telescopio alla ricerca della moglie perduta; la Casolina, straniera in terra straniera, combatte la sua quotidiana solitudine; il signor Cardòn vive oggi nel buio, ma la luce è stata la sua vita; Cod, privo di un passato, trova però il suo presente.
Il potere del racconto diventa così catarsi, epurando dolori e dispiaceri, perché «[…] ogni vuoto che si crea è uno spazio nuovo che attende di essere riempito».
Ed è questo ciò che Olga vuol insegnare ai suoi compaesani e al lettore che la segue nei boschi e sulle sponde del fiume: «Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene».
La sofferenza e il dolore sono parte di noi; ciò che dobbiamo essere capaci di imparare e mai dimenticare è che dal dolore e dalla sofferenza ci si deve risollevare.
Una favola quella di Olga davvero speciale; dolce e soffice come la neve che ricopre Balicò.
Così, seguendo Olga nelle sue scorrerie tra casa della nonna e Balicò per la consegna delle uova, il lettore si ritrova immerso in un mondo di storie: quelle degli abitanti del villaggio e quelle che la stessa Olga racconta.
Pensata per un pubblico giovane, la storia della piccola Olga è però capace di lasciare delle grandi lezioni anche ai più grandicelli.
4.5⭐️ Adoro la Gnone fin da piccola, da quando lessi per la prima volta Fairy Oak e me ne innamorai totalmente. Sono sempre stata dell'idea, però, che i libri dedicati ad Olga di carta non fossero rivolti ai lettori più giovani di me, e con Jum fatto di Buio lo posso confermare.
Olga è una bambina di 12 anni che vive nel bianco villaggio di Balicò insieme a nonna Almida, il cagnolino Valdo e il gatto Gatto. Ha avuto un'infanzia infelice, i genitori sono morti entrambi in un incidente a pochi anni di distanza l'uno dall'altro, ma non ha mai smesso di raccontare le storie vere di cui è a conoscenza praticamente da quando è nata. I vari personaggi del villaggio che incontriamo per l'intera narrazione hanno considerazioni diverse della piccola Olga: c'è chi pensa che racconti solo bugie e preferisce tenersi a distanza da lei, chi invece prova una tenera simpatia e ascolta curioso la prossima storia che Olga tirerà fuori per loro. In questa nuova avventura, Olga decide di raccontare tante storie diverse, con bizzarri personaggi, tutte accomunate dalla presenza di Jum, un "mostro" fatto di buio che si nutre solo di lacrime di disperazione. Ho amato alla follia le metafore che l'autrice ha nascosto sotto la presenza di Jum, tutte con un significato delicato ed importante da apprendere. Alcune mi hanno commosso, altre mi hanno fatto sorridere, altre mi hanno stretto il cuore in una morsa dolorosa. Jum non è un mostro qualsiasi, è un sentimento che ognuno di noi può provare in momenti particolari della propria vita, quando ci si sente persi dinanzi al futuro, quando ci si sente soli, quando si è costretti ad affrontare un lutto importante che lascia un vuoto incolmabile. Olga ci insegna che Jum non deve essere cacciato appena lo si incontra, ma bisogna prima conoscerlo, metabolizzarlo e saperci convivere, così che lui vada via da solo. Perché Jum dovrà sempre andarsene. Lui si nutre solo di lacrime e chi ritrova la spensieratezza e la felicità dopo un periodo buio, non verserà più lacrime per lui. La penna della Gnone, unita ai meravigliosi disegni dell'illustratrice, mi hanno trasportata nel villaggio di Balicò con Olga, Valdo e tutti i suoi amici, lasciandomi quella sensazione che alcune cose avrei potuto aspettare a provarle perché ancora piccola...ma, quando ho chiuso il libro, ho capito che era davvero solo una sensazione. La scrittura è soprattutto questo❤️🩹
"Sai - proseguì poi, - ho scoperto che ogni vuoto che si crea è uno spazio nuovo che attende d'essere riempito, e che buio è una parola singolare, i "bui" non esistono. Vuoi sapere perchè? Perché esiste un buio alla volta, mio caro Jum, e ci sei già tu. Io dovrò essere diversa e ho deciso che sarò luce. Sono più facile, perchè di luci ce ne sono tante e possono essere infinite. Come ho fatto a non capirlo? Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene."
En esta nueva entrega de "Las historias de Olga de papel" conoceremos al nuevo protagonista de las historias de Olga Tindal: Jum hecho de oscuridad.
Balicó está cubierto de nieve y parece que ese manto frío acompaña mucho al estado de ánimo de sus habitantes, pues prácticamente todos se ven visitados a diario por Jum, un ser hecho de oscuridad que se alimenta de las lágrimas más amargas y trágicas de la gente. En este contexto, Olga nos dará la clave para vencer a Jum y arrojar un poco de luz sobre nuestras oscuridades. Sí, porque no hay solo un tipo de oscuridad... hay tantos como personas en este mundo.
A diferencia del primer tomo, en este libro no encontramos una historia con principio, nudo y desenlace, sino que encontraremos un montón de pequeñas historias con un gran mensaje que transmitirnos. Así, mientras Olga Tindal hace el reparto de huevos, también hará un reparto de historias que todos sus vecinos querrán escuchar. Porque sí, en este libro los habitantes de Balicó también tienen su protagonismo, su historia, su corazón...
Mentiría si dijera que no he llorado, mínimo, un par de veces con este libro. Sin duda, se ha ganado un hueco muy especial en mi estantería y en mi interior.
3.5 Questo è uno dei casi in cui maledico Goodreads per non avere le mezze stelle...
Che la Gnone ci sappia fare con le parole è assodato. Le sceglie con cura, le intesse con maestria e il risultato finale sfiora spesso la poesia. La storia di Olga, poi, ha tutta la delicatezza della sua protagonista. Purtroppo, però, a differenza del primo volume della serie, questo episodio è più lento, la narrazione - a causa delle tante piccole storie su Jum - meno 'avvolgente'. Il messaggio è sempre forte e profondo, ma impiega molto di più a prenderti dal punto di vista emotivo.
Certo, quelle 5 pagine finali 'riscattano', per così dire, tutto il libro, ti prendono dentro e ti fanno sorridere e anche commuovere un po'. E ti fanno venire il dubbio che tre stelle siamo poche, troppo poche. E così continui a maledire in silenzio Goodreads, mentre aspetti di leggere il prossimo capitolo delle avventure di Olga.
Esta historia me hace igual de feliz que su primera parte. El tono que tiene es un poco más triste, y por eso precisamente me parece que está llevado de una forma estupenda. Me ha vuelto a emocionar mucho, como la primera vez que lo leí, el mimo y el cuidado con el que se habla del dolor y de la esperanza. Incluso siendo un libro cortito con ese toque de fábula y cuento, para nada lo vanaliza, le resta importancia o lo toca solo por encima, sino que lo trata de una forma maravillosa que, a mi personalmente, me emociona muchísimo. Este es ese libro al que voy y que recomiendo mucho cuando estamos tristes y no vemos salida a lo que nos está pasando.
3.5 en realidad Me ha resultado una historia llena de magia, con muchísima profundidad a pesar de su apariencia sencilla, y que ha sido una auténtica delicia.
Jum hecho de oscuridad es una novela que, sin dejar de ser tierna en momentos, se adentra en las esperanzas, los miedos y las pérdidas de la gente que vive en el pueblo de Balicó usando al personaje de Jum para hablar con tacto de ese «monstruo» al que todos terminamos conociendo en la realidad.
esta nueva entrega de las historias, la autora Elisabetta Gnone, nos vuelve a traer las aventuras de Olga y los habitantes del pueblo de Balico. al contrario que el primer libro, este se centra más en Olga y no tanto en la historia secundaria así que eso me encanto porque quería conocerla mucho más. . Entran en tema cosas esenciales como el amor materno, los amigos, el romance, los fieles amigos que son los perros. En fin, el amor en todas sus formas. Pero también se habla de la oscuridad que cada persona guarda en sí; las cosas tristes o terrores del pasado que nos atormentan y no nos dejan vivir. Olga, con sus historias, ayudará a muchos habitantes de Balico a superar sus miedos. Amo cada día más a la autora, estos libros definitivamente son los mejores middle-grade que leí en mi vida.
+Torna Olga Papel, la bambina che ama più di ogni altra cosa raccontare storie e che sa incantare, con la sua fantasia (ma forse è tutto vero!) gli abitanti di Balicò, il piccolo paesino fra le montagne, immerso in una natura idilliaca e dal sapore antico, in cui la serie è ambientata. Uno dei punti di forza di questa storia (e delle storie che finora ho letto di Elisabetta Gnone, ad esempio Fairy Oak) è proprio l'ambientazione: Balicò è un paesino dove si conoscono tutti, somiglia ai piccoli borghi italiani che sopravvivono ancora al progresso, dove la vita è scandita dalle stagioni, dai fenomeni atmosferici, dalle tradizioni. Madre Natura è protagonista indiscussa e, con le sue piante e i suoi animali, è lo spunto per continue lezioni di vita.
Questa volta si parla di un mostro assettato di lacrime: Jum, una creatura fatta di buio, cioè di tutti i dolori e le sofferenze degli altri. C'è tanto dolore nel mondo, verrebbe da pensare, così tanta gente sola, infelice, che versa continuamente lacrime, che la vita per Jum dovrebbe essere una pacchia... eppure, lo strano mostro fa una fatica pazzesca a trovare di che nutrirsi, questo perché, nonostante tutto, i sorrisi e le gioie sono sempre dietro l'angolo e le lacrime e i dolori non possono mai durare in eterno. É questo il concetto principale attorno a cui ruota il secondo volume di Olga di Carta: Elisabetta Gnone centra perfettamente l'obiettivo, raccontando ancora una volta una storia che ne contiene tante che, come sentieri diversi, convergono verso un unico punto.
Passeggiando per le strade di Balicò, consegnando uova o semplicemente storie, Olga, accompagnata dal fedele cane Valdo, racconta le sue storie: storie di persone che hanno perso qualcosa, il cui vuoto interiore si riempie di buio e lacrime. Jum riesce sempre a trovare queste persone: sente l'odore della sofferenza e delle lacrime e più si nutre, più diventa grasso e viscido. Ma per quanto buio si trovi nel mondo, ci sarà sempre un raggio di luce che riuscirà a scacciarlo, così Jum è costretto a viaggiare, alla perenne ricerca di cibo. Olga sta crescendo, l'ombra del primo amore si proietta sul suo cammino, è una bambina diversa da quella che abbiamo avuto modo di conoscere nella prima delle sue avventure: ha ancora molti segreti, non solo con gli abitanti di Balicò, ma anche con i suoi amici più stretti e con noi lettori. L'unico che, forse, sa tutto di lei è il fedele cane Valdo, che la segue ovunque va, soprattutto quando indossa le sue "scarpette di corteccia" (quelle che erano state regalate a Olga di Carta nel primo volume dal signor Tasso!) e si reca nel bosco a fare cose misteriose... Ma questa parte della storia, che Elisabetta Gnone ha solo accennato sia nel primo che nel secondo volume, promette di essere svelata in seguito. In Jum fatto di buio, invece, scopriamo le debolezze e i dolori dei vari protagonisti, i loro silenzi, le loro paure, in altre parole i loro "bui". Sembra strano, riflette la piccola Olga, ma la parola "buio" non ha un plurale. Come mai? La risposta arriverà solo alla fine, solo dopo aver raccontato tutte le storie che deve, solo dopo aver fatto sorridere le persone a cui vuol bene e scacciato, col potere delle parole, ancora una volta Jum fatto di buio.
Lo stile è quello inconfondibile di Elisabetta Gnone, un mix di fantasia e realtà, di quotidianità e magia, che contribuisce a ricreare un'atmosfera soffusa, calda e accogliente. Immergersi nelle pagine di questo libro, è stato come sedersi accanto al camino, in una baita in montagna la notte di Natale, con la luce del fuoco che scoppietta davanti ai piedi e il muso umido di un cane posato sulle ginocchia. Un luogo familiare, insomma, pieno di storie antiche e nuove, che non smettono di regalare lacrime (non ci sono solo quelle tristi, esistono anche le lacrime di gioia e quelle di commozione!) e sorrisi, una vera e propria carezza sul cuore.
La storia di Jum insegna ai bambini che siamo tutti fatti di buio, ma anche di luce, che le lacrime non sono sempre sbagliate e che ce ne sono di diversi tipi, che non dobbiamo mai credere a chi ci dice che la vita è solo dolore, perché quando meno ce lo aspettiamo la gioia e i sorrisi tornano, scacciando via le nubi, che si può ritrovare la strada, anche quando sembra proprio persa, che non bisogna avere paura di aprirsi agli altri o di intraprendere nuovi sentieri. Essere felici è il prodotto di tentativi, speranza e forza di volontà, oltre che del Caso, è la conseguenza dell'incontro con cose, persone, animali, passioni giuste, perché anche quando siamo apparentemente spenti, anche quando siamo tristi e soli, restiamo "lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene".
L'inverno si porta via le foglie e lascia gli alberi spogli. A volte mi chiedo se abbiano freddo mentre il vento gli accarezza i rami nudi. Ci sono dei momenti in cui mi sento come loro nel silenzio della notte. Quando i ricordi mi assalgono, spesso proprio vicino al Natale, mi torna in mente Jum. Quando sentiamo un enorme vuoto dentro e pensiamo di aver perso qualcosa di importante per sempre, lui è Jum. Quando ci sentiamo persi e non abbiamo ragioni per essere felici, arriva Jum. Se la sofferenza ci priva di vivere la nostra vita ecco che siamo accompagnati da Jum. Si dice che dare un nome a qualcosa gli impedisce di avere potere su di noi. Ed è questo uno dei doni che ho ricevuto dalla lettura di Jum fatto di buio. Quel buio che a volte ci divora dentro ha accompagnato tutti noi qualche volta nella vita, ma non dobbiamo averne paura perché il vuoto può essere riempito e la felicità può nascondersi negli angoli più impensabili se solo decidiamo di non legarci a Jum. Tornare a Balicò con Olga, Bruco e tutti gli abitanti è stato un po’ come sentirsi di nuovo a casa. Sotto la neve invernale della festosa cittadina, Olga torna con una nuova storia, anzi no! Tante storie e tanti protagonisti tutti diversi eppure tutti accomunati dall’incontro con Jum. La magia della penna di Elisabetta Gnone è quella di farti sentire parte della storia, di partecipare come se fossi lì a vedere tutto ciò che racconta perché ogni storia in fondo parla anche di ognuno di noi. Nelle nostre differenze, nelle vite che abbiamo vissuto, siamo tutti accomunati da felicità e dispiaceri, amicizie e addii, impegni e divertimento. Attraverso questa favola dolce e malinconica ma potente come un fuoco che divampa, possiamo riconoscere il nostro buio, accoglierlo e accettarlo. È vero, il vuoto non svanisce ma può diventare piccolo piccolo fino a non sentirlo e se ci lasciamo aiutare dagli amici tutto può diventare migliore. Le storie di Olga sono magiche, e non perché narrano solo di avventure e fanno riflettere, ma perché curano. In Olga ci sono moltissime tematiche eppure nonostante l’importanza degli argomenti trattati non viene meno il piacere della lettura e la leggerezza delle fiabe. Perché di questo si tratta, fiabe narrate dentro la cornice di una grande fiaba di cui ci sentiamo alla fine parte anche noi. Come gli abitanti di Balicò anche io amo le storie di Olga, ma quando narra di Jum fatto di buio tutti gli abitanti si spaventano, la voce di un mostro divoratore si sparge per il paese spaventando tutti e lasciando spazio a pregiudizi e superstizioni che creano solo confusione e problemi. Per questo è importante ascoltare, ma ascoltare davvero, prima di dare giudizi o di mettersi in allarme. Il costo è molto alto se lasciamo alla paura il potere di guidare le nostre azioni in cerca di un colpevole esterno pur di non vedere davvero cosa abbiamo nel nostro cuore. Se solo ci fermiamo un attimo ad accogliere quel buio e a riconoscerlo per ciò che è allora ne saremo avvolti per un attimo per scoprire che non è più minaccioso, ma dolce e confortevole perché fa parte di noi e siamo noi a decidere il ruolo che deve avere nella nostra vita. Avere paura di Jum gli da solo potere perché come dice Olga in realtà questa storia fa ridere! Ridere di cuore perché dopo i racconti di Olga rimaniamo pieni di coraggio, fiducia e speranza. Il dolore non va ignorato ma va compreso e accettato. Parlare di tematiche così difficili come la paura, il dolore, l’abbandono e la morte in libri per bambini non è mai un compito semplice. Eppure Elisabetta Gnone lo fa con una capacità straordinaria, la sua penna dipinge con dolcezza tutte le sfaccettature della vita senza nasconderci niente, senza proteggerci ma dandoci gli strumenti per affrontarla con tutti noi stessi. Questo secondo libro di Olga mi ha emozionato ancora di più del primo, è forse meno avventuroso perché la storia non è un viaggio straordinario ai confini del mondo, ma tante favole che portano diritto dentro noi stessi. Eppure dopo questa lettura mi sento arricchita e adesso che lo conosco non temo più Jum, so come sconfiggerlo e penserò sempre a Olga, Valdo e gli altri. In attesa della prossima avventura e della prossima storia.
Quando Olga racconta una storia, ogni persona grande o piccola che sia, si ferma ad ascoltare. Come nella nostra realtà, anche nel villaggio di Olga sta per arrivare il Natale, ma la sensazione che si ha addosso non è di facile spensieratezza. L'umore di tristezza che aleggia intorno al villaggio, porta Olga a raccontare una storia diversa, una storia dove la paura forma una dimensione strana, un personaggio intenso e oscuro al tempo stesso. Jum fatto di buio è un essere molliccio, un mostro che si nutre di ciò che fa più male e non importa se si è grandi o piccini, quando il dolore è troppo forte il nostro corpo lo butta fuori con le lacrime ed è lì che Jum trova cibo per il suo stomaco.
I sentimenti più negativi, il dolore profondo, viene rapito dalle lacrime di cui Jum fatto di buio si nutre. Il personaggio che Olga racconta e fa venire i brividi a grandi e piccini, mi ha ricordato un po' il personaggio di La città incantata dello studio ghibli e mi è piaciuto confrontarli provando lo stesso brivido, come se un personaggio di carta potesse in realtà uscire fuori e portarti via con sé.
In realtà la storia che Olga racconta è fatta solo per sorridere un po', per eliminare quel vuoto che si sente nel villaggio e per lasciare spazio alla leggerezza, eppure nel villaggio succede invece una cosa strana; Jum, fatto di buio comincia a farsi sentire tra la gente, portando azioni ed eventi strani.
Ancora una volta Elisabetta Gnone mi ha letteralmente stregato. Nonostante il romanzo non sia di chissà quante pagine, in realtà Olga e le sue storie riescono a coinvolgerti al tal punto di aver la sensazione di voler leggere ancora e ancora, fino all'infinito. Se il primo romanzo, Olga di carta e il suo viaggio straordinario, mi aveva permesso di sentirmi a casa con profumo di buono e quella dolce malinconia della fine lettura, qui ritroviamo tratti più scuri, ma che non fanno paura. Con Olga di carta e Jum fatto di buio, ci sembra di aprire le porte di una caverna scura, dove la luce non sembra affatto filtrare, in realtà pagina dopo pagina, la meraviglia che la storia porta ci riempie di quella luce innocente, di quel bisogno di sognare e sorridere.
I personaggi del primo romanzo ci sono tutti, ma in una veste nuova, matura rispetto al precedente, anche la stessa Olga sembra diversa nel modo di porsi e di raccontarsi, ma il suo esser buffo non lascia spazio a dubbi o voglia di tornare indietro. Come sempre la scrittura di Elisabetta Gnone è incalzante ed evocativa, ti rapisce in un modo così delicato e forte al tempo stesso, che ci sembrerà di trovarci esattamente lì nel villaggio a seguire la nostra piccola protagonista. Nonostante sia un romanzo per ragazzi, i dialoghi non sono frutto di parole ingenue o sempliciotte, ma possono esser letti anche da adulti, apprezzandone ancora di più il contenuto.
Di questo romanzo non si può assolutamente dir nulla di negativo, anche lo stesso contenuto, le illustrazioni, la cover, è tutto completamente perfetto, non ha nulla che non va o lasciato al caso.
Olga di carta e Jum fatto di buio è un acquisto che ho fatto al volo, senza tanti fronzoli e ripensamenti perché dell'autrice leggerei anche la lista della spesa. Elisabetta Gnone è una garanzia, è la chiave che ti permette di aprire la porta dei sogni, è rimescolare tutte le sensazioni che si hanno all'interno, è annullare i problemi, il disagio degli eventi, le difficoltà che a volte ci tende la vita e sentirci di nuovo bambini, senza troppi pensieri o paure.
Quella bambina aveva perduto ciò che di più caro avesse al mondo e, non avendo più nulla da amare, e per cui essere felice, desiderava esser fatta di buio. Cara Olga, siediti ancora qui e raccontami una storia che non so.
Elisabetta Gnone è da sempre la mia autrice preferita. Mi ha offerto rifugio a Fairy Oak, per sfuggire ai bulli che mi tormentavano. Mi ha fatto innamorare del magico potere delle parole a tal punto, che tento di usarle per mettere su carta le storie ingarbugliate che ho nella mente. Ora mi sta aiutando a diventare adulta con Olga Papel. Si, sono consapevole del fatto che la trilogia di Olga di Carta è dedicata ad un pubblico molto giovane. Ma se credete per questo di non poter leggere questi romanzi, state sbagliando totalmente. La bellezza che si nasconde dietro Olga Papel è proprio il fatto che sebbene il tono sia fiabesco ed educativo, racconta sempre di momenti difficili che ognuno di noi affronta nella vita. Il voler essere qualcosa di diverso da ciò che si è ed in questo volume il rapportarsi al lutto ed al vuoto che tutti almeno una volta nella vita provano. Il gelo che porta con sé Jum è famigliare ad ognuno di noi. Probabilmente si è seduto accanto a noi molte volte, insultandoci per le nostre lacrime insipide. Per quanto sia difficile riuscire a comprenderlo Jum non rimarrà mai con noi per sempre, perché -Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.-. Ho amato la delicatezza con cui l’autrice è riuscita a parlare di un tema così pesante e complicato. E sono felice che un pubblico molto giovane possa fruire di questa storia, perché purtroppo non c’è un’età prestabilita quando si viene a contatto con il dolore e la sofferenza del perdere qualcuno o qualcosa a noi infinitamente caro. In questo romanzo Olga racconta ai diversi abitanti di Balicò diverse storie, spesso proprio ciò che avevano bisogno di sentirsi dire. Il personaggio che lega tra loro le mini storie è un mostro informe di nome Jum, egli è fatto di buio e si ciba delle lacrime di chi ha un vuoto, un buio dentro. Jum passa così di bocca in bocca tra gli abitanti del villaggio, la storia si contorce sfuggendo alle mani della giovane Olga Papel e seminando il panico tra gli abitanti. Questo secondo romanzo sebbene comunque stupendo, mi è piaciuto meno rispetto al primo della serie. Ho apprezzato di più la storia di Olga di Carta che si intrecciava e si perdeva dentro la storia della nostra piccola narratrice di storie vere.
Un villaggio animato, ricco di personaggio ben riconoscibili.
Una bambina, Olga Papel, sottile come un foglio di carta.
Mille storie e racconti non troppo lontani da quanto accade nella realtà.
Sono queste le tre anime di Olga di carta - Jum fatto di buio, secondo capitolo dedicato alla piccola e genuina Papel che si avventura tra le pagine ricamate d'inchiostro di Elisabetta Gnone. Il lettore torna, volando neanche troppo con la fantasia, nella valle incantata del primo libro con una nuova storia anche se sarebbe più corretto dire un'intreccio di più racconti capaci di sfiorare l'intera gamma delle emozioni. Con un avvolgente turbinio di parole e personaggi, il mondo di Olga è pronto ad accogliervi nuovamente.
Il Natale si avvicina e il villaggio di Balicò si prepara a viverlo al meglio. Ad alimentare il fervente clima di preparativi ci sono le storie che nascono vorticosamente nella mente dell'esile Olga. Ogni abitante del villaggio non vede l'ora di aprire il proprio cuore a buone sensazioni e a vissero felici e contenti accoglienti e rassicuranti. Questa volta, però, le parole della ragazzina vedono protagonisti anche dei momenti di buio, più inquietanti e spaventosi, che nascondono tra le loro pieghe una creatura di nome Jum che si nutre delle più sofferte lacrime delle persone. Improvvisamente delle ombre spaventose sembrano avanzare sui boschi ai confini del villaggio.
4,5 stelle Elisabetta Gnone è una garanzia se cercate un bel libro per ragazzi e se il primo volume di Olga di Carta mi è piaciuto questo l’ho amato.
Olga è un personaggio che non si può non amare, nonostante abbia sofferto tanto in passato, affronta la vita serenamente dimostrandosi un personaggio dolce e innocente. In questa avventura i cittadini di Balicò ascoltano con stupore le tante storie che racconta la bambina che hanno come punto in comune un personaggio strano, bizzarro e inquietante: Jum.
Jum è un essere informe e molliccio che si nutre della disperazione e della tristezza delle persone che soffrono per una mancanza, un vuoto che portano dentro. L’autrice tratta questa tematica sotto varie sfaccettature, un tema che tocca tutti perchè ognuno di noi porta sempre con sé, nel bene o nel male, un vuoto.
Elisabetta Gnone narra questa storia in modo delicato e fantasioso come solo lei sa fare, dando una forma alla tristezza (Jum) e realizzando un personaggio che non si può odiare.
Olga scopre che tutti i cittadini di Balicò hanno un vuoto dentro e così inizia a raccontare le tante storie con Jum fatto di buio.
Una storia che parla di bui, di vuoti, ma anche di luce.