Tre ragazzi, tre amici, tre storie. Le vite di Pietro, Melo e Giovanni tornano a intrecciarsi a trent'anni, dieci anni dopo essersi salutati. Il motivo? Le nozze di uno dei tre, a Cefalù, luogo meraviglioso nonché sfondo su cui i tre ragazzi hanno costruito la loro amicizia. Durante quella settimana estiva, succede però qualcosa che fa saltare il banco: un morto ammazzato. "La rocca di carta" è un romanzo che sembra un giallo, ma anche un racconto introspettivo di tre personaggi diversi tra loro, trascinati dagli eventi a guardarsi allo specchio.
Non sprecherò altrettanto tempo di quanto già ne ho sprecato a leggere quest'accozzaglia di insulsaggini, sciapo e senza spina dorsale, un insieme di menage a trois stupido, fatti di piccola mafia al limite del ridicolo, personaggi che sembrano disegnati da Bonvi. Anzi, fossero stati davvero disegnati da Bonvi sarebbero stati addirittura interessanti. Una storia stupida, senza capo né coda, noiosa nella narrazione tanto quanto nello sviluppo che non porta a niente. Per fortuna è un ebook, altrimenti manco come zeppa per tavoli traballanti andrebbe bene.
Una piacevole lettura, che mescola a una buona trama (condita da alcuni imprevedibili e bizzarri colpi di scena), una descrizione del vivere siciliano e, in particolare, di Cefalù (nella quale, delle volte, leggendo, pare di essere trasportati) e una narrazione che presenta una serie di elementi e citazioni nelle quali tutti noi possiamo riconoscerci. Nel complesso, un libro che non delude e che può essere lo spunto per ragionare sul concetto di "radici".
Libro veloce e adatto all'estate, sia per ambientazione che per tematiche. Qualche piccolo colpo di scena, una prosa rapida, scorrevole e a tratti divertente, che vede tre amici alle prese con peripezie un po' alla Stanlio e Ollio. Divertente ma non il libro della vita.