"Se i rami secchi ingombrano il nostro mondo interiore ci ammaliamo di ansia, insonnia, depressione. Nessun sapere convenzionale ci può aiutare quando stiamo male. Proprio perché siamo unici, c'è qualcosa dentro di noi che sa come sì, siamo abitati dal nostro psicoterapeuta nascosto e non lo sappiamo." In questo libro straordinario Raffaele Morelli ci insegna a prenderci cura di noi stessi. A trovare da soli la via della guarigione dai nostri problemi psicologici.
Oggi tutti vanno dallo psicoterapeuta per parlare della loro vita sfortunata, del loro passato, dei rapporti difficili con la madre o il padre. Niente di più sbagliato, dice Morelli. Bisogna smettere di cercare risposte, smettere di bisogna invece affidarsi a se stessi, lasciar fluire l'energia antica nascosta nella propria anima.
Perché "dalla notte dei tempi, qualcosa di interiore conduce spontaneamente ogni essere vivente verso la propria meta... ho scelto tredici semplici mosse che raccolgono i codici della saggezza antica, di quel sapere con cui l'uomo si è sempre preso cura di sé".
Cerca il vuoto, non la spiegazione dei tuoi disagi. Aspetta senza aspettative. Vivi la trasformazione silenziosa. Diventa più insicuro. Smetti di rimuginare sui problemi. Dimentica la tua storia. Osservati per ciò che sei, e non giudicarti...
Tredici semplici regole, tredici mosse per cambiare il proprio sguardo su se stessi e sul mondo, e avviarsi verso la guarigione.
Raffaele Morelli (Milano, 1948) è uno psichiatra, psicoterapeuta, filosofo e saggista italiano. Dal 1979 è direttore dell'Istituto Riza, gruppo di ricerca che pubblica la rivista Riza Psicosomatica ed altre pubblicazioni specializzate, con lo scopo di "studiare l'uomo come espressione della simultaneità psicofisica riconducendo a questa concezione l'interpretazione della malattia, della sua diagnosi e della sua cura". Inoltre è direttore delle riviste Dimagrire e Salute Naturale. Dall'attività dell'Istituto Riza è sorta anche la Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo psicosomatico, riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica nell'ottobre del 1994. Nelle sue opere ci sono molti riferimenti alle dottrine orientali.
Non sono certa che gli psicoterapeuti siano proprio in accordo con quello che è scritto in questo libro, però Morelli mi ha fornito alcuni semplici consigli su come superare l'ansia e la paura quando si affacciano nella mia anima che penso proprio seguirò. Per il resto mi è piaciuto il fatto che non dobbiamo mai rimanere ancorati al nostro passato, perchè noi siamo individui unici, non dobbiamo voler cambiare, ma accettarci così come siamo e, continuando a rimuginare sulle nostre esperienze vissute, la nostra anima si ammala ed è molto bella l'idea di riavvicinarci agli elementi naturali per aiutare la nostra energia ad esplodere. Altri concetti del Taoismo sono contenuti in questo libro con cui si può essere in accordo oppure no, ma vale la pena leggerlo.
"La via delle immagini rappresenta il modo più semplice per superare i malesseri, rifugiarsi dentro di sé e stare in silenzio, accettando tutte le sensazioni che ci invadono, sparire dalla vita reale e affidarsi al sogno; quello che non ci piace di noi è quasi sempre ciò che possediamo di più prezioso; non bisogna rimettere le cose a posto, ma guardarle in modo differente; l'anima ha in mano il nostro destino dalla nascita e se non seguiamo le sue decisioni ci ammaliamo"
Non sono entrata in sintonia con il libro, cosa che è ovviamente colpa mia e non del libro in sé, ma l'ho apprezzato per alcuni aspetti, per esempio il suggerimento di smettere di sezionare il passato, per scoprire chi si è oggi. L'abitudine, molto in voga da diversi decenni, di scavare, anzi, di trivellare nel passato, sta avvelenando il presente di molte persone, offrendo altresì un comodo alibi a chi vorrebbe cambiare qualcosa di sé, ma è troppo pigro per farlo e preferisce dare la colpa dei propri fallimenti non a se stesso e alla propria condotta, ma a cose accadute in un tempo lontano.
Questo libro sembra partire da un paradosso: uno degli psicoterapeuti più noti d'Italia, fondatore e presidente dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, direttore della rivista Riza, autore di innumerevoli libri di psicologia, inizia con il dirci che possiamo guarirci da soli. Andando avanti nella lettura, però, si comprende come Morelli non intenda che si faccia totalmente a meno della psicoterapia tout court: le sedute aiutano, certo, purché a svolgerle non siano i terapeuti che fanno risalire le nostre ansie e depressioni, i nostri insuccessi e le nostre paure, alla nefasta influenza, nell'infanzia, di mamma e papà. Possiamo aver avuto pessimi genitori, dice Morelli, e tuttavia agire in un certo modo non sulla scia del loro (cattivo) esempio, ma per le nostre personali inclinazioni e convinzioni. Possiamo quindi lavorare su noi stessi, con l'aiuto del terapeuta illuminato, per trovare in noi e nel presente - e non nel passato - le cause dei nostri problemi. Con l'aiuto di numerosi case studies tratti dalla sua esperienza personale, Morelli ci illustra in maniera pratica come un problema portato in terapia possa essere affrontato in un modo anticonvenzionale (basato sulle visualizzazioni) per i terapeuti d'oggi, ma naturale per i maestri di ieri: i filosofi cinesi cui Morelli manifestamente si ispira, e i cui principi riporta con convinzione nel suo libro.
Cerca di smontare alcuni dei pensieri più radicati nell' odierno agire/pensare comune. A volte è ripetitivo ma rimane molto scorrevole e se si riesce a lasciare a casa il pregiudizio e le proprie convinzioni/certezze, può indirizzarti verso la tua unica e nuova visione del tutto e sopratutto del niente.
Ottimo libro che veramente apre la mente su come si possono affrontare i disagi psicologici della nostra mente in maniera liberatoria e definitiva. Ho letto tanti libri di Morelli altrettanto utili e affascinanti, e questo non si smentisce e allarga ancora di più l'orizzonte nella comprensione del nostro percorso di vita. Lo rileggerò più volte sicuramente.
Lettura necessaria 🙂, accettare i propri lati positivi e negativi come componenti preziosi del nostro essere, accoglierli e saper leggere i messaggii nascosti che ci trasmettono per crescere ed evolvere.
Devo ammettere che non sono proprio d'accordo su tutte le teorie riportate dal dott. Morelli in questo libro, penso che ogni soggetto è a sé e ognuno ha il suo modo giusto di affrontare le cose, che siano traumi, dolori e problematiche varie. Sono dell'idea che non esista un metodo universalmente adatto a tutte le persone per uscire dai propri disagi, penso che ognuno di noi debba trovare la propria strade, il proprio metodo. Tuttavia, ho accolto con molto interesse la filosofia Taoista e questo libro mi ha spinta a documentarmi ulteriormente. Ho anche provato ad applicare alcuni suggerimenti dati dal dott. Morelli, ma con me non hanno funzionato. Proverò sicuramente a dargli una seconda, terza, quarta chance. Ad ogni modo, è stato stimolante leggere questo libro e mi ha aperto gli occhi su molte cose.
Sembrano essere per la maggior parte donne le pazienti del dr Morelli (in verità sono donne la maggioranza delle pazienti di un qualsiasi psicoterauta), e prima o dopo, lo psicoterapeuta le trasforma tutte in amanti soddisfatte e mai sazie! Sotto i suoi auspici ogni donna si può salvare...."scopando". Mah....L'importante è che queste donne si aspettino sempre qualcosa ....senza avere niente di preciso in mente. Già, ma come si fa a diventare chessò un'astronauta, senza avere nulla di preciso in mente? Semplice: non si fa. Prima o poi (meglio prima) qualcosa di strutturato lo devi avere in testa se vuoi provare a realizzare degli obiettivi! Un'altra questione che è un must nei discorsi e negli scritti di Morelli, e anche in questo libro, è che siamo vicini alla felicità quando facciamo un lavoro che ci piace. Ci sarebbero diverse osservazioni da fare in merito. Prima osservazione: se ci fosse qualcuno che si prendesse la briga di chiedere a quanta più gente possibile se ama ciò che fa, io ci scommetto che la stragrande maggioranza direbbe che beh, sta svolgendo il lavoro che ha trovato e che cerca di farsi piacere. Seconda osservazione: io non sono convinta che la gente sappia se ama o non ama un lavoro o se lo stia facendo invece semplicemente perchè è quello che le riesce più facile.
[manca il nesso logico fra le due parti]
Se noi andiamo a leggere cosa dicono i neurologi che fanno scuola come Beau Lotto (Beau Lotto, Percezioni, come il cervello costruisce il mondo [Deviate, The science of seeing differently, 2017]) capiamo che le scoperte scientifiche degli ultimi venti anni hanno messo in evidenza che tutti noi tendiamo a ripetere in modo coatto gli stessi comportamenti anche quando non sono funzionali a niente, e ci procurano solo dei danni, come nevrosi, fobie, frustrazioni, sofferenze. Il nostro cervello non si è evoluto per comprendere la realtà, ma di fatto ...per inventarla! Tale capacità può essere alla base della nostra reale possibilità di modificare il nostro futuro. Si tratta di mettere in dubbio i nostri assunti (del resto noi non percepiamo la realtà e dunque conosciamo molto meno di quello che crediamo di conoscere) e creare un terreno di investigazione, di sperimentazione in cui sia possibile deviare dalle solite risposte automatiche. Si tratta come dice Lotto, di celebrare il coraggio di dubitare, di essere umili.....