Questa è la storia di Anna, una bimba che nasce il 2 agosto 2014, in un sabato sera di un’estate californiana neanche troppo calda. Anna è una bambina particolare: ha due papà. È stata scelta, decisa, voluta e concepita. Tutto è nato nel novembre 2012, quando ho avuto l’idea di avere un figlio con il mio compagno. Eravamo iscritti nel registro delle unioni civili e ci siamo detti: “Perché no?” Ci siamo informati, siamo entrati a far parte delle Famiglie Arcobaleno e ci si è aperto un mondo nuovo. In pochi mesi è iniziato il nostro incredibile viaggio: da Milano a Los Angeles a San Francisco. Abbiamo conosciuto una donatrice che ha donato l’ovulo e una portatrice che ha portato Anna dentro di sé per nove mesi. Quando è venuta al mondo ci ha resi gli uomini più felici della terra. In Italia ci hanno sostenuto e incoraggiato tutti. Ancora oggi posso dire che sia stato il viaggio più incredibile della mia vita. Oggi nostra figlia ha quasi tre anni ed è una bambina serena e felice, la gioia e l’orgoglio dei suoi papà. Frequenta la scuola inglese, è una gran chiacchierona e ogni giorno impara qualcosa. Anche noi però impariamo qualcosa da lei. “Due uomini e una culla” si snoda in un arco di tempo di quattro anni: dal novembre 2012 al Natale 2016. Dentro c’è tutto e ogni cosa risponde a verità: decisioni, scelte, emozioni, timori, gioia, impazienza, ansia, desideri, aspettative, lacrime di gioia e commozione, risate. E poi l’arrivo di Anna: un sogno che si realizza, il latte da scaldare, le notti insonni (poche per fortuna), i gridolini, i sorrisi, le risate, i primi passi e le prime parole. Questa è la storia di Anna e se vorrete leggerla, condividerete quello che per noi è stato il regalo più grande, una sorpresa e un miracolo che si rinnovano giorno dopo giorno. Proprio come cantava Whitney Houston: greatest love of all.
Ho avuto modo di conoscere Andrea e la sua famiglia alla presentazione del libro; per dovere di cronaca devo riportare che Gianni lo avevo già conosciuto, ma non faccio lusinghe e non sono di parte se dico che questo è un libro che scalda il cuore. Lo fa per tanti motivi. Innanzitutto fa bene alla vita sapere che c'è qualcuno che ancora ha dei sogni e che si mette le gambe in spalla per realizzarli, poi desta ancora più ammirazione il fatto che ci siano persone che per farlo si mettono a nudo, in una società che sta cominciando a dare segni di umanità ma che rimane sempre un passo indietro rispetto a tante realtà, senza paura di essere per questo giudicati; nessuno ha la facoltà e il diritto di giudicare e nessuno deve essere giudicato. In tutto questo, non è solo un libro sul sogno di una famiglia, ma anche di una concretezza oggettiva, perché i sogni si fanno sulle nuvole, ma si realizzano sulla terra. Scalda il cuore perché ho ho avuto la conferma che forse "the greatest love of all" esiste davvero.