"Il giapponese intende le arti come metodi particolari di formazione che permettono di cogliere la bellezza dell'esistenza, quella bellezza che supera ogni comprensione razionale, ogni significato utilitaristico, e che è il mistero stesso. In questo senso lo Zen è strettamente imparentato con tutte le arti: con la pittura, la cerimonia del tè, l'ikebana, il kendo, il tiro con l'arco. [...] In Giappone non si studia un'arte per amore dell'arte, ma per ricevere l'illuminazione spirituale che essa può donare. Se l'arte si limita alla dimensione esteriore, se non conduce a ciò che è più profondo e più essenziale, in altre parole se non diventa una forma di spiritualità, il giapponese non la riterrà degna di studio. Arte e "religione " sono intimamente unite nella storia della cultura giapponese. L'arte di "disporre i fiori " non è un'arte nel senso proprio del termine, ma è l'espressione di una concezione della vita molto più profonda. I fiori devono essere disposti in modo da suscitare la visione dei "gigli dei campi ", di cui si dice che Salomone in tutta la sua gloria non poteva uguagliare lo splendore." (Dalla prefazione di Daisetz T. Suzuki).
Seppur meno conosciuto dell'assai noto e simile libro del marito, questo, sul disporre i fiori laddove là si tirava con l'arco, risplende, quanto meno, di pari bellezza.
Herrigel writes so plainly about "the flowers way" you can almost understand how it feels to work with the flowers. You cannot read the book without understanding the humility and receptivity necessary to this undertaking.
I would consider this book somewhat inappropriate for beginners, but it is a beautiful reference book. I cannot stress enough how clear and well organized it is.
In writing this book Herrigel faced the impossible problem faced by all of the non-verbal arts/skills/traditions that is illustrated perfectly in the following zen parable:
Q-In Zen, this very mind is Buddha. Is this not so?
A-If I say yes, you will think that you understand without understanding. If I say no, I will be denying a truth that many see quite plainly.
Then the master slapped his hand on the floor, as if to awaken the pupil. At that moment, the pupil became enlightened.
In Western science we have the story of the British lads who learned to spot German planes. It was a non-verbal, non-verbalizable art.The only way to do it was to just try it, and let your brain learn it invisibly under the guidance of a master.
She gets out of the way of the book, which is about getting out of the way of the flowers. How thematically relevant is that? Very good.
Cos’è l’ikebana? L’arte giapponese di disporre i fiori? Sì ma… E’ difficile dare una definizione sintetica a questa antica pratica orientale, così come è impossibile apprenderla attraverso la sola parola scritta. Per essere assimilata infatti, oltre alla pratica costante, necessita della trasmissione diretta da maestro a discepolo, o per meglio dire “da cuore a cuore”. A cosa serve l’ikebana? L’ikebana insegna a “donarsi totalmente dimenticando se stessi, essere pazienti, non attribuire importanza alla propria persona ma rapportarsi agli altri con bontà, senza imporsi, senza attendersi riconoscenza: tutto ciò fa parte della via dei fiori.” Questo libro, nonostante il titolo un po’ abusato da una lunga serie di pubblicazioni pseudo-zen, in realtà è valido e ci dà informazioni utili sui concetti e le tecniche di base, sulle modalità di apprendimento, pratica e sull’aspetto culturale, spirituale, umano di questa pratica. Ecco un passo del libro che mi è piaciuto: “Sin dall’inizio il principiante è invitato a meditare sul ‘cuore dei fiori’; dapprima per cogliere la natura del fiore e della sua autenticità, e poi per trovare e vivere in se stesso la semplicità e la naturalezza del proprio cuore. Egli deve risplendere come il ‘cuore del fiore’ e come questo deve effondersi, rimanendo contemporaneamente immerso in se stesso, nella propria gioia. L’allievo allora divide con gli altri, generosamente e spontaneamente, ciò che gli ispira il cuore del fiore e ciò che ritrova nel suo stesso cuore. Una corrente d’amore si manifesta così in un fluire e in un rifluire perpetuo, dal cuore del fiore al cuore dell’uomo e al cuore del tutto. Un’atmosfera sacra e indicibile regna nel luogo in cui Maestro e allievi lavorano in comunità di spirito. Le opere fioriscono in essa nello splendore della Quiete eterna.”
Credo che non si possa desiderare di meglio per comprendere l'arte di disporre i fiori (ikebana), e non solo quella. Pur essendo libro piccolo riesce a spiegare il concetto di spiritualità orientale. Ovviamente ci sono altri testi per approfondirlo, ma qui viene comunque spiegato quanto basta per riuscire ad entrare nella mentalità delle arti orientali.
A great short intro into zen and presents its basics beautifully while at the same time attempting to convey what the author believes is impossible to convey in intellectual terms to the westerners. The book also sparked my interest in the art of Japanese flower arrangements and inspired me to follow it's methods of simplicity with my flowers at home.
A gift from my brother (they were selling off books from the Tai Sophia library).
I don't think I'll take up Ikebana any time soon, but it gave me some interesting perspectives on teaching. The ikebana teacher presents examples, gently corrects, but allows the student to find his/her own right way without explicit instruction or rules. This is a path to deep understanding.
A meditation on the process with lessons applicable to other aspects of one's life: creative, working. Worth the time to digest this concise but profound text.