Sherazade, raccontami una storia
Edito nel 1969, è una raccolta di racconti, ambientati tutti negli anni '60, per lo più nel dedalo labirintico delle stradine del Cairo.
Non ci sono personaggi ricorrenti, ma passioni ancestrali, che fungono da filo rosso tra una narrazione e l'altra: il disincanto, il desiderio di vendetta, la solitudine, il rimpianto.
Luogo simbolo di questo castello dei destini incrociati che profuma di incenso è la taverna, l'osteria, presente in più storie: attorno a questo ambiente onirico ruotano uomini distrutti, folli, beoni senza meta, tutti avvolti in nebbie oniriche in cui è difficile comprendere fino a che punto la realtà scivoli nel sogno e viceversa.
Il gatto nero del titolo- uno dei racconti- mi ha tanto fatto pensare a "Il maestro e Margherita", il che mi ha al contempo esaltato.
Tante le suggestioni che mi lascia questa lettura, che mi è piaciuta proprio perché diversa da quelle in cui mi immergo di solito; il fatto che parli di culture diverse, di modi di vita differenti dal mio e la consapevolezza che non tutto può o deve essermi chiaro, la mancata immedesimazione...mi sono sembrati tutti fattori positivi e stimoli all'apertura e alla ricezione.
Non è un testo di facile reperibilità- forse in biblioteca- poiché non più pubblicato da anni: un vero peccato.